Risposte nei forum create
-
AutorePost
-
soledamore
Partecipante@tornate nelle fogne wrote:
qua i troll provenienti da pontifex, militia cristi o altre fogne del genere non li vogliamo e neanche quel coglionazzo di soledamore 👿
A te non rispondo nemmeno. Sei il solito verme anonimo che perseguita chi esprime, qui, un’opinione fuori dal coro. Mi fai pena. Se tutti fossero come te, i gay sarebbero ancora bruciati vivi come ai tempi dell’Inquisizione.
soledamore
Partecipante@Primauomo wrote:
😆 , minchia quante stronzate che scrive questo! Siccome sta parlando di se stesso e cioè di un povero infelice che desidera le cose che scrive, pensa (a torto, davvero!) che riguardino indistintamente tutti le proietta su tutti gli altri (gay) fa di tutta l’erba un fascio tira fuori teorie ridicole che scoprono solo i suoi nervi malati! Povero: una prece! 😥
Non mi sembra che sia una persona dai nervi malati, condivido la sua tesi: l’autostima porta ad odiare i gay. Se hai consapevolezza della tua virilità, anche se sei omosessuale, guardi i gay con occhio diverso. E’ un’esperienza che può fare chiunque. Ovviamente chiunque sia effeminato “per moda” e non per natura.
soledamore
PartecipanteAl gay che reagisse con violenza all’aggressione, non crederei nemmeno vedendolo nella realtà. Se lo vedessi, penserei che sia un etero travestito. Il gay, anche se maschile, ha un animus femminile, in termini junghiani. Questo implica un rifiuto istintivo di ogni violenza. E’ per questo che i gay attivi non esistono (i pochissimi che ci fossero sarebbero degli etero repressi). Il ruolo attivo implica una forma di violenza, conscia o inconscia, inutile girarci intorno.
I gay vengono odiati da certi etero per motivi ideologici maschilisti (gay=maschio degradato, femmina mancata, essere non virile, non adatto alla procreazione e alla difesa della razza etc.) Questi etero che odiano i gay d’altra parte hanno un loro fascino, ed è per questo che spesso i gay ne sono vittima. E’ il fascino di una virilità rozza, violenta, animalesca, senza se e senza ma. Il desiderio inconscio di essere “scopati a sangue” – come si dice volgarmente – ed essere oggetto del godimento, senza diritti – nemmeno quello al piacere -, dell’altro da sé.23 Ottobre 2020 alle 15:27 in risposta a: Maschi contro Femmine che avvilimento per i gay!!! #964137soledamore
PartecipanteIl fatto che gay e lesbiche debbano compiere un percorso comune nell’ambito delle istanze glbt, è solo il frutto della nefasta ideologia dell’Arci. Il cui maggior rappresentante in questo sito è almadell. Appiattirsi sul lesbismo come versione femminile dell’omosessualità maschile è uno dei più gravi errori fatti dal movimento. Anche per questo non abbiamo diritti.
soledamore
Partecipante@almadell wrote:
Già, mi spiace che uno scherzo di Soledamore
abbia avuto così tanto successo 😀Non capisco a quale scherzo tu ti riferisca, ma al fatto che tu ti dispiaccia se scrivo un post di successo ci credo profondamente. Credo si chiami: invidia.
22 Agosto 2020 alle 20:08 in risposta a: PROSTITUZIONE NEI LOCALI GAY A MILANO PERICOLO ESCORT #951900soledamore
PartecipanteAh, chiaramente: chi ha rapporti con minorenni commette reato di pedofilia, che i minorenni si prostituiscano o meno. Le leggi già ci sono e basta applicarle.
La prostituzione di un adulto va legalizzata in ogni caso. Anche le marchette devono pagare le tasse, devono svolgere il loro lavoro in una struttura che si faccia garante della loro professionalità, si occupi dei controlli sanitari e offra gli spazi per l’esercizio dell’attività.22 Agosto 2020 alle 20:03 in risposta a: PROSTITUZIONE NEI LOCALI GAY A MILANO PERICOLO ESCORT #951899soledamore
PartecipanteChe bello questo sussulto di moralità da parte di un gay, questo elenco delle varie casualità dal sapore quasi gesuitico! La dignità, addirittura! E già, un gay dà per scontato che l’inserimento del pene di un maschio nel suo ano non comporti alcuna perdita di dignità (un etero non sarebbe d’accordo, per esempio…). Però considera ignobile che uno venda il proprio corpo per fame! E certo, meglio che muoia di fame…basta che però conservi la dignità! L’escort invece è un figo che fa un lavoro gratificante e fa sentire gli altri gay sfigati. Evidentemente gli escort sono ricchi di famiglia, e quindi non hanno bisogno di vendere la loro dignità per fame 😆 ….ma che ragionamenti banali, stupidi, faziosi, dal retrogusto tipicamente cattocomunista, tipici di quegli omosessuali che sopiscono i sensi di colpa per la loro condizione illudendosi di combattere per un mondo migliore, ma in realtà contribuendo senza consapevolezza al declino definitivo.
soledamore
Partecipantep.s.
Che uno si dichiari gay o prenda atto della sua omosessualità senza baccagliare, per l’orbe terraqueo sempre frocio sarà, non ti illudere! Forse può esserci una differenza solo per quanto riguarda il discorso della limitazione del danno in rapporto all’omofobia.
soledamore
Partecipante@almadell wrote:
Sappiate solo che ve la siete SCELTA
questa vita infima e disperata;
in cui fate “atti omosessuali” evitando l’etichetta “gay”
mentre l’orbe terraqueo v’ha messo la targa “froci”Sei triste, Soledamore? Mi dispiace.
Credi di essere triste perché ti piace il cazzo? Mi dispiace.
Preferiresti moglie e figli, Soledamore? Mi dispiace.
Io non ti posso aiutare.Il mio ragazzo si sveglia col sorriso tutte le mattine.
A me importa solo della sua felicità
Posso aiutare solo lui,
tutto il resto è letteratura.Guarda che hai preso un grosso granchio! 😆
E’ un tale “deluso molto” che ha iniziato questo thread sulla tristezza dei gay! Io non sono affatto triste, mi godo le mie attitudini omosessuali in linea con il mio modo di pensare, le mie aspirazioni spirituali, la mia libertà da ogni ideologia e secondo la mia fede (che è post-cristiana e anti-vaticana). Ho un rapporto stabile (da 5 anni ormai) con la persona che amo e che non ho mai tradito (facile amare una persona quando hai la possibilità di sollazzarti con altri, con/e/o senza il suo consenso), con la quale do sfogo (e a cui lascio sfogare) tutti i tipi di pulsioni erotiche con grande godimento reciproco. Non ho bisogno di dichiararmi perchè per scelta ho deciso di non trarre alcun vantaggio sociale dai miei gusti sessuali (la virilità è anche questo). Se però qualcuno con cui instauro un rapporto di una certa profondità mi facesse certe domande non esiterei a informarlo sulle mie predilezioni.
Mi vivo quindi la mia omosessualità con grande naturalezza ma con uno stile fatto di sobrietà e discrezione che non devo preoccuparmi nemmeno di imporre, nè a me stesso nè al mio compagno, perchè ci riesce naturale.
Allo stesso tempo però devo prendere atto dell’infelicità che vedo in tanti gay, compreso in te stesso. Spesso dietro una maschera di allegria e ottimismo si nasconde una disperazione più o meno greve. Io stesso attraverso momenti down, ma riesco a superarli perchè non mi identifico con le mie pulsioni omosessuali e non costruisco la mia personalità partendo da esse. Non si è tristi perchè piace il cazzo mentre agli altri piace la figa. E’ una questione di gusti, in fondo. 😀 Se però vuoi fare di questa tua attitudine all’apprezzamento del cazzo una professione, quella del gay, marciandoci sopra, allora sarai sicuramente infelice. Mai detto che preferirei moglie e figli! Al massimo posso aver detto che l’ideale sarebbe avere tanto un compagno quanto una compagna per costruire un modello triadico di famiglia, veramente alternativo. Altro che prenderlo nel sedere nel buio di una darkroom nel week end e poi ritornare col compagno nei giorni feriali e fare la coppia gay stile mulino bianco invertito! 😀soledamore
Partecipante@almadell wrote:
Ospite, perché il discorso di Soledamore
possa essere sostenibile lui deve eliminare
la componente dell’omofobia:
il pregiudizio religioso, l’aggressività nazionalista,
la diffidenza eterosessuale e gli ostacoli della famiglia.Deve fingere che essa non esista per poter imputare
l’infelicità degli omosessuali al loro stesso dongiovannismo
e negare che la nostra “sterilità” sia solo un problema legislativo.Probabilmente non è dichiarato in famiglia
e quindi non può farsi carico socialmente
di uno stile di vita alternativo:
quale una convivenza o anche soltanto una reazione
nei confronti dell’omofobia del suo ambiente sociale.Almadell, perchè non ti rivolgi a me direttamente e parli di me per interposta persona? Non avere timori, io non mordo (fisicamente)! 😆
Non è molto corretto dal punto di vista delle regole dell’argomentazione cercare di confutare un’opinione andando sul piano personale, traendo peraltro delle conclusioni infondate. L’infelicità del gay non deriva dall’omofobia, è connaturata alla condizione stessa del riconoscersi nello status sociale di gay così come lo è nel riconoscersi omosessuale. Le conseguenze dell’omofobia sono gli insulti e le lesioni personali, non la tristezza della condizione in sè. Confondi le cause con gli effetti. Grave dal punto di vista logico!
Inoltre mi sembra fuoriluogo parlare di dongiovannismo a proposito del fallocentrismo dei gay: il dongiovanissmo comprendeva un concetto di seduzione dell’altro da sè (con differenza di gender) che è assente nel sesso meccanico e compulsivo fatto in una dark room o in una sauna.
E ancora: se uno stile di vita alternativo è quello che consiste nel consumare merci-status, fare vacanze nei luoghi del turismo sessuale, praticare un sesso scadente nei noti luoghi di aggregrazione, fare una vita di coppia sterile che si regge su menzogne e compromessi, sostenere l’Arcigay in attesa di diritti che ci saranno negati sempre fin quando nella galassia della Sinistra ci sarà una componente teodem o “cattosensibile” (nel senso di sensibile agli umori e ai livori delle gerarchie vaticane)…meglio sarebbe rimuovere le proprie pulsioni omosessuali e praticare una rigorosa castità sublimando le proprie attitudini! 😀Per quanto riguarda il discorso personale sull’omofobia: confesso che non ho mai subito un’aggressione omofoba, e nei luoghi di aggregrazione che frequento convivono skin heads e glbt. Mi sono chiesto perchè. La risposta che mi sono dato è che non mi sono mai presentato come gay che ha qualcosa da rivendicare o come omosessuale depresso, ma semplicemente come persona. Mi è capitato di difendere una lesbica dall’aggressione verbale di una persona rozza, anche se la lesbica aveva torto. Così come mi è capitato di difendere dei gay diciamo “eccessivamente provocanti” nell’abbigliamento e nell’atteggiamento da qualche fascistello in overdose ormonale. Cose fatte sempre però ponendomi sul piano di “persona”. Cosa che mi ha assicurato il rispetto e la stima di entrambe le parti.
soledamore
PartecipanteQuindi, più rozzamente: fin quando come “gay” sarò indotto a praticare uno stile di vita basato sulla collezione del maggior numero di cazzi (fallocentrismo), sul consumismo più sfrenato, sul culto dell’esteriorità e della giovinezza, su un fallace concetto di bellezza, sarò sempre infelice. Se non lo sarò subito, lo sarò poi. Le variabili sono rappresentate dall’età, dall’intelligenza, dalla condizione sociale. Ma la costante è una sola: facendo il gay prima o poi si è infelici. Perchè la giovinezza passa per tutti, la bellezza sfiorisce con l’età, con il denaro puoi comprare l’orgasmo ma non il sentimento autentico…banali verità, vere proprio perchè banali.
Se invece attraverso una relazione affettiva basata su un progetto esistenziale do un significato alla mia omosessualità tutto cambia. Tuttavia è molto difficile trovare una persona con la quale costruire un “progetto esistenziale”. Che ovviamente non può ridursi a una prospettiva meramente economicistica ma piuttosto avrebbe necessità, per estrinsecarsi, di un approdo artistico, scientifico, culturale per soddisfare le esigenze più elevate del’anima. Da qui la conseguenza che anche smascherando il fallace stile di vita gay e prendendone le distanze non si raggiunge immediatamente la serenità. Da qui anche la tristezza non solo dell’essere gay, ma dell’essere omosessuale tout court.soledamore
PartecipanteFatto il preambolo entriamo nel vivo della discussione. Ho sempre rifiutato il termine gay per definire l’esperienza omosessuale. L’ho trovato sempre un ossimoro rispetto a questa esperienza. C’è poco da essere felici (gay) nell’essere omosessuale.
L’omosessualità è un’esperienza drammatica nei confronti della quale il massimo obiettivo che si può raggiungere è viversela con serenità. Per quanto attraverso la cultura si riesca a decostruire il discorso omofobico a partire già dalla Bibbia e a smascherare la sessuofobia del cattolicesimo, specialmente per un omosessuale italiano che è imbevuto di “visione cristiana della vita” sin dalla fase intrauterina, e continua ad esserne imbevuto direttamente o subdolamente per tutto il corso della sua esistenza, essere gay difficilmente può appagare i desideri della sua coscienza, che in qualche modo proprio perchè imbevuta di spiritualità (una spiritualità che anche se deviata c’è ed occorre indirizzare verso altri obiettivi perchè in sè è una ricchezza) ha desideri che non possono essere ridotti al fallocentrismo o alla superficialità cerebrocorrosiva della società dello spettacolo, con la sua trama avviluppante di falsi miti e bisogni indotti che diventano spesso necessità.
Su questo fallocentrismo, su questa ricerca del Fallo altro da sé, fantasmatico “oggetto A” (maiuscola) sostitutivo del proprio ego frammentato, su questa questua di una parzialità che non sarà mai posseduta perchè è l’intero della nostra non riconosciuta parzialità nella fase dello specchio, si basa il cosiddetto “stile di vita gay”. La causa dell’infelicità del gay è quindi proprio lo stile di vita gay! Prendere consapevolezza di questa verità è il primo passo per vivere con serenità la propria condizione di omosessuale. Il secondo passo è quello di trovare un compagno con il quale condividere la propria affettività elaborando un progetto esistenziale. Questo passo è quello più difficile, perché parlare di progetti esistenziali in questa epoca di deiezione e mercificazione globale risulta quasi incomprensibile.soledamore
PartecipanteFinalmente una discussione interessante. E’ da molto tempo ormai che parlo, anche in questo sito, della differenza tra gay e omosessuale. Spesso però l’irritazione che provoca questa distinzione, che urta la malafede di esponenti di note organizzazioni che su questa distinzione hanno fatto la loro fortuna, si sfoga in maniera anonima e immatura, sotto forma di uno sciocco trollaggio da parte del solito utente che ormai abbiamo imparato a conoscere tutti.
Preciso pertanto ai nuovi utenti che desautorare l’Arcigay, per esempio, dal ruolo di Promotore Unico dei Diritti del movimento glbt (una promozione che dura da lustri senza alcun risultato concreto) non è un discorso fascista. Lo so, forse è ridicolo fare questa precisazione, ma attribuire l’etichetta di “fascista” a un ragionamento scomodo è il modo più comune da parte di qualche utente (ed anche il più volgare) per deligittimarlo. Del resto, come diceva Flaiano: in Italia i fascisti si dividono in due categorie, fascisti ed antifascisti…30 Giugno 2019 alle 13:24 in risposta a: Balestrate-Alcamo, Sicilia:una spettacolare zona gay #862544soledamore
PartecipanteQuesto rozzo schematismo che divide il comportamento omosessuale in “atti di gay che si accettano” e “atti di gay che non si accettano” è davvero superato. La ricchezza della sessualità che si esprime nelle regioni dell’Italia meridionale viene ancora razzisticamente tacciata di ignoranza e arretratezza, palesemente o no. Non si vuole riconoscere una cultura sessuale diversa! Certo perché va contro gli interessi di che vuole standardizzare chiunque abbia un comportamento omosessuale nella figura socio-giuridica del gay, iscritto a una qualche associazione, facendo volontariato per la quale acquisterebbe i famigerati “diritti” che ne farebbero la copia oscena di un membro di una qualunque coppia etero piccolo-borghese. Contro questo pregiudizio, peraltro vigente anche in questo sito, combatto da mesi. E ha la mia stima chi si dichiara frocia e terrona piuttosto di chi si dichiara gay “impegnato” (ovvero iscritto all’Arci). Basta con questo bollino di appartenenza. Persino ora che la famigerata ideologia delle quote rosa ha portato al governo chi non ci rappresenta per nulla, l’ideologia delle quote arcobaleno vorrebbe affermarsi dietro l’egida della battaglia per i diritti civili. Ma siamo seri!
1 Maggio 2019 alle 10:36 in risposta a: Balestrate-Alcamo, Sicilia:una spettacolare zona gay #862510soledamore
PartecipanteLa Sicilia è una regione stupenda e una vacanza in quel posto può soddisfare esigenze culturali, naturistiche e anche sessuali. Una cosa non esclude l’altra. Di queste tre cose contemporanemaente e a livelli alti si può godere solo in certe regioni del sud. Mi fa senso che in un sito di gay ci siano pregiudizi nei confronti dei meridionali. Forse è per questo che alcuni thread vengono bloccati senza motivazione. Io stesso ho subito attacchi molto volgari tipo slogan da stadio. Non in questa sezione però. O almeno non ancora…In genere questi attacchi li fanno le stesse persone che sbavano per il membro dei “terroni”, notoriamente più dotati. Sarà invidia?
-
AutorePost