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soledamore
Partecipante@HugeUnicum wrote:
Le secrezioni anali persistono sulla pelle del dito, da sniffare quando torni a casa con la metro, per ricordarti di lui. Immagino che soledamore invece si addormenti con dentro lo sperma di un eterosessuale che l’abbia fecondata. Conosciamo la sua sudditanza alla parvenza del maschio non civilizzato. Ad ognuno il suo.
Certo che le secrezioni anali persistono, sporcaccione! Soprattutto se non ti lavi bene le mani con acqua e sapone 😀 Immagino poi la figura che fai con gli altri utenti della metro, che ti guardano mentre sognante annusi gli effluvi fecali promanati dalle tue dita sudice 😀
Niente è più eccitante sessualmente di un maschio non civilizzato. Ma le normali pratiche igieniche mi tengono lontano dalle fantasie erotiche che proietti su di me per decorare un tuo vissuto che evidentemente lascia molto a desiderare.soledamore
Partecipante@HugeUnicum wrote:
Cosa volete che sappia o capisca soledamore dei gay? Se non continuasse a replicarmi, con lui avrei chiuso da un pezzo!
Proprio perché qualcosina dei gay l’ho capita (ma giusto perché ho avuto frequentazioni reali – basandosi solo su quello che si legge nei fora se ne potrebbe avere un’idea un po’ distorta 😀 ), preferisco definirmi provocatoriamente omosessuale e rifiutare l’etichetta “gay”, anche se in realtà sono queer (ma non per posa, come te)! I tuoi discorsi sulla sessualità gay sono ideologici, non hanno riscontro con la realtà e toccano decisamente il ridicolo quando insisti con questi etero che si penetrano con “ogni sorta di oggetto contundente”. Sono gli stessi etero immaginari che si prodigano in fellatio e provano il sesso anale nel ruolo passivo con un gay. La tua vita sessuale è un po’ “fumettistica”, ammettilo. E’ comprensibile.
Rarissimo, ma plausibile, il passaggio dalla passività all’attività. Le possibilità della libido sono infinite. Ma a questo punto dobbiamo ammettere anche che un etero che sia diventato gay possa ritornare su i suoi passi, come il Luca di Povia! Certamente però, in entrambi i casi, per onestà intellettuale, non possiamo portare queste due eccezioni come paradigmi della sessualità omo o etero 😀soledamore
PartecipanteIn ogni caso tenersi l’odore delle secrezioni anali sulle proprie dita e non lavarsele dopo il rapporto è una cosa un po’ schifosa, che non ha che fare nemmeno con il sesso, ma semplicemente col sudiciume.
@Ospite wrote:
Mi piace, mi piace infilare anche due dita in un culetto profumato, leccandole per lubrificare, prima di infilarci il cazzo che così scivola meglio. Mi piace, dopo, non lavarmele (a meno che non si siano sporcate) e mentre torno a casa annusarle, sentendo quell’intimo odore di profumo…
Immaginate di essere amici di questo individuo (ovviamente non sapete nulla delle sue predilezioni olfattive per ciò che secerne l’ano altrui) e di incontrarlo per caso per strada. Affettuosamente avete intenzione di stringergli la mano…
soledamore
Partecipante@HugeUnicum wrote:
soledamore, senza offesa, il tuo punto di vista e’ semplicemente ottuso e soggiacente ad una presunta superiorta’ della idea arcaica e patetica che ti ha inculcato il popolino del maschio eterosessuale.
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Guarda che se uno non sapesse che fai parte del cosiddetto “circolo delle sfrante di spazio libero” la tua affermazione venderebbe bene il suo contenuto di verità 😀
Pensare che la fecondazione del proprio ano faccia aumentare la mascolinità è sublime logica frocia (senza offesa, davvero). Io ritengo che quest’evento sia la prima tappa di un’ineluttabile passivizzazione, pensa un po’. Le storie sul ritorno all’attività dopo essere stati passivizzati, mi sembrano leggende come quelle cantate da Povia sul gay che era gay ma adesso ama lei 😆 (madjakk, mi dispiace andare sul personale, ma questo la dovevo dire 😳 certo a livello di omosessualità stai messo meglio di almadell che si definisce gay rimuovendo il godimento anale. Quando lo proverà, in base alla tua esperienza, potrà diventare davvero attivo, forse 😀
Sembra quasi una cura per gli etero impotenti: passivizzatevi, e ritornerete maschi! 😀
In tutto questo mi dispiace solo per le illusioni che potete suscitare in utenti come primadonna 😮soledamore
Partecipante@HugeUnicum wrote:
Mi sembra del tutto irrilevante un discorso sulle percentuali. La maggioranza dei gay e’ dichiaratamente versatile. Fosse anche solo per un discorso di principio. O culturale.
E’ proprio questo il punto: la discrepanza tra la dichiarazione teorica di “versatilità” e la realtà della pratica sessuale. Insy Loan ci fa sorridere perché ironicamente gioca proprio su questa contraddizione. Ribadisco che un etero che si trastulli regolarmente con il godimento anale, probabilmente è un omosessuale che non si accetta. E che c’è un enorme differenza tra l’inserimento del dito della partner (che è soprattutto un gioco perineale), la stimolazione della prostata e la perforazione della stessa con un oggetto contundente 😀
Esistono però etero che si concedono esperienze omosessuali. Nelle quali rivestono un ruolo esclusivamente attivo. E che restano etero. Semplicemente perché non sono interessati al godimento anale e non sono agiti da dinamiche fallocentriche. Se un tizio pur dichiarandosi etero desidera essere penetrato da un gay o fargli una fellatio, state certi che tutto è, persino una trans mancata, ma non un etero 😀soledamore
Partecipante@almadell wrote:
@soledamore wrote:
Se uno si autostimola l’ano “con ogni sorta di oggetto contundente”, anche se si proclama etero, come sostiene il tizio sopra, stai certo che è il tipico omosessuale passivo 😆
L’esistenza degli etero “anosensibili” è una leggenda gay partorita dall’eterofobia tipica di molti menbri di questa sottocategoria degli omosessuali 😀Ma credi che gli etero
abbiano tutti problemi di prostatite? 😀
Maddai, poveretti!
Gli etero – come i gay – fanno con le loro compagne
più o meno tutto quello che gli passa per la mente.
Penso di non conoscerne uno che non lo ammetta;
anche se in genere non vanno oltre al dito.Per il resto devo dire di conoscere molti Versatili;
molti attivi che ogni tanto lo prendono
e molti passivi che ogni tanto lo mettono.
Veri integralisti del ruolo ne conosco pochi.Penso ci sia una piccola differenza tra il ditino della partner e un oggetto contundente!
Per la maggior parte degli etero l’ano è una roccaforte sessualmente inespugnabile la cui unica funzione è l’espulsione delle feci. Farselo violare significherebbe subire un’aggressione fallica castrante.
E’ vero che ci sono etero (difficile quantizzarli) che apprezzano il ditino (rigorosamente femminile) lì, ma etero che si trastullano o si fanno trastullare regolarmente dalla compagna con un vibratore, se esistono credo sia difficile definirli etero, probabilmente sono bisessuali che non si accettano (o meglio non accettano la loro componente omosessuale), tipo quelli che vanno a trans.
er quanto riguarda i gay: certo, esistono anche gli attivi e i passivi che cambiano ruolo una tantum. Ma nel mondo gay numericamente sono i passivi a prevalere, inutile mentire a se stessi.
Credo che in fondo Insy in maniera leggera e spiritosa volesse sostenere semplicemente questa tesi: la prevalenza del passivo. Ho trovato l’articolo divertente e ficcante 😀soledamore
Partecipante@fenice78 wrote:
Credo Fortemente che la versatilità sia un valore da inseguire e coltivare nel mondo gay; è quello che ci contraddistingue rispetto al mondo eterosessuale, dove tutto è più plastico, più assoluto, più dicotomico. Il mondo gay è un mondo a colori, un arcobaleno e la versatilità a letto e è a tutti gli effetti una caratteristica principe.
La versatilità non è un valore, ma solo un modo per rendere meno squallido il tipico ménage di una coppia gay, in cui, è inutile che ce la cantiamo, ci sono due ruoli ben definiti: l’attivo e il passivo.
Sfortunatamente l’applicabilità del modello ideale “versatile”, si scontra con la triste realtà che la maggior parte dei gay, avanzando con l’età, tendono a cristallizzarsi in un ruolo esclusivamente passivo. Quindi alla fine molte coppie si disfanno perché entrambi i componenti sono passivi e non hanno modo di raggiungere il pieno godimento se non adottando una serie di stratagemmi che però mortificano quell’idea di coppia che li tiene uniti: il terzo uomo, l’apertura della coppia, il momento di riflessione etc.soledamore
Partecipante@blistaj66 wrote:
Ma scusate tanto la mia ignoranza o se volete definirla esperienza poco approfondita, come si fa a riconoscere un attivo da un passivo al primo colpo d’occhio?
Se uno si autostimola l’ano “con ogni sorta di oggetto contundente”, anche se si proclama etero, come sostiene il tizio sopra, stai certo che è il tipico omosessuale passivo 😆
L’esistenza degli etero “anosensibili” è una leggenda gay partorita dall’eterofobia tipica di molti menbri di questa sottocategoria degli omosessuali 😀soledamore
Partecipante@HugeUnicum wrote:
Resta il fatto che i versatili siano estremamente complicati nell’accoppiarsi fra loro. E finiscano con l’essere attivi esclusivi o passivi totali per la quasi totalita’ dell’anno. Ma…
Guarda, se ti riferisci ad almadell che sostiene di essere attivo tutto l’anno tranne il giorno di San Valentino (o qualcosa del genere) credo sia solo una boutade 😀 Come non credo che possa definirsi omosessuale chi non abbia una sessualità incentrata sul godimento anale, come momento fondante. Un omosessuale che apprezzi esclusivamente un ruolo attivo, possibilità puramente teorica e smentita dall’esperienza di tutti, a voler essere sinceri, mi sembra una contraddizione di termini (i mercenari non fanno testo). Il ruolo attivo è una prerogativa che teoricamente potrebbe esercitare anche con un corpo femminile (o con un corpo qualsiasi che abbia un buco) non vedo perché debba preferire il corpo maschile, visto che non è un vero omosessuale. Ma se, per un percorso libidico particolare, riuscisse ad esercitale il suo ruolo attivo solo inscrivendolo nel registro parziale di un ano peloso, anziché liscio, credo in ogni caso che la cosa abbia a che fare col fatto che se c’è un ano peloso, dall’altra parte c’è anche un pene. Non con il pelo in sé 😀
soledamore
PartecipanteIo penso che il fulcro del desiderio omosessuale nella società italiana (almeno) odierna, sia quello di essere penetrati dal Fallo. E’ una reductio spaventosa della libido, ma è la triste verità. Omosessualità nella società odierna è sostanzialmente soggezione fallica. Questo spiega perchè fondamentalmente gli omosessuali siano passivi e perché sorgano tante leggende metropolitane sui mitici “omosesuali attivi” che servono a rivirilizzare i gay per non soccombere alla scarsa autostima derivante dal proprio deficit fallico. L’esperienza di Insy credo sia un’esperienza molto comune.
Con ironia, Insy tocca un tasto dolente, ma anche una profonda verità.
Ammettere il fallocentrismo spiega parecchie cose dell’omosessualità contemporanea: oltre alla questione della falsa versatilità, molto comune, spiega anche la promiscuità (dato che il Fallo è inattingibile viene sostituto con una serie di peni che mortificano il godimento in una catena nevrotica). Spiega la ricerca dell’etero (consapevolemente o no, ritenuto genuino detentore del Fallo). La pervicacia con la quale i gay eterofobi ritengono “frocissimi” etero che hanno esperienze omosessuali, magari per necessità o per curiosità, o persone bisessuali. Spiega anche la difficoltà per un gay di trovare un partner adatto (per un progetto esistenziale, non per una notte), il triste esito di tante relazioni e, in ultima analisi, la stessa infelicità dell’omosessuale italiano contemporaneo. Mi limito al caso italiano perché non ho esperienza di omosessuali di diverse nazionalità. Molti sostengono, per esempio, che nell’Europa del Nord le cose non stiano così. Mi permetto di dubitarne, anche non avendo riscontri diretti. Quello degli omosessuali nordeuropei, prevalentemente attivi o versatili “veri”, mi sembra un altro mito ad uso e consumo della strategia della virilizzazione per rimuovere la questione del fallocentrismo.soledamore
Partecipante@pesciolin0 wrote:
grazie a tutti ragazzi (in special modo a soledamore)… non volevo creare attriti, anche se, forse, il vostro era solo un confronto! Comunque mi avete aiutato a capire un po’ di più! Il mio problema è che ho accettato la mia omosessualità a 30 anni e, ancora oggi, ho molta vergogna negli approcci con gli altri uomini! Forse il pene piccolo è solo una scusa per non avere incontri! […]
P.S. Comunque accetto ancora volentieri i vostri consigli!Ma di niente, pesciolin0! E non temere, non c’è confronto fra me ed almadell, anche se forse lui subisce molto il tentativo di confrontarsi con me 😆
Dopo che hai aggiunto questi altri particolari alla tua storia, ti consiglierei di liberarti comprando una prestazione sessuale. Non lo troverei moralmente riprovevole in un caso come il tuo. Ed è anche per situazioni come questa, molto più comuni nel mondo gay di quanto non si creda, io sono per la riapertura delle case chiuse, attirandomi addosso le ire dei moralisti e dei bacchettoni. Magari uno fa il CO, frequenta gli ambienti, è orgoglioso di essere gay ma la sua sessualità viene repressa dall’atteggiamento che ha la maggioranza dei gay nei suoi confronti (anche questa è endo-omofobia),
La marchetta ristabilisce un equilibrio naturale nel godimento della popolazione omosessuale. Da qualche parte in questo sito dovrebbe esserci addirittura un “Elogio della Marchetta”, dove l’autore spiega in maniera accurata una serie di concetti che condivido anche io.soledamore
Partecipante@almadell wrote:
Non è affatto strano che ci si innamori
prima di essersi reciprocamente visti nudi 🙂
Lo so che ormai sono tutti abituati
a scambiarsi foto porno prima di incontrarsi;
ma internet non è sempre esistita
né si rimorchia solo in internet…Sarà, ma questa mi sembra più una dinamica eterosessuale che omosessuale, a dirti il vero
Una volta (come suona bene “una volta”)
si usciva con un ragazzo senza saperne il ruolo,
figuriamoci la sua virilità espressa in centimetri 😀Guarda che con il gay radar il ruolo lo si intuisce molto facilmente, ora come allora, immagino. Poi spesso le dichiarazioni in merito sono mendaci, anche nella realtà. La verità, nel dubbio, la si scopre solo a letto, e credo che siano più le delusioni che le piacevoli sorprese. In realtà in passato non c’era tutta questa endo-omofobia contemporanea nei confronti del gay passivo o effeminato, quindi non c’era bisogno di mentire. E in passato non c’era nemmeno tutto l’omolesbismo attuale. Si sapeva senza infingimenti e razionalizzazioni quale fosse il maschio vero, dove cercarlo e quale fosse il ruolo naturale da assumere. Basta leggere Arbasino. Il problema in Italia è nato quando i gay hanno voluto costringere i bisex a dichiarare il loro orientamento omosessuale. Il modello di omosessualità mediterranea era libero da ogni condizionamento sessuofobico, nonostante l’Italia fosse ancora più cattolica di adesso. L’importante era agire con decoro. Che si fosse esclusivamente omosessuali e si andasse a marchette o che si fosse etero trasgressivi, a nessuno veniva in mente di farne una questione di orgoglio, mettendosi a ballare su un carro con il deretano in bella vista
Non essendo mai stato scartato per il “pene piccolo”
ho un’opinione bassa o nulla del peso della “fallolatrìa”.
Sono stato invece scartato un paio di volte per l’altezza
(per alcuni sotto il metro e ottanta non si è maschi)
e un numero imprecisato di volte per la magrezza
o per l’assenza di muscoli.Probabilmente l’altezza, la magrezza o la mancanza di muscoli erano solo pietose bugie. La fallolatria mica si basa sulla mera considerazione della lunghezza! Possibile che tu abbia incontrato gay così rozzi che facevano loro questo unico criterio di valutazione, la lunghezza? Il pene ha tre dimensioni, e poi ha una quarta dimensione, dinamica, che rimette in gioco il tutto. Ancora, ci sono i fattori extra-morfologici, quali la durata, il volume del mitto spermatico, l’integrità o meno del frenulo, l’armonia con le proporzioni del corpo, per quelli condizionati da fattori estetici, etc. 😆
Se fossi complessato la metà di te
strepiterei contro la superficialità di un mondo gay
che pensa solo alla palestra o ai fisici pompati.
Non ho però intenzione di rubarti il mestiere 🙂Complessi non ne ho, quando giudico la superficialità e la tristezza di certi personaggi e certi ambienti parlo per esperienza vissuta. Prima di scegliere la coppia momogamica chiusa, ho avuto tante esperienze, cosa credi?, e parlo con cognizione di causa. Credo che invece tu abbia complessi irrisolti nei confronti degli effeminati e dei passivi. Probabilmente perché invidi in loro l’orgasmo prostatico che non hai mai provato. E’ un complesso tipico di chi si ritiene prevalentemente o esclusivamente attivo 😈
@almadell wrote:
Qualunque ragazzo che abbia avuto una relazione di almeno un anno
è virtualmente pronto per “qualcosa in più”.
L’ano rimane stretto solo se non lo usi.
E non tutti fanno sesso solo il sabato sera in una dark,
alcuni hanno anche un compagno fisso con cui fanno molto sesso…
Anche limitandosi al primo anno di “passione bruciante”
sono pur sempre trecento rapporti anali ravvicinati
che renderebbero elastico anche il più ritentivo dei verginelli…Non parlare con me di coppia monogamica chiusa e del suo regime sessuale (perché questa è la coppia fissa, la coppia aperta è solo una squallida finzione che funge da appoggio e da stampella nei periodi di magra, quando si è scelta la promiscuità). Anche in una coppia cattolica, non è che l’opzione della castità prevalga spesso, nonostante i buoni propositi. Ma almeno, si è liberi dalla fallolatria!
Conformazione anatomica non sgnifica solo ano più o meno dilatato. Conta anche la sua profondità, che certo non aumenta con l’uso, così come contano la forma e l’inclinazione dell’asta e altri fattori extragenitali 😆Non ho mai fatto sesso con un Giapponese, quindi non mi pronuncio.
Ma tra Cina, Thailandia, Vietnam, Laos, Cambogia,Filippine, Indonesia, India e Sri Lanka
nessuno mi ha mai fatto sentire “mostruoso”.
Suppongo ciò sia dovuto al fatto che l’Orientale che va con l’Italiano
in qualche modo si aspetti di trovare qualcosa sopra ai suoi standard.La cultura giapponese è molto raffinata. Nel suo aspetto omosessuale rivela un mondo sorprendente, tutto da scoprire.
Vedo che hai fatto molto turismo sessuale, in Oriente. Conoscendoti, però, credo che sia la tua soluta buffonata senza riscontri nel reale. Al massimo avrai avuto qualche esperienza con un immigrato proveniente dal sud della Cina, e su questo hai costruito il tuo stereotipo sugli Orientali 😀@almadell wrote:
Ciascuno di noi conoscerà almeno un attivo col pene piccolo
e un passivo col pene enorme, no?
Ci sono molti fattori che concorrono a formare la propria preferenza di ruolo.
Ciascuno di noi – forse – potrà ricostruire la propria “storia sessuale”.
Alcuni sembrano averlo capito a priori, altri a posteriori rispetto all’esperienza.
Sulle cause a priori le dimensione potrebbero avere il loro peso.La dimensione intesa come lunghezza ha il suo peso solo nel gay totalmente fallonormativizzato. La macchietta della checca che facevano i film italiani di serie B degli anni ’70 , insomma 🙂
@almadell wrote:
Che il grosso pene fosse indice di scarsa virilità
credo sia un pregiudizio di epoca Romana.
Nelle fantasie/timori degli etero la transessuale è sempre dotatissima 🙂Ma chi te l’ha detto? E’ vero il contrario! Per i Romani il fallo si identificava con la virilità e la fecondità. Mai visto una raffigurazione di Priapo?
La tua femminilizzazione del gay passivo è – come al solito – disgustosa.
Un pene rimane un pene per quanto tu sia “slabbrato”
e percepirlo come un “clitoride estroflesso” (ne esisteranno di “introflessi”?)
è una possibilità anche per il verginello che attende il principe azzurro.In realtà io batto più sul tasto della passivizzazione del gay che scopre la sua femminilità.
Il pene come clitoride estroflesso (a differenza di quello introflesso, che è naturalmente quello femminile), è semplicemente il pene come componente del superorgano perineale, che parte dalla sommità della fessura anale, segue tutta la curva, e attraverso il perineo e i testicoli giunge infine alla sommità del glande. Una linea erotica ideale, che volesse porsi come limite del superorgano perineale, a scopo didattico, avrebbe lo stesso punto di partenza (sommità della fessura anale) e dopo aver circumnavigato il glande, cadrebbe giusto al centro dell’ombelico, diramandosi a raggiera nella zona pubica fino all’interno delle cosce.Che una cattiva defecazione abbia a che fare con l’essere attivi
è qualcosa di molto probabile (come potrebbe esserci tra passività e fimosi).
Che avere una ragade anale o la colite ci renda “maschi autentici”
però mi pare una notevole baggianata.
Ma sono consapevole che per te c’è un rapporto necessario
tra la ricettività anale maschile e la sua femminilizzazione.
Non mi metto neppure a confutarti: si vede quanto sei dogmatico.Sì, c’è un rapporto tra ricettività anale e femminilizzazione. Evidentemente il tuo complesso sulla ricettività anale nasce proprio da qui. Ingenuamente, devi essere convinto che se godi di prostata diventi donna, e magati il pene ti s’introflette trasformandosi in clitoride. Ma la femminilizzazione che dipende dalla passività non ha nulla a che fare con i tuoi incubi di nevrotico sedicente attivo! Non si tratta di transitare nel senso chirurgico del termine! 😀
@almadell wrote:
Per me la questione non si esprime affatto
in una compatibilità quantità, ma nella sincronia degli orgasmi.
Col mio compagno mi aspetto di raggiungere l’orgasmo nello stesso momento
ed è questa l’unica compatibilità capace di stupirmi.
Tutte le altre variabili mi sembrano assolutamente accessorie
e finalizzate a questo obiettivo che è emotivo tanto quanto sessuale.Saranno anche variabili accessorie, ma aiutano molto nel raggiungere la “sincronia degli orgasmi” . Che peraltro, è fondamentalmente una questione di omoaffettività 😐
soledamore
PartecipanteSecondo la mia teoria, è molto improbabile che un gay medio si innamori di te, prima di vederti nudo. Perché essere un gay medio significa essere prigionieri della fallolatrìa.
Gli estimatori del pene piccolo non si trovano solo nella rete. Ho fatto l’esempio dei Giapponesi, prima. Ma un altro esempio sarebbe quello rappresentato da chi ha un ano sì stretto, da non essere compatibile con le misure standard del pene in un determinato contesto etnico, ma anche sociale.
Il rapporto fra dimensioni del pene e passività non è stato ancora oggetto di studi scientifici. Anche in questo caso, credo che occorra distinguere fra dimensioni reali e dimensioni simboliche (oltre che, ovviamente, immaginarie 😀 )
E’ un problema che non sarà mai risolto, perché per la persona che ti ama puoi avere il pene perfetto, per uno sconosciuto no. E non è solo questione di dimensioni. In genere chi ha un problema di “adeguatezza del proprio pene”, esprima un sintomo di castrazione narcisistica. La sua passività, presente o futura, dipende appunto da questa castrazione. Magari pensa di averlo grande, poi scopre l’orgasmo prostatico e si rende conto che le sue dimensioni, reali o fittizie che siano, non contano nulla. Molti sostengono che i gay che abbiano un grosso pene, spesso risultano tendenzialmente o esclusivamente passivi. Cosa che non varrebbe per gli etero.
La spiegazione di ciò è nel “superorgano perineale” (romando a “Meno di un quarto di scaffalistica omosessaile”) : puoi averlo grosso o piccolo quanto vuoi tu, ma alla fine è il rapporto tra pene, area perineale, testicoli ed ano che fa la differenza. Se lo hai lungo e dietro sei slabbrato, evidentemente hai solo un clitoride estroflesso, e la passività è la tua dimensione sessuale. Magari hai un pene che risulta inferiore allo standard del tuo gruppo etnico, però hai una ferita anale microscopica, utile giusto per una difficoltosa, spesso, defecazione: può darsi che tu possieda un membro virile autentico.
Ad ogni buon conto, lunghezza, larghezza e profondità sono solo delle variabili secondarie, che soggiacciono al dogma della compatibilità anatomica. L’efficienza di un pene consiste soprattutto nella sua durezza e allo stesso tempo malleabilità, e nella sua durata. Quindi nella sua potenza. E ancora una volta, nella sua fallofugalità
(l’opposto del fallocentrismo, per intenderci subito) 😀soledamore
PartecipanteSolo per aggiungere, a mo’ di ulteriore consolazione per il caro pesciolin0:
ho avuto sempre difficoltà a costruire rapporti omoaffettivi con gay giapponesi, per esempio. Prima di tutto, perché se non sei Giapponese, per loro sei un gaijin (un forestiero, un barbaro: puoi essere Italiano, Francese, Inglese, Americano…Cinese persino!: sei un barbaro. Un gaijin appunto). E in secondo luogo, perché ogni volta che mostravo il mio pene mi facevano sentire una specie di mostro, in quanto lo avevo troppo grosso per i loro gusti raffinati.
In quel periodo pensavo di poter costruire l’omoaffettività su una base sessuale, come la maggior parte dei gay. Ero totalmente prigioniero di una logica fallocentrica che avevo subito a causa del mio impegno politico, ma che non avevo mai fatta mia. Maledetta gioventù! (18-20) 😀
Ovviamente, questo non significa che se percepisci il tuo pene su un piano “micro”, debba rivolgerti esclusivamente agli Orientali perché possono averlo più lungo di te, se sei sotto lo standard occidentale. Magari lo hanno anche più lungo, ma le vie del godimento sono infinite! La compatibilità anatomica aiuta molto, ma non è che puoi basare un progetto omoaffettivo sulla compatibilità anatomica 😀
Quando c’è un coinvolgimento sentimentale autentico, si supera anche il problema della compatibilità anatomica, che rientra, dopotutto, in una logica fallocentrica.
Stai su! Il Fallo è solo simbolico, non è reale. Solo l’orgasmo è tale 😉soledamore
Partecipante@bowler wrote:
PER SOLEDAMORE
“Simmetria anatomica dei due partner” e che vor’ di’?. Per suonare suona bene ma un senso ce l’ha? Intendi forse dire che se uno ce l’ha piccolo sarebbe bene che anche l’altro tale lo avesse? Oppure ancora che se uno ce l’ha piccolo sarebbe opportuno che l’altro non lo avesse troppo dilatato? 😀 Ovviamente scherzo ma dal momento che sei molto puntuale nei tuoi (quasi sempre…) lucidi interventi abbisognano tuoi chiarimenti.
Sì, ovviamente ha anche un senso, come quasi tutte le cose che suonano bene 😀
Il pene ideale cerca il suo ano ideale. Devono essere compatibili, altrimenti il sesso sarà sempre un’esperienza limitata e limitante. E’ chiaro che non basta solo il preservativo!
Questa cosa mi è stata confermata dal Kamasutra, capolavoro insuperato della letteratura erotica orientale. Qui posso solo aggiungere, a conforto di coloro che credono che non troveranno mai il Grande Amore (gay) perché ce l’hanno piccolo, che in Giappone, per esempio, il “pene bonsai” è quasi un oggetto di culto (in un contesto sessuale e/o erotico). -
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