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soledamore
PartecipanteA chi ha qualche difficoltà nel rendere il proprio scritto leggibile e decente anche ad uno sguardo superficiale, suggerisco lo stile del caro (estinto) Almadell: una breve successione di mezzi righi, ad esprimere un pensiero semplice e consolatorio, in cui il gay medio poteva trovare la certezza di essere nel giusto e avere l’impressione di aver letto qualcosa di brillante, anche se non c’era molta chiarezza, a ben vedere, ma tanta falsa coscienza. Questo stile lapidario, ma friabile come il polistirolo, evitava anche lo sforzo cerebrale richiesto dal seguire una complessa struttura ipotattica, e di conseguenza salvava dalla pur giovevole fatica di mettere a frutto una capacità cognitiva, qualora ci fosse. Sorta di pillole del gay politically correct, i post di Almadell riuscivano a convincere anche il gay più dubbioso che l’Arci era il migliore dei mondi possibili e che lui era il Messia dell’Arcobaleno
Mentre quello più avvertito era costretto a tollerarlo comunque, perché metterlo in discussione sarebbe stato come sparare sulla croce…rosa.soledamore
PartecipantePoi certo, il refuso scappa a tutti, anche a me (vedi sopra: mi è uscito l’orribile “impediscino” anziché “impediscono”). E io perdo quasi più tempo a fare l’auto-editing che a scrivere il post, distratto come sono 😀 Ma almeno, limito il danno. Qui sembra che nessuno rilegga almeno una volta quanto scrive, tranne Frusta che si rilegge almeno tre volte (sei quando scopiazza le citazioni in latino), in genere, e tu. Pensacisu è un caso a parte, i suoi sono lapsus intenzionali e creativi, molto spesso.
Senza contare che troppi refusi poi fanno sorgere il dubbio che non si tratti di semplice, umana, distrazione, o di particolare fretta nel momento della stesura del post…
Ad ogni buon conto, ripeto, la mia critica non era rivolta agli utenti, ma agli ultimi articoli di Insy e di Valeriano.soledamore
PartecipanteGuarda che non erano critiche riferite a fruitori comuni del forum, ma a persone che scrivono su questo sito per gli utenti, in una sezione, quella giornalistica, dove non batte affatto chiunque (la tastiera), ma solo gente selezionata (si presume) e da cui è naturale esigere un minimo di professionalità. Non si tratta di essere pedanti, ma una copula senza l’accento veramente ti fa torcere i visceri.
Anche se capisco che evitare di mettere l’accento sulla copula può essere un lapsus inconsciamente determinato dalla mia critica al fallocentrismo 😀
E non sono stato il solo a notare la mancanza di un minimo dio editing in certi scritti.
In quanto utente ho tutto il diritto di esprimere le mie critiche, il forum esiste anche per questo.
Esigo uno standard che abbia come punto di riferimento gli scritti del bravo Daniele Nardini, almeno negli articoli! Pretendo troppo? Non si tratta della solita polemica con il Frusta di turno, spassoso gioco di alta checcheria intellettuale, che in fondo resta autoreferenziale, perché troppo cerebrale. E’ una questione che riguarda l’intero pubblico dei lettori comuni, soprattutto quelli non abituali.Tornando con difficoltà al mio privato, sul quale e un naturale pudore e la mia modestia mi impediscino normalmente di indugiare, giusto per rispondere ad una domanda precisa che mi è stata posta: domenica è stata una giornata storta perché non sono riuscito ancora una volta a gestire il mio tempo libero in maniera soddisfacente, dedicandomi alla contemplazione estetica e a quella della natura, a causa degli impegni professionali. Non credo che la mia vita privata possa interessare a qualcuno, ad ogni buon conto. Se non ai soliti “gufatori” di professione – temo – che sperano nella crisi del mio rapporto di coppia per delegittimare la mia visione cattolica dell’omosessualità. Che si rassegnino: da quel punto di vista fila tutto liscio. E anche se così non fosse, (siamo tutti sotto questo cielo) il mio approccio alla questione della coppia monogamica chiusa non muterebbe di una virgola. Così come non muterebbe la mia visione cattolica dell’omosessualità.
soledamore
PartecipantePiccola confessione: ieri sono stato molto acido con due persone. Ho provveduto a cancellare i messaggi ad esse riferiti. Mentirei però se dicessi che l’editing non conta nulla. La forma è importante! Quindi nel merito non ritiro nulla di quanto ho scritto, mi sono pentito solo di aver calcato un po’ troppo la mano, soprattutto col caro Insy, che in fondo mi sta pure simpatico.
Ma dovete aver più cura nello scrivere in questo sito!
Il fatto è che quando vedo la forma conculcata, perdo le staffe. Ieri poi è stata una giornata decisamente no, per me. Ad ogni buon conto, un bacio a tutti. In fondo, sono sempre vostro affezionatissimo!
E la mia sferza, in fondo, è una forma di amore!soledamore
PartecipanteTranqulla, cara. I congedi qua sono solo annunciati. Ne ricordo uno che durò anni.
Almadell non ha più niente da dire. L’ho totalmente decostruito, insieme con la sua falsa coscienza.
Le problematiche citate sopra sono quelle che interessano l’omosessuale contemporaneo, de-ideologizzato: endo-omofobia, fallocentrismo, e ancora: omoparabola, lotta di genere, castrazione narcisistica, la teoria dello specchio infinito, capitalizzazione del corpo senza organi… Naturalmente il problema che interessa di più l’omosessuale cattolico è il riconoscimento religioso della coppia monogamica omosessuale, nel quale è inscritto il diritto all’omogenitorialità. Tematiche per affrontare le quali occorrono nuovi strumenti culturali e un certo spessore filosofico. Il futuro di Almadell ormai mi sembra si sia stabilizzato fra l’organizzazione di qualche mini-pride locale e l’ipocrisia della coppia aperta, secondo la quale non si è becchi perché il partner sa che lo tradisci. Insomma, una prospettiva molto anni ’70. Decisamente, fuori dalla storia.soledamore
Partecipante@madjakk wrote:
non ho mai avuto riferimenti è stato tutto un fai-da-me. Il modello troia non me l’ha imposto nessuno, mi ci sono ficcato di mia spontanea volontà.
Apprezzo la testimonianza della tua esperienza personale per la schiettezza con la quale la esponi, senza fronzoli e giri di parole. Qualcuno che ha scritto prima di te sembrava volesse addirittura nobilitare il “modello troia” di cui parli in una sorta di romanzo di formazione omosessuale 😀 E’ anche posibile che la tua sia stata una libera scelta. Talvolta, per una serie di svariate circostanze, si può essere predisposti alla conduzione di una vita dissoluta. Tuttavia stimo che per molti omosessuali il modello di gay style of life, fatto di “sessualità dei grandi numeri”, sia seguito acriticamente in quanto è così che viene fatta percepire culturalmente l’omosessaulità dall’ideologia libertaria pseudosinistrorsa. Nell’opinione comune il gay “liberato” è quello che fa della dinamica di introiezione fallica il limite invalicabile del proprio orizzonte di esperienza relazionale. In questo senso, si tratta a mio giudizio di un modello culturale imposto. E ogni tentativo di metterlo in discussione suscita critiche astiose accompagnate da un livore che lascia basiti.
soledamore
Partecipante@Rivas wrote:
A parte i figli e la quantità media di partner, dove sarebbero le differenze [con gli etero n.d.r.] ?
…Perchè imporre un modello a tutti i costi, quando il modo più logico di vivere una relazione (o di non viverla) è quello che permette di ottenere una cosa su tutte le altre: la PROPRIA serenità.
Quantitas qualitatem facit (e non nel senso positivo, in questo caso).
C’è uno scarto importante fra 3, ma voglio contare anche dieci, persino 30 partner… e tremila!
L’elemento “figli” poi non può essere ridotto ad una differenza di poco conto…
Conclusione: omosessualità ed eterosessualità sono stili di vita completamente differenti. E non ce n’è.L’unico modello imposto a tutti è il modello omosessuale standard (=fallocentrismo con spolverata ipocrita di omoaffettività per essere credibili quando si piatiscono i diritti con le altre minoranze). Per quanto riguarda l’argomento castità, ritengo di essere stato esaustivo in altri thread. Mi sembra strano che si possa fraintendere ancora tra la mia proposta igienica e laica di astensione sessuale sperimentale o temporalmente limitata, e la castità che i preti cattolici ortodossi e omoinsensibili indicano come unica strada per la salvezza ai gay.
soledamore
PartecipanteHo avuto più volte lunghi rapporti platonici con amici etero. Non ho rimorsi, ma avrei avuto dei rimpianti se non mi fossi dato quella possibilità, visto che con altri amici etero il rapporto ha superato la fase platonica evolvendosi (o regredendo?) ad una sensuale fase epicurea. La delusione dei rapporti che sono rimasti platonici l’ho superata trovandomi finalmente un ragazzo, non frequentando locali. Quelli li ho frequentati in un’altra fase in cui prevaleva la curiosità, la voglia di sperimentarmi e il desiderio tipicamente giovanile di contravvenire alle regole e ai convincimenti. Sono una persona che si è messa sempre completamente in discussione, perciò a differenza di altri so quello di cui scrivo. Per questo posso discutere di promiscuità e di stile di vita gay. Sarebbe opportuno però che chi non ha mai sperimentato la castità, l’astinenza o la fede evitasse di fare il Solone su argomenti di cui non ha nessuna competenza. Quella minima per farsi magari le “seghe mentali” da sé, senza aver bisogno di sfruttare un partner 😀 Dopo questo inciso polemico, mi sembra giusto ribadire che il rinnovamento del concetto di coppia gay spetta a persone coraggiose e risolte. Auspico che tutte le coppie gay e cattoliche si sobbarchino questa prova ardua e irta di difficoltà. Non vedo altre soluzioni.
p.s.
Talvolta mi sorprendo a riflettere sul fatto che forse è stato un bene che certi miei rapporti non abbiano “superato” la fase platonica. Un amore non impelagato nella matericità della carne ha una purezza assoluta, che tutti dovrebbero essere degni di vivere, almeno una volta, nella vita.
soledamore
Partecipante@almadell wrote:
Non ho ben capito quale sia il motivo
per cui una coppia gay debba frequentare locali.Perché una coppia gay non dovrebbe frequentare i locali come una normale coppia etero? Sapete guardare agli etero solo nel tentetivo maldestro di assimilare il loro stile relazionale e sessuale con quello omosessuale 😀
@almadell wrote:
Per alcuni il “sesso mordi e fuggi” è una tappa
importante per la costruzione dell’autostima;Il problema della sessualità gay è proprio questo: il “sesso mordi e fuggi” difficilmente si limita ad essere una tappa nella costruzione della propria identità, ma più facilmente diventa “stile di vita”. Uno “stile di vita” che i più fanatici vorrebbero come quello caratterizzante tutti gli elementi della comunità. Questo stile di vita non deve essere inteso necessariamente come peccaminoso da un punto di vista cattolico. Anche da un punto di vista laico, infatti, esso rivela tutta la sua perniciosità: la castrazione narcisistica non potrà mai essere superata inseguendo il Fallo che non c’è. E la felicità sarà sempre negata se il fine ultimo è il mero godimento fisico.
soledamore
PartecipanteE’ molto triste constatare quanto l’ipocrisia pervasiva costringa molti gay ad arrampicarsi sugli specchi. Invece di rimboccarsi le maniche e mettere in seria discussione uno stile di vita che non può essere imposto come universale ad ogni elemento della comunità, si preferisce rispondere facendo un puerile e improbabile paragone con gli etero. Ciò, oltre ad indicare un evidente complesso d’inferiorità verso un modello che assicura una realizzazione esistenziale più probabile, anche se non certa, dimostra la totale impossibilità di percepire quali siano le cause reali della propria mancanza di autostima: ovvero uno stile di vita superficiale, dove il sesso ha un ruolo determinante e l’affettività serve solo come coperta di Linus per giustificare una libido insaziabile.
soledamore
PartecipanteLa tua analiasi è sincera e molto incisiva, e merita una risposta. Non ne condivido solo il punto in cui ti lasci un po’ travolgere dalla sindrome del laudator temporis acti. Vale a dire che non ci furono tempi migliori – né ci saranno. La comunità gay che ruota intorno al clubbing, alle saune, alle dark room etc. questo è: un ricettacolo di omosessuali infelici perché vittime di dinamiche fallocentriche, che spesso rischiano di trasformarsi in oscene parodie di femmine mancate. Quando non esistono un progetto esistenziale e un insieme di valori condivisi forti (che certo non possono essere Lady Gaga o lo shopping) non c’è nessuna possibilità di costruire un rapporto di coppia saldo e duraturo. Certamente non è ragionevole proibire ad un gay infelice di frequentare certi circuiti consumandovi la sua vita spiritualmente effimera. Almeno in quegli spazi trova un momento di sollievo in cui annullarsi tra alcol, sostanze chimiche, musica assordante e qualche approccio che farà innalzare la propria autostima – purtroppo solo fino alle prime luci dell’alba. Tuttavia il gay che vive questo dramma, tipico della sua condizione contemporanea, dovrebbe prendere consapevolezza che questo famigerato vuoto non si riempirà mai con un altro vuoto, ma solo attraverso una relazione profonda, propositiva, implicante anche dei sacrifici che in tempi di ignavia generale e lassismo morale forse la maggior parte degli omosessuali non ha la forza, il coraggio e spesso anche l’autonomia intellettuale -conculcatagli dal modello dominante – di affrontare.
soledamore
PartecipanteVisto che non ci sono problemi fisiologici, mi sembra un banale problema ansiogenetico. L’esperienza ti aiuterà a superare questi blocchi. Ti consiglio però di trovare una persona con la quale stabilire una relazione affettiva. Potrebbe aiutarti molto a sbloccarti! Quando c’è un minimo di affettività, ci si riesce ad abbandonare di più rispetto a quando si ha a che fare con uno sconosciuto.
soledamore
Partecipante@Rivas wrote:
Soledamore,
è evidente che non tieni conto del breve periodo refrattario di molti. C’è gente che in un pomeriggio in sauna arriva a farsi 4 o anche 5 persone una dietro l’altra, avendo rapporti completi, seppur brevi. Anche la fisiologia di ciascuno di noi entra in gioco quando si parla di questi numeri.
Ho un amico di 44 anni che ancora adesso riesce a tenere questi ritmi, nel week end, e spesso quando la temperatura lo permette va anche per luoghi all’aperto durante la settimana.
Dal punto di vista fisiologico mi sembra davvero poco probabile avere 4 o 5 eiaculazioni successive, con continuità. Più facile pensare che certe medie siano calcolate in base al numero di membri altrui accolti nel proprio ano, senza una corrispondenza biunivoca con eventuali orgasmi. In questo modo 5 0 6 penetrazioni seguite da un orgasmo o al massimo due nel corso di una giornata, in ogni session, possono anche starci nella prima giovinezza, in soggetti particolarmente predisposti a questo tipo di godimento.
Tuttavia si è andati ben oltre la media del tuo amico: c’è qualcuno che ha sostenuto di aver avuto una sessantina di rapporti in una sola settimana, ovvero una media di quasi dieci rapporti al giorno! Siamo seri, suvvia! Questo gioco a chi ne ha presi di più è un po’ ridicolo, assolutamente non credibile ed è la mimesi del tradizionale infantilismo etero su chi ce l’ha più lungo (declinato nella versione su chi ce l’ha più largo 😀 )soledamore
Partecipante@hunkmuscle00 wrote:
è vero che sono stato un po’ aggressivo, forse è dovuto al fatto che non riesco ad accettare pienamente sta cosa (sai quante volte mi piaceva un ragazzo che ci provava solo per scoprire per l’appunto che stava nella media dei rapporti con partners sessuali diversi? e parliamo di tanti luoghi diversi eh!) deve essersi insinuata un po’ di amarezza.
Alla domanda: Vi ci mettereste con uno che ha avuto 1000 partners sessuali diversi?Sinceramente io non ci riuscirei ad avere un rapporto con uno che ha avuto oltre mille partner. Ma come fai a sapere quanti rapporti ha avuto una persona, se non è lei stessa a confessartelo? E come fai a a sapere se ti dice la verità o meno? Occorrerebbe frequentarla ed avere una relazione…è un serpente che si morde la coda 😀
Meglio perciò evitare di frequentare gli ambienti promiscui. Io per qualche hanno li ho frequentati (con le opportune precauzioni) proprio per non avere rimpianti. E nella mia vita di omosessuale, forse è l’unico rimorso che mi è rimasto, perché sarebbe stato meglio utilizzare quegli anni per avere un altro partner fisso che inseguire la voglia del momento. Ma del resto, se non avessi fatto questa esperienza, forse mi sarebbe rimasto qualche dubbio. Inoltre mi sono reso conto che davvero il sesso plastificato e privo di affettività è qualcosa di degradante e avvilente. Anche dal punto di vista del poacere in sé, meglio un rapporto completo in un contesto decente con una marchetta professionista (ovvero nella tranquillità e comodità domestica, con un minimo di conversazione etc.) che dieci rapporti con sconosciuti in una dark 😉soledamore
PartecipanteApprezzo il tuo equilibrio almadell, però dovresti essere più obiettivo. 3000 rapporti con partner diversi in pochi decenni di attività sessuale sono poco credibili. Credo non li abbia raggiunti nemmno il creatore del commissario Maigret, noto puttaniere, che aveva la disponibilità economica per pagare ogni giorno una prostituta diversa. 😀
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