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soledamore
Partecipante@almadell wrote:
@primadonna wrote:
Il metro di valutazione quando si affida o si da in adozione un bambino non indaga tra le lenzuola o le stanze di una dark room…
Non si tratta di indagare sotto le lenzuola, ci mancherebbe. Ma è inutile nascondersi dietro il solito dito, indicando con l’altro la coppia etero naturale.
Abbiamo il coraggio di dire le cose come stanno: lo stile di vita gay comune è incompatibile con l’omogenitorialità. Non si tratta, come per gli etero, di mettere la testa a posto. Si tratta semplicemente di non avere la mentalità adatta a ricoprire il ruolo di genitore, che comporta una grande responsabilità. E’ statisticamente dimostrato che una coppia gay in media dura due o tre anni. Punto. Non si può distruggere una famiglia per le solite smanie fallocentriche. Che molti gay frequentino saune o darkroom come hobby principale è un effetto secondario. La causa principale è la grande difficoltà nel costruire un rapporto stabile. E ora nessuno potrà negare che per la crescita sana del bambino non sia necessario un rapporto stabile 😐soledamore
Partecipante@Frustadeglistupidi wrote:
Capisco che prima di lasciare che due adottino un bambino si vogliano fare indagini per capire se siano idonei, capisco anche che si vogliano evitare abusi, capisco molto, ma non tutto….. Perché, se quello che sta a cuore è la salute psichica e anche fisica del bambino, non si fanno le stesse indagini per i genitori naturali? e..[…]
Non si fammo indagini, suppongo, perché appunto sono genitori naturali.
Fermo restando che se sono genitori snaturati, la Legge contempla la negazione dell’affido.soledamore
Partecipante@almadell wrote:
Questo è assolutamente vero.
All’estero non hanno solo più diritti di noi,
ma anche moltissime più dark room. 🙂Infatti…sembrava ci fosse una relazione inversamente proporzionale, invece è vero il contrario: più aumentano i ghetti, più aumentano i diritti

Secondo te, quindi, dovremmo chiedere ai politici l’apertura di piu’ dark room e l’omogenitorialità arriverà di conseguenza…Mi chiedo poi come tu abbia raggiunto la cifra di 3000 o 4000 rapporti, come ti vantavi in un apposito subforum, se a Padova devi sperare solo in qualche serata vivace per divertirti nella locale dark room. Tutti rapporti avuti all’estero? Eppure sembra che la maggior parte della tua vita la trascorra tra i forum gay italiani, i gay pride e il volontariato per l’arci, stando a quello che si vede e a quello che racconti…c’è qualcosa che non quadra 😆
Come c’è qualcosa che non quadra anche nel fatto che i più accaniti fautori dell’omogenitorialità sono anche quelli che si vantano di aver avuto migliaia di rapporti…
Ma vi rendete conto che adottare un bambino non è giocare a The Sims?
soledamore
Partecipante@tetraboy01 wrote:
ah, ecco, ho trovato una delle tue chicche:
soledamore ha scritto:
io sono favorevole all’omogenitorialità solo all’interno di una coppia omosessuale monogamica di comprovata moralità e riconosciuta dalla Chiesa Cattolica…questa è pura discriminazione verso tutte le coppie atee.
Inoltre sperare che una coppia omosessuale sia riconosciuta dalla Chiesa Cattolica è come sperare che un maiale mangi con le posate.Certo! Magari sarei favorevole pure all’omogenitorialità delle coppie atee, se in media il loro legame durasse almeno una trentina d’anni, almeno. Purtroppo statisticamente il loro legame dura dieci volte di meno. Saranno fatti loro sicuramente, ma se vogliono adottare un bambino sono anche fatti del bambino! Un bambino non è un diritto, è un soggetto di diritto!
E cosa vuoi ciarlare tu di omogenitorialità, che sei moralmente ributtante? Ti vanti di fare sesso anale da passivo con sconosciuti nelle toilette pubbliche e di sguazzare negli umori appicicaticci delle dark room dopo aver fatto una scorpacciata di membri virili…cosa credi di poter insegnare a tuo figlio? Il metodo migliore per prendere le malattie sessualmente trasmissibili? O che l’aids è un’invenzione dei preti ma in realtà non esiste? Ma vergognati solo a pronunciare la parola omogenitorialità!soledamore
PartecipanteNon so se anche a voi, ma c’è qualcosa in questo tetraboy che mi suscita una sensazione di ribrezzo. Spero sia solo un troll.
soledamore
Partecipante@almadell wrote:
Si vede che non vivono a Padova 🙂
Beh, probabilmente sarà anche così, ma certo non sarà la tua esperienza padovana a potersi ergere come rappresentazione numerica di quante persone frequentino le dark room in tutto il globo terrestre 😆
Del resto, se ti crucci per questa scarsa frequentazione delle dark nella tua città, e sei affascinato da questo mondo, Milano non è così lontana! 😉
soledamore
PartecipanteTemo che tetraboy e boeing non siano della stessa opinione 😆
soledamore
PartecipanteSinceramente non mi sembra di aver mai demonizzato le dark room! Semplicemente le ritengo una sorta di luogo di culto omosessuale dove si venera il Fallo. Una metafora che ho adoperato qualche volta per chi si ergeva a censore degli omosessuali credenti che vanno umilmente a confessarsi, facendone una questione di dignità. Mi è infatti sembrato sempre più degno inginocchiarsi davanti a Dio (di cui il prete che confessa è solo un intermediario) che davanti al pene di uno sconosciuto. A prescindere dalla questione igienica e dalle malattie sessualmente trasmissibili.
soledamore
Partecipantehttp://www.youtube.com/watch?v=zLndMiE4zGk
Sì ho capito di chi si tratta. Non ricordavo il nome, ma il titolo del libro sì. Per quanto l’argomento numeri primi abbia sempre suscitato il mio interesse, il libro non l’ho mai comprato. Forse perché troppo sovraesposto mediaticamente. Mi riservo di farlo in futuro.
Riguardo all’uomo Giordano, guardate che non basta non avere una voce da basso falstaffiano per essere gay! Altrimenti lo sarebbero tutti i tenori. 😀
Né basta avere la “r moscia”. Poi il modo in cui accavalla le gambe è maschile (caviglia su ginocchio, se vogliamo fissarci sui soliti luoghi comuni da “gay radar”). No, credo che la sua voce, la sua postura e la sua gestualità siano quelle di un intellettuale che sta prendendo consapevolezza di sé. poi certo, magari avrà anche un orientamento omo o bisex, piuttosto che etero, ma non credo che lo si possa dedurre da questi luoghi comuni.
Ho postato sopra il video in cui presenta il suo libro al pubblico.soledamore
PartecipanteIl comportamento della Chiesa rispetto al problema della pedofilia è stato ripugnante.
Ha insabbiato per proteggere la parte sana dell’istituzione da una piccola minoranza di malati. Ma alla fine si è resa conto che oportet ut scandala eveniant. E ha mutato atteggiamento: ha ammesso le proprie colpe, si è assunta le sue responsabilità pagando i risarcimenti alle vittime, tanto che qualche diocesi è andata in fallimento (parliamo di centinaia di milioni di dollari solo in una singola diocesi) e ha precluso il sacerdozio agli omosessuali proprio in seguito a questi scandali.E’ un errore associare la totalità della Chiesa Cattolica alla pedofilia. Sarebbe come dire che dato che nell’ex Urss esisteva un serial killer che si nutriva delle sue vittime di tenera età, Chikatilo, allora tutti i comunisti mangiavano i bambini. Significa dunque adoperare uno stile argomentativo basato su un pretestuoso ed errato sillogismo, di stampo berlusconiano, se non erro 😀
soledamore
PartecipanteE’ stato proprio questo il coraggio della Chiesa: chiedere scusa ed evitare di insabbiare tutto, ammettendo per la prima volta con grande senso di responsabilità l’esistenza di questo problema. Anche sapendo che sarebbe stato ingigantito e strumentalizzato dai media. Noto en passant una cosa un po’ bizzarra: la pedofilia è talvolta lo strumento più efficace, anche se il più vile, sia per screditare i gay che i preti. Credo che un omosessuale comprenda molto bene com’è odioso essere associato ad una perversione che è lontana dalla sua natura così com’è lontana dalla natura di un prete.
soledamore
Partecipante@soledamore wrote:
@almadell wrote:
Tutti sbagliano, questo è ovvio.
Il guasto della Chiesa Cattolica non sono certo i pedofili;
il guasto della Chiesa Cattolica è stato averli protetti.
Non è l’errore del singolo che condanna la collettività;
ma il rapporto che ha questa collettività con chi sbaglia.La Chiesa si è difesa come istituzione nei modi in cui i suoi membri hanno ritenuto adeguato farlo. Hai idea del danno economico che ha ricevuto dalle cause che le sono state intentate dalle vittime della pedofilia? Soldi che potevano essere adoperati per salvare vite umane in Africa, magari.
Scegliere il male minore spesso pone di fronte a scelte terrificanti. Dal punto di vista etico, però, mi sembra che l’attteggiamento di Benedetto XVI sia stato tutt’altro che accondiscendente nei confronti della pedofilia, anche se scoperchiare questo vaso di Pandora al momento è servito solo a screditarla davanti all’opinione pubblica mondiale.
Quindi, bisogna piuttosto apprezzare il coraggio della Chiesta in questo frangente.
Per quanto riguarda il rapporto collettività-singolo, o meglio istituzione-sbaglio del singolo, ogni istituzione cerca di proteggere se stessa, laica o cattolica che sia. Vogliamo parlare di ciò che raccontava ai compagni Togliatti quando tornava dall’ex URSS? Il comunismo internazionale non è stato corrivo dei gulag così come la chiesa ha dovuto far di tutto per nascondere lo scandalo pedofilia? Sfortunatamente però, credo non possa farsi un paragone tra i milioni di morti solo nell’ex Urss a causa di un regime liberticida e le vittime della pedofilia, siamo su tutta un’altra scala (e aggiungiamoci pure le streghe, le vittime delle Crociate e quelle dell’Inquisizione in genere)!soledamore
PartecipanteMa meno male che c’è un’istituzione che si fa carico di mantenere una linea morale, di questi tempi! Del resto, la sobrietà dei costumi è stata sempre indice di forza di una società, mentre il lassismo dei costumi è stato sempre indice della sua decadenza. E la sobrietà non è un prerogativa impostaci dal cristianesimo. Anche gli antichi Romani la ritenevano indispensabile, per esempio. La parola virtus ha la stessa radice di vir di vis: indica la forza e la virilità. Quindi, al di là del comportamento spregiudicato di alcuni papi (che nella storia hanno fatto anche peggio, basti pensare al Borgia), bisogna guardare in questo caso all’istituzione e ai valori di cui si fa carico.
L’uomo infatti è un peccatore, per natura, perché essere debole e dotato di libero arbitrio. Anche i papi sono uomini, così come i vescovi e tutti gli ecclesiastici. Non è che indossando l’abito talare ti trasformi in santo.
In conclusione, non è che facendo l’elenco dei papi sodomiti puoi attaccare la morale cattolica in maniera credibile. Nemmeno gesuiticamente, parlando di doppia morale. Perché bisognerebbe dimostrare che OGNI membro del clero si scagli in pubblico contro il peccato che pratica in privato. E sappiamo tutti che non è così. Così come sappiamo che non TUTTI gli omosessuali sono effeminati, non TUTTI gli omosessuali frequentano le dark room, non TUTTI i comunisti mangiano i bambini, come Chikatilo etc.soledamore
Partecipante@madjakk wrote:
@soledamore wrote:
Tuttavia temo che quando si sposerà non mi interesserà più. Io ho bisogno di condividere il mio quotidiano con un uomo, non con un surrogato.
Quindi ce l’ha piccolo? Mi spiace! 🙁
😀
Macché! E’ anche perché lui era piuttosto dotato che ho sofferto la perdita della verginità! Non capisco come tu possa dedurre in base alle mie affermazioni che il mio amico ce l’abbia piccolo. Ma forse sarebbe stato meglio, non mi avrebbe fatto così male (le prime volte)! Per “surrogato di uomo” intendo semplicemente un uomo che sarei costretto a dividere con un’altra donna.
soledamore
Partecipante@almadell wrote:
Il passivo esclusivo invece mai dovrebbe lasciarsi considerare un surrogato.
Direi che questo sia uno dei cardini del Movimento Gay,
per questo è così doloroso sentire che esistono omosessuali
felici di fare da “svuotapalle” fino a che il loro compagno
non si è sposato conj una brava ragazza…Ovviamente non sono solo lo “svuotapalle” del mio amico che probabilmente si sposerà (ma anche no).
Il mio non è un rapporto occasionale con un etero, magari! Io riesco a fare sesso solo con chi amo, non con sconosciuti. Il rapporto che ho con quello che tu definisci “compagno” è assolutamente paritario. Un dare e avere, crescendo insieme.
Lui ha scoperto quale sia il godimento migliore per me. Io, al momento, non sono solo la persona che lo fa godere, ma l’unico vero amico. Sono certo che anche quando si sposerà, non riuscirà a rinunciare (subito) al godimento che posso procuragli solo io, dato che conosco il suo corpo come nessuno-a. La moglie gli servirà solo per fare figli. E se cercasse altro, perché dovrebbe pagare una prostituta, se io posso farlo godere gratis? Oppure cercare rapporti omosessuali con gay altri, visto che è etero? Ha un amico che può dargli tutto quello che vuole, basta chiedere (non solo il sesso, visto che lo amo)! Tuttavia temo che quando si sposerà non mi interesserà più. Io ho bisogno di condividere il mio quotidiano con un uomo, non con un surrogato. -
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