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11 Aprile 2016 alle 19:56 in risposta a: omosessuali che sembrano uomini a tutti gli effetti #988697
soledamore
Partecipante@spedizioni wrote:
essere gay lo si puo essere in tanti modi tra cui essere maschili al 100%
gay non vuol dire effeminato
Magari, 2000 e più anni fa…
Cocca, essere gay oggi significa essere passive, alla ricerca del Fallo che non c’è. Rassegnati o convertiti!10 Aprile 2016 alle 13:25 in risposta a: omosessuali che sembrano uomini a tutti gli effetti #988694soledamore
PartecipanteNoto una deriva anacrontea, nel tuo ultimo, struggente post, e anche le note (stridule) dell’ultimo canto del buon Grillo Monello: i fanciulli, gli amplessi focosi, la rivendicazione di una pseudovirilità ad uso e consumo di donna mancata, spiace prenderne atto…
Ma c’è una contraddizione nel tuo velleitario proclama, che poi è alla base della condizione dell’omosessuale contemporaneo: una “maschilità prorompente” non potrà mai certificare alcuna virilità. Al massimo potrà costringere (orgogliosamente) ad un ruolo, quello passivo, l’altro maschio (cromosomico) che voglia accoglierla dentro di sé e farla propria, nella sua limitata coazione fallocentrica 😀L’omoaffettività è soprattutto sublimazione. Nessun cedimento al fallocentrismo, allora.
La sessualità è un aspetto importante del rapporto, ma secondario rispetto ad altro.
E’ solo una forma di completamento che suggella con la fusione dei due soomate – l’uso della desinenza del duale non è snobistico, ma vuole evidenziare la realtà di nuovo genere che comporta questo tipo di unione, che solo la lingua greca classica può esprimere persino nella sua dimensione morfologica – di cui le due anime sono prigioniere, in modo che l’interazione spirituale non sia inficiata dall’introduzione di elementi femminili. L’elemento femminile infatti, inteso nel senso di donna biologica, ovvero di donna fuori o donna per sé, costituisce un ostacolo alla realizzazione del sé maschile e anche all’entelechia di due sé maschili che si uniscono per un Disegno superiore.P.s.
E’ sconfortante essere costretto ad adoperare i caratteri latini per scrivere una parola greca. Qualcuno sa come far riconoscere a questa board i font ellenici, in modo che non compaia l’odioso SQL error? GRAZIE.
soledamore
Partecipante@Frustadeglistupidi wrote:
Ehi!!! La bocca della verità qui è solo quella Soledamore!!!! 🙄 Io con la mia posso solo tentare di argomentare razionalmente intorno al verosimile, per quanto almeno sembri a me…. 8)
Se tu argomentassi intorno al verosimile, ammetteresti che la credenza di essere gay non ha nessuna base sostanziale. Fare di un comportamento sessuale uno status è servito a depatologizzare l’omosessualità. Ma non ha risolto il problema esistenziale della vittima della castrazione narcisistica e del fallocentrismo ( ovvero del maschio biologico che prova attrazione per altri maschi i quali oltre ad avere la coppia xy, sono maschi nella testa, nella vita e nella capacità di fecondare) che oggi comunemente si definisce “gay e orgoglioso di esserlo”.
soledamore
PartecipanteCome ritratto di Almadell non c’è male 😆
soledamore
PartecipanteCaro Genserico, io non credo che tu sia un Vandalo, come ritiene l’acida Frustadeglisciocchi, solo perché hai posto una domanda politically incorrect. I tuoi dubbi sono più che legittimi.
Effettivamente la gayzazzione del maschio è inversamente proporzionale alla sua dotazione naturale di virilità (quando c’è, anche come minimum biologico, ovvero come corredo cromosomico per cui hai effettivamente quello “xy” al posto dello “xx” che fa di te un uomo biologico – poi se ti vesti da donna, ti trucchi, prendi ormoni eccetera hai modo di dissimulare il tuo gender, ovviamente.).Quindi io partirei da questa semplice differenza: comportamento omosessuale e orientamento omosessuale. Fin quando quello omosessuale è semplicemente un comportamento, hai delle possibilità di approcciare dei maschi biologici, in cui il corredo cromosomico combacia con la propria virilità. Quando invece l’omosessualità diventa l’orientamento definitivo, e tu identifichi te stesso con la persona che cerca quella virilità, ti inscrivi nel circuito del fallocentrismo. Il contrappasso sarà quella serie di rapporti che io definisco “omolesbici”, ovvero rapporti con “maschi” supposti essere tali, ma che in realtà sono gay e orgogliosi di esserlo! Quindi donne dentro, spesso anche fuori, passive, effeminate eccetera. Non lasciarti ingannare dai peli o dalla puzza! L’omolesbica non si depila e non si lava per dare l’impressione di essere più maschia. Il suo unico fine è la ricerca del Fallo che non c’è (il tuo, se ce l’hai 😀 ). Non credo ci sia molto altro da dire.
soledamore
Partecipante@Frustadeglistupidi wrote:
[
Il bello è che l’identificazione dell’omoerotismo con la carenza di maschilità è abbastanza recente. Non dico nel pensiero degli antichi Greci, ma neppure nelle concezioni morali cristiane e quindi occidentali si trovano giudizi in tal senso. Infatti nel grandioso affresco punitivo di Dante, sunto delle migliori dottrine cristiane, i sodomiti sono puniti con la tradizionale pioggia di fuoco, senza alcun indulgenza a contrappassi del tipo: oppure: o simili delizie. Anche la pena tradizionale delle leggi civili per i sodomiti è sempre stato il rogo. Per fortuna che oggi le concezioni sull’erotismo dovrebbero essere migliorate…. 🙄 Abbiamo conquistato (almeno nei paesi più civili) il diritto d’essere tollerati e non discriminati, ma abbiamo perso il diritto di essere considerati maschi uguali agli altri…. 😥
Decisamente no. L’omoerotismo passivo è stato sempre identificato con la carenza di maschilità. Per gli effeminati passivi c’erano anche fra i Greci termini di uso comune, abbastanza volgari, che facevano riferimenti all’ano o alle natiche, e che tu conosci benissimo.
Il problema è che oggi il tipo dell’omosessuale passivo è quello che ha avuto diffusione universale, all’indomani dell’emancipazione femminile e della gayzzazione della società.
Persino un etero contemporaneo, per quanto sia veramente etero per i nostri standard (= almeno una volta sia riuscito a fecondare una donna, non a farla godere, ma a fecondarla), dagli Antichi sarebbe sicuramente ritenuto effeminato.La piccola disquisizione su Dante è assolutamente fuori luogo: i sodomiti vengono puniti non per carenza di maschilità, ma perché hanno fatto del loro ano una vagina, adoperata come vaso per contenere le eiezioni fecondanti dei maschi attivi e distogliendole dal loro luogo di raccoglimento naturale, l’utero femminile, ostacolando così la riproduzione della specie e anzi, intombando ignominiosamente il seme nel luogo delle deiezioni organiche, nello stesso canale alvino per cui passa la merde (quelle horreur!)
Una cultura della morte, dunque, contrapposta alla cultura della vita e della procreazione.Essere considerati maschi uguali agli altri non è affatto un diritto: o sei maschio o non lo sei. Ti faccio notare che basta un leggero cambiamento di tono nella voce di un etero, per trasformare il tanto orgogliosamente sbandierato termine di “gay” nell’equivalente di frocio o ricchione, con buona pace di Stonewall e orgogli derivati.
Intendo dire: non basta proclamarsi “gay” invece di checca, per essere considerato maschio dagli etero. Devi dimostrare di esserlo veramente, un maschio. E non credere di poterti fregiare del titolo solo perché riesci ad avere – con grandi sacrifici – un ruolo attivo con una sfrantona che se non viene penetrata non raggiunge nemmeno l’erezione. Oppure perché ti fai crescere la barba o non ti depili. Sulla femminilità delle orse, sono stati versati fiumi d’inchiostro. Molti le considerano le più donne di tutte 😀soledamore
Partecipante@Yehezqel wrote:
@soledamore wrote:
Semplicemente si tratta di gay. Parlano di sé al femminile perché si sentono donne dentro. Pretendere altro è…pretensioso 😀
Ve ne sono di più ipocrite che si nascondono dietro i peli per essere considerate più maschie (ma da chi?) E sono le più donne di tutti 😀e tu chi sei? Una sorta di padre di famiglia che va a trans con lo scopo di illudersi di essere eterosessuale?
Io francamente di gay che si sentono donne non ne ho mai visti, dato che omosessualità significa attrazione per le persone dello stesso sesso, e non disturbo dell’ identità sessuale.
Ma evidentemente anche tu sei un povero vecchietto d’ altri tempi che vive in qualche paesino della provincia italiana, cresciuto con l’ idea malsana omosessuale = femmina mancata.Colombina, non sono mai andato a trans (se per trans intendi “viados”)! Trovo il seno semplicemente antiestetico, in un maschio biologico 😀 Con le trans in genere ho splendidi rapporti di amicizia, in quanto neodonne risolte.
Ho avuto semplicemente la fortuna di costruire rapporti con maschi veri (quindi etero). Il mio concetto di “sentirsi donna dentro” non ha nulla a che vedere con le sfrante che si pavoneggiano facendo le signore (che non sono e non saranno mai nemmeno nei loro sogni più fantasiosi). “Sentirsi donna dentro” significa, in termini meramente sessuali, e quindi presumo più comprensibili alla maggioranza degli utenti, semplicemente abbandonarsi ad una sincera passività, accettando il godimento anale mediante il superamento della frigidità prostatica. Prima che la fase discendente dell’omoparabola ti costringa a trasformarti in un’indecorosa battona, che comincia a sentirsi donna fuori e dentro oltre il tempo massimo (la vecchiaia per un gay inizia con la mezza età, sfortunatamente – se sei giovane, prestante e bello, ovvio; se non hai queste qualità la tua carriera di gay è mercenaria sin da subito – c’è da dire che non tutti possono permettersi le marchette, fra l’altro, soprattutto in questi tempi di crisi).Concludo: più che femmine mancate, i gay si sentono diversamente femmine. Solo che alcuni ne sono consapevoli e altre no 😀
soledamore
PartecipanteSemplicemente si tratta di gay. Parlano di sé al femminile perché si sentono donne dentro. Pretendere altro è…pretensioso 😀
Ve ne sono di più ipocrite che si nascondono dietro i peli per essere considerate più maschie (ma da chi?) E sono le più donne di tutti 😀soledamore
PartecipantePer una donna ricevere lo sperma è apparentemente un “gesto di affetto” che concede al proprio uomo, sostanzialmente per meglio soggiogarlo, superando una naturale repulsione (in realtà tutte trovano questa pratica abbastanza disgustosa, ma la prima regola della seduzione femminile è nascondere i propri sentimenti, la seconda si basa sull’assunto che l’uomo è un maiale e soddisfacendolo si può ottenere tutto da lui, perché è abbastanza stupido. La fellatio dunque è uno strumento fondamentale per una donna dominante e manipolatrice).
Per un gay ricevere lo sperma ha una connotazione più masochistica, e quando diventa un feticismo rappresenta l’apogeo della coazione fallocentrica.
Il cunnilingus è difficile che duri delle ore, dura pochi minuti ed è una pratica di sottomissione maschile da parte delle donne. Ad ogni modo non comporta ingerimento di liquidi come nella fellatio, quindi è il tuo paragone a non essere convincente.soledamore
PartecipanteTra l’altro “bere sperma” abitualmente è anche indicativo di come la sessualità gay abbia più a che fare con una sindrome feticistica che con una manifestazione di una particolare inclinazione che hanno certi esseri pur umani. E’ come se gli etero sentissero l’esigenza di nutrirsi degli ovuli delle loro compagne, o di abbeverarsi con le loro mestruazioni. Non vi sembra un po’ anormale? Certo che no, voi avete idee progressiste, vale a dire: Dio non esiste, esiste solo il pene, altro da sé ridotto ad oggetto parziale da consumare, feticcio dal quale siete dipendenti. Una logica che giustamente ho definito “del cazzo”

soledamore
Partecipante@julian54 wrote:
BERE SPERMA CHE RISCHI CI POSSONO ESSERE…GRAZIE PER INFORMAZIONI
Nel momento in cui bevi sperma non c’è nessun rischio. Sono solo proteine di un altro essere
del tuo stesso sesso. L’aids non agisce subito. Dipende quindi dalla qualità dello sperma un effetto sul lungo periodo. Più omoproteine assumi, più l’organismo diventa immuno deficiente, non conta quante volte l’hai fatto ma di più con quanti l’hai fatto e come l’hai fatto, e le altre cose di contorno (droghe, malattie congenite o acquisite già prima della sindrome, tumori latenti, livelli di radiazioni non “naturali”, quindi anche i luoghi dove hai vissuto contano).
Magari l’hai fatto una volta solo, ma sei stato sfortunato, se esiste il Destino. Lo sperma di un altro maschio può infettarti al primo colpo, se non prendi le precauzioni, ma anche se le hai prese e non sono state sufficienti, basta uno schizzo virale in qualche mucosa, fra l’occhio e l’ano. E forse è proprio questa l’etimologia di fin…occhio.
Bere sperma implica comunque un bukkake, quindi le probabilità di sieropositivizzarsi all’immunodeficienza acquisita aumentano in maniera esponenziale. Si tratta di far assorbire alle proprie mucose decine di milioni di omoproteine diverse, ciascuna con la sua virulenza, che s’incrociano creando una superproteina parassita. Questa proteina parassita s’incista sul sistema immunitario, nutrendosi di linfociti, ovvero dei guardiani stessi del sistema immunitario del mammifero. Sembra ci sia una sorta di autoimmunità, come nel lupus eritematoso. Non è che chi beve sperma è ammalato, ma è molto predisposto ad ammalarsi di malattie infauste, come l’aids.La parte positiva (la notizia buona) è che la stragrande maggioranza dei gay non beve sperma abitualmente. E che insomma, identificare il gay con colui che beve sperma è un po’ fuorviante, sì?soledamore
PartecipanteSiamo obiettivi: è anche vero che ci si accorge maggiormente dell’effeminatezza dei gay, perché la maggior parte dei gay sono effeminati, anche se talvolta non se ne rendono conto o non vogliono ammetterlo perché c’è sempre qualcuno più effeminato di loro a fare da specchio negativo sul quale sanare la suppurazione narcisistica. Ovviamente non c’è nulla di mare nell’essere effeminati, se lo si è naturalmente. Il problema è quando si vuole costruire uno stereotipo sull’esasperazione dell’effeminatezza che si vuole rappresentativo di tutta la categoria. E’ l’operazione condotta da molti anni dai mass media, che rendono visibili i gay solo come soggetti folkloristici: il gay deve essere rappresentato così come l’etero pensa che sia, ovvero una femmina mancata. E’ un discorso parallelo, se vogliamo, alla rappresentazione del corpo delle donne.
La responsabilità di questa distorsione paradigmatica in parte è da ascrivere agli stessi gay: sia perché la loro presenza nei mass media è consistente, e quindi avrebbero la possibilità di proporre e proporsi in modo differente. Sia perché la loro sensibilità tracima spesso nel baracconismo, rendendo manifestazioni come il gay pride prive di incisività politica e molto simili ad una sorta di carnevale brasiliano.soledamore
PartecipanteIn effetti, per quanto molti lo neghino perché non è politically correct, anche io sono stato sempre convinto che è il pene etero il fine della ricerca sessuale gay. L’immaginario concernente la virilità omosessuale converge lì. Non credo però che gli etero vogliano solo la donna, altrimenti non si spiegherebbe la loro attrazione per le trans non operate!
Il pene interessa anche agli etero, perché è il centro di tutta la sessualità umana (questa è stata la più grande scoperta di Freud) ma deve essere defallizzato. In una sessualità etero il pene deve perdere ogni aggressività, e per fare questo deve essere collocato o tra le gambe di una donna (da qui la predilezione per le trans non operate) oppure ridursi a clitoride o pseudoclitoride (è il caso delle donne biologiche e delle donne biogenetiche, ovvero delle trans operate in modo definitivo) oppure reso innocuo dalla sua inattività insertiva (per questo gli etero che vanno con i gay non vanno al di là dal ricevere sesso orale o masturbazione e dal praticare la penetrazione anale).Riguardo all’orgasmo delle donne, trovo la tua affermazione sorprendente. Davvero ritieni che le donne non abbiano orgasmo? io credo che sia stata fatta molta cattiva retorica pseudofemminista su questioni come il “punto g” l'”orgasmo clitorideo” e l'”orgasmo vaginale”, però non me la sento di affermare che le donne siano anorgasmiche. Anche se ritengo che il loro orgasmo sia diverso da quello maschile e in esso risalti la componente psicologica più di quella fisica.
p.s.
Ignoravo che si potesse fare un’operazione alla fronte e anche tecnicamente, renderla meno alta e più femminile, mi sembra veramente una cosa incredibile…anche perché dietro c’è la scatola cranica che contiene il cervello…ma davvero la chirurgia estetica è arrivata a tanto?
soledamore
PartecipanteIo ho conosciuto soprattutto trans che il pomo d’adamo ce l’avevano in bella evidenza. E’ vero anche che non avevano fatto l’operazione ai genitali (avevano preso solo ormoni, praticamente). Quindi bisognerebbe distinguere anche se il transito è stato completato o meno. Nel caso il transito sia giunto a compimento, per me non parliamo più di trans, ma di donne, mi sembra ovvio! Se per transessuale operata intendiamo un trans mtf che ha completato il transito, parliamo di una donna, quindi il discorso non ha più senso. Io per operazione intendevo qualche ritocchino estetico non profondo (tipo labbra, naso, ?ste cose qui)
Confermo quello che dice lakweeshah, circa i sentimenti negativi che nutrono molti gay nei confronti dei e delle trans (e viceversa). Ho coniato la parola endo-omofobia proprio per designare questi atteggiamenti. Inoltre sono un teorico della stessa omosessualità come transito psicologico…Quindi ritengo di essere stato molto frainteso da te, car* lakweeshah.
Detto questo, coglierei l’occasione per chiederti se è vero che le trans operate, ovvero le donne non biogenetiche, non abbiano più orgasmi. Ne ho discusso in vari forum con trans mtf e ho avuto risposte molto discordanti. Alcune sostenevano che avevano un altro tipo di orgasmo, sopratutto psicologico, più simile a quello femminile. Altre, che l’orgasmo c’era, ma era ridotto in durata e intensità, già da quando cominciavano ad assumere ormoni. Altre ancora sostenevano che non si avessero più orgasmi, e anche per questo molt* non facevano l’operazione definitiva. Insomma, qual è la verità?
Scusate il piccolo OT, ma è così difficile trovare un/a trans in questo forum!soledamore
PartecipanteComunque le caratteristiche più evidenti da un punto di vista fisico sono il pomo d’adamo e le mani (molto più grandi di quelle femminili). Dal taglio degli occhi non credo si possa evincere granché. La voce può trarre in inganno, anche perché risente degli ormoni. In alcuni trans invece resta profonda e maschile. Ovviamente parliamo di trans mtf.
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