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soledamore
Partecipante@sebastien2 wrote:
@soledamore wrote:
Comincia a toccarlo, esprimi la tua sensualità, dimostra fisicamente che sei “aperto”. Vedrai che se gli piaci la sua virilità non tarderà ad esplodere, sorprendendoti!
Ma se kokusho ha appena detto che è timido, secondo te si mette a palpare un quarantenne appena conosciuto?
Toccare non significa affatto palpare. Non ho affatto parlato di palpamenti. Mi riferivo al linguaggio del corpo. Un gay sa come manifestare la sua disponibilità.
D’altra parte è fondamentale anche il contesto: in una dark room sarà il quarantenne a fare la prima mossa, se è un cacciatore. Ma in altri luoghi, ad esempio una “serata”, deve essere il ventenne a fare la prima mossa. E farla in maniera convincente: non basta l’urletto o il gesto scomposto. Deve essere audace, senza ambiguità. Nel caso sporadico che gli andasse male, avrebbe in ogni caso tanta comprensione. Cosa che invece non avrebbe il quarantenne nel caso faccia la prima mossa (falsa) in un contesto del genere.soledamore
Partecipante@Frustadeglistupidi wrote:
Ovvio…. è per questo che il romano pontefice lo chiamano , chi fa la guardia , perché sono tutti donnissime con lapsus ….
Santa imbecillità!!!Non ho molta stima nei confronti di ospite1, che nel raro caso in cui mi difenda, sembra voglia in realtà cercare di mortificarmi, in qualche modo. Però una cosa l’ha azzeccata: la scelta di un nick femminile è difficile smentirla dicendo che in realtà l’attitude non è passiva, ma è solo una questione grammaticale. Infatti si dice “il papa” non ” *la papa”.
Mentre si dice “la sentinella” non “* il sentinella”
soledamore
Partecipante@almadell wrote:
E scommetto che il “consumismo”
lo vedi più in chi mangia molte ciliegie da un albero,
rispetto a chi compra ogni sei mesi il nuovo iPad, vero?Affatto: il consumismo lo vedo in chi mangia una sola banana da molti alberi, per riprendere la tua metafora ortofrutticola. In genere questo tipo coincide con quello che compra ogni sei mesi il nuovo gadget..sarà un caso? 😆
soledamore
PartecipanteMa quanti timori, Kokusho!
Fissa a lungo il tuo uomo. Non lo sguardo murico. Ovvero lo sguardo lascivo della topa narcisista che cerca di sedurre per crearsi un’autostima. Fissalo con intenzione sincera. Sorridendo. E poi presentati! Se vuoi fare subito, non dirgli semplicemente “mi piaci”, “quanto sei bono”, “ti sto guardando da quando sei entrato” e altre stronzate.
Comincia a toccarlo, esprimi la tua sensualità, dimostra fisicamente che sei “aperto”.
Vedrai che se gli piaci la sua virilità non tarderà ad esplodere, sorprendendoti!soledamore
Partecipante@primadonna wrote:
Non ho nulla contro chi si prostituisce e chi va con i prostituti, non ci vedo il male…però non riesco proprio a condividere la scelta di questo tipo di sessualità.
Guarda che non si tratta di “un tipo di sessualità”, ma di scegliere con chi vuoi avere un rapporto sessuale, pagando. Per il resto la promiscuità è sempre deletria, sia che si tratti di un libertino o di un puttaniere. Non capisco in base a quale criterio morale si debba giudicare negativamente un cliente e chi gli offre un servizio e giudicare positivamente invece una persona sessualmente promiscua. Io il consumismo sessuale lo vedo nella promiscuità, più che nella prostituzione. Senza contare che nella prima c’è solo una fissazione edonistica, nella seconda un servizio sociale.
3 Agosto 2015 alle 12:29 in risposta a: Il cazzo irraggiungibile: il cazzo etero, consigli &stratetc #974975soledamore
PartecipanteCerto che una scoperta dell’omosessualità così particolare non l’avevo mai letta da nessuna parte: a 40 anni, sbirciando un rivista omosessuale trovata per caso.
E quanto gaio abbandono in quest’ “etero sposato”, appena viene folgorato da un ragazzo conosciuto in treno. Ma ne avrà parlato col marito? 😈soledamore
PartecipanteChe persona permalosa che sei, Frusta! Non ti ho dato della “donna dentro e fuori”! Semplicemente era una questione di concordanza grammaticale. Dato che ti ho definito “gioia”, affettuosamente, mi è sembrato opportuno mettere al femminile l’aggettivo “stesso” che seguiva il pronome personale. Del resto, se hai scelto un nick così femminile, non riesco a capire tutta questa idiosincrasia nel genere che hai trovato più confacente alla tua identità! 😉
Sorvolo sui primi cinque punti, perché non c’è nessuna argomentazione reale da parte tua. Solo la dimostrazione che hai acquisito l’elemento fondamentale della tipica retorica almadelliana: il paragone masochista (e sterile) con la sessualità etero. Una logica mimetista e dialetticamente innocua.
Mai affermato che la legge Merlin vieti la prostituzione. Il riferimento era evidentemente alla chiusura dei bordelli sancita da questa legge. Vedo però che siamo d’accordo entrambi sulla riapertura delle case chiuse.
Nella mia posizione non si manifesta affatto la mia “cattolicità”, bensì la mia apertura mentale di cattolico progressista e libero pensatore, critico anche nei confronti di certi dogmi della mia stessa religione.
E’ veramente un colpo basso pensare che io attribuisca dignità solo alla “omosessualità delle cloache” (per quanto, bisogna ammetterlo, i pisciatoi abbiano una loro mistica e una loro poesia, già a partire da Rimbaud). Io attribuisco dignità fondamentalmente alla omoaffettività. Per il resto, che tu sia libertino o puttaniere, per me non c’è differenza. In entrambi i casi c’è fallocentrismo.
Ti ricordo che poi è l’etero a godere dell’usufrutto a tempo determinato del “buco”. Al gay interessa l’usufrutto del fallo, nella stragrande maggioranza dei casi.Altrove ho spiegato che l’affermazione di Veronesi, con la sua “idealità” falsamente gaysta, è in realtà una riproposizione surrettizia dell’amore platonico, utile solo a disinnescare l’aspetto sessuale della relazione fra due persone dello stesso sesso. Un discorso reazionario, insomma. Vedo che il tuo livello mentale non si differenzia molto da quello di altri gay di quel sito che abbandonai, dopo avergli dato il suo momento di gloria, e che non frequenterò mai più. Forse sarebbe opportuno che ti dilettassi lì nei tuoi esercizi della più ritrita, ipocrita e pelosa retorica gaysta: saresti più apprezzato. Qui, grazie al cielo, c’è libertà di pensiero.
Ho già spiegato che cosa intenda per mercificazione del sesso: effettivamente, di fronte a questa mercificazione reale e collettiva, quella del prostituto sembra una professione romantica!
Sorvolo sulla volgarissima blasfemia che corona cotanto tuo causidico ragionare. Con certe persone è meglio non parlare nemmeno indirettamente di Dio, perché riescono a sporcare anche i sentimenti più nobili con la loro anima plebea.
Il dongiovannismo (etero) esemplificato dall’opera di Mozart non ha molto a che fare con il fallocentrismo che affligge molti gay. Per il resto, dal tuo discorso finale, si evince che la mercificazione non riguarda solo i puttanieri o i libertini (che come ho già detto, si equivalgono). Ma anche un rapporto monogamico chiuso: mi sembra di capire, dalla tua degna chiosa finale, che tu, con il tuo partner, abbia fatto semplicemente un investimento a lungo termine. E che la tua fedeltà, più che dalla repulsione nei confronti della promiscuità, sia dettata da un calcolo utilitaristico. Insomma, hai dimostrato ancora una volta come sia pervasiva la mercificazione dei rapporti umani nella società attuale. Più di quanto io stesso pensassi.
soledamore
Partecipante@almadell wrote:
Questo intendevo.
La promiscuità del prostituto diventa una “funzione sociale”;
la promiscuità dei libertini un “effetto del fallocentrismo”.
Senza contare il “fascino del marchettaro”
contrapposto allo “squallore del libertino”.Trovo questo rovesciamento di valori
davvero molto interessante.Il dramma umano del prostituto
è quello di innamorarsi sempre della purezza
e di venire sempre rifiutati
quando viene scoperta la loro professione.
Provare a trovarsi un lavoro per amore,
ma essere troppo abituati a quel tenore di vita.
Credo siano pochi quelli orgogliosi della funzione sociale
di procurare orgasmi agli estranei:
li ho sempre trovati molto lontani dalle vostre idealizzazioni.Sul dramma umano del prostituto
E’ un discorso parallelo a quello dell’omofobia sociale, che definirei pornofobia sociale: poche marchette sono orgogliose del ruolo sociale che svolgono, semplicemente perché molte di loro non sanno di svolgere un ruolo sociale e perché sono vituperate dal resto della comunità.
Così come alcuni omosessuali sono infelici a causa di certe pressioni sociali sul loro modo di vivere la sessualità. Pressioni interne ed esterne alla comunità glbtq.Marchetta vs libertino
La marchetta non è per nulla affetta dal fallocentrismo! Talvolta sono proprio le sue caratteristiche fisiche a determinare la scelta del suo mestiere. Non è una banale questione dimensionale, ma è il modo di concedere il fallo che determina la sua fortuna o sfortuna professionale
La marchetta è una sorta di idolo per gli adoratori del fallo. Ovvero per i gay affetti da fallocentrismo che non hanno la possibilità di essere libertini (in origine la prostituzione, come sai, era sacra e gestita dai templi).
Quindi possiamo dividere gli affetti da fallocentrismo in due gruppi: i libertini e quelli che vanno a puttani in modo compulsivo, ovvero i puttanieri.
Che poi sia ritenuto puttano anche chi si concede a tutti senza esser pagato, questa è una valutazione di origine fallocratica, non fallocentrica.soledamore
Partecipante@Frustadeglistupidi wrote:
Chi invece passa da un compagno all’altro al massimo mi sembra un uomo insoddisfatto, sempre alla ricerca di qualchecosa di meglio o semplicemente di varietà d’esperienze. Una propensione che non mi appartiene, ma che non è in sé ripugnante. E’ fatta salva ovviamente la condanna della violazione della promessa (se ci sia stata) di fedeltà ad un compagno.
Di ripugnante c’è solo il tuo bigottismo di ateo inconsciamente devoto, al netto della tua buona fede e della tua sincerità.
La varietà di esperienze, come ho già spiegato, in realtà e varietà di peni (e delle loro dimensioni), nella ricerca spasmodica e inutile del Fallo che assicuri il godimento assoluto. Ho coniato per questo atteggiamento compulsuvo il termine di fallocentrismo.
Se non fossi tu, che ti definisci monogamo, ad affermare quanto scritto sopra, direi che sarebbe ributtante il tentativo di nobilitare questa proprensione con la motivazione di dare più contenuti al proprio vissuto. La propensione in sé, non occorre nemmeno che sia giudicata da un punto di vista morale. Si giudica da sola come incapacità di costruire un rapporto stabile e duraturo con una persona dello stesso sesso. Con tutte le conseguenze del caso…soledamore
Partecipante@almadell wrote:
Un eterosessuale su tre frequenta prostitute,
credo che il numero dei gay che frequenta escort
sia decisamente più basso.La cosa che mi colpisce di più del mondo gay
è il grande biasimo per chi ha molti partner gratis
unito alla grande ammirazione per il lavoro di prostituto.
Come se – davvero – averne fatto una professione
rendesse “giustificato” un comportamento promiscuo.Non ho riscontrato questa cosa solo in Soledamore,
ma in una grande quantità di gay perbenisti.Le statistiche non si fanno con “il mi sembra”. Ci vogliono dati concreti.
Nessun biasimo per chi ha molti partner gratis: la maggior parte della comunità lo giudicherà con serenità una zoccola, le persone più avvertite come una vittima del fallocentrismo. In ogni caso non è il candidato adatto per un rapporto basato sull’omoaffettività, ovvero un rapporto serio.
E poi, sulla supposta “gratuità” dei rapporti gratis, ci sarebbe tanto da dire…qualche accenno l’ha fatto anche la simpatica ragioniera del terzo post 😈Il comportamento promiscuo non è giustificato dalla professionalità, ma dal fatto che il prostituto svolge una funzione sociale. Un ruolo che la sociologia contemporanea ha pienamente riconosciuto, ma la Legge, ahimé, ancora no.
(Detto fra di noi, le marchette spesso poi sono più affascinanti di tanti gay stereotipati!)
Definirmi un gay perbenista allora è il colmo! Credo invece che il gran perbenista sia tu, almadel. E quanto affermi a proposito della prostituzione, mostra chiaramente che per quanto ti proclami ateo o agnostico a seconda dell’umore, della fede cattolica ti è rimasto il peggio: la funzione di arcigno custode del sepolcro imbiancato 😀
soledamore
Partecipante@Frustadeglistupidi wrote:
@soledamore wrote:
Credo che il rapporto fra gay e marchetta si dustingua profondamente da quello fra etero e puttana
Eh certo, gli omosessuali sono un genere particolare di uomini (???), non amano come tutti gli altri (gli etero), non scopano come tutti gli altri (gli etero) e quindi hanno il bisogno genetico di pagare, al contrario degli altri (gli etero) che quando pagano lo fanno solo per ottenere un surplus di piacere. Roba da matti…. Dev’essere il fatto che sei cattolico che ti porta a questi assurdi (per uno che si dice omosessuale) svilimenti dell’omosessualità.
Comunque, visto il gran numero di frequentatori di prostitute, sembra che la necessità prema più gli eterosessuali che gli omosessuali.Gioia, connetti te stessa! Non sto affatto svilendo gli omosessuali, anzi sto ponendo su un piano superiore la loro eventuale mercificazione del sesso, rispetto a quella etero.
Nessun “bisogno genetico” di pagare. La necessità è anagrafica, al limite. Ad una certa età la carne la compri, se non vuoi fare la vegetariana (in realtà, come ho spiegato altrove, non si compra niente: si tratta solo di un usufrutto a tempo determinato). Gli esempi sono numerosissimi: basta guardarsi intorno, altro che! E poi ci sono altri motivi: giustamente, vogliono godere anche quelle persone che non si adeguano al modello di vita gay imperante: vuoi per certe caratteristiche estetiche, vuoi per motivi culturali. O semplicemente perché cercano una verità nel maschio, che non trovano nel mondo gay che frequentano abitualmente.Pertanto la prostituzione svolge, sia per gli etero che per gli omo, una sorta di colletivizzazione del godimento. Un processo democratico, dunque.
La prostituzione omosessuale poi è superiore a quella eterosessuale per lo scambio simbolico. Il flusso di denaro e il flusso di sperma sono simmetrici, e spesso, al di là della concretezza del pagamento per la prestazione, il denaro che si da alla marchetta è solo un modo per fargli accettare una sua omosessualità inespressa e in altre circostanze inesprimibile. Non approfondisco oltre, perché se non avete letto Baudrillard è inutile.
Il fatto che sia cattolico, come al solito, c’entra come un fico secco a colazione. Mi sembra invece di essere molto più progressista di voi cariatidi, rimaste con il vostro buonismo peloso all’infame legge Merlin. La prostituzione deve essere regolamentata. Senza abolire la prostituzione di strada, necessariamente. Il cliente deve avere la più ampia possibilità di scelta. Sarà lui a decidere, valutando rischi e opportunità, se varrà la pena gustare una sigaretta del monopolio o una di contrabbando.
soledamore
PartecipanteAnche se prediligo una realizzazione affettiva e sessuale in una coppia monogamica chiusa, com’è noto, tuttavia riconosco l’importanza della prostituzione nel mondo gay.
Credo che il rapporto fra gay e marchetta si dustingua profondamente da quello fra etero e puttana o paraetero e trans. E ritengo che debba essere regolamentato dallo Stato, per il bene del cliente, della marchetta e dello Stato stesso.
Credo che questo sia uno dei punti che mi allontani di più dal magistero, pur essendo cattolico. Rinnovamento della società e rinnovamento della religione vanno di pari passo.
Diritto alla sessualità è anche riconoscere il diritto ad essa nelle persone che, per le motivazioni più svariate, un legame omoaffettivo non lo realizzeranno mai, per questioni non dipendenti dalla loro volontà (di carattere estetico, anagrafico etc.).soledamore
PartecipantePiccolo OT
Finalmente lo ammetti anche tu che sei queer, Huge. Ma allora perché la tua identità virtuale è legata sempre a spazio libero, dove sono tutte “passive e portatrici sane di diritti anali” come scrivesti in un post qualche anno fa? Dove al massimo potevano riconoscerti come androgino? fine OTsoledamore
PartecipanteInfatti: proprio perché questo attivo supposto esclusivo ha degli evidenti problemi con la sua sessualità, occorre che sperimenti al più presto il godimento anale. Per capire se è frigido, almeno, e mettersi l’anima in pace.
Riguardo al rapporto passività/sottomissione, è vero: è difficile che un omosessuale tendenzialmente attivo accetti psicologicamente la penetrazione da parte di una persona effeminata in modo vistoso. A questo punto, preferisce ricorrere ad una lesbica attiva o ad un etero, se vuole abbinare il piacere alla mortificazione derivante dalla sottomissione.
Se ricorre ad una lesbica, la componente fallocentrica è molto evidente, dato che userà la lesbica solo come un dispositivo che gli dia attraverso un oggetto terzo il godimento anale – certo non pensa di leccarle la vagina. Splendido esempio di macchina desiderante sessuale celibe.
Se ricorre ad un etero, è un omosessuale risolto perché apprezza il maschio in sé e non solo l’oggetto A (maiuscola) nell’ano, per dirla rozzamente, ma sinteticamente.
soledamore
PartecipanteIl mio primo bacio omosessuale (quindi taccio dei baci scambiati con etero di sesso femminile) è stato da adolescente con il mio primo vero ragazzo, un etero.
Prima c’era stato solo tanto sesso.
Una sera d’estate, in macchina, in un momento in cui stava particolarmente rilassato
mi chiese di baciarlo. Chiuse gli occhi e poggiò la testa sul mio petto.
Fu un’emozione indescrivibile: era l’unica cosa che mancava per suggellare
il nostro rapporto davvero molto intimo e speciale. Io non avevo neanche il coraggio di farlo. Ma poi, visto che era una cosa che desideravo da tempo, non mi persi d’animo e accondiscesi alla sua richiesta.Cosa strana, in seguito, numerose volte, con altri gay mi è capitato di baciarmi
a lungo e in profondità, senza che ci sia stato un minimo coinvolgimento sessuale, prima, durante e dopo.Con altri etero, invece, mi è capitato solo con uno, un caro amico, di averlo baciato più volte in bocca, senza conseguenze sessuali. Era anche un donnaiolo! Chi sa, forse la sua esperienza di etero curioso si limitava al bacio e non andava oltre. E questa esperienza, che peraltro fu bellissima perché inaspettata, mi fece capire che anche in qualche etero ci possono essere urgenze omoaffettive e non necessariamente omosessualo.
Il mio primo bacio omosessuale con un gay invece credo di essermelo scambiato con una persona contattata nel mondo virtuale e poi dal vivo. O forse in un locale, dopo aver bevuto qualche drink…sinceramente non ricordo, perchè di gay ne ho baciati tantissimi.
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