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PartecipantePer curiosità! Certo che ognuno ha tutti i cazzi che riesce a raccattare ed i cuori (pochi) che sfortunatamente battono per lui, non lo metto in dubbio! Però è proprio un brutto segno sentirsi vecchi a neanche 50 anni…baci 🙂
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Partecipanteimola80
non sto qui a disquisire sulla prostituzione, sull’escortismo, sul marchettismo, eccetera..eccetera..
Se pur tutti i gay decidessero di fare gli escort, l’omofobia non è giustificabile. Va condannata e punita.
Non è pensabile in un paese civile (in via teorica, l’Italia lo è), essere così leggeri nello scrivere frasi che giustifichino l’omofobia.
E’ l’unico punto sul quale mi permetto di intervenire rispetto al tuo scritto (vedi sopra).
Il mio era un invito a non cadere nella trappola dei perbenisti, quelli che si ergono a giudici e si credono migliore degli altri; in nome di questo giustificano poi comportamenti di violenza.
In Italia, e in nessun altro paese al mondo, ci si meritano comportamenti di violenza omofoba.
Te lo chiedo in rispetto a chi, a causa di questi comportamenti violenti, ha perso la vita!Quoto in pieno!
Infatti il cosiddetto elogio della marchetta in fondo è paradossale (un po’ come lo è ogni gay pride: in fondo cosa c’è da essere orgogliosi del proprio orientamento sessuale?): serve anche, se non soprattutto ad attenuare il senso di colpa e a ridare dignità e umanità a chi, da adulto, in grado di intendere e di volere, non costretto da fattori esterni e dalla necessità offra questo genere di sessualità e a chi ne fruisca in un certo modo non lesivo della propria e altrui dignità.
Perché purtroppo in ogni gruppo e in ogni contesto c’è sempre chi si crede migliore degli altri e cerca di imporre la sua visione a senso unico delle cose che gli stanno a cuore….
Un conto, infatti, è credere fermamente e nel profondo del cuore a qualcosa e fare in modo con i mezzi della persuasione retorica e della democrazia in ambito sociale di portare gli altri che hanno convinzioni differenti dalla propria parte
Un altro conto è imporre a tutti gli altri (le minoranze soprattutto) la propria visione delle cose pena l’emarginazione, la messa al bando e/o alla gogna, la violenza morale e/o fisica nei confronti dei dissenzienti, degli “eretici”.
Mi sembra un ragionamento semplice e condivisibile da tutti e quindi mi stupisco che ci sia sempre qualcuno (o più di qualcuno, anzi la maggioranza in alcuni casi) che non lo accetti: si tratta di intolleranza? Di qualche altro problema, psichiatrico magari?
Non lo so: ma mi piacerebbe saperlo davvero visto che questo stato di cose può avere conseguenze nefaste sulle vite di chi non si conforma al “sentire comune” e questo non è bello!!probl
Partecipanteps tra l’altro il libro di D. Buzzati “Un amore” sembra abbia basi autobiografiche… 🙂
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PartecipanteRivas
Lascio ai Nobel per la letteratura descrivere tutte le relazioni amorose a pagamento che vogliono, non potranno mai confutare l’evidenza statistica.
Sentiremmo tutti i giorni di matrimoni tra puttanieri e prostitute, e a meno che io stia vivendo in una dimensione parallela, non mi sembra che siamo (finora) arrivati a questo punto.
E infatti secondo te molti dei matrimoni misti in Italia chi vedono come protagonisti? e che rapporto c’è tra alcune colf ed i loro datori di lavoro? (vedi testimonianze: http://www.inafrica.it/benincity/doc/adige.pdf oppure http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20110718073349AAxyaWg che però lascia il tempo che trova ma io ne ho sentite molte altre di simili).
Mi ricordo persino l’appello di uno di quei preti che lavorano a contatto con le ragazze di strada e che propose ai loro clienti di buona volontà: “Salvatele, sposatele!”
Ed inoltre anche alcune professioniste lo dicono esplicitamente come la professionista intervistata da Donna Moderna (di cui al rif a fine capoverso): “A che età in genere smette la professione una prostituta?
Non c’è età, né per iniziare, né per smettere. L’età può forse incidere sulla mole di lavoro. Conosco colleghe di quasi 50 anni che guadagnano piu di me.Se una donna ha un po’ di intelligenza mette via per il futuro, compra, investe, si fa una polizza pensionistica privata. O si fa sposare da qualche cliente affezionato!” (ref. http://blog.donnamoderna.com/sessoeluna/2009/08/26/il-sesso-come-mestiere-dialogo-con-una-prostituta/)Saranno realtà minoritarie ma rappresentative perché come dice Don Ciotti: “La condanna del cliente si attenua però se si tiene conto di altri elementi. Primo fra tutti la solitudine: «Che è assai marcata», sottolinea don Ciotti, «e accompagnata da un tale vuoto di valori che l’individuo è spinto a rivolgersi al mercato per risolvere il suo bisogno di relazione, la sua crisi di identità maschile, l’assenza di affettività».”
E se passiamo dal mondo etero a quello omo ti assicuro che la distinzione tra “marchetta fissa” e fidanzato novello diventa sfumata, molto sfumata in molti, molti, molti casi di cui tutti noi dovremmo essere bene a conoscenza ma a quanto pare invece diverse volte ignoriamo del tutto (ed è una cosa nota da secoli a partire da Leonardo da Vinci con il suo “garzone di bottega” Salai, a Francis Bacon, Tennessee Williams etc etc tutti personaggi che mantenevano e foraggiavano i loro beneamati….o meglio mantenuti)…
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Partecipantesic…apologia non apologo….caspita questo caldo…;)
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PartecipanteRivas
Non ricordo inoltre, nè tra i conoscenti gay nè tra quelli etero, testimonianze che esaltassero la dimensione simbolica e rituale della scopata a pagamento, tantomeno ricordo amici in lacrime perchè gli è stato spezzato il cuore in tangenziale, e non riesco nemmeno a figurarmi marchette depresse a causa di innamoramenti continui dei propri clienti.
Guarda Rivas, ti consiglio di leggere, per restare solo a quello che più o meno conosco io e all'”amore mercenario” etero i seguenti tre libri: “Un amore” di D. Buzzati, “La casa delle belle addormentate” di Y. Kawabata e “Memoria delle mie puttane tristi” di G. G. Marquez (gli ultimi due sono inoltre premi Nobel per chi non lo sapesse).
Lungi da me fare l’apologo del sesso a pagamento, intendo solo sottolineare come su questo tema vi sia molto pregiudizio morale e poca libertà di fare discorsi sereni, oggettivi, spassionati e distinguo doverosi.
Sicuramente esisterà il puttaniere classico così come viene descritto dall’opinione pubblica corrente: porco, dominante, insensibile a tutto se non al potere del denaro e a ciò che con questo può comprare, anaffettivo, incapace di provare empatia con chi sfrutta sessualmente e di accorgersi che questi è una vittima (magari della tratta degli esseri umani) che offrendoglisi gli nasconde tutto il disgusto ed il disprezzo che prova per colui che lo compra e pensa di essere irresistibile per via del suo denaro…
Non ne discuto!
Però esiste tutta un’altra realtà dove il ricorso alla marchetta equivale ad un grido nel deserto e costituisce l’ultima risorsa per uscire da una solitudine estrema e dolorosa e affermare la propria identità e sessualità fraternizzando con un oggetto del desiderio che si materializza per la prima volta davanti a sè proprio come lo si vuole e lo si è sempre sognato, proprio così come nessun altro ha mai fatto di sua spontanea volontà: prova ad immaginare di non avere altri sfoghi sessuali ad eccezione della masturbazione pur essendo da decenni consapevole della tua sessualità, di vivere in un mondo che da dopo la rivoluzione sessuale ospita tutti soggetti sessualmente attivi (o presunti tali) e vivendo tra questi ultimi sentirsi un estraneo, un “diverso” che non conosce la tenerezza e le gioie del sesso e magari frequenta circoli, associazioni, chat etc etc dove sembra che tutti siano felicemente accoppiati e a nulla valgono chiacchiere su chiacchiere e amicizie su amicizie se poi non si arriva mai al tanto agognato “sodo”…
Certo, per chi non riesce ad entrare in coppia esiste pur sempre anche il sesso occasionale gratis (che forse è incomparabilmente più soddisfacente di quello a pagamento perché a differenza di quest’ultimo pressuppone un minimo di genuina attrazione reciproca) e una dose di sana promiscuità gratuita penso che tutti noi l’abbiamo ottenuta: ma quanto è più gratificante in questi casi scegliersi il partner occasionale tra quelli che si offrono e sono disponibili, seppure a pagamento, invece di accontentarsi del primo che capita e ci si può permettere (perché non si è sufficientemente attraenti)?
Lo so che per qualcuno in fondo tutti gli uomini sono uguali e uno vale l’altro….e che non vale mai la pena di ricorrere ad un paradiso artificiale e falso che, dopo averne usufruito, lascia il vuoto dentro ed è un modo facile per credere di inseguire qualcosa di sublime ed eccezionale che sfugge sempre e beffa chi la vuole comprare concedendosi, invece, gratuitamente solo a chi la merita e la conquista con mezzi leciti…
Ma ne siamo poi così sicuri???
ps spero di essere stato comprensibile…questo caldo è insopportabile…
probl
PartecipanteRivas
Non ho capito il nesso tra vergini e sesso a pagamento, nè leggo dove ho scritto che i vergini sono degli sfig*ti (ma la togliamo sta parola dalla blacklist?!?!)
Ho solo detto è da sfig*ti voler ricondurre ad un rapporto sentimentale il rapporto con una marchetta..
Ma caro Rivas noi non siamo animali: non esiste e non esisterà mai per un essere umano un rapporto di puro sesso, che si limiti alla semplice meccanica dei corpi, infatti quello che è più importante, anche nel rapporto più squallido, è la dimensione simbolica, rituale….il sogno nasce anche dallo sterco (ammesso e non concesso che i rapporti non mercenari, soprattutto quelli di un certo tipo, siano più nobili e meno squallidi di quelli a pagamento, soprattutto quelli di un certo tipo).
La verginità in “tarda età”, soprattutto se non voluta, è la spia delle difficoltà (personali? Derivanti dal contesto ambientale? Multifattoriali? Non importa in fondo…) anche solo a fare sesso alle quali devono far fronte molti di noi e delle quali il sesso a pagamento può costituire una soluzione seppure di ripiego…(ma poi mai dire mai)
probl
PartecipanteRivas
Il voler dare una dimensione poetica o filosofica lo trovo alquanto patetico, suppongo serva all'”utilizzatore” per sentirsi meno sfig*to, mentre invece diventa sfig*to proprio nel momento in cui cerca di aggiungere i sentimenti in un contesto che non li prevede.
Questo secondo me vale molto piú oggi che ai tempi di Pasolini e De André, ma ritengo fosse valido anche in quegli anni…
guarda che noi come categoria siamo tutti s-fig*-ti per definizione, ed alcuni di noi sono anche alquanto s-cazz*-ti nel contempo: ma abbattiamo almeno per una volta le barriere del principio di realtà e addio repressione! (WWW l’autoerotismo!!)
Per il riferimento a De André ti ricordo che la protagonista di Boccadirosa non era una prostituta ma una donna cui piaceva tanto fare sesso per passione mentre la molto più recente Princesa è il ritratto di un trans che prima si prostitusce e poi regala il cuore ad un avvocato di Milano…(non ti confondere con il Gino Paoli del cielo in una stanza o con il C. Porter di Love for sale)
Poi scusa forse tu vivrai in un mondo molto diverso dal mio: se leggi i risultati dell’autorevole studio statunitense (pubblicato nel 2009 sulla rivista Journal of Sexual Medicine) al seguente link http://www.newscientist.com/blogs/shortsharpscience/2009/06/who-is-the-40-year-old-virgin.html ti accorgerai infatti che gli omosessuali maschi, proprio in questi primi anni del XXI secolo hanno 11 volte più probabilità degli etero di arrivare vergini in tarda età (25-44 anni)….e questo negli Stati Uniti, figurati un po’ cosa accade qui in Italia: se tu vuoi semplificare il tutto chiamandoli s-fig*-ti fai pure a me però sembra un modo di liquidare la questione che denota una certa insensibilità (parola di uno che è arrivato vergine a 29 anni)…probl
Partecipantealmadell
Ti prego lascia queste frasi a mia nonna 🙂
Ti ricordo che sono finiti gli anni della Rivoluzione Sessuale
e anche il “libertinismo commerciale” degli anni Ottanta.
Prima c’era Patty Pravo e adesso Arisa;
prima c’era Freddy Mercury e adesso Ricky Martin.
Siamo in un’epoca di nuovo perbenismo.E davvero nessuno criminalizza la prostituzione.
Le “famigliole perbene” votano allegramente Berlusconi.
Credo che avrebbe dato più scandalo se diceva di masturbarsi…Sì, hai proprio ragione 😉
E allora viva la Patty Pravo di Pazza Idea e Pensiero Stupendo, la Viola Valentino di Comprami e il Renato Zero di Mi Vendo! (troppo kitsch?)Comunque lungi da me fare l’elogio a senso unico o tout court di chi sappiamo: ogni cosa ha luci e ombre, e sicuramente la faccenda ha molti lati oscuri e per molti motivi può e deve essere considerata un ripiego (neanche lontanamente paragonabile all’amore vero? Chissà…) ma da qui a riprovarla moralmente o sanzionarla socialmente del tutto (come capita di solito e soprattutto se cliente e/o marchetta sono “il classico ragazzo della porta accanto o persona comune che mai e poi mai avremmo pensato…”; perché invece quando si parla del Ricco Sultano Gran Seduttore o dell’Etero che Va a Trans Perché son Più Donne delle Donne, non si sa perché, tutto cambia colore e diventa inspiegabilmente affascinante e trasgressivo quando dovrebbe solo essere più squallido in quanto c’entra il Potere di chi ha il Coltello dalla Parte del Manico (almeno in un caso) e tutto diventa sbilanciato…e torbido e malsano e volgarissimo) ce ne corre….quanto ce ne corre…!
Sono dell’idea comunque che MASTURBARSI resti lo sfogo più a portata di mano, sicuro, salutare, economico, innocuo e soddisfacente, almeno così è per me: l’attività sessuale principale e di gran lunga più frequente che ho sempre praticato, pratico e praticherò sempre (purtroppo?) è sicuramente quella autoerotica…….senza troppi rimpianti 😉
probl
Partecipantealmadell
Senti Probl, devi spiegarmi una cosa.
Che senso ha dire che si va con prostituti
perché gli altri cercano il sesso facile e l’apparenza?
Cosa c’è di più facile di un prostituto
e di più legato all’apparenza di uno che fa palestra
per vendersi meglio?
A me sembra molto contraddittorio come ragionamento.Non so se mi convenga e/o mi possa permettere di assumere le difese di chi va a marchette, in effetti non mi sento del tutto a mio agio in questo ruolo visto la complessità e delicatezza dell’argomento. Penso, anzi, che forse questa “categoria” sia minoritaria e in via di estinzione (in via teorica perché poi ai fini pratici penso che perdurerà nei secoli dei secoli…): ma è una minoranza non marginale che a suo modo va compresa e non ulteriormente stigmatizzata.
Detto questo la contraddizione nel ragionamento era voluta: io non ho nessun pregiudizio nei confronti di chi si dà, gratuitamente e perché se lo può poermettere, al sesso facile/effimero/promiscuo e/o cerca la bellezza/apparenza a tutti i costi….così mi piacerebbe (per non dire esigerei) che gli stessi non avessefro pregiudizi nei confronti di chi va a marchette: in fondo sono entrambe debolezze umane che, a mio modo di vedere, sono sullo stesso piano (affermazione discutibile ma che esprime bene ciò che penso).
In quest’epoca infatti è diventato sempre più difficile sublimare o fare a meno delle gratificazioni sessuali (le minime indispensabili per numero, frequenza e varietà a seconda della natura di ciascuno): e chi non ce la fa, per le ragioni più varie, a procurarsele gratuitamente non è giusto che sia patologizzato o “criminalizzato” in tutti i casi e a tutti i costi.
E criminalizzato poi da chi? Dalle famigliole etero giovani e volontariamente sterili (c’è chi arriva ad avere il primo figlio alla soglia dei 40 anni)? Da quelle famigliole che piangono sempre miseria: perché loro sono chiamate a procreare (e quindi devono essere privilegiate rispetto ad altre forme di unione) e per far ciò sono costrette a tanti sforzi, sacrifici etc etc (non ultimo quello della convivenza, nella maggioranza dei casi, con un estraneo, che conoscono superficialmente, per il resto della vita con l’obbligo di farci sesso vita natural durante)? A queste famigliole delle quali a conoscerle ti rendi conto della repressione e dell’orrido che nascondono perché si comportano in modo vile, crudele, meschino (eppure magari son cavalieri del lavoro, rispettabili professionisti, colonne della società: e prova un po’ a mettertici contro: i tutori dell’Ordine in piena malafede se ne meraviglierebbero: come possono, infatti, aver fatto le cose di cui le accusi proprio loro: personcine così perbene e timorate, madri e padri di famiglia)? Da queste famigliole costruite in buona parte su egoismi e ipocrisie, avidità e rapacità, compromessi e squallida routine: ma normali, rassicuranti, prese a modello da Stato, Chiesa e opinione pubblica? Per fortuna io ho avuto l’esempio quasi del tutto positivo della famiglia in cui sono cresciuto nella quale sono stato e mi sono sentito amato: tale esempio usato come pietra di paragone mi ha fatto capire che quel tipo e modello di famiglia è del tutto tramontato: le coppie giovani di oggi, in molti casi, mi fanno orrore sia come singoli messi insieme sia come coppia: poi magari ce ne saranno molte altre (forse infinite) che sono autentiche coppie che si amano davvero di un amore reciproco autentico che le apre alla società e al mondo, soprattutto ai più bisognosi e sofferenti; anzi sono sicuro di questo (alcune infatti ne conosco pure) ma la maggior parte di quelle che ho frequentato mi sembrano manifestare, con il loro modo di comportarsi e giudicare il comportamento altrui, un livello di consapevolezza sub-umano e devo dire che mi sembrano emanare una violenza repressa e repressiva che mi disgusta, mi fa orrore…ma questo è un altro discorso…Per ultimo: perché, mi chiedi, non è tanto nota la storia di Pasolini con Davoli? Semplice perché Davoli è etero e penso che nel frattempo si sia fatto pure una famiglia tradizionale e chi ama non “sputtana” l’oggetto del suo amore esponendolo al pubblico ludibrio dell’Italietta tutta casa e chiesa di quegli anni e della mentalità piccolo-borghese di allora e che è ancora fin troppo viva, vegeta e giudicante ai nostri giorni..
probl
Partecipantepps: scusatemi se nel post precedente mi sono espresso sintatticamente e grammaticalmente in modo non del tutto corretto ma purtroppo sono andato di fretta perché non ho molto tempo;
volevo solo più dire che quoto in pieno chi precedentemente ha scritto che in molti casi non c’è alcuna correlazione tra andare a marchette e vivere la propria omosessualità nascosti e in modo clandestino (per tutti posto quest’illuminante e divertentissima intervista a P. Poli tratta da cultura gay: http://www.culturagay.it/cg/intervista.php?id=112): quindi quest’accusa da parte dei soliti “candidi e timorati” benpensanti (anzi malpensanti) in molti casi non c’entra una benemerita pippa!!probl
PartecipanteChi va a marchette anaffettivo?!?
Ma non diciamo str..te, per favore (!!!!): anaffettivo sarà chi usa e getta il proprio partner dopo un annetto perché è svanita la passione, chi si dà ad una promiscuità estrema in saune, sex clubs, chi ha bisogno fino a 25/30 incontri sessuali al giorno (sì avete letto bene, 25/30 nei casi estremi).Chi frequenta marchette/escort, magari una volta al mese, perché non ha alternative di sorta non può essere bollato di anaffettività. Anaffettivi sono tutti gli altri che incontra nell’ambiente (che ho frequentato in lungo e in largo credetemi) che lo costringono a “comprarsi la felicità”.
Perché non è forse vero che nel nostro ambiente si punta subito al sodo e che si chiede quasi sempre l’amicizia solo per un secondo fine? Non è vero forse che nel nostro ambiente si bada molto più all’apparenza e alla forma che non alla sostanza? Non è forse che nel nostro ambiente si tende a solidarizzare e a provare compassione solo con chi ci attrae?
Chi non vede questo o non ne è consapevole è un sepolcro imbiancato della peggiore specie: ipocrita e falso fino nelle midolla e gode della mia disistima più totale!!E poi l’affettività la si costruisce anche in amicizie dove il sesso non c’entra pienamente appaganti e non solo in storie sessuali: perché, diciamocela tutta, ma tra i gay si possono trovare anche amici più o meno disinteressati anche se sotto sotto c’è sempre una certa attrazione sessuale magari inconscia…ma se questa persona la si “ama” come amico ma non la si trova attraente che ci si deve colpevolizzare per andare a cercare uno sfogo (ma con signorilità e senza nuocere a nessuno) altrove???
Poi l’effeminatezza: a me gli effeminati sono molto simpatici come i trans e penso che il loro mostrarsi come tali sia un segno di grande e autentica virilità; per femminilità mancata intendevo la tendenza di alcuni, apparentemente super virili e insospettabili, a curare ossessivamente il proprio corpo e aspetto, ad essere civettuoli e frigidi…ma le donne mi perdonino perché sì a me anche le donne stanno molto simpatiche: le trovo molto stimolanti e attraenti a livello intellettivo ed emozionale: è lo scimmiottamento delle loro qualità deteriori in un maschio che stigmatizzo nel modo più totale!!!!
Per finire con l’anafettività: dalla lettura di Liberi di Amare (di L. Laurenzi) mi consta che P. P. Pasolini abbia avuto una relazione affettiva durata tre anni con Ninetto Davoli (anche se posso non condividere l’omosessualità di Pasolini, distante anni luce dal mio modo di vivere la sessualità mi sembra scorretto tacciarlo di anaffettivo)…inoltre al seg.te link potete leggere le esperienze di G. Testori che pare nelle marchette ricercasse il figlio che non aveva mai avuto http://www.railibro.rai.it/mediateca.asp?id=21 (anche se l’omosessualità di Testori era distante anni luce dal mio modo di concepire la sessualità, soprattutto il suo macerarsi nel senso di colpa nel tentativo di uniformarsi al dettato della morale cattolica, mi sembra irriguardoso dargli dell’anaffettivo).
Concludo dicendo che il mio non vuole essere un elogio della marchetta: ho letto di quanta disperazione, marginalità, dolore ci siano in molte situazioni esistenziali di prostituti; ho letto di quanto sfruttamento, umiliazioni e ingiustizia alcuni di loro, i più indifesi e deboli, devono patire…ma questo non vuol dire fare di tutta l’erba un fascio: come ho spiegato c’è cliente e cliente e marchetta e marchetta: c’è senz’altro chi si prostituisce in piena coscienza e libertà e tra questi chi regala un sogno di affettività e con il quale è anche possibile costruire un rapporto di amicizia e “amore”, a tal proposito vi invito a leggere il link alle posizioni di G. Vattimo che posto nel seguito: http://giannivattimo.blogspot.com/2011/07/interrogazione-ue-su-campagna-europea.html
p.s.: per le menti candide e semplici: non perché alcune delle persone che ho citato sono cattoliche questo implica che lo sia anch’io, mi definisco invece un agnostico e sono politicamente di sinistra: ma che lo spiego a fare in un Paese dove si sta con il piede in due scarpe anche da parte di persone di estrema snistra (vedi il leader di Sel)??
probl
PartecipanteMa no, non esageriamo, che red carpet e red carpet del cacchio?!?
E’ una questione di intelligenza e di saperci fare più che di bellezza, apparenza ed esosità: e l’intelligenza ed il saperci fare sono trasversali e così per fortuna li possiedono anche i brutti, i nullatenenti etc etc.: bisogna essere ecumenici e “sapersi accontentare”, non avere aspettative distorte: il mito del corpo mainstream in fondo lascia indifferenti, non c’è nulla di più noioso, algido e frigido del cretino di turno tanto orgoglioso del suo curatissimo (alla frociarola) corpo “palestrato e definito” quanto incapace non solo di pensiero consequenziale ma anche di arte amatoria con un minimo di sale e pepe…
E guardate gli escort tutti depilati e definiti: non sono l’emblema della femminilità mancata dell’androginia metrosexual…cosa c’è di meno erotico?
Quanto più interessanti sono gli “uomini veri”, al naturale, grezzi e un po’ rozzi ma capace di insospettata dolcezza e passione? 😉probl
Partecipantediciassettenni?!? Compagne minorenni?!?
Ma di che orrori parlate (!!?!!): queste ultime sono cose che mi disgustano davvero nel più profondo dell’animo: quelli sono casi limite di chi è abbandonato a se stesso da famiglie disattente se non conniventi e dalla società in generale che non sa o non vuole vedere…
Io stavo parlando di tutt’altro: di più o meno giovani adulti (“ragazzoni” forti e più o meno “induriti” dalla vita: si va dai braccianti/disoccupati ai docenti/impiegati che arrotondano così le loro entrate) di età compresa tra i 21-22 e i 45 (?) – 50 (?) anni, età media sui 30 anni, che si prostituiscono volontariamente e non devono rendere conto a nessuno della loro scelta…
e vi garantisco che forse sarò io molto naif ma la maggior parte delle volte è il cliente ad essere il dog/slave/prostituto di questi esseri affascinanti e sgamati, angelici e diabolici, che su molte cose hanno esperienze e malizia molto superiore alla maggior parte dei loro clienti…
e poi credo poco al fatto che i prostituti siano puri eterosessuali: al massimo sono bisessuali più o meno repressi, ma, nonostante ciò, costituiscono una fauna protetta per i “feticisti degli etero” (etero ai quali, in ogni caso, si rizza lo stesso se a prenderglielo in bocca o nel c..o è un altro uomo) che godono solo se possono congiungersi con un “vero uomo”, un etero e che così possono realizzare il loro sogno…d’amore? Sì, anche se al gradino più basso, d’amore…
probl
Partecipantealmadell
Interessante questione.
Scommetto che secondo te non sono sfruttati
neanche gli operai delle miniere cilene;
cavoli! Con un pugno potrebbero mandarti al Creatore!Non lo penso affatto, sono situazioni del tutto differenti: gli operai di tutto il mondo sono sicuramente tutti sfruttati, e anzi dovrebbero unirsi e innescare una rivoluzione globale!!
Ma a volte la linea di demarcazione tra l’essere costretti a fare qualcosa per mancanza di alternative (ma se poi l’alternativa è quella di fare gli operai, i muratori o gli imbianchini ed essere sì in quel caso sfruttati davvero e guadagnare poco, meno o quanto guadagnano con il “lavoro nel sesso”, si finisce per capire perché alcuni imbocchino la strada più semplice…) e lo scegliere di farla in piena libertà è sottile: bisognerebbe indagare le motivazioni profonde di chi fa determinate scelte…che, secondo me, sono le più varie..
Ma la situazione è molto complessa e non può essere inquadrata univocamente: che io sappia, comunque, in Italia il traffico di esseri umani non è ancora entrato nella prostituzione maschile (mentre è prevalente nella prostituzione femminile di strada, perché anche lì invece le escort lo fanno di loro spontanea volontà) e tutti i lavoratori del sesso uomini lo fanno volontariamente e sono consenzienti e la maggior parte delle volte adescanti…
certo essendo una situazione in cui c’è di mezzo il denaro e la “sopravvivenza” dell’altra persona le cose possono precipitare a volte: e le notizie di cronaca nera periodicamente non lesinano storie di anziani minacciati, rapinati e a volte picchiati nei luoghi di battuage, di personaggi vari ammazzati dai compagni di una notte che avevano raccolto in strada o altrove ed imprudentemente si erano portati a casa e così via: se questa la vuoi vedere come conseguenza dello sfruttamento sessuale da parte del cliente su chi si offre fai pure ma a me pare invece che sia una specie di guerra tra poveri dove la parte del leone o del lupo la fa senz’altro la marchetta che si fa prendere da un raptus omicida o che esercita violenza indebita a fini di lucro…
ma la realtà è molto più varia e articolata e non si riduce a quello che emerge da questi fatti di cronaca nera…e comunque non è per nulla assimilabile alla situazione eterosessuale e a quella che hai prospettato.. -
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