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Taggato: prostituzione
- Questo topic ha 236 risposte, 30 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 10 anni, 6 mesi fa da
soledamore.
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23 Agosto 2015 alle 12:01 #979490
probl
PartecipanteRivas
Il voler dare una dimensione poetica o filosofica lo trovo alquanto patetico, suppongo serva all'”utilizzatore” per sentirsi meno sfig*to, mentre invece diventa sfig*to proprio nel momento in cui cerca di aggiungere i sentimenti in un contesto che non li prevede.
Questo secondo me vale molto piú oggi che ai tempi di Pasolini e De André, ma ritengo fosse valido anche in quegli anni…
guarda che noi come categoria siamo tutti s-fig*-ti per definizione, ed alcuni di noi sono anche alquanto s-cazz*-ti nel contempo: ma abbattiamo almeno per una volta le barriere del principio di realtà e addio repressione! (WWW l’autoerotismo!!)
Per il riferimento a De André ti ricordo che la protagonista di Boccadirosa non era una prostituta ma una donna cui piaceva tanto fare sesso per passione mentre la molto più recente Princesa è il ritratto di un trans che prima si prostitusce e poi regala il cuore ad un avvocato di Milano…(non ti confondere con il Gino Paoli del cielo in una stanza o con il C. Porter di Love for sale)
Poi scusa forse tu vivrai in un mondo molto diverso dal mio: se leggi i risultati dell’autorevole studio statunitense (pubblicato nel 2009 sulla rivista Journal of Sexual Medicine) al seguente link http://www.newscientist.com/blogs/shortsharpscience/2009/06/who-is-the-40-year-old-virgin.html ti accorgerai infatti che gli omosessuali maschi, proprio in questi primi anni del XXI secolo hanno 11 volte più probabilità degli etero di arrivare vergini in tarda età (25-44 anni)….e questo negli Stati Uniti, figurati un po’ cosa accade qui in Italia: se tu vuoi semplificare il tutto chiamandoli s-fig*-ti fai pure a me però sembra un modo di liquidare la questione che denota una certa insensibilità (parola di uno che è arrivato vergine a 29 anni)…23 Agosto 2015 alle 21:11 #979491soledamore
PartecipanteIo trovo l’elogio della marchetta assolutamente geniale. E’ davvero patetico attribuirlo a me e rimuovere la questione con la solita tecnica del “chiunque condivida una mia osservazione, è un mio clone”. Sono stato sempre per la riapertura delle case “chiuse” dal fanatismo integralista cattolico. Da cattolico dissidente, la mia posizione è più avanzata di quella di tanti laici che propalno la loro morale gaysta.
L’apprezzamento per le marchette, nella comunità omosessuale, è un sentire comune.
Sfortunatamente molti marchettari sono “velati”. Non ammetteranno mai di aver pagato, specialmente se è loro consuetudine farlo.
Ovviamente, anche la coazione ad andare a marchette, così come la promiscuità del cosiddetto “gay libertino”, rientra nella logica fallocentrica.
Ma in generale, ritengo che il “promiscuo”, dal punto di vista (im)morale, non abbia nulla da invidiare al marchettaro. La transazione economica viene sempre annullata dallo scambio simbolico, quando c’è (Baudrillard).23 Agosto 2015 alle 21:17 #979492rivas
Partecipante@Probl wrote:
Poi scusa forse tu vivrai in un mondo molto diverso dal mio: se leggi i risultati dell’autorevole studio statunitense (pubblicato nel 2009 sulla rivista Journal of Sexual Medicine) al seguente link http://www.newscientist.com/blogs/shortsharpscience/2009/06/who-is-the-40-year-old-virgin.html ti accorgerai infatti che gli omosessuali maschi, proprio in questi primi anni del XXI secolo hanno 11 volte più probabilità degli etero di arrivare vergini in tarda età (25-44 anni)….e questo negli Stati Uniti, figurati un po’ cosa accade qui in Italia: se tu vuoi semplificare il tutto chiamandoli s-fig*-ti fai pure a me però sembra un modo di liquidare la questione che denota una certa insensibilità (parola di uno che è arrivato vergine a 29 anni)…
Non ho capito il nesso tra vergini e sesso a pagamento, nè leggo dove ho scritto che i vergini sono degli sfig*ti (ma la togliamo sta parola dalla blacklist?!?!)
Ho solo detto è da sfig*ti voler ricondurre ad un rapporto sentimentale il rapporto con una marchetta..
23 Agosto 2015 alle 21:28 #979493soledamore
PartecipanteAnche con una marchetta si può avere un rapporto sentimentale. E’ difficile stabilire chi sia più sf** ato (o spenato 😀 ), se chi si innamora di una marchetta o chi è costretto a stabilire un rapporto di coppia aperta con il proprio partner per non essere abbandonato definitivamente dopo l’ennesimo tradimento gratis 😀
23 Agosto 2015 alle 22:28 #979494rivas
PartecipanteChiunque si ritrovi a “subire” o ad essere “costretto” ad un tipo di rapporto di coppia che non gli è congeniale è da considerarsi sfig*to.
Un rapporto sentimentale normalmente deve essere reciproco: davvero credi che una marchetta si innamori? Per questo ritengo sia sfig*to chi vuole colorare di rosa un rapporto del genere…
24 Agosto 2015 alle 5:08 #979495probl
PartecipanteRivas
Non ho capito il nesso tra vergini e sesso a pagamento, nè leggo dove ho scritto che i vergini sono degli sfig*ti (ma la togliamo sta parola dalla blacklist?!?!)
Ho solo detto è da sfig*ti voler ricondurre ad un rapporto sentimentale il rapporto con una marchetta..
Ma caro Rivas noi non siamo animali: non esiste e non esisterà mai per un essere umano un rapporto di puro sesso, che si limiti alla semplice meccanica dei corpi, infatti quello che è più importante, anche nel rapporto più squallido, è la dimensione simbolica, rituale….il sogno nasce anche dallo sterco (ammesso e non concesso che i rapporti non mercenari, soprattutto quelli di un certo tipo, siano più nobili e meno squallidi di quelli a pagamento, soprattutto quelli di un certo tipo).
La verginità in “tarda età”, soprattutto se non voluta, è la spia delle difficoltà (personali? Derivanti dal contesto ambientale? Multifattoriali? Non importa in fondo…) anche solo a fare sesso alle quali devono far fronte molti di noi e delle quali il sesso a pagamento può costituire una soluzione seppure di ripiego…(ma poi mai dire mai)
24 Agosto 2015 alle 8:49 #979496soledamore
Partecipante@Rivas wrote:
Chiunque si ritrovi a “subire” o ad essere “costretto” ad un tipo di rapporto di coppia che non gli è congeniale è da considerarsi sfig*to.
Un rapporto sentimentale normalmente deve essere reciproco: davvero credi che una marchetta si innamori? Per questo ritengo sia sfig*to chi vuole colorare di rosa un rapporto del genere…
In realtà molti gay sono costretti a subire dal proprio partner un rapporto di coppia aperto, per non essere abbandonati. Per me gli spenati (oltre che s** fi *gati) sono loro.
Con una marchetta il discorso non si pone. Se ti ci innamori, sono problemi tuoi. Non sei legato alle regole di un rapporto normale. Così anche nel caso più raro che una marchetta si innamori di te.Ovviamente io prediligo, in quanto cattolico, la coppia monogamica chiusa, che mi libera sia dall’ipocrisia della “coppia aperta” (spesso così aperta da essere lacerata 😀 ) sia dall’esigenza del sesso mercenario.
E’ imbarazzante però constatare quanto le mie posizioni siano più avanzate, pur essendo cattolico, rispetto a quelle di tanti laici vittime della loro ideologia gaysta 😀
24 Agosto 2015 alle 11:36 #979497frustadeglistupidi
Partecipante@Probl wrote:
Ma caro Rivas noi non siamo animali: non esiste e non esisterà mai per un essere umano un rapporto di puro sesso, che si limiti alla semplice meccanica dei corpi, infatti quello che è più importante, anche nel rapporto più squallido, è la dimensione simbolica, rituale….
Lasciando da parte la presunta differenza tra uomini e animali (tutta da verificare), non è che quelli che prendono il primo corpo che passa al buio di una dark o il primo cazzo che spunta da un buco di un muro, mi lascino pensare ad altro che ad un rapporto di puro sesso ed alla semplice meccanica dei corpi…. In fondo quelli che non fanno così sono proprio gli animali, vista l’importanza che nel corteggiamento hanno per molte specie il piumaggio, la livrea, i colori vistosi ecc.
24 Agosto 2015 alle 12:11 #979498rivas
Partecipante@Frustadeglistupidi wrote:
Lasciando da parte la presunta differenza tra uomini e animali (tutta da verificare), non è che quelli che prendono il primo corpo che passa al buio di una dark o il primo cazzo che spunta da un buco di un muro, mi lascino pensare ad altro che ad un rapporto di puro sesso ed alla semplice meccanica dei corpi….
Non ricordo inoltre, nè tra i conoscenti gay nè tra quelli etero, testimonianze che esaltassero la dimensione simbolica e rituale della scopata a pagamento, tantomeno ricordo amici in lacrime perchè gli è stato spezzato il cuore in tangenziale, e non riesco nemmeno a figurarmi marchette depresse a causa di innamoramenti continui dei propri clienti.
Sulla coppia aperta soledamore continui a riempirti la bocca di autoconvincimenti e assolutismi, ma è evidente che non ne conosci nessuna.
Ad oggi tra tutti quelli che conosco non ho mai sentito che uno debba subire eternamente l’altro: normalmente se la visione delle cose è diversa tra i due partner la coppia aperta non nasce proprio, punto.
Ti assicuro inoltre che l’intuito permette di capire al più libertino se quello meno libertino finga di farsi andare bene le cose come stanno, c’è un dialogo molto aperto su questi temi tra i due componenti, per forza di cose.Diverso è il caso invece della coppia (presuntamente) monogamica in cui uno dei due partner fa le corna e l’altro finge di non vedere e decide di subire all’insaputa dell’altro, per paura di perderlo.
Pure in questo caso gli intuiti aiutano, ma ad entrambi i componenti conviene non affrontare l’argomento, in un clima di ipocrisia che non può esistere per la coppia aperta.24 Agosto 2015 alle 13:08 #979499probl
PartecipanteRivas
Non ricordo inoltre, nè tra i conoscenti gay nè tra quelli etero, testimonianze che esaltassero la dimensione simbolica e rituale della scopata a pagamento, tantomeno ricordo amici in lacrime perchè gli è stato spezzato il cuore in tangenziale, e non riesco nemmeno a figurarmi marchette depresse a causa di innamoramenti continui dei propri clienti.
Guarda Rivas, ti consiglio di leggere, per restare solo a quello che più o meno conosco io e all'”amore mercenario” etero i seguenti tre libri: “Un amore” di D. Buzzati, “La casa delle belle addormentate” di Y. Kawabata e “Memoria delle mie puttane tristi” di G. G. Marquez (gli ultimi due sono inoltre premi Nobel per chi non lo sapesse).
Lungi da me fare l’apologo del sesso a pagamento, intendo solo sottolineare come su questo tema vi sia molto pregiudizio morale e poca libertà di fare discorsi sereni, oggettivi, spassionati e distinguo doverosi.
Sicuramente esisterà il puttaniere classico così come viene descritto dall’opinione pubblica corrente: porco, dominante, insensibile a tutto se non al potere del denaro e a ciò che con questo può comprare, anaffettivo, incapace di provare empatia con chi sfrutta sessualmente e di accorgersi che questi è una vittima (magari della tratta degli esseri umani) che offrendoglisi gli nasconde tutto il disgusto ed il disprezzo che prova per colui che lo compra e pensa di essere irresistibile per via del suo denaro…
Non ne discuto!
Però esiste tutta un’altra realtà dove il ricorso alla marchetta equivale ad un grido nel deserto e costituisce l’ultima risorsa per uscire da una solitudine estrema e dolorosa e affermare la propria identità e sessualità fraternizzando con un oggetto del desiderio che si materializza per la prima volta davanti a sè proprio come lo si vuole e lo si è sempre sognato, proprio così come nessun altro ha mai fatto di sua spontanea volontà: prova ad immaginare di non avere altri sfoghi sessuali ad eccezione della masturbazione pur essendo da decenni consapevole della tua sessualità, di vivere in un mondo che da dopo la rivoluzione sessuale ospita tutti soggetti sessualmente attivi (o presunti tali) e vivendo tra questi ultimi sentirsi un estraneo, un “diverso” che non conosce la tenerezza e le gioie del sesso e magari frequenta circoli, associazioni, chat etc etc dove sembra che tutti siano felicemente accoppiati e a nulla valgono chiacchiere su chiacchiere e amicizie su amicizie se poi non si arriva mai al tanto agognato “sodo”…
Certo, per chi non riesce ad entrare in coppia esiste pur sempre anche il sesso occasionale gratis (che forse è incomparabilmente più soddisfacente di quello a pagamento perché a differenza di quest’ultimo pressuppone un minimo di genuina attrazione reciproca) e una dose di sana promiscuità gratuita penso che tutti noi l’abbiamo ottenuta: ma quanto è più gratificante in questi casi scegliersi il partner occasionale tra quelli che si offrono e sono disponibili, seppure a pagamento, invece di accontentarsi del primo che capita e ci si può permettere (perché non si è sufficientemente attraenti)?
Lo so che per qualcuno in fondo tutti gli uomini sono uguali e uno vale l’altro….e che non vale mai la pena di ricorrere ad un paradiso artificiale e falso che, dopo averne usufruito, lascia il vuoto dentro ed è un modo facile per credere di inseguire qualcosa di sublime ed eccezionale che sfugge sempre e beffa chi la vuole comprare concedendosi, invece, gratuitamente solo a chi la merita e la conquista con mezzi leciti…
Ma ne siamo poi così sicuri???
ps spero di essere stato comprensibile…questo caldo è insopportabile…
24 Agosto 2015 alle 13:11 #979500probl
Partecipantesic…apologia non apologo….caspita questo caldo…;)
24 Agosto 2015 alle 14:00 #979501rivas
PartecipanteLascio ai Nobel per la letteratura descrivere tutte le relazioni amorose a pagamento che vogliono, non potranno mai confutare l’evidenza statistica.
Sentiremmo tutti i giorni di matrimoni tra puttanieri e prostitute, e a meno che io stia vivendo in una dimensione parallela, non mi sembra che siamo (finora) arrivati a questo punto.
Ripeto inoltre che l’aspetto morale dell’andare con marchette non mi tocca, non ho niente da dire nè in termini dispregiativi nè in termini di elogio, dico soltanto: è sesso, e basta.
24 Agosto 2015 alle 15:27 #979502frustadeglistupidi
Partecipante@Rivas wrote:
Sentiremmo tutti i giorni di matrimoni tra puttanieri e prostitute,
Un po’ come accadeva nella commedia romana dove il giovane si innamorava regolarmente di una prostituta che voleva riscattare per sposarla nonostante l’opposizione del padre regolarmente restio a sborsare il riscatto al lenone e ad assecondare i fuochi giovanili del figlio. Però la commedia non rappresentava la vita vera dei romani del tempo. Almeno non sic et simpliciter….
24 Agosto 2015 alle 18:53 #979504probl
PartecipanteRivas
Lascio ai Nobel per la letteratura descrivere tutte le relazioni amorose a pagamento che vogliono, non potranno mai confutare l’evidenza statistica.
Sentiremmo tutti i giorni di matrimoni tra puttanieri e prostitute, e a meno che io stia vivendo in una dimensione parallela, non mi sembra che siamo (finora) arrivati a questo punto.
E infatti secondo te molti dei matrimoni misti in Italia chi vedono come protagonisti? e che rapporto c’è tra alcune colf ed i loro datori di lavoro? (vedi testimonianze: http://www.inafrica.it/benincity/doc/adige.pdf oppure http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20110718073349AAxyaWg che però lascia il tempo che trova ma io ne ho sentite molte altre di simili).
Mi ricordo persino l’appello di uno di quei preti che lavorano a contatto con le ragazze di strada e che propose ai loro clienti di buona volontà: “Salvatele, sposatele!”
Ed inoltre anche alcune professioniste lo dicono esplicitamente come la professionista intervistata da Donna Moderna (di cui al rif a fine capoverso): “A che età in genere smette la professione una prostituta?
Non c’è età, né per iniziare, né per smettere. L’età può forse incidere sulla mole di lavoro. Conosco colleghe di quasi 50 anni che guadagnano piu di me.Se una donna ha un po’ di intelligenza mette via per il futuro, compra, investe, si fa una polizza pensionistica privata. O si fa sposare da qualche cliente affezionato!” (ref. http://blog.donnamoderna.com/sessoeluna/2009/08/26/il-sesso-come-mestiere-dialogo-con-una-prostituta/)Saranno realtà minoritarie ma rappresentative perché come dice Don Ciotti: “La condanna del cliente si attenua però se si tiene conto di altri elementi. Primo fra tutti la solitudine: «Che è assai marcata», sottolinea don Ciotti, «e accompagnata da un tale vuoto di valori che l’individuo è spinto a rivolgersi al mercato per risolvere il suo bisogno di relazione, la sua crisi di identità maschile, l’assenza di affettività».”
E se passiamo dal mondo etero a quello omo ti assicuro che la distinzione tra “marchetta fissa” e fidanzato novello diventa sfumata, molto sfumata in molti, molti, molti casi di cui tutti noi dovremmo essere bene a conoscenza ma a quanto pare invece diverse volte ignoriamo del tutto (ed è una cosa nota da secoli a partire da Leonardo da Vinci con il suo “garzone di bottega” Salai, a Francis Bacon, Tennessee Williams etc etc tutti personaggi che mantenevano e foraggiavano i loro beneamati….o meglio mantenuti)…
24 Agosto 2015 alle 19:04 #979505probl
Partecipanteps tra l’altro il libro di D. Buzzati “Un amore” sembra abbia basi autobiografiche… 🙂
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