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frustadeglistupidi
PartecipanteTu, Soledamore, non ti eri accomiatato perché qui nessuno è alla tua ??? 😯 Forse la prossimità della Pasqua ha stimolato la tua boria ad imitare la resurrezione del tuo dio???
Comunque sia accomiatato o no, risorto o no, veniamo ai punti….@soledamore wrote:
Decisamente no. L’omoerotismo passivo è stato sempre identificato con la carenza di maschilità. Per gli effeminati passivi c’erano anche fra i Greci termini di uso comune, abbastanza volgari, che facevano riferimenti all’ano o alle natiche, e che tu conosci benissimo.
Ti faccio osservare che io ho parlato di
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non ho parlato di
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dato che l’accusa di essere mezze femmine normalmente oggi vale per tutti coloro che abbiano rapporti omoerotici, non solo per coloro che siano passivi nell’atto sessuale. In ogni caso un effeminato passivo, che almeno si riconosca tale (nomen arguit 8) ), evidentemente vuole essere identificato con la parte femminile, altrimenti non si riconoscerebbe come effeminato passivo…. Il problema quindi si pone per coloro che non si riconoscono tali e, a maggior ragione, per coloro che effeminati non sono.
Quanto all’opinione dei Greci in merito, dovresti ben sapere, se le tue boriose affermazioni di perfetta conoscenza dell’antichità greca e romana non fossero palesemente false, che una cosa era il giudizio sull’eromenos (cioè sul membro passivo) in un rapporto omoerotico, giudizio normalmente di grande stima, un’altra cosa il disprezzo per l’eccesso di passività, tanto più se accompagnato dall’effeminatezza, presente in un cittadino, eromenos o no.
Infatti i termini d’uso comune cui alludi descrivevano appunto persone che si facevano sbattere senza ritegno da chiunque capitasse loro a tiro, indipendentemente dalla doverosa (e lodata) acquiescenza sessuale ai desideri d’un erastes (amante) serio.@soledamore wrote:
Il problema è che oggi il tipo dell’omosessuale passivo è quello che ha avuto diffusione universale, all’indomani dell’emancipazione femminile e della gayzzazione della società.
Persino un etero contemporaneo, per quanto sia veramente etero per i nostri standard (= almeno una volta sia riuscito a fecondare una donna, non a farla godere, ma a fecondarla), dagli Antichi sarebbe sicuramente ritenuto effeminato.A parte la continua confusione tra passività fisica nel rapporto omoerotico ed effeminatezza ed a parte l’assurdità della riduzione del desiderio eteroerotico alla mera fecondazione della femmina, questa tua opinione che oggi saremmo tutti effeminati agli occhi degli antichi mi sembra del tutto ridicola oltre che indimostrata….

@soledamore wrote:
La piccola disquisizione su Dante è assolutamente fuori luogo: i sodomiti vengono puniti non per carenza di maschilità, ma perché hanno fatto del loro ano una vagina, adoperata come vaso per contenere le eiezioni fecondanti dei maschi attivi e distogliendole dal loro luogo di raccoglimento naturale, l’utero femminile, ostacolando così la riproduzione della specie e anzi, intombando ignominiosamente il seme nel luogo delle deiezioni organiche, nello stesso canale alvino per cui passa la merde (quelle horreur!) Una cultura della morte, dunque, contrapposta alla cultura della vita e della procreazione.
Prima di tutto sei contraddittorio, dato che affermare che in Dante:
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come del resto avevo scritto io, è il contrario dell’affermare:
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visto che fare del è come dire che ci si è tanto trasformati in femmine e quindi si è carenti di maschilità, che si è addirittura provvisti di vagina!!!! Comunque sia i sodomiti erano puniti da Dante, secondo la dottrina cristiana, per il rapporto contro natura in sé, indipendentemente dal fatto che fossero attivi o passivi, effeminati o no. Infatti il peccato degli abitanti di Sodoma, almeno nell’interpertazione tradizionale cristiana del passo biblico, fu di aver usato violenza sessuale sugli ospiti maschi di Lot e quindi di essere stati attivi sessualmente su altri maschi. E’ evidente che, se i Sodomiti fossero stati passivi, non avrebbero potuto usare violenza sugli ospiti, dato che mi sembra molto difficile fare violenza a qualcuno essendo passivo verso di lui nell’atto sessuale…. 😯 e del resto il passo biblico parla proprio di Sodomiti che volevano usare gli ospiti di Lot come se fossero donne!!@soledamore wrote:
Essere considerati maschi uguali agli altri non è affatto un diritto: o sei maschio o non lo sei.
E’ un mio diritto, se è la mia identità, com’è un mio diritto essere considerato vedente, se ci vedo, o cieco, se sono cieco….
@soledamore wrote:
Ti faccio notare che basta un leggero cambiamento di tono nella voce di un etero, per trasformare il tanto orgogliosamente sbandierato termine di “gay” nell’equivalente di frocio o ricchione, con buona pace di Stonewall e orgogli derivati.
Infatti tutti i tenori sono correntemente considerati froci o ricchioni…. 🙄 Comunque sia del termine gay in sé me ne frego altamente….
@soledamore wrote:
Intendo dire: non basta proclamarsi “gay” invece di checca, per essere considerato maschio dagli etero. Devi dimostrare di esserlo veramente, un maschio. E non credere di poterti fregiare del titolo solo perché riesci ad avere – con grandi sacrifici – un ruolo attivo con una sfrantona che se non viene penetrata non raggiunge nemmeno l’erezione. Oppure perché ti fai crescere la barba o non ti depili. Sulla femminilità delle orse, sono stati versati fiumi d’inchiostro. Molti le considerano le più donne di tutte 😀
Ma quante cazzate senza senso, ma quante cazzate senza capo né coda!!! 😥 Sei ossessionato da etero, checche e compagni (o meglio: compagne….). Ma chi mendica mai ??? Ma stai scherzando??? 😯 Nessun uomo deve provare a nessun altro la sua maschilità solo perché ha desideri omoerotici. Ci mancherebbe anche la prova d’essere maschi!!! E quale titolo avrebbero poi gli etero per esigere prove e per giudicare della maschilità altrui??? Ma anche ammettendo d’invertire l’onere della prova, la storia passata e presente è piena d’uomini con desideri omoerotici con più palle di tanti altri eteroerotici messi insieme…. 8) Quindi queste cazzate valle a raccontare alle tue amiche checche sfrante, che certo non potranno mai dimostrare di essere non dico agli etero, ma neppure a sé stesse!!!
frustadeglistupidi
Partecipante@Yehezqel wrote:
Io francamente di gay che si sentono donne non ne ho mai visti, dato che omosessualità significa attrazione per le persone dello stesso sesso, e non disturbo dell’ identità sessuale.
Ma evidentemente anche tu sei un povero vecchietto d’ altri tempi che vive in qualche paesino della provincia italiana, cresciuto con l’ idea malsana omosessuale = femmina mancata.Il bello è che l’identificazione dell’omoerotismo con la carenza di maschilità è abbastanza recente. Non dico nel pensiero degli antichi Greci, ma neppure nelle concezioni morali cristiane e quindi occidentali si trovano giudizi in tal senso. Infatti nel grandioso affresco punitivo di Dante, sunto delle migliori dottrine cristiane, i sodomiti sono puniti con la tradizionale pioggia di fuoco, senza alcun indulgenza a contrappassi del tipo: oppure: o simili delizie. Anche la pena tradizionale delle leggi civili per i sodomiti è sempre stato il rogo. Per fortuna che oggi le concezioni sull’erotismo dovrebbero essere migliorate…. 🙄 Abbiamo conquistato (almeno nei paesi più civili) il diritto d’essere tollerati e non discriminati, ma abbiamo perso il diritto di essere considerati maschi uguali agli altri…. 😥
frustadeglistupidi
Partecipante@Rivas wrote:
Se il prurito è molto forte, eviti di grattarti o fai qualcosa?
Rivas, Rivas…. 🙄 grattarsi in modo diverso non equivale a non grattarsi del tutto…. 8)
@Rivas wrote:
Come spieghi allora l’assenza di luoghi dedicati al solo sesso per le lesbiche?
Prima di tutto non vedo perché tu riduca la questione alle sole lesbiche:
la minor carica erotica è delle femmine come specie del genere umano o delle sole lesbiche come specie del genere femminile?
Comunque sia, rimanendo all’assunto iniziale e quindi prendendo le lesbiche solamente come esemplari, in ambito omoerotico, dell’indole femminile, la minor inclinazione delle donne (ed uso deliberatamente e non ) al sesso facile non implica, come già scritto e riscritto, necessariamente che la specie femminile abbia meno pruriti di quella maschile, ma implica solamente che esse si grattino in modo diverso e questa diversità di modi è facilmente e ragionevolmente riconducibile sia al peso delle nostre tradizioni culturali sia alle obbiettive maggiori per la parte femminile che possono seguire l’atto sessuale. E’ vero che queste maggiori gravezze non sono possibili nel caso dell’erotismo tra femmine, ma è anche vero che la tradizione culturale grava sulle lesbiche non meno che su tutte le altre e, comunque sia, le femmine lesbiche sono solo una piccola parte dell’universo femminile.
In breve, la maggior disposizione della gran parte degli uomini rispetto alla gran parte delle donne nel concedersi all’atto sessuale senza troppe implicazioni affettive o sentimentali, ammesso e non concesso che sia vera, non è necessariamente riconducibile ad un maggior prurito naturale del maschio, ma può essere semplicemente dovuta ad un diverso condizionamento culturale che ha origine anche, ma non solo, dagli effetti più gravosi dell’atto sessuale sul corpo e sulla mente femminili.
D’altronde c’è da domandarsi: perché la natura dovrebbe stimolare l’appetito sessuale femminile meno di quello maschile, dato che entrambi sono necessari alla generazione?
Questa diminuzione od assenza di stimolazione è ragionevole avvenga quando la femmina è incinta, se non altro per evitare danni al feto, ed anche nel tempo successivo al parto, in modo che essa non sia distratta dal suo compito di nutrice del neonato, ma per il resto del tempo? Perché prima della gravidanza e dopo che il nato sia stato svezzato, l’appetito sessuale dovrebbe essere meno intenso di quello maschile? Non ne vedo ragione, dato il fine generativo di tale appetito…. 8)frustadeglistupidi
Partecipante@Rivas wrote:
Bene, portami esempi di darkroom o battuage femminili ovunque nel mondo e mi ricrederò. O statistiche che dicano che la fruizione del porno da parte delle donne è maggiore rispetto a quella maschile.
Scusa sai, ma per dirla volgarmente:
parliamo dell’intensità del prurito di ciascuno dei due sessi o del modo, del luogo e del tempo in cui ciascuno dei due per lo più si gratta? 😉
Non mi sembra infatti che sia la stessa cosa!!!@Rivas wrote:
La questione del non voler scopare a destra e a manca avendo una gestazione come quella a cui madre natura le ha destinate è la ricerca del padre migliore: se ne posso fare solo uno o comunque pochi, cercherò il migliore a disposizione.
Anche qui confondi le questioni:
altro è stabilire se le femmine abbiano un prurito meno intenso di quello maschile, altro stabilire se si grattino diversamente, altro ancora stabilire se cerchino il padre migliore per i propri figli, ammesso e non concesso che invece un maschio cerchi la madre peggiore per i propri figli oppure sia indifferente alla cosa!!!frustadeglistupidi
Partecipante@Rivas wrote:
@Frustadeglistupidi wrote:
Perché mai infatti la natura dovrebbe fare altrimenti, concedendo più piacere od assegnando più intensità di stimolo agli uni che alle altre??? 😯
Perchè alla donna ne serve solo uno, al maschio no.
Questo per una architettura biologica sulla cui motivazione è effettivamente solo possibile speculare.
Ma questo potrebbe essere l’elemento logico.Non mi sembra tanto logico….
Prima di tutto la femmina non può sapere, se non alcuni mesi dopo, se l’atto sessuale compiuto con un maschio l’abbia fecondata o no, quindi se partiamo dal principio che l’animale sia spinto dalla natura a fare sesso quanto più possibile per avere più possibilità di generare, non vedo perché la femmina, finché non s’accorga d’essere gravida, debba naturalmente avere meno stimoli del maschio.
Inoltre c’è da dire che una cosa è che lo stimolo sessuale sia meno intenso o scemi del tutto quando la femmina sia incinta (cosa che non ho difficoltà a riconoscere almeno a livello razionale, non avendo io conoscenze dirette della faccenda), un’altra cosa che lo stimolo sessuale, quando sia presente in entrambe le parti, sia minore in quella femminile che in quella maschile. Ripeto: questo è possibile, ma non è scientificamente dimostrato e tanto meno è logicamente necessario.@Rivas wrote:
La deduzione arriva dall’osservazione dei comportamenti a questo punto non solo gay ma anche del mondo lesbico non essendo nemmeno quest’ultimo limitato da particolari vincoli di tradizione o costume, e nel quale non sono presenti locali di cruising o in generale dedicati al sesso come nel caso dei “colleghi” maschi.
Un altro elemento di deduzione puoi averlo dalla pornografia: essa ha una fruizione maggiormente maschile. Avevo letto delle statistiche che non riesco più a trovare ma nelle quali era evidente il maggior utilizzo del maschio rispetto alla femmina, anche questo fattore lo lego alla differente carica sessuale.
Sto ovviamente facendo un discorso di grandi numeri: è evidente che la ninfomania esiste (avendo oltretutto un nome specifico per il caso femminile), così come esiste il “celibato” (che sempre mi chiedo quanto sia convinto) per l’uomo.
Queste però sono deduzioni fondate piuttosto sulla tua esperienza o sulle opinioni correnti e comunque presentano un quadro che può essere stato fortemente condizionato dalla morale tradizionale, che vuole la donna sposa virtuosa e madre attenta: la disposizione sessuale naturale dell’animale femminile sia pure della specie umana non è necessariamente quella che è stata rappresentata dalla cultura, tra l’altro quasi esclusivamente maschile. Ed infatti a questo proposito ti ricordo che sia nell’antichità greco-romana sia in età cristiana e quindi nella tradizione occidentale anche recente, la donna è sempre stata giudicata sessualmente molto più sfrenata dell’uomo, perché il suo piacere era giudicato molto maggiore di quello maschile (di nove volte secondo Tiresia :wink:) e perché era creduta incapace di dominare razionalmente gli stimoli fisici…. Quindi, se vuoi addurre come prova l’esperienza maschile, dovresti tener conto anche di quella di altri popoli, secoli, culture, altrimenti non potresti parlare con ragionevole certezza della natura dell’animale femminile della specie umana, ma al massimo puoi parlare di quelle donne di oggi che conosci tu direttamente o per interposte persone (ammesso e non concesso che di queste conoscenze per interposte persone ci si possa fidare).
frustadeglistupidi
Partecipante@Rivas wrote:
Veramente a me sembra dimostrabile sia per via logica che deduttiva, ma lasciamo perdere…
A parte che la via deduttiva è necessariamente logica e semmai ci sarebbe da opporla alla via sperimentale, che raccoglie i dati di fatto (anche se per altro non può prescindere da una qualche forma di logica deduttiva), comunque sia ricapitolo brevemente.
Siamo partiti dall’opinione di alcuni che l’omoerotismo implichi per sé stesso, rispetto all’eteroerotismo, una maggior inclinazione a godere del puro sesso con chiunque capiti, senza partecipazione affettiva o, per dirla volgarmente, una maggior inclinazione all’essere puttanieri.
Dimostrazione?? Alcune persone conosciute da questo o da quello e per di più in luoghi spesso destinati al sesso occasionale oppure persone famose grazie ai mass media
Dopo le mie obiezioni che si tratta di persone in numeri limitatissimi, quasi irrilevanti rispetto al numero totale presunto delle persone omoerotiche nel mondo od anche solo in Italia e che quindi non si può stabilire scientificamente nessuna correlazione tra inclinazione all’omoerotismo ed inclinazione al puro sesso con chiunque capiti, si è affermato che c’è maggior facilità d’intrecciare rapporti omoerotici che eteroerotici, a causa del maggior ritegno delle femmine, rispetto ai maschi, nel concedersi sessualmente.
Su questo ho concordato a condizione che questo ritegno sia assegnato alla possibile per il fisico femminile del rapporto sessuale ed in parte anche al peso della tradizione che presidia la verginità della donna nell’interesse della legittimità della prole.
Tu affermi invece che le femmine siano naturalmente (geneticamente, se ho capito bene) meno cariche sessualmente dei maschi.
Questo io certo non posso astrattamente negarlo, ma trattandosi d’una deviazione riduttiva rispetto a quella che mi sembra pacifico sia la naturale causa della carica sessuale, cioè la riproduzione della specie, penso che una tale affermazione dovrebbe essere sostenuta scientificamente o da evidenze genetiche inconfutabili oppure da un’osservazione universale fatta su un numero grandissimo di casi, in modo che almeno si possa garantire che, se non tutte, la gran parte delle donne, indipendentemente da condizionamenti sociali o culturali, siano meno cariche sessualmente della gran parte, se non di tutti, i maschi. In mancanza di tali evidenze genetiche o di tali osservazioni universalmente valide, quello che logicamente si può capire e quindi affermare è che la natura spinga maschio e femmina a riprodursi e quindi li spinga con pari piacere e con pari intensità di stimolo.
Perché mai infatti la natura dovrebbe fare altrimenti, concedendo più piacere od assegnando più intensità di stimolo agli uni che alle altre??? 😯frustadeglistupidi
Partecipante@Rivas wrote:
@Frustadeglistupidi wrote:
@Rivas wrote:
Che cosa ti sfugge sul discorso della ramificazione?
Nulla, ma non mi pare centri il punto: una maggior carica sessuale non implica necessariamente una maggior varietà di partner sessuali. Si può essere fiacchi e svogliati nel far sesso con molte persone ed essere sempre caricatissimi facendolo sempre con la stessa….
Posso capire la seconda, ma non la prima: se ci si sente fiacchi e svogliati si evita semplicemente di fare sesso indipendentemente dal numero di partner.
Si può fare sesso anche solo per abitudine o per compiacenza o per obbligo o per produrre figli…. e d’altronde rimane il fatto che né la moltiplicazione dei partners implica necessariamente la moltiplicazione della carica (parrebbe anzi ipotizzabile il contrario 😉 ) né l’unicità del partner implica necessariamente l’attenuazione della carica.
@Rivas wrote:
Inoltre questi sono comportamenti soggettivi e contingenti, che vanno al di là della generale programmazione genetica, se ne esiste una in questo senso, come credo…
Penso anch’io che l’osservazione di comportamenti soggettivi e contingenti non dimostri nulla o dimostri poco sull’indole d’un genere o d’una specie entro quel genere, ma questo, se vale contro le mie deduzioni, vale anche contro le tue…. 8)
In breve non mi sembra dimostrato né scientificamente né logicamente né che le femmine, della nostra specie almeno, abbiano maggiore né che abbiamo minore carica sessuale dei maschi, quindi l’assunzione più logica è che esse l’abbiano uguale, fatti salvi i condizionamenti contingenti che siano quelli culturali, morali, religiosi del gruppo sociale o che siano quelli fisici e psicologici del singolo individuo.frustadeglistupidi
Partecipante@Rivas wrote:
Che cosa ti sfugge sul discorso della ramificazione?
Nulla, ma non mi pare centri il punto: una maggior carica sessuale non implica necessariamente una maggior varietà di partner sessuali. Si può essere fiacchi e svogliati nel far sesso con molte persone ed essere sempre caricatissimi facendolo sempre con la stessa….
frustadeglistupidi
Partecipante@Rivas wrote:
@Frustadeglistupidi wrote:
E’ logico pensare che la femmina sia meno carica sessualmente quando è in gravidanza, meno logico pensare che sia per natura meno carica anche quando non è in gravidanza.
La logica sta nella possibilità di avere “x” figli, di ramificare la propria prole.
Il maschio può ramificarsi andando con più donne, alla donna invece ne basta uno solo.
Il desiderio nella donna inoltre si spegne molto spesso nel primo anno di vita del figlio, tempo in cui dedica tutta se stessa alla fase più delicata della crescita del bimbo, quasi che la natura le imponesse ora di dedicarsi solo al figlio appena nato lasciando perdere per il momento la generazione di altri.
Sta bene il tuo ragionamento finché la donna sia gravida od impegnata nelle operazioni post parto, ma la considerazione della carica minore non può valere, almeno su queste basi, anche per il tempo in cui essa non sia gravida od impegnata dal neonato. Perché la femmina dovrebbe sempre avere naturalmente una carica sessuale minore del maschio??? Non c’è ragione di pensarlo…. Forse è un fatto vero, ma dev’essere dimostrato in altro modo che con questo ragionamento. 8) Infatti, assumendo queste tue basi, potremmo dire che i maschi hanno una carica sessuale minore delle femmine perché, quando sono gravemente malati all’apparato sessuale, non hanno voglia di fare sesso…. Grazie tante!!!: la malattia è un fattore di disagio che limita o sospende i desideri naturali ordinari. Lo stesso vale per la gravidanza ed il tempo successivo nella femmina.
frustadeglistupidi
Partecipante@Rivas wrote:
Il mio è un discorso di “numeri”: la carica sessuale è finalizzata alla riproduzione, e gli attori della riproduzione sono il maschio è la femmina.
La femmina è fisiologicamente strutturata per lunghe gravidanze generalmente di un solo figlio, quindi tende a selezionare ed a non cercare molti partner, ma uno solo ed il più idoneo. Questo la potrebbe rendere meno “carica” sessualmente rispetto al maschio, che invece non ha questi problemi e può “volare di fiore in fiore”.
E’ logico pensare che la femmina sia meno carica sessualmente quando è in gravidanza, meno logico pensare che sia per natura meno carica anche quando non è in gravidanza.
Ovviamento meno logico non significa necessariamente falso, ma per quel poco che so mi sembra che la passera pruda alle ragazze non meno che ai ragazzi il passerotto. Certo poi intervengono le cause impedienti di cui s’è già parlato, ma che, dipendendo evidentemente dalla cultura o dal raziocinio, nulla tolgono all’urgenza dei pruriti naturali.23 Marzo 2016 alle 12:10 in risposta a: Relazione con un ragazzo fidanzato che si sta per sposare! #988119frustadeglistupidi
Partecipante@W.oland wrote:
Se non è un codardo certamente è uno sciocco e un ipocrita. Perché ingannare una ragazza se ti piacciono gli uomini?
Be’, c’è anche a chi piace la varietà sia di specie (maschio e femmina) sia per individuo della medesima specie (Don Giovanni). La questione secondo me verte sulla buona fede: se uno mette le cose in chiaro e all’altro (altra) sta bene, non vedo perché non dovrebbe tentare variazioni sul tema. Se uno promette fedeltà e poi tradisce e dissimula il tradimento, non è facilmente scusabile.
frustadeglistupidi
Partecipante@Rivas wrote:
@Frustadeglistupidi wrote:
Attenzione però!!!: non dico che sia impossibile che i membri femminili abbiano una carica sessuale minore di quelli maschili, dico che non c’è ragione, in mancanza d’evidenze scientificamente inconfutabili, di pensare che abbiano veramente una carica sessuale minore, perché deduzioni fondate su osservazioni dell’obbedienza a consuetudini morali od a precetti religiosi o legali o comunque su osservazioni limitate per tempo, luogo e soggetti, non sono molto significative.
…
è poi così strano che, a causa di ciò, la parte femminile della nostra specie sia, per psicologia profonda e forse ereditaria, mediamente più cauta della parte maschile nel concedersi al piacere sessuale non dico del primo che passa, ma anche dell’ultimo ben conosciuto???Nel caso dell’essere umano la presunta minore carica sessuale della donna potrebbe essere legata alla sua capacità di generare un numero “contato” di figli e con un lungo periodo di gestazione: in pratica la donna deve scegliere il padre più adeguato per la prole, e quindi “ragionare” maggiormente sulla scelta. Ovviamente a livello atavico/inconscio.
.Francamente non vedo il nesso tra minor carica sessuale e capacità di generare non più d’un figlio l’anno, almeno se s’intenda carica sessuale nel senso di intensità del desiderio di compiere l’atto sessuale. Se invece s’intenda altro, è da capire che cosa…. Infatti mi risulta che quando la donna sia gravida il suo desiderio sessuale scemi se non s’annulli addirittura, proprio perché il corpo e forse anche la mente sono impegnati dall’evento nuovo del feto in maturazione che la interessa profondamente e gravemente.
L’osservazione invece sulla scelta del è senz’altro condivisibile, ma si lega appunto a quello che dicevo sulla maggior importanza dei possibili effetti dell’atto sessuale sulla parte femminile del rapporto, rispetto a quelli sulla parte maschile. La donna un figlio lo porta in grembo per nove mesi, difficilmente può celare la gravidanza, per sei o più mesi deve allattarlo ed il suo corpo produce l’alimento necessario…. non sono cose da poco neppure in una madre snaturata ed anche la possibilità dell’aborto non è certo una scelta all’acqua di rose, neppure oggi che esso è molto meno pericoloso di quanto era una volta.
Certamente la facilità e la sicurezza dei preservativi risolvono in gran parte questi problemi, ma rimane il condizionamento della tradizione e rimane sempre, come ho già ricordato nel post precedente, il pericolo che il preservativo sia difettoso, sia usato male ecc. e che quindi la donna si ritrovi nonostante tutto gravida….frustadeglistupidi
Partecipante@madjakk wrote:
@Frustadeglistupidi wrote:
Se intendi che le pulsioni maschili sono identiche ed il corteggiamento è diverso per fattori dipendenti dal tempo e dal luogo (ad esempio l’omofobia d’una società come la nostra, oppure la segregazione delle donne d’una società come quella dell’antica Grecia), ma non invece per fattori dipendenti da una sostanziale diversità affettiva e sentimentale dell’uomo con pulsioni omoerotiche rispetto a quello con pulsioni eteroerotiche, sono perfettamente d’accordo!!! 😉
Sì dico che le pulsioni maschili etero-omo sono identiche, ma il fattore che rende diverso il corteggiamento gayo da quello etero dipende dal fatto che queste pulsioni sono rivolte a un elemento dello stesso sesso il quale “parla lo stesso linguaggio”.
Senza dubbio il fatto di è importante: normalmente è logico pensare che un maschio sappia ciò che è gradito al suo sesso (non solo fisicamente) più di quanto ne sappia una femmina che, comunque la si voglia considerare, è almeno fisicamente diversa dal maschio. Quindi nel corteggiamento interno tra maschi un maschio dovrebbe poter vincere più facilmente che nel corteggiamento esterno verso le femmine. Però mi sembra innegabile che ci siano anche altri fattori importanti e concomitanti (ad esempio l’omofobia o la concorrenza altrui o le convenzioni sociali, non necessariamente quelle omofobe), che spesso riducono o addirittura annullano il vantaggio iniziale. In più devi mettere in conto la specificità del corteggiato: a parità di condizioni (ad esempio escludendo sicuramente possibili effetti
) un maschio può essere psicologicamente meno incline a concedersi di quanto sia una femmina, anche semplicemente perché non è particolarmente interessato al solo piacere sessuale…. Questo partendo dal presupposto che il piacere fisico normalmente attragga con uguale potenza maschi e femmine, come io credo.
Insomma, non mi sembra che, tutto considerato e date parità di circostanze, un maschio con i maschi vada sempre o quasi sempre a nozze (si fa per dire 😉 ), invece con una femmina ci vada raramente o quasi mai….@madjakk wrote:
Sono giunto a questa conclusione (“le donne hanno meno carica sessuale degli uomini”) guardando le lesbiche. Come i gay non hanno mai avuto un posto in società, sono state, forse leggermente meno, stigmatizzate e ostracizzate e così non si sono create delle regole sociali con relative influenze sulle persone su come vivere i rapporti i quali hanno potuto quindi svilupparsi di nascosto secondo l’inclinazione più diffusa del genere. Nei gay questo a portato a una diffusione di posti di battuage vari e sesso immediato nelle lesbiche no, almeno non mi risulta ce ne siano. Poi che ci sia anche sesso mordi e fuggi tra donne è chiaro, ma la tendenza generale maschile viaggia più sulla quantità rispetto a loro.
Passando poi alle donne etero… se sono ancora vittime del retaggio culturale che le limita ad esprimersi sessualmente, sarebbero comunque libere di fare quello che più vogliono di nascosto, eppure se vai a guardare i siti di incontri (etero, io li bazzico per guardare gli uccelli 😛 ) ci sarà una donna singola ogni MILLE uomini. Evidentemente l’approccio puramente sessuale non aggrada loro più di tanto.
Senza poi parlare di persone che conosco benissimo, ho due sorelle più grandi, hanno ricevuto bene o male la mia stessa educazione, eppure se hanno avuto una decina di ragazzi a testa è tanto mentre io… Idem le mie amiche (per altro fin da ragazzino ho sempre amato circondarmi di ragazze facili, mi divertivo un sacco con loro, non una che si sia lontanamente avvicinata ai numeri di un gay medio).
Ci sta secondo te?Ripeto che non ho sufficienti esperienze femminili e quindi mi baso solo su ragionamenti (non necessariamente corretti) e su notizie storiche (che però possono essere state falsate dal pregiudizio maschile). Comunque sia credo che le fondamenta della tua conclusione siano piuttosto fragili perché basate appunto su evidenze:
2) limitate dalla tua esperienza (alcune donne che conosci, gran parte delle quali neppure profondamente),
2) limitate dal tempo e dal luogo (quello che accade qui ed ora, nel 2012 nell’Italia settentrionale).
Troppo poco per trarne un giudizio, scientificamente valido generalmente e soprattutto indipendentemente da condizionamenti culturali, sulle caratteristiche dei membri d’una specie qual è quello sotteso alla tua conclusione .
Del resto, se penso che la funzione naturale della in una specie animale (umana o no interessa poco) è quella di facilitare l’inseminazione tra sessi diversi e quindi la continuazione della specie stessa, non trovo ragione (almeno io non la trovo…. 😉 ) per pensare che i membri femminili della specie debbano avere minor carica sessuale dei membri maschili. Attenzione però!!!: non dico che sia impossibile che i membri femminili abbiano una carica sessuale minore di quelli maschili, dico che non c’è ragione, in mancanza d’evidenze scientificamente inconfutabili, di pensare che abbiano veramente una carica sessuale minore, perché deduzioni fondate su osservazioni dell’obbedienza a consuetudini morali od a precetti religiosi o legali o comunque su osservazioni limitate per tempo, luogo e soggetti, non sono molto significative.
Io penso invece che le donne siano state e siano ancora sempre e necessariamente condizionate psicologicamente dai possibili effetti fisici del rapporto sessuale e che tale condizionamento sia stato per millenni tanto universale e profondo, che anche la facilità e la sicurezza dei preservativi non possa radicalmente estirparlo, tanto più perché, se ci pensi bene, dato che nessun’operazione umana è sicura al 100%, in fondo un difetto del preservativo od un errore o un distrazione o forse anche una frode dell’utente sono sempre possibili, con effetti potenzialmente gravosi per lo stato fisico e psichico della donna:
è poi così strano che, a causa di ciò, la parte femminile della nostra specie sia, per psicologia profonda e forse ereditaria, mediamente più cauta della parte maschile nel concedersi al piacere sessuale non dico del primo che passa, ma anche dell’ultimo ben conosciuto???frustadeglistupidi
Partecipante@newyul wrote:
Il mio nick lo rivela: a 40 anni , da sposato con figli, senza avere mai desiderato maschi, un sguardo intenso di un ragazzo, mi ha provocato una pronta erezione; il mio turbamento è stato colto immediatamente e mi sono sentito abbracciare e baciare!
Ho provato un piacere totale,intenso, condiviso,affascinante. Quella scoperta ha scatenato una ricerca di esperienze a tutto campo, quasi a compensazione di quanto perso negli anni precedenti.
Mi sento gay felice !
Ho il dubbio di essere considerato come un “bastardo” fra di voi : vorrei conoscere le opinioni di chi leggerà questo testoMa dove sta scritto che le pulsioni omoerotiche debbano essere esclusive e presenti fin dall’età della consapevolezza di sé o almeno della pubertà e che quindi chi non sia in questo stato sia un ???
frustadeglistupidi
Partecipante@madjakk wrote:
Basta non mettere insieme il corteggiamento – si parlava di questo all’inizio – e le pulsioni: il corteggiamento gay è diverso da quello etero, le pulsioni maschili sono identiche.
Se intendi che le pulsioni maschili sono identiche ed il corteggiamento è diverso per fattori dipendenti dal tempo e dal luogo (ad esempio l’omofobia d’una società come la nostra, oppure la segregazione delle donne d’una società come quella dell’antica Grecia), ma non invece per fattori dipendenti da una sostanziale diversità affettiva e sentimentale dell’uomo con pulsioni omoerotiche rispetto a quello con pulsioni eteroerotiche, sono perfettamente d’accordo!!! 😉
@madjakk wrote:
Appoggio il punto 2
[ 2) i maschi hanno naturalmente, indipendentemente dal sesso della persona oggetto delle loro pulsioni erotiche, ma in quanto maschi, un interesse esclusivo o prevalente per l’atto sessuale svincolato da ogni partecipazione affettiva e sentimentale, mentre le femmine sono interessate anche alla partecipazione affettiva e sentimentale. (n.d.r.)]
ma secondo me le donne si concedono di meno perchè hanno meno carica sessuale e mettono più cervello* e meno “fica” nella scelta (basta guardare quello che fanno le lesbiche: non mi pare esistano battuage di lelle per sesso immediato).Ovviamente non entro nel merito del giudizio sulla minore carica sessuale delle donne rispetto agli uomini, dato che non ho esperienza diretta (sessuale almeno 😉 ) di donne, però mi sembra che per secoli l’opinione sia stata contraria (le donne erano giudicate sessualmente più sfrenate degli uomini), anche se è possibile che tale opinione sia stata influenzata dalla scarsa considerazione della donna nella nostra civiltà ma, qualunque sia stata l’opinione tradizionale, non mi pare che l’ipotesi d’una minor carica sessuale femminile abbia un fondamento scientifico serio.
Anche l’osservazione che le donne metterebbero e nella scelta, sembrerebbe contraria al tradizionale giudizio sulle donne, salvo che tu dicendo non intenda dire …. Comunque sia, maggior cervello o maggior sentimento, a mio parere è probabile che almeno finché il preservativo non divenne sicuro, facile e diffuso, la maggior cautela femminile sia stata semplicemente dovuta agli effetti potenzialmente molto gravi dell’atto sessuale sul corpo femminile: un maschio poteva scopare a destra ed a manca senza particolari preoccupazioni non solo per il suo stato fisico, ma neppure per la sua responsabilità giuridica o morale, dato che, mancando allora gli esami del DNA, poteva sempre negare efficacemente qualunque paternità più o meno verosimile una donna gli volesse affibbiare. Al contrario la donna poteva avere e normalmente aveva non solo problemi fisici molto per effetto dell’atto sessuale, ma anche problemi giuridici e morali non trascurabili dato il valore un tempo assegnato alla verginità delle donne ed alla legittimità dei figli. Inevitabile quindi che le donne siano sempre state più caute degli uomini almeno nell’approccio meramente sessuale e che questa cautela tradizionale sia un’eredità ancora presente nella psicologia femminile anche se oggi, grazie all’efficacia e facilità dei preservativi, è una cautela molto meno giustificata. In breve l’approccio più distaccato delle donne verso l’atto sessuale non mi sembrerebbe verosimilmente causato da una minore carica sessuale femminile o da un minore piacere sessuale femminile rispetto a quelli maschili, ma semplicemente dalla specificità, enormemente più gravosa, degli effetti dell’atto sessuale sul corpo femminile. -
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