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rivas
PartecipanteQuello che intendo dire è: cerca di imitare i maschi, non le femmine.
Ed è più facile farlo se li si frequenta abitualmente, se ne assumono i modi e gli atteggiamenti, magari mai completamente, ma può essere un inizio…
rivas
PartecipanteOsserva i maschi etero, non intendo i tifosi da bar, ma anche soltanto quelli che hanno un certo stile pur mantenendosi maschili.
Frequentarli sarebbe il top.
Anche frequentare poco o per niente le donne sarebbe il top.
rivas
Partecipante28 Novembre 2016 alle 11:46 in risposta a: renato zero: offende i gay e dice di “ben altra pasta!” #752537rivas
Partecipanteunworldly Ha scritto:
> Rivas
> Giorgio Faletti è un comico, non uno scrittore. Ha
> ironizzato sulla vita di tanti, troppi italiani,
> almeno per i miei gusti.Semmai è un personaggio eclettico, oltretutto il suo ‘ruolo’ di comico si perde nella notte dei tempi.
La sua qualità di scrittore è stata riconosciuta anche con il suo terzo romanzo, che poi a te piaccia più ricordarlo come comico, la dice lunga.
Ognuno viva nel proprio mondo, e auguri per la carriera!
Rivas
28 Novembre 2016 alle 11:33 in risposta a: renato zero: offende i gay e dice di “ben altra pasta!” #752530rivas
PartecipanteShaka Ha scritto:
>
> Pare si dica possa farlo chiunque, dando il
> necessario contributo.
> Ma saranno solo malelingue.
>Non è tanto questa la questione, per me può anche aver trovato un editore e vendere, ma questo non lo rende automaticamente depositario della verità assoluta.
Giorgio Faletti (una virgola più noto come scrittore) non si mette di certo a pontificare nei forum sull’operato e sulla vita di chiunque.
Sì, ecco, forse è più una questione di autorevolezza: te la attribuiscono gli altri, non te la ‘regali’ da solo…
Rivas
28 Novembre 2016 alle 11:26 in risposta a: renato zero: offende i gay e dice di “ben altra pasta!” #752527rivas
PartecipanteMa perchè ve la prendete tanto con Renato???
Comprate il CD di Laura, lei CANTA, e basta.
Non potrà mai rinnegare se stessa perchè non ha mai cantato alcunchè, questa è la vera coerenza! Se non canti niente, nessuno ti rinfaccerà mai niente!
Comprate Laura!!!
😉
Rivas
28 Novembre 2016 alle 11:09 in risposta a: renato zero: offende i gay e dice di “ben altra pasta!” #752522rivas
PartecipanteDionigi_Dwarf_ Ha scritto:
> Rivas
> Ogni tanto ti farebbe bene uscire dall’area
> “salute” e leggere un pò del nostro cazzeggio è
> di pubblico dominio che unworldly è Alessandro
> Morgillo e il suo ultimo libro (che aspetto ancora
> esca all’ipercoop per poterlo acquistare, così
> intanto raccolgo un pò di punti socio) è “mucca
> tagli@ta cavallino”Beh, l’area salute la sento sempre mia, ma il punto è che ho un lavoro che non sempre mi permette di seguire ogni discussione del forum (a volte non lo leggo per giorni), aggiungici l’interfaccia poco user-friendly e capirai perchè non posso contare i peli del culo di tutti qui.
Ecco perchè questo fare da Dio in terra di Unworldly, ha scritto ed ha pubblicato…
Rivas
28 Novembre 2016 alle 8:36 in risposta a: renato zero: offende i gay e dice di “ben altra pasta!” #752506rivas
PartecipanteUnworldly scrittore?
Si può sapere, per via pubblica o privata, il tuo nome o il titolo di un tuo libro?
24 Novembre 2016 alle 14:01 in risposta a: Quando a scuola è il piccolo gay ad essere pestato. #752399rivas
PartecipanteQuello del tentato suicidio come richiesta di aiuto è un luogo comune sfatato da tempo, tant’è vero che molti riescono nell’intento dopo alcuni tentativi.
Non me lo invento io ma ricerche condotte sul campo, poi si può dire tutto e il contrario di tutto.
Su quanto detto da Erica nessuno discute, ma sono ragionamenti buoni ex-post, l’adolescente arriva a farli dopo un processo di maturazione, di nuovo il punto è: riescono tutti in questo processo?
Sei convinto di sì, meglio. Io non ne sono tanto sicuro.
Amen.
24 Novembre 2016 alle 12:57 in risposta a: Quando a scuola è il piccolo gay ad essere pestato. #752396rivas
PartecipanteNon molta differenza a dire il vero: sono ancora una volta proprio gli psicologi ad affermare che tra la volontà di morire e il gesto non passa molta differenza, asserendo inoltre che il suicida che fallisce nell’impresa non è detto fallisca solo per comunicare agli altri il proprio disagio, ma anzi è molto probabile che ritenti fino al successo.
Non vedo il punto di quanto riportato dopo: sta di fatto che sei certo che nessun adolescente si suiciderebbe a causa della propria omosessualità.
Vorrei sapere cosa ti rende tanto sicuro: scrivono tutti a te gli aspiranti sucidi?
24 Novembre 2016 alle 11:08 in risposta a: Quando a scuola è il piccolo gay ad essere pestato. #752392rivas
Partecipantepuntadirivista Ha scritto:
> Credo che per lui sia stato un doppio trauma,no?
>Esatto, e va a sapere se è un matrimonio desiderato o ‘imposto’…
Grande la foto Shaka, la manderei a Italia Uno per la prossima edizione del programma!
Rivas
24 Novembre 2016 alle 10:25 in risposta a: Quando a scuola è il piccolo gay ad essere pestato. #752389rivas
PartecipanteDunque cosa ci consigli di fare punty? 😉
Magari una risposta del tipo:
“Quando scoprii la mia omosessualità da adolescente, capii subito che essere gay è bello, papà e mamma non mi accettarono, però cazzi loro, e poi figurati lo dicevano ma non lo credevano.
E i suicidi poi? Poveri sfigati, figurati se mi ammazzavo perchè mi piaceva il cazzo, ma dai!
Bastava andare nel campetto per scordarsi la tristezza, oppure provare le gioie dei glory hole nelle dark room ogni volta che mi sentivo malinconico…
Per non parlare di me a scuola: quando ho detto a tutti che ero gay i miei compagni si son tutti messi in fila per scopare con me, ma non i compagni più cessi, bensì i più bonazzi, quelli che fino al giorno prima si scopavano le fighe più belle e adesso andavano in giro fieri a dire che scopavano con me.
L’anno successivo al mio coming out hanno creato il concorso mister gay del liceo, e ho sempre vinto io tutte le edizioni!
Grazie omosessualità.”
(Immaginatemi tipo la sosia di Paris Hilton, con quel suo sguardo, mentre dico queste cose, intendo quella della Gialappa’s).
24 Novembre 2016 alle 10:06 in risposta a: Quando a scuola è il piccolo gay ad essere pestato. #752387rivas
Partecipanteunworldly Ha scritto:
> La patologia sottesa al suicidio rinvia, nella
> maggior parte dei casi, ad una depressione
> endogena che insorge senza cause apparenti,
> sgorgando da dentro, senza poterne cogliere
> l’origine. Chi si uccide ha perso il senso e il
> significato della propria esistenza, dove
> l’isolamento interumano non ne è la causa ma la
> conseguenza. La storia del ragazzino che si
> toglie la vita come gesto estremo di ribellione
> rispetto a contesti che ritiene oppressivi non mi
> ha mai convinto.
>A 18 anni, ai tre giorni per il militare, nel mio periodo di massima repressione omosessuale, i test psicologici dicevano che volevo morire: mi mandarono dalla psicologa.
Con una recita degna di Gassman (padre) negai il tutto, e con qualche riluttanza la psicologa mi lasciò andare.
Ma avevano ragione, pensavo spesso al suicidio e una volta feci pure un elenco di modi per togliermi la vita, cercando quello più indolore.
Quando toccai il fondo decisi che dovevo reagire, fregandomene degli sputtanamenti, del senso di minoranza, delle prese per il culo, di tutto insomma.
Quindi COL CAVOLO che non si coglie l’origine della depressione endogena, l’origine la conoscevo eccome.
Io ho reagito, e ora mi trovo addirittura a lottare per la vita, ma la condizione in cui mi trovavo (piccolo paese di provincia) richiedeva parecchia forza di volontà.
Il problema poi è che gli psicologi possono scrivere tonnellate di cose, ma è difficile andare a chiedere al suicida perchè l’ha fatto, ammesso che te lo venga a dire, nel caso dei suicidi falliti.
Unworldly mi sorprendi: il tuo modo di scrivere sottende un’intelligenza che dovrebbe già da tempo essere andata al di là delle proprie esperienze personali o definizioni accademiche, soprattutto in una scienza, la psicologia, che afferma tutto e il contrario di tutto.
Io ci credo che vi siano omosessuali adolescenti che si suicidano, così come sono sicuro che a nessuno rivelano la vera causa del proprio disagio, essendo essa una forte fonte di vergogna.
Viviamo in altri tempi, è vero, ma questa ‘massa silente’ è difficilmente identificabile, di sicuro finchè esisteranno ambienti provinciali, l’omosessualità sarà un problema: l’Italia oltretutto è in testa in Europa sia per provincialismo che per negazione dei diritti ai gay. Evviva.
Rivas
23 Novembre 2016 alle 12:40 in risposta a: Quando a scuola è il piccolo gay ad essere pestato. #752365rivas
PartecipanteFaBrY_is_GOTY Ha scritto:
> Io , quando ero a scuola (superiori) nella mia
> classe eravamo tre gay e una lesbica su 23 alunniScusa ma un numero così in una sola classe è sbalorditivo, da me era già tanto se il numero di gay (e neanche dichiarati) era tale su tutta la scuola… che scuola frequentavi?
21 Novembre 2016 alle 16:03 in risposta a: Quando a scuola è il piccolo gay ad essere pestato. #752319rivas
PartecipanteSorry Anakin per il fraintendimento…
Per il resto, non saprei che rispondere… credo che quella sia un’età dove molti, gay o no, hanno dovuto sopportare i soprusi di pochi, fa parte dell’adolescenza…
Forse è davvero meglio non dare risalto alla cosa, sebbene la violenza non sia da tollerare, e farne bagaglio per l’età adulta..
Ciao a todos!
Rivas
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