Gay.it Forum › Forum › Attivismo, associazioni, politica, cultura › Quando a scuola è il piccolo gay ad essere pestato.
- Questo topic ha 119 risposte, 21 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 9 anni, 6 mesi fa da
pijei05.
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23 Novembre 2016 alle 18:08 #752380
puntadirivista
Partecipante:-))))
23 Novembre 2016 alle 19:18 #752381albufeira
PartecipanteL’uscita di strada della pazza qui sopra è solo un incidente o è un handicap!
Filosofia da strapazzo, Anakron..morbi e vizi, ma alla fine cosa hai detto!
23 Novembre 2016 alle 20:39 #752382ericachic
Partecipantemia cara marchetta da cloaca sporca,
sicuramente la mia vita, paragonata al tuo psicotico andirivieni di piedi sporchi e piselli urinanti è indubbiamente scialba!!!! 😉
io avrei altri modi per divertirmi , i microbi non sono la mia passione!!!! detto ciò, visto che nomini ossessivamente la mia dolce metà, devo forse pensare che vorresti annoverarlo tra le tue miserevoli conquiste ??? 😎 (:P)
spiacente cara/O ? orienta pure altrove il tuo pozzo di san patrizio , frequentiamo altrie tipologie di persone!!!! X(
per culofeira: lascia stare any, è l’unico con un pò di sale in zucca e sense of humor qui dentro…. 😉24 Novembre 2016 alle 9:29 #752383syoung75
Partecipanteunworldly Ha scritto:
> Circa il vittimismo di qualche forumista…
>
> La patologia sottesa al suicidio rinvia, nella
> maggior parte dei casi, ad una depressione
> endogena che insorge senza cause apparenti,
> . La storia del ragazzino che si
> toglie la vita come gesto estremo di ribellione
> rispetto a contesti che ritiene oppressivi non mi
> ha mai convinto.
>Io invece credo che imputare certi suicidi (e dico alcuni, non tutti) a una depressione endogena sia un bell’alibi per tutti, che toglie qualsiasi senso di responsabilità a chi potrebbe aver indotto all’atto suicidario e a chi l’ha compiuto.
Quando un ragazzino, facendo un’ipotesi molto sfigata ma purtroppo in certi casi reale, ha una famiglia ottusa e/o violenta e trova ottusità e violenza anche a scuola, e non trova chi lo aiuti, alla fine si percepisce come anormale e crede di essere sbagliato lui. Pensa a certi contesti di provincia profonda…Io non ho mai pensato realmente al suicidio, ho avuto una famiglia abbastanza aperta e credo mi abbia salvato il fatto che in casa mia entravano libri , giornali musica e film di tutti i tipi ma ho vissuto nel ventre molle della provincia lombarda, e ho provato a pensare se fossi nato in una di quelle famiglie dove entrano solo la “Gazzetta dello Sport” (per gli uomini) e “Chi” (per le donne), in quei paesi dove arrivano solo i film dei Vanzina e per i ragazzi ci si sono soltanto o sale da gioco squallide o l’oratorio. Guardate che ci sono ancora queste realtà…24 Novembre 2016 alle 9:39 #752384pijei05
PartecipanteCaro unwordly sostenere che nessuno usi violenze nei confronti di un omosessuale in quanto tale mi pare falso in assoluto, la cronaca ci dice ad esempio di due lesbiche a Brescia in questo momento perseguitate da neonazisti, e relativamente tautologico.
Gli omosessuali sono persone che non si esauriscono in una caratteristica, ma la cui omosessualita e coessenziale alla persona.
Quanto il solo essere omosessuali il saperlo in certe eta renda fragili e quindi statisticamente vittime piu probabili, e difficile stimare. Esistono pero persecuzioni specifiche che colgono in quella unica caratteristica il movente e il carattere della violenza e qui non si puo stare a discutere.24 Novembre 2016 alle 9:50 #752385pijei05
PartecipanteCaro Indy,
se analizziamo il pregiudizio nei confronti del down, credo si possa dire che il down susciti una reazione estetica di disturbo.
Il down offende il senso dell’ordine
non e’ malato ma costituzionalmente minorato. Tuttavia per la morale tradizionale
il down e’ in fondo uno sventurato una vittima della sorte.Se pensiamo anche alle aberrazioni naziste, che sono il grado di violenza massimo espresso contro tali categorie, si propose un programma di eutanasia, rendendo questa reazione estetica sospensiva della legge morale.
Pensiamo alla omosessualita come disordine morale di Ratzinger, là riposa la risposta
24 Novembre 2016 alle 9:56 #752386shaka
PartecipanteOmmioddio!
Un’altra pazza che osa contraddire la Unwa.
Lo volete capire che ci rimane male??24 Novembre 2016 alle 10:06 #752387rivas
Partecipanteunworldly Ha scritto:
> La patologia sottesa al suicidio rinvia, nella
> maggior parte dei casi, ad una depressione
> endogena che insorge senza cause apparenti,
> sgorgando da dentro, senza poterne cogliere
> l’origine. Chi si uccide ha perso il senso e il
> significato della propria esistenza, dove
> l’isolamento interumano non ne è la causa ma la
> conseguenza. La storia del ragazzino che si
> toglie la vita come gesto estremo di ribellione
> rispetto a contesti che ritiene oppressivi non mi
> ha mai convinto.
>A 18 anni, ai tre giorni per il militare, nel mio periodo di massima repressione omosessuale, i test psicologici dicevano che volevo morire: mi mandarono dalla psicologa.
Con una recita degna di Gassman (padre) negai il tutto, e con qualche riluttanza la psicologa mi lasciò andare.
Ma avevano ragione, pensavo spesso al suicidio e una volta feci pure un elenco di modi per togliermi la vita, cercando quello più indolore.
Quando toccai il fondo decisi che dovevo reagire, fregandomene degli sputtanamenti, del senso di minoranza, delle prese per il culo, di tutto insomma.
Quindi COL CAVOLO che non si coglie l’origine della depressione endogena, l’origine la conoscevo eccome.
Io ho reagito, e ora mi trovo addirittura a lottare per la vita, ma la condizione in cui mi trovavo (piccolo paese di provincia) richiedeva parecchia forza di volontà.
Il problema poi è che gli psicologi possono scrivere tonnellate di cose, ma è difficile andare a chiedere al suicida perchè l’ha fatto, ammesso che te lo venga a dire, nel caso dei suicidi falliti.
Unworldly mi sorprendi: il tuo modo di scrivere sottende un’intelligenza che dovrebbe già da tempo essere andata al di là delle proprie esperienze personali o definizioni accademiche, soprattutto in una scienza, la psicologia, che afferma tutto e il contrario di tutto.
Io ci credo che vi siano omosessuali adolescenti che si suicidano, così come sono sicuro che a nessuno rivelano la vera causa del proprio disagio, essendo essa una forte fonte di vergogna.
Viviamo in altri tempi, è vero, ma questa ‘massa silente’ è difficilmente identificabile, di sicuro finchè esisteranno ambienti provinciali, l’omosessualità sarà un problema: l’Italia oltretutto è in testa in Europa sia per provincialismo che per negazione dei diritti ai gay. Evviva.
Rivas
24 Novembre 2016 alle 10:10 #752388puntadirivista
PartecipanteOmmioddio!
Un’altra pazza che osa contraddire la Unwa.
Lo volete capire che ci rimane male??:-))
24 Novembre 2016 alle 10:25 #752389rivas
PartecipanteDunque cosa ci consigli di fare punty? 😉
Magari una risposta del tipo:
“Quando scoprii la mia omosessualità da adolescente, capii subito che essere gay è bello, papà e mamma non mi accettarono, però cazzi loro, e poi figurati lo dicevano ma non lo credevano.
E i suicidi poi? Poveri sfigati, figurati se mi ammazzavo perchè mi piaceva il cazzo, ma dai!
Bastava andare nel campetto per scordarsi la tristezza, oppure provare le gioie dei glory hole nelle dark room ogni volta che mi sentivo malinconico…
Per non parlare di me a scuola: quando ho detto a tutti che ero gay i miei compagni si son tutti messi in fila per scopare con me, ma non i compagni più cessi, bensì i più bonazzi, quelli che fino al giorno prima si scopavano le fighe più belle e adesso andavano in giro fieri a dire che scopavano con me.
L’anno successivo al mio coming out hanno creato il concorso mister gay del liceo, e ho sempre vinto io tutte le edizioni!
Grazie omosessualità.”
(Immaginatemi tipo la sosia di Paris Hilton, con quel suo sguardo, mentre dico queste cose, intendo quella della Gialappa’s).
24 Novembre 2016 alle 10:48 #752390puntadirivista
Partecipante:-))
Sai…mi ricordo quando ero alle medie,c’era un ragazzino che sembrava una bambola di bisquit…senza un ormone maschile,di nome Raffaello(gia’ il nome..)
Non contento amava tanto disegnare ed era il primo al corso di musica!Dire che era pestato e’ dire poco!
E le solite offese!
Il bello/o il triste è che lui non era gay!
L’abbiamo rivisto sposato con un figlio …Credo che per lui sia stato un doppio trauma,no?
24 Novembre 2016 alle 10:56 #752391shaka
Partecipante24 Novembre 2016 alle 11:08 #752392rivas
Partecipantepuntadirivista Ha scritto:
> Credo che per lui sia stato un doppio trauma,no?
>Esatto, e va a sapere se è un matrimonio desiderato o ‘imposto’…
Grande la foto Shaka, la manderei a Italia Uno per la prossima edizione del programma!
Rivas
24 Novembre 2016 alle 11:13 #752393puntadirivista
PartecipanteEsatto, e va a sapere se è un matrimonio desiderato o ‘imposto’…
Imposto no..pero’ vai a sapere la verita’.
Intendevo che per alcuni ragazzi,solo piu’ sensibili,magari che non giocano a pallone,magari ancora indietro nello sviluppo ormonale,vengono beffeggiati come gay e magari non lo sono!
Shaka e’ brava con le pics,dovrebbe essere la nostra Grafica ufficiale!:-)
24 Novembre 2016 alle 12:38 #752394unworldly
PartecipanteMalati di conformismo
Rivas
Hai mai tentato il suicidio o hai solo desiderato di morire? Fra le due cose c’è una certa differenza… Ma forse, in entrambi i casi, ci troviamo solo di fronte ad una depressione reattiva.Molti omosessuali vivono il loro orientamento come una frustrazione che hanno l’impressione di non poter reggere. Spesso con gesti estremi, cercano di indurre nelle persone a loro più prossime sentimenti di colpa o di solidarietà, non riuscendo ancora ad essere acquiescenti verso il conformismo del loro gruppo sociale di appartenenza.
Gli omosessuali sono i carnefici di se stessi più spesso di quanto non si creda. Alcuni di loro hanno una sessualità distruttiva e punitiva, mai tentando di crescere emotivamente all’interno delle dinamiche di coppia. E non perché glielo vieti la mamma, ma perché mai oserebbero sfidare apertamente la loro adesione ai valori della tradizione: sono soggetti fragili, deboli, facile preda…
Molti persecutori degli omosessuali dichiarati o manifesti sono omosessuali clandestini o frustrati . Molti persecutori degli omosessuali hanno sublimato il loro istinto sessuale in pratiche storicamente già riconosciute come etiche.
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