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28 Gennaio 2019 alle 19:55 in risposta a: Bolle fa coming out. Poi smentisce. I Vip non si dichiarano #848740
quasimai
Partecipantecome in politica,ormai in Italia nessuno si espone…..questi vip meritano la nostra ammirazione,ma non la nostra stima.Se un vip manca solo solo di solidarietà non è degno della nostra attenzione.
quasimai
Partecipantealbufeira ha ben scritto.
sul 3° gruppo si parla di non scelta.La bisessualità,l’esser tali, è una scelta ? Come conciliarla con l’affettività ?
quasimai
Partecipante@albufeira wrote:
E’ un’analisi incongruente pricipalmente perché la sociologia ha una rilevanza relativa e in quanto scienza empirica ci dá un saggio ma non una verità poiché la sociologia è sempre in mutazione. Per un approfondimento sulla sociologia ti consiglio Compte, Stuard Mill e Durkheim in modo che hai una infarinatura sull’argomento. La tua tesi oltre ad uno studio psicologico può avere un fondo biomedico poiché si é individuato il genoma omosessuale anche se difficilmente lo si può imputare come causa dell’omosessualità. La classificazione che fai dell’omosessuale é soggettiva e lo si nota dal tuo secondo intervento dove proponi un differenziale per i diritti dei gay quando nella realtà – nella fattispecie dell’italiano- ci troviamo ignoti e ignorati dalle istituzioni. La sociologia coesiste in quei gay dove la paternità ha un deterrente che li spinge a costruire una famiglia anomala, per cui è quella bisessualità che non ha niente di erotico bensì riproduttivo. Una riproduzione inconscia poichè la genitorialità, a volte, è una duplicazione identitaria che si identifica nella prole, indipendentemente che sia maschio o femmina, poiché non è incito -ma potrebbe- una manifestazione sessuale che poi non significa erotismo bensì affetto/amore unidirezionale. Questo lo si riscontra nella totalità delle coppie ortodosse ma anche nelle nuove coppie eterodosse sparse nei cinque continenti. Un’altra asserzione dubbia nonché offensiva è sugli effeminati quando é risaputo e documentato che tanti gay sono eccelsi imprenditori -solo per fare due nomi Armani e Valentino non mi danno l’idea di uomini virili- per cui classificare di poco intelligenti persone che sono riuscite a costruire imperi non mi sembra “intelligente”, che poi la frivolezza sia detrimento alla morale è in parte opera di quella sociologia che non ci consegna la verità ma ne studia i custumi che sono dettati dall’educazione. Perciò se si educa con sani princìpi si eludono sia incoerenze sia nomenclature. Infatti quando ho letto del gay-pride mi sono arrovelato chiedendomi se non ci fosse una ideologia trasversale poiché l’orgoglio è una virtù che fa dell’uomo un soggetto dignitoso. La profanazione di una virtù, erroneamente confusa con buonsenso o pudicizia, ricreano quegli antropoformismi lesivi che hanno retrocesso un popolo che era all’avanguardia in europa o che lo hanno svuotato di patriottismo.
L’immagine mediatica dei gay pride day va proprio in senso opposto alla dignità.,
quasimai
PartecipanteSono proprio contento,l’argomento di questo forum mi sembra sia stato trattato con serietà e serenità.Non ci può che far bene.
quasimai
Partecipante@almadell wrote:
Non nego affatto che l’amore esista, anzi.
Semplicemente non credo che
avere una casa, una famiglia o un bar assieme
siano un MOTIVO per stare assieme
al massimo li considero una CONSEGUENZA.Riguardo all’età, non so proprio.
Credo sia una questione di accettazione
e che rientri nell’altro caso.appunto la casa,la famiglia etc SONO una conseguenza di un legame valido
quasimai
Partecipante@almadell wrote:
Avevo postato, ma s’è cancellato.
In sintesi.
1) I maschi desiderano sempre sesso occasionale, specie quando non sono innamorati. Gli etero hanno difficoltà oggettivamente superiori nel procurarselo; i gay no.2) Le “famiglie repulsive” sono invece un buon motivo per crearsi una famiglia autonoma; l’essere dichiarati effettivamente aiuta; la questione dell’età non mi è molto chiara.
4) Il matrimonio è la tomba dell’amore.
2- appunto.
2- l’età. per quello che ho potuto constatare chi oggi o tanti anni fa si è accettato quando aveva meno di 30 anni si è creato relazioni più equilibrate.
4 Penso che l’amore esista.
quasimai
Partecipante@quasimai wrote:
@marebluaroma wrote:
Nell’esposizione della coppia che non ha amici tra gay, ci sono due risposte.
Per quanto riguarda l’amicizia, io non chiedo mai se uno e’ gay o no, quindi un amico e’ amico da sempre sia o non sia del mio rientamento sessuale, perche’ poi il nostro amico riconduce a questo il suo dubbio.
Per quanto riguarda esser amici tra gay per mia esperienza personale visto il mio complesso percorso di identita’ sessuale, posso dire che una vera amicizia e’ difficile con qualsiasi orientamento sessuale, in particolar modo con chi e’ come noi, perche’ vuoi o non vuoi forse per motivi a noi ignoti prima o poi ci si sente attratti da quest’amico, purtroppo mi e’ successo piu’ di una volta e solo con molta forza di volonta’ sono riuscito ad evitare che scattasse quel bacio quel atto di sesso intimo e complice, purtroppo l’unica volta che e’ successo, ed e’ stato proprio il mio amico di sempre che mi fece scoprire la sensualita’ del rapporto omosessuale, ha raffreddato il nostro rapporto di amicizia intima di confidenze quotidiane e di intimita’.
Come tutto penso poi che ci siano eccezzioni, ma sono rare e vorrei proprio riuscire a capire quante veramente siano.ops
una bella ,seria e concreta risposta.ciao.quasimai
Partecipante@marebluaroma wrote:
Nell’esposizione della coppia che non ha amici tra gay, ci sono due risposte.
Per quanto riguarda l’amicizia, io non chiedo mai se uno e’ gay o no, quindi un amico e’ amico da sempre sia o non sia del mio rientamento sessuale, perche’ poi il nostro amico riconduce a questo il suo dubbio.
Per quanto riguarda esser amici tra gay per mia esperienza personale visto il mio complesso percorso di identita’ sessuale, posso dire che una vera amicizia e’ difficile con qualsiasi orientamento sessuale, in particolar modo con chi e’ come noi, perche’ vuoi o non vuoi forse per motivi a noi ignoti prima o poi ci si sente attratti da quest’amico, purtroppo mi e’ successo piu’ di una volta e solo con molta forza di volonta’ sono riuscito ad evitare che scattasse quel bacio quel atto di sesso intimo e complice, purtroppo l’unica volta che e’ successo, ed e’ stato proprio il mio amico di sempre che mi fece scoprire la sensualita’ del rapporto omosessuale, ha raffreddato il nostro rapporto di amicizia intima di confidenze quotidiane e di intimita’.una bella, seria e concreta risposta.
Come tutto penso poi che ci siano eccezzioni, ma sono rare e vorrei proprio riuscire a capire quante veramente siano.quasimai
Partecipantesi l’amicizia è una cosa seria,ma ci sono vari gradi diisolidarietà,corettezza etc etc soprattutto se l’approccio è onesto,è di comunicazione.
quasimai
Partecipante@roberto70 wrote:
son daccordo in modo diverso con parecchie risposte, sostanzialmente secondo me il succo è che avete vissuto la vostra omosessualità in modo molto discreto per tanti anni, e ora che avete raggiunto una certa eta sentite il bisogno di affermare la vostra coppia verso il mondo omosessuale, forse perchè non vi sentite comunque appoggiati da quello etero o simile, e comunque nel voler essere appoggiati entra in scena la punta di vanità, vorreste essere ammirati in un mondo che se non vien fatta un po di gavetta, non può comunque premiare una situazione non studiata o non coltivata nel tempo.
no,no sono praticamente single.ho conosciuto diversy gay in questi ultimi mesi,seri,degissime persone,maturi o meno etc etc sempre disponibili a scambiare due chiacchere al max per telefono ,ma poi (se non si scopa ?)basta così.
io parlo di solidarietà,di amicizia,di COMUNICAZIONE,che dovrebbe essere più accentuata fra chi ha difficoltà “sociali” in senso oggettivo.quasimai
Partecipantesi DEVE essere amici fra gay.
quasimai
Partecipanteper ben81
a me non interessa “giudicare” se i gay siano meglio o peggio degli etero,
ma dalla mia esperienza,pur avendo amici,mi sembra che in generale,le amicizie “si scaldano” non si coltivano,non si comunica fino in fondo e per i gay il fenomeno è ingigantito.(quindi giudico positivamente questo forum)
p.s.
il rosa mi sta male.ciao,abbraccio.quasimai
Partecipante@ben81 wrote:
@quasimai wrote:
@ben81 wrote:
@rainx wrote:
Secondo me cercate nei posti sbagliati. Mi pare normale che a 40/50 anni ci si senta un po’ fuori posto in una discoteca che è frequentata in prevalenza da ragazzi che hanno 20 anni in meno di voi.
E poi una discoteca non mi pare il contesto per fare amicizie disinteressate. E’ chiaro che chi vi avvicina (o chi voi avvicinate) lo fa per l’aspetto e non per altro. E già questo mette una grossa ipoteca sul rapporto, a meno che a voi interessino amicizie dove c’è la componente fisica/attrattiva. Per quanto mi riguarda la trovo molto fastidiosa, io con una persona che considero amica non ci andrei mai e poi mai a letto.😉
ma anche no: io al bar in discoteca ci ho conosciuto, nel lontano 1999, uno dei miei migliori amici attuali, e, poco dopo, il mio ex, con il quale ho avuto una storia di quattro anni, e con il quale sono rimasto molto amico.
Questo per dire che in disco puoi si incontrare gente interessata solo all’aspetto e/o alla scopata, ma anche gente tranquilla che cerca amicizia, due chiacchiere, o amore.
ok il futuro è futuro e il coming out sarà sempre meno difficile e nonostante l’omofobia imperante,le generazioni più giovani dovrebbero avere meno difficolà a relazionarsi.ma
1)( e questo vale per giovani e meno giovani) possibile che ci si debba incontrare in posti ghettizzati e ghettizzanti ?
2) gli incontri sono ( statistica) sono numerosi ,possibile che non si resta almeno amici ?ciao.
1) ma un ragazzo etero di sinistra che frequenta solo centri sociali di sinistra non si ghettizza lo stesso?
Ed uno di destra che frequenta solo locali fighetti frequentati da altri come lui non si ghettizza?
Potrei continuare all’infinito con esempi del genere.Da sempre, a prescindere che si sia etero o gay, si preferisce frequentare i propri simili, quindi l’autoghettizazione imho è un falso problema.
Detto questo, l’esigenza di incontrarsi in posti a clientela gay nasce anche dal fatto che, soprattutto per chi è single, conoscere un fidanzato o rimorchiare in un locale etero risulta un attimino difficile e pure pericoloso, a meno che si sia estimatori di gay molto effemminati, che li riconosci al vivo anche per strada2) io le persone che ho conosciuto e che erano simpatiche ho continuato a vederle e ci sono diventato amico, quelle antipatiche le ho scaricate, inutile dire che il fondamento di tutto è il perchè ci si conosce: se come me cercavi solo amici e lo facevi presente fin dall’inizio è un conto, se uno conosce gente in dark o gente che non cerca amicizia ma sesso, è ovvio che sia più difficile poi rimanere amici, visto che la volontà sin dall’inizio era un’altra.
dunque ,cominciamo da capo.
un etero è tale e (più o meno )basta. ci può interessare o meno etc etc.
un gay di fatto lo conosci riduttivamente e tortuosamente nei siti o nei “luoghi” (che siano da rimorchio o no) “ghettizzati”.
giusto ? è un buon punto di partenza o no ?
quasimai
Partecipante@simplynormal wrote:
troppodeluso, se vuoi parlare di quel tema puoi intervenire nel forum che ho aperto su quello (longtime companions). Pensavo di poter gestire la crisi con leggerezza e forza, invece rapidamente sono entrato in blocco – come congelato- e ho assoluto bisogno di confrontarmi e sfogarmi… la cosa che mi sconvolge è che più io mi stacco e mi chiudo, più il mio partner è dolce e affettuoso, e se da una parte giorno per giorno cresce la certezza che qualcosa sei è incrinato e io non sono più innamorato come prima, dall’altra la mia parte razionale si oppone e mi ripete 2abbi pazienza, non puoi buttar via tutto questo, magari si aggiusta, ecc…”
questo succede anche nelle coppie etero,fa parte della vita.la mancanza di progettualità forse è il vero unico oggettivo ostacolo. ( ahem si fa presto a parlare eh ?)ciao.
quasimai
Partecipante@ben81 wrote:
@rainx wrote:
Secondo me cercate nei posti sbagliati. Mi pare normale che a 40/50 anni ci si senta un po’ fuori posto in una discoteca che è frequentata in prevalenza da ragazzi che hanno 20 anni in meno di voi.
E poi una discoteca non mi pare il contesto per fare amicizie disinteressate. E’ chiaro che chi vi avvicina (o chi voi avvicinate) lo fa per l’aspetto e non per altro. E già questo mette una grossa ipoteca sul rapporto, a meno che a voi interessino amicizie dove c’è la componente fisica/attrattiva. Per quanto mi riguarda la trovo molto fastidiosa, io con una persona che considero amica non ci andrei mai e poi mai a letto.😉
ma anche no: io al bar in discoteca ci ho conosciuto, nel lontano 1999, uno dei miei migliori amici attuali, e, poco dopo, il mio ex, con il quale ho avuto una storia di quattro anni, e con il quale sono rimasto molto amico.
Questo per dire che in disco puoi si incontrare gente interessata solo all’aspetto e/o alla scopata, ma anche gente tranquilla che cerca amicizia, due chiacchiere, o amore.
ok il futuro è futuro e il coming out sarà sempre meno difficile e nonostante l’omofobia imperante,le generazioni più giovani dovrebbero avere meno difficolà a relazionarsi.ma
1)( e questo vale per giovani e meno giovani) possibile che ci si debba incontrare in posti ghettizzati e ghettizzanti ?
2) gli incontri sono ( statistica) sono numerosi ,possibile che non si resta almeno amici ?ciao.
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