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quasimai
Partecipantedevo ammettere che nonostante i miei sforzi trovo molto difficile finora avere un amico gay.(Qualche bellissima persona l’ho conosciuta).
Ma in generale la “frequentazione” è molto evitata e non me ne capacito.Non credo di essere stupido,sgradevole o antipatico e quanto ci sarebbe da dire comunicare confrontare !!!!è un limite sociale generalizzato ormai non coltivare amicizie e limitarsi a scaldare qualche rapporto?
quasimai
Partecipante@simplynormal wrote:
Caro quasimai, volendo molto molto semplificare posso dirti che si, sono abbastanza d’accordo, però di tutti i vari interventi salverei ancora quello che diceva:
“Si siamo destinati a restare soli per due semplici e schematici motivi:
1) se il gay fa auting egli inzia una sequela di troieggiamenti, i quali assumendo tutte le caratteristiche del disturbo ossessivo compulsivo – da cui è difficile liberarsene poiché la cosa è fomenatata dal fatto che egli, osservando altri gay fare lo stesso, si sente autorizzato a proseguire tale vortice di “troieggiamenti”.
Ma mal comune non è mezzo gaudio – anzi è una aggravante.Se viceversa il gay non fa auting, egli si trova invischiato in una sorta di paura verso il “sociale” che lo rendera solitario a vita.”
Magari messa giù in modo un po’ meno manicheo, però -anche escludendo gli “spaventati”- per la mia esperienza c’è un fondo di verità: se vuoi vivere davvero pienamente, come un uomo qualunque che voglia sperimentare appieno la sua vita, devi rifiutare qualunque ghetto e vivere “nel mondo”, ma in questo modo hai enormi difficoltà a contattare altri gay e a soddisfare i bisogni primari di affetto e di sesso come invece possono gli etero; se decidi di entrare nell’ambiente, capisci presto che per essere accettato, poco o tanto devi piegarti al trend, e ti ritrovi in una giungla fittissima e intricata dove è altrettanto difficile far crescere un fiore quanto lo era nel deserto da cui provenivi… Io sono di quelli che non si stancano di ripetere che nel profondo tra gay ed etero non c’è differenza, però la facilità e la serenità con cui un uomo, in qualunque situazione, può sorridere e sedurre una donna sapendo che comunque il suo gesto sarà gradito anche se rifiutato, non è proprio minimamente paragonabile al tremenda fatica di chi si sente attratto da qualcuno, però essendo in una situazione non gay sa che il suo scoprirsi può essere l’inizio dell’inferno… (PS: Si dice OUTING, ma soprattutto, relativamente al dichiararsi, si dice COMING OUT! 🙄 ) Baci.
sono molto d’accordo sul “troieggiamento” di cui sono corresponsabili quasi tutti i siti gay ( per esempio non finirò mai di comunicare il mio disaccordo sulla compresenza dei marchettari ah scusate degli escort).
Però,vorrei essere positivo.
-Innanzitutto è auspicabile che per i più giovani la solitudine che tu ben riferisci sia meno diffusa: il coming out è meno “difficile2 di qualche anno fa.
– Ci sono anche tante brave persone che non “troieggiano” e cercano un rapporto vero.
– Solo una maggiore serenità può farci “vincere” e quella ce la dobbiamo dare anche da soli.Un abbraccio
quasimai
Partecipante@Anonymous wrote:
Quindi sarebbe la donna che vuole essere coccolata ed l’uomo che deve fare le coccole.
In una coppia gay, quello che fa le coccole sarebbe il più maschio, mentre quello che le riceve sarebbe quello più femminile? Mah… non sono d’accordo.anch’io.
” le coccole” o ” i prelminari” ( che orribile definizione) possono essere diversi,ma sono una manifestazione di splendida intimita’quasimai
Partecipantedalla lettura degli interventi (devo confessare che ho saltato la diatriba fra due partecipanti) si traggono le seguenti conclusioni.
1) NON E’ VERO che i gay siano SOSTANZIALMENTE per i rapporti occasionali,come la società obbliga a pensare.
2) “GUARDA CASO” le coppie gay che resistono di più sono quelle di persone dichiarate sotto i 30 anni con famiglie non repulsive
3) cioè come dice Jules chi più si accetta ,più vive non solo il sesso ma anche l’affetto.
4) la mancanza di progettualità (ostacolo prevalentemente Sociale) massacra la coppia gay.
CIAO A TUTTI,SIETE D’ACCORDO ?
quasimai
Partecipante@gianluca da pistoia wrote:
Ha 18 anni io e Massimiliano stiamo assieme. Le nostre famiglie sanno. Ogni tanto si vedono e si cena tutti assieme (in genere per le feste comandate). Abbiamo amici gay ed etero. Non abbiamo mai avuto problemi di sorta nel paese dove abitiamo e nessuno si è mai permesso di prenderci in giro o altro. Frequentiamo sia locali gay che non. Siamo entrambi operai ma di cultura medio-alta. Chiaramente di sinistra. Non corriemo dietro a mode e altro “materiale” effimero. E siamo felici di abitare in Toscana dove l’influenza nefasta dei cattolici e dei fascisti è – per il momento – ancora blanda.
Chi il fidanzato non lo trova è perchè non lo vuole e non vuole mettersi in gioco!
ok
quasimai
Partecipante@Rivas wrote:
In vita mia ho riscontrato serie difficoltà nell’intrecciare relazioni in tutti coloro che in famiglia non si sono dichiarati, anche vivendo da soli.
Mentre le relazioni più belle le ho avute quando ci siamo presentati le reciproche mamme, anche se ancora vivendo in famiglia.
Troppo riduttiva la mia analisi? O forse il segreto è tutto qui? 🙂
si,in sostanza è quello che scrive Jules.
quasimai
Partecipante@alexx wrote:
Secondo me il problema della coppia gay è lo stesso che affligge una “normale” coppia eterosessaule. Mi spiego meglio: intendo dire che la pulsione verso altri eventuali partners (anche c.d. mordi e fuggi) esiste in entrambe le tipologie di coppie….l’amare il/la proprio/a compagno/a non significa di certo avere gli occhi foderati di prosciutto….piuttosto, secondo me, molto spesso, a pregiudicare la durata (e non l’intensità) di un amore lato sensu omosessuale è soltanto la difficoltà sociale cui lo stesso va incontro. Nel mio caso, dopo anni di fidanzamento con il mio boy, il tutto è finito anche (e non solo) a causa della stanchezza da parte mia di dover continuamente “difendere” me stesso ed il mio compagno dagli attacchi esterni della società, degli amici, della famiglia, etc… Insomma, la fragilità dei nostri legami è dovuta anche alla stanchezza che comporta il tirare avanti questo tipo di coppia….gli etero, invece, molto spesso e molto ipocrtamente rstano insieme – nonoistante il tramont dei sentimenti e della passione – solo per far contenti la società che li circonda. Insomma, io ritengo che entrambe le tipologie di coppia siano molto spesso VITTIME di UNA SOCIETA’ DI MERDA IMPREGNATA ED INZUPPATA DI “VALORI”/PRECETTI INUTILI E PSEUDO CRISTIANEGGIANTI…..Baci a tutti
d’accordo anche con te
quasimai
Partecipante@Anonymous wrote:
a worf…
intanto il cazzo te lo spartisci pure tu! e magari alla faccia di tua moglie…! e tu che hai i piedi in due scarpe, ma vergognati, che ne sai tu dei gay…
ti schifo!!!
anche io,lo schifo.(p.s. sarà di dx ?)
quasimai
Partecipante@aoberon wrote:
Ciao a tutti, vi scrivo per dirvi che esattamente da 15 mesi sono felicimente fidanzato, oramai posso dire di avere incontrato la persona giusta. Sono xfettamente d’accordo con anonimo quando dice che oggi nn c’è niente di + facile x un gay di una bella trombata con uno appena conosciuto in chat (ma gli esempi potrebbero essere tantissimi: dalla dark alla sauna al cinema, ecc ecc.) Quello che voglio dire è che oggi siamo bombardati dal sesso, da immagini invitanti di uomini – e donne – seminudi, vogliosi, che ti fanno credere che sia tutto a portata di mano. Quando in realtà i veri problemi, dalla famiglia alle unioni civili, sono spesso in secondo piano rispetto a vacanze, shopping, telefonate o rimorchio + sfrenato. Anche il fatto di trovare la persona giusta rischia di passare in secondo piano: io l’ho trovata e ho rischiato di perderla xchè ero ancora “drogato” da chat, profili su siti porno, ex che si rifacevano vivi, insomma, da una serie di cose dovute principalmente ad una superficialità soprattutto mia. Adesso ho aperto gli occhi. Adesso so cosa voglio. Svegliatevi e cercate sempre, non abbiate paura degli anni che passano o di beccare solo stronzi. Io ne conosco di persone serie, bisogna solo avere il coraggio di chiedersi: ma io cosa voglio, divertirmi o provare a costruire qualcosa? ps.nè io nè il mio ragazzo siamo dichiarati in pubblico, però è un periodo che conviviamo e cerchiamo di risolvere pian piano i problemi che ci circondano.
Però non piangiamoci troppo addosso, combattiamo x la nostra felicità!bravoooo!
quasimai
Partecipante@almadell wrote:
Da quando sono sentimentalmente attivo a ora
(intendo diciotto anni di vita)
son stato single complessivamente nove mesi:
da etero fidanzatino precoce, ad adolescente gay col compagno di scuola
convivente monogamo, coppia aperta etero e gay
rapporto poligamo e qualche breve storia a distanza.Se facessi come voi e giudicassi gli altri gay con il metro
che uso per valutare me stesso, direi che per noi è più facile.
Potrei anche spiegarne i motivi.Poi scopro che tra gli omosessuali circola l’idea
che avere relazioni sia più difficile e mi domando il perchè.
Leggo le vostre risposte e non sono persuaso.DUNQUE PERCHè SECONDO TE E’ PIU’ FACILE… ? SECONDO ME LA RISPOSTA L’HA DATA JULES.
quasimai
Partecipante@Zalton wrote:
Concordo con Jules…la solitudine come condizione necessaria, considerato che in giro la più parte (almeno un 90% sia gay che etero) non si focalizzano sull’altro come persona, ma si mettono in coppia per PAURA DI RESTARE SOLI: e qui nascono i problemi!
VOI COME LA PENSATE? (Io sono 2 anni che sono single, ho imparato a stare solo piuttosto che condividere la vita con qualcuno per cui io o un altro sarebbe stata la stessa cosa)… E UN ULTERIORE PROBLEMA PER I GAY è LA PROGETTUALITà: molti rapporti ancora non si vivono alla luce del sole, in Italia i maschi gay spesso vivono in famiglia o sono vincolati ad essa e quindi non c’è voglia di convivere di una progettualità di coppia , nella maggior parte dei casi. Qualcuno la pensa cosi?SI LA PROGETTUALITA’,SONO COMPLETAMENTE D’ACCORDO.
quasimai
Partecipante@jules wrote:
è gia’ una rara conquista accettare se stessi,che l’accettazione dell’altro diventa eroismo. anche in questo sta la disavventura di essere gay.
STREPITOSO !!!!!! HAI CENTRATO IL PROBLEMA !!!!!!!!
quasimai
Partecipante@Guldukat wrote:
Mah! Siamo alle solite! I gay si lamentano di non trovare nessuno ma spesso o rincorrono l’ideale di un principe azzurro o qualcuno soltanto per andarci a letto! Consoliamoci sapendo che almeno se siamo soli “non potremo essere abbandonati”!
che tristezza,no,non sono d’accordo,che tristezza.
quasimai
Partecipante@corrado111 wrote:
Prima di tutto una cosa fondamentale, per stare insieme bisogna volerlo in due. L’amore non capita così a bacchetta. Si fanno molti incontri, su qualcuno ci si fa qualche pensiero ma poi la persona giusta, quella che ti fa letteralemte perdere la testa non la si incontra facilmente, al contrario della botta e via che la si può trovare ovunque. Affinchè nasca l’amore ci vuole tutta una serie di alchimie, soprattutto ci vuole il tempo giusto al momento giusto per entrambi, se uno è avanti e l’altro indietro non si va da nessuna parte. Quindi l’amore non capita schioccando le dita.
Una volta innamorati nascono poi una serie di problemi. La prima è che si comincia a ragionare per due e non solo per sè stessi la seconda è l’ambiente in cui si vive. Faccio un esempio, una cosa che a me ed al mio ragazzo manca e dobbiamo trattenerci dal non farlo è una cosa banalissima, prenderci per mano quando andiamo in giro.
Se a me che sono visibile quasi con tutti può non importare l’essere visto, al mio ragazzo che è nella situazione opposta invece la cosa può creare dei problemi così ci tratteniamo. Anche questa in fondo è una forma di discriminazione perchè poi vediamo in giro tantissime coppiette che vanno ben oltre la semplice manina.
Di certo la società non aiuta e l’assenza di leggi che possano regolamentare un rapporto di convivenza complica di più le cose ma soprattutto mancano una serie di normative che davvero parifichino le coppie omosessuali a quelle etero, ad esempio l’essere tutelati in caso di insulti, in una parola le coppie gay non hanno le pari opportunità delle coppie etero, prendete una coppia etero a fatela baciare in pubblico e non succederà nulla, fate fare lo stesso ad una coppia gay e scoppia lo scandalo. Del resto se pensate al MOIGE ed alle sue reazioni alla nota pubblicità dela RARE in cui si vedevano due uomini che si scambiavano tenerezze ne avrete il metro (al riguardo io non ho ancora capito perchè Arcigay non abbia portato il MOIGE in tribunale accusandolo di discriminazione).
A queste difficoltà bisogna aggiungere le tentazioni che di certo non mancano, in questo gli etero sono più furbi, colgono l’occasione ma fanno finta di niente, conosco coniugi che si sono fatti le corna quindici giorni dopo essersi sposati ma sono ancora insieme mentre per noi che non abbiamo vincoli legali e sociali, quando si tradisce ci si lascia. Insomma la vita per una coppia gay non è facile ed oltre alle difficoltà che hanno le coppie etero noi ne abbiamo ancora di più.sono completamente d’accordo.
quasimai
Partecipante@Loki wrote:
Tra l’altro ho notato che spesso e volentieri non si ha il coraggio di ammettere “si, voglio farmi una sana scopata e basta”.
Spesso accade di essere letteralmente presi per i fondelli a grandi parole illusive.
Però è anche vero che, a volte, l’intenzione iniziale di trovarsi un compagno stabile c’è. Il fatto che poi una relazione duri così poco o addirittura non riesca neanche a decollare è dovuta a questa fissa tipica del mondo gay che “ha paura di perdersi un’occasione migliore”.
Esprimo il concetto: “Si, mi piaci, a letto c’è intesa, andiamo d’accordo anche con le idee, ma se ci fosse qualcuno migliore di te….?”
Capite cosa voglio dire?insoddisfazione……ma perchè ?
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