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almadell
Partecipante@Ospite wrote:
@almadell wrote:
In realtà il ragionamento che fai tu è un ragionamento da etero, più che da attivo. Se gli omosessuali davvero ragionassero così, se cercassero la fessura della madre, non avrebbero difficoltà a penetrare una donna e a incentrare su questo atto l’erotismo e la sessualità.
La fessura della Madre? Ma che dici?
La vagina non è attrattiva quasi nemmeno per gli etero.Vuoi ridurre tutta la sessualità maschile
– etero ed omosessuale – al fallo e alla sua assenza?
Fai pure: è impossibile persuaderti del contrario.Di altri argomenti non discuto nei forum.
almadell
PartecipanteTi scoccerebbe – per un minuto –
provare invece a ragionare come un Attivo?Tentare quindi di attingere a quell’istinto ancestrale
che rese blu il culo ai babbuini e che la postura eretta
– a mimesi delle natiche – creò il seno per attrarre il maschio?Perché se cerco di immaginare un epicentro del desiderio;
non un verga mi figuro, ma quella carne che ha la forma dell’Infinito.
Dal seno della madre al culo dell’amante è la traccia primigenia
del desiderio maschile – etero od omo che sia –
e nulla vi è di più ovvio dello Yin incarnato nella fessura delle natiche;
come niente rassomiglia più alla linea intera dello Yang d’un fallo eretto.
Lo “Zero 0” e “l’Uno 1” non ti bastano come prova?D’accordo, non capisci. Sei stato spossessato
da questo immaginario erotico e tutto per te
è un fallo o la sua assenza; ma davvero non puoi neppure sognarlo;
attingere da una chimera, fingere per un momento questo desiderio?
Si può davvero nascere tanto passivi da non capirlo?Come si può credere che coloro ai quali generosamente
la Natura ha fornito di membri notevoli e vigorosi,
possano piegarsi nel narcisismo di una fallolatria?
Forse che il maschio – esuberante nella sua mascolinità –
non è capace di Eros? Non desidera forse possedere qualcosa?
Un qualcosa che è il succo stesso dell’Immortalità
(l’Ano è come la Morte: muta l’organico in inorganico),
vincendo la più impensabile delle resistenze?Il fallo – non me ne vogliano i cultori –
è davvero solo un attezzo per far fertile la Terra:
qui ci si gioca ben altro, non si desidera una cosa,
ma il miracolo stesso, la dolcezza infinita dell’infrazione.almadell
PartecipanteOh, sorry!
Anzi: oh, sorrA!(Ops, questa non faceva ridere! :D)
almadell
Partecipante@Vomitiui wrote:
qara, di 4 aout con un calore che spaccha le pietre
ti stai a “fantafilosofeggiare” invece di trovarti un bel otter da…
Ma stasera c’era la riccharelli al village? canterai anche tu con lei?
il resto è fuffa
Per fortuna oggi non sono di turno;
mi troverai al Village da domani fino a sabato.
Se tu fossi unA mia verA amicA ti farei entrare gratis,
dicendo a tutti che sei la nuova cubista.Scherzi a parte, io ho una vera cotta per Soledamore;
se ci conoscessimo di persona saremmo inseparabilI
(come faccio a rendere il plurale femminile
negli aggettivi della terza? Basta la maiuscola?)Quindi non mi scherzare se fantafilosofeggio,
cerco solo di attirare la sua attenzione
“sulle mie tettine avvizzite” (cit.)almadell
PartecipanteI gay sedicenti attivi probabilmente sono i gay più repressi. Per conservare un minimo di eterosessualità inconscia hanno bisogno del fallo del passivo, il fallo che non minaccia la propria cavità anale, che se ne sta buono davanti al culo del penetrato ma che non ti entra dentro – anche qui poi ci sono varie gradazioni: attivi che non si precludono un’insertività orale del fallo, ma rifiutano quella anale, per esempio, certamente più evoluti di quelli che si precludono qualsiasi insertività, ovvero gli etero.
Soledamore,
allora porta alle estreme conseguenze il tuo ragionamento!
Se gli attivi sono più fissati col fallo rispetto ai passivi
– tanto lo ambiscono da temerlo, da volerlo piccolo e inutile –
non è forse evidente che l’eterosessualità
è l’espressione più estrema di questa fissazione fallica?
Con una donna non c’è nemmeno quel confronto con un altro pene
– che certamente li umilierebbe e li consumerebbe di brama –Se l’attivo è più fissato del passivo e l’etero lo è dell’attivo;
allora la fissazione fallica è il costituente essenziale della stessa eterosessualità
il momento in cui raggiunge la sua massima nevrosi.E se – come dici – è la fissazione fallica l’origine dell’infelicità
quanto più per natura saranno infelici gli etero, allora;
condannati a ricerca il fantasma del pene tra cosce vuote di donna?almadell
PartecipanteE fin qui è facile. 🙂
Come interpreti invece la sua ossessione
– che è determinante per analizzarlo –
riguardo alla fissazione fallica;
con tutto il corollario di negazione
nei confronti dell’erotismo insertivo?almadell
PartecipanteScusami amore,
ma se uno scrive una cosa sciocca e banale come questa:perché per una fissazione fallica sei costretto a ricercare l’affettività nelle persone del tuo stesso sesso, mentre la Natura vuole che tu la cerchi in persone di sesso opposto al tuo.
diventa anche assurdo cercare di replicarti.
Almeno i preti hanno il coraggio di chiamare questa “Natura”
con il più efficace nome di “Dio” e sulle sue reali intenzioni
possono portare a testimonianza il Levitico 🙂La frase citata sopra significa:
“Se la Natura fosse buona, il gay sarebbe comunque infelice;
se la Natura fosse cattiva, il gay sarebbe ancora più infelice”
Non c’è molto da capire 🙂almadell
PartecipanteContinuate a fare finta di non capire. Molti gay sono infelici non perché esistono le darkroom (che ben vengano, ci mancherebbe!) ma nonostante esistano le darkroom!
La mistificazione del gay-felice-una-volta-risolto-il-problema-dell’-omofobia serve appunto ad associazioni tipo l’Arci per giustificare l’affiliazione (detto per inciso più avrà affiliati più sarà potente, meno sarà adatta a risolvere l’infelicità dei gay per la classica eterogenesi dei fini tipica di ogni istituzione).
Partiamo dalla considerazione esistenziale che è la vita stessa ad essere un male (quindi partiamo da una considerazione materialista, laica senza consolazioni metafisiche). In questa vita che è un male, essere gay è un male maggiore, perché per una fissazione fallica sei costretto a ricercare l’affettività nelle persone del tuo stesso sesso, mentre la Natura vuole che tu la cerchi in persone di sesso opposto al tuo. Ora è chiaro che se si è stupidi e si bada al concreto, il proprio progetto esistenziale sarà la collezione di cazzi e tutto ciò che ostacolerà lo squallido disegno sarà omofobia. Ma ci sono persone che sono disgustate da questo tipo di progetti, sanno quanto è difficile costruire un rapporto “serio” nel mondo gay e per questo non sono felici, perché sanno anche che dovranno giungere ai soliti compromessi (che si sintetizzano, se si è carini, nel fare la puttana da giovane e il marchettaro da adulto e da vecchio, se si hanno i soldi). Se non si è carini e non si hanno i soldi si sacrifica la vita sessuale ad Onan, ma se questa è felicità…Non si può affermare nella stessa sciocchezza che
è la vita stessa ad essere un male
e poi dire di questa natura umana:
mentre la Natura vuole
che tu la cerchi in persone di sesso opposto al tuo.Potresti anche essere “omofobo”
se tu fossi capace di un’argomentazione seria:
sfortunatamente raffazzoni contraddizioni.Vuoi un consiglio per sembrare intelligente?
Fai piuttosto il contrario: o celebri la bellezza della Natura
e condanni l’omosessualità che la “umilia” (come i fascisti);
oppure (come i preti) consideri naturale e “bestiale”
la pulsione omosessuale e “spirituale”
l’assecondare un progetto divino.almadell
PartecipanteAhimè, negli anni ’50
tutto sarebbe dipeso dalla mia formazione culturale;
immaginandola bassa sarei finito a fare il prete 🙁Io conosco molto bene l’ambiente gay:
so che il modo migliore per attirare gente in un locale
è quello di NON avere una dark-room.
I gay sono tutti perbenisti,
in maniera direi straordinaria.almadell
PartecipanteOh, ecco un buon di vista!
Nessun etero del mondo è infelice
a causa dei locali per scambisti;
mentre molti gay – appena sanno che esistono le dark room –
ecco che si deprimono in modo incomprensibile.almadell
PartecipanteMa siete mai stati in una sauna o in battuage?
Probabilmente sono frequentate dall’1% dei gay…almadell
Partecipante@Rivas wrote:
@tristano triste wrote:
Se non puoi costruire una famiglia, anche se ti viene riconosciuta la convivenza non potrai mai costruire niente. La coppia gay sarà sempre sterile perché la natura le interdice la procreazione. Questa è la causa principale dell’infelicità. E non ci sarà mai rimedio a questo. Storditevi pure con il sesso, ma poi più in là farete i conti, ormai non è un futuro così lontano…
Già, mi piacerebbe andare negli ospizi e sentire un parere sulla felicità dalle nonne e dai nonni “parcheggiati” dalle famiglie che loro stessi hanno costruito.
So bene cosa ti rispondono.
“Tornassi indietro scoperei e basta,
col cazzo che mi sarei dato tanto da fare
per costruire una famiglia e sfamare figli ingrati”almadell
Partecipante@soledamore wrote:
@almadell wrote:
Ospite, perché il discorso di Soledamore
possa essere sostenibile lui deve eliminare
la componente dell’omofobia:
il pregiudizio religioso, l’aggressività nazionalista,
la diffidenza eterosessuale e gli ostacoli della famiglia.Deve fingere che essa non esista per poter imputare
l’infelicità degli omosessuali al loro stesso dongiovannismo
e negare che la nostra “sterilità” sia solo un problema legislativo.Probabilmente non è dichiarato in famiglia
e quindi non può farsi carico socialmente
di uno stile di vita alternativo:
quale una convivenza o anche soltanto una reazione
nei confronti dell’omofobia del suo ambiente sociale.Almadell, perchè non ti rivolgi a me direttamente e parli di me per interposta persona? Non avere timori, io non mordo (fisicamente)! 😆
Non è molto corretto dal punto di vista delle regole dell’argomentazione cercare di confutare un’opinione andando sul piano personale, traendo peraltro delle conclusioni infondate. L’infelicità del gay non deriva dall’omofobia, è connaturata alla condizione stessa del riconoscersi nello status sociale di gay così come lo è nel riconoscersi omosessuale. Le conseguenze dell’omofobia sono gli insulti e le lesioni personali, non la tristezza della condizione in sè. Confondi le cause con gli effetti. Grave dal punto di vista logico!
Inoltre mi sembra fuoriluogo parlare di dongiovannismo a proposito del fallocentrismo dei gay: il dongiovanissmo comprendeva un concetto di seduzione dell’altro da sè (con differenza di gender) che è assente nel sesso meccanico e compulsivo fatto in una dark room o in una sauna.
E ancora: se uno stile di vita alternativo è quello che consiste nel consumare merci-status, fare vacanze nei luoghi del turismo sessuale, praticare un sesso scadente nei noti luoghi di aggregrazione, fare una vita di coppia sterile che si regge su menzogne e compromessi, sostenere l’Arcigay in attesa di diritti che ci saranno negati sempre fin quando nella galassia della Sinistra ci sarà una componente teodem o “cattosensibile” (nel senso di sensibile agli umori e ai livori delle gerarchie vaticane)…meglio sarebbe rimuovere le proprie pulsioni omosessuali e praticare una rigorosa castità sublimando le proprie attitudini! 😀Per quanto riguarda il discorso personale sull’omofobia: confesso che non ho mai subito un’aggressione omofoba, e nei luoghi di aggregrazione che frequento convivono skin heads e glbt. Mi sono chiesto perchè. La risposta che mi sono dato è che non mi sono mai presentato come gay che ha qualcosa da rivendicare o come omosessuale depresso, ma semplicemente come persona. Mi è capitato di difendere una lesbica dall’aggressione verbale di una persona rozza, anche se la lesbica aveva torto. Così come mi è capitato di difendere dei gay diciamo “eccessivamente provocanti” nell’abbigliamento e nell’atteggiamento da qualche fascistello in overdose ormonale. Cose fatte sempre però ponendomi sul piano di “persona”. Cosa che mi ha assicurato il rispetto e la stima di entrambe le parti.
Mi riferivo all’Ospite perché era – giustamente – perplesso.
A te, Soledamore, non saprei cosa chiarire.
Io sono dichiarato da dodici anni e fidanzato da cinque;
cerchi di generalizzare la tua condizione ai gay italiani
e la condizione di stress dei gay italiani al Mondo.Personalmente non me ne frega una sega
se siete infelici perché sterili, perché ossessionati dal fallo,
se siete disperati per la vostra femminilità repressa,
per i sensi di colpa religiosi, per la solitudine
o perché adesso nessuno sa che siete froci,
ma a cinquant’anni sarete la barzelletta del paese
(e/o la maledizione di una povera donna).Sappiate solo che ve la siete SCELTA
questa vita infima e disperata;
in cui fate “atti omosessuali” evitando l’etichetta “gay”
mentre l’orbe terraqueo v’ha messo la targa “froci”Sei triste, Soledamore? Mi dispiace.
Credi di essere triste perché ti piace il cazzo? Mi dispiace.
Preferiresti moglie e figli, Soledamore? Mi dispiace.
Io non ti posso aiutare.Il mio ragazzo si sveglia col sorriso tutte le mattine.
A me importa solo della sua felicità
Posso aiutare solo lui,
tutto il resto è letteratura.almadell
PartecipanteOspite, perché il discorso di Soledamore
possa essere sostenibile lui deve eliminare
la componente dell’omofobia:
il pregiudizio religioso, l’aggressività nazionalista,
la diffidenza eterosessuale e gli ostacoli della famiglia.Deve fingere che essa non esista per poter imputare
l’infelicità degli omosessuali al loro stesso dongiovannismo
e negare che la nostra “sterilità” sia solo un problema legislativo.Probabilmente non è dichiarato in famiglia
e quindi non può farsi carico socialmente
di uno stile di vita alternativo:
quale una convivenza o anche soltanto una reazione
nei confronti dell’omofobia del suo ambiente sociale.almadell
Partecipante“Ehi, finalmente mi sono fatto passare la fissa su di te.
Era ora, no? Certo che una pompa te lo farei lo stesso,
ma almeno adesso sono più tranquillo 😀 “Seguono svariate ubriacature insieme.
Questa è una strategia, ce ne sono anche altre. -
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