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cc_cc
PartecipanteRiesumo questo topic per segnalare a tutti i colleghi intervenuti in questa sede che nella sezione “Libri” di questo forum ho postato un nuovo topic inerente ad un libro che tratta proprio dell’argomento che ci riguarda da vicino, “non chiedere, non dire, storie di gay in divisa”.
Se qualcuno già lo conosce mi piacerebbe sapere che cosa ne pensa.cc_cc
PartecipantePer l’utente “manex” spero che tu legga questo messaggio, stesso mestiere tuo, ho creato un gruppo “militari gay” sul sito chatta (punto) it
Creati un account sul sito e fai richiesta di partecipazione al gruppo, ti ricontattero’ per approvare la tua iscrizione.
Per ora siamo pochi ma piano piano spero che saremo sempre di più. a presto.cc_cc
PartecipanteAggiungo un mio piccolo contributo all’argomento, faccio questo lavoro da più di 20 anni e il giorno che decisi di arruolarmi fu anche il giorno in cui consciamente seppi a cosa avrei dovuto rinunciare per forza… ossia la mia vita privata.
Conscio della responsabilità verso la mia Istituzione ho sempre messo il lavoro davanti a tutto, questo anche per sopperire al vuoto diciamo nel campo “affettivo” e devo dire ottenendo eccellenti risultati….ehm… avrei preferito buoni risultati ma con qualcuno a casa ad aspettarmi la sera se proprio dobiamo dirla tutta 😛
Questa è l’ottica con cui ho affrontato la situazione, ora che sono vicino ai quaranta ho cominciato a chiedermi se c’era anche qualcun’altro che vivesse una situazione simile alla mia ed ecco perchè ho postato qui.
In questi anni di colleghi gay nel mio ambito di lavoro ne ho trovati ma diciamo che io lo so che lo sono e loro non sanno che io lo so 🙂 (e comunque non sono molti bastano le dita di una mano) … il problema che comunque come me ne sono accorto io se ne possono accorgere anche gli altri (non sto a specificare il come e il perche’ l’ho scoperto diciamo che basterebbe evitare di farsi vedere dentro bar o luoghi d’icontro 🙄 ) e presumo intuirete che cosa vuol dire in un ambiente militare se saltano fuori le solite voci maligne… si innesca un meccanismo a casacata che può avere effetti disatrosi. Quindi ho preferito continuare a starmene per conto mio sperando di trovare un giorno qualcuno completamente al di fuori di qualsiasi giro gay che avesse le mie stesse idee.
Và anche precisato che queste persone di cui so operano in grandi città, che comunque essendo molto piu’ dispersive possono anche dare un poco piu’ di liberta’ di movimento, situazione che cambia radicalmente per chi invece lavora nei piccoli centri (il mio caso) dove ahime tutti conoscono tutti e li’ si che diventa dura 😥E’ di ieri la notizia che mi ha fatto ben sperare nel futuro:
http://img30.imageshack.us/img30/2558/articolosecoloxix.jpgla cosa che mi ha lasciato di sasso non è che il CC è stato trasferito (ovviamente), nemmeno che il Tar ha accettato il suo ricorso, ma è il fatto che i suoi colleghi in caserma abbiano sottoscritto un documento che attesta che è sempre stato un ottimo militare, un buon compagno di lavoro e che mai e poi mai l’immagine dell’Istituzione per colpa sua ne abbia risentito. Questo mi fa pensare che finalmente anche nel nostro ambiente di lavoro ci sia qualcuno con quel pizzico d’intelligenza in più e che forse presto non sara’ più un problema vivere la propria vita con serenità.
Questo a grandi lineee è il mio pensiero.
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