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anonymous
Partecipante@omoesistenzialista wrote:
@Domanda… wrote:
Va bene, va bene, diamo pure per acquisito che il gay sia necessariamente infelice per tutte le implicazioni sessuomaniache ed ideologiche della sua scelta gay e quindi essenzialmente politica.
Però l’omosessuale non gay?
Perché dovrebbe essere infelice, se non per l’omofobia?
Se interpreto bene il pensiero di Soledamore, l’omosessuale non gay potrebbe (non dovrebbe…) essere infelice se non riuscisse a realizzare con un compagno il suo progetto esistenziale. La sua infelicità deriverebbe dalla deiezione (in senso heideggeriano). Ma anche in questo caso, la sua superiore coscienza rispetto a quella del gay, gli darebbe gli strumenti per farsi una ragione di tutto ciò e raggiungere un minimo di serenità.
Be’ questo potrebbe valere anche per l’eterosessuale… dove starebbe la differenza?
e poi non tutti (omo od etero) hanno il mito del “progetto esistenziale” in coppia…Ci sono quelli che fanno i Dongiovanni, quelli che preferiscono star soli, quelli che….
quanto poi siano felici è da vedere, ma lo stesso vale per quelli che stanno in copia (omo od etero)!anonymous
Partecipante@ciobi81 wrote:
Vorrei conoscere un commesso di David Mayer che ieri mi ha aiutato a scegliere ….
bisogna vedere se lui vuole conoscere te…
anonymous
Partecipante@Domanda… wrote:
Va bene, va bene, diamo pure per acquisito che il gay sia necessariamente infelice per tutte le implicazioni sessuomaniache ed ideologiche della sua scelta gay e quindi essenzialmente politica.
Però l’omosessuale non gay?
Perché dovrebbe essere infelice, se non per l’omofobia?
Se interpreto bene il pensiero di Soledamore, l’omosessuale non gay potrebbe (non dovrebbe…) essere infelice se non riuscisse a realizzare con un compagno il suo progetto esistenziale. La sua infelicità deriverebbe dalla deiezione (in senso heideggeriano). Ma anche in questo caso, la sua superiore coscienza rispetto a quella del gay, gli darebbe gli strumenti per farsi una ragione di tutto ciò e raggiungere un minimo di serenità.
anonymous
PartecipanteVa bene, va bene, diamo pure per acquisito che il gay sia necessariamente infelice per tutte le implicazioni sessuomaniache ed ideologiche della sua scelta gay e quindi essenzialmente politica.
Però l’omosessuale non gay?
Perché dovrebbe essere infelice, se non per l’omofobia?
anonymous
PartecipanteInoltre per quanto riguarda l’omofobia soledamore è molto chiaro: attribuire ad essa l’infelicità del gay o dell’omosessuale è confondere la causa con l’effetto, come ha ben spiegato ad almadeil. Temere l’omofobia significa già essere in quello stato ansiogeno che predispone all’infelicità. L’omofobia la si combatte con uno stile di vita sobrio e discreto, in cui la sessualità e l’affettività si esprimono solo in un luogo privato.
anonymous
Partecipante@Ospite wrote:
@soledamore wrote:
L’infelicità del gay non deriva dall’omofobia, è connaturata alla condizione stessa del riconoscersi nello status sociale di gay così come lo è nel riconoscersi omosessuale. Le conseguenze dell’omofobia sono gli insulti e le lesioni personali, non la tristezza della condizione in sè.
Allora, visto che mi sembra tu dica che sia i gay sia gli omosessuali sono necessariamente infelici, al contrario di quello che diceva un altro forumista, secondo cui i gay non possono essere felici, gli omosessuali sì, mi viene da domandarti se questa “infelicità connaturata” ci fosse anche in epoche in cui l’omosessualità non era condannata ma addirittura esaltata.
Comunque sia, letto tutto il tuo ragionamento mi sembra che tu stesso ammetta che l’infelicità dei gay e degli omosessuali dipenda da una cultura omofoba, anche se poi lo neghi…
Infatti leggendo tue affermazioni come queste:
“L’omosessualità è un’esperienza drammatica nei confronti della quale il massimo obiettivo che si può raggiungere è viversela con serenità. Per quanto attraverso la cultura si riesca a decostruire il discorso omofobico a partire già dalla Bibbia e a smascherare la sessuofobia del cattolicesimo, specialmente per un omosessuale italiano che è imbevuto di “visione cristiana della vita” sin dalla fase intrauterina”
a me pare di capire che anche per te il problema dell’infelicità omosessuale e gay sia l’omofobia più o meno “intrauterina”…
Credo che soledamore volesse dire che i gay sono condannati all’infelicità, per gli omosessuali una via di liberazione c’è anche se irta di difficoltà e non alla portata di tutti.
anonymous
Partecipante@soledamore wrote:
L’infelicità del gay non deriva dall’omofobia, è connaturata alla condizione stessa del riconoscersi nello status sociale di gay così come lo è nel riconoscersi omosessuale. Le conseguenze dell’omofobia sono gli insulti e le lesioni personali, non la tristezza della condizione in sè.
Allora, visto che mi sembra tu dica che sia i gay sia gli omosessuali sono necessariamente infelici, al contrario di quello che diceva un altro forumista, secondo cui i gay non possono essere felici, gli omosessuali sì, mi viene da domandarti se questa “infelicità connaturata” ci fosse anche in epoche in cui l’omosessualità non era condannata ma addirittura esaltata.
Comunque sia, letto tutto il tuo ragionamento mi sembra che tu stesso ammetta che l’infelicità dei gay e degli omosessuali dipenda da una cultura omofoba, anche se poi lo neghi…
Infatti leggendo tue affermazioni come queste:
“L’omosessualità è un’esperienza drammatica nei confronti della quale il massimo obiettivo che si può raggiungere è viversela con serenità. Per quanto attraverso la cultura si riesca a decostruire il discorso omofobico a partire già dalla Bibbia e a smascherare la sessuofobia del cattolicesimo, specialmente per un omosessuale italiano che è imbevuto di “visione cristiana della vita” sin dalla fase intrauterina”
a me pare di capire che anche per te il problema dell’infelicità omosessuale e gay sia l’omofobia più o meno “intrauterina”…
anonymous
Partecipante@gay e omosessuale wrote:
@Ospite wrote:
Mi sembra che l’omosessualità sia un pò più vecchia del “Potere Fasciocapitalista”… comunque mi sta bene parlare dell’affettività omosessuale, se non ti va il termine “gay”, visto che io intendo appunto l’affettività tra due maschi attratti uno dall’altro indipendentemente dalla temporalità storica in cui vivano.
Infatti l’omosessualità è antica quanto l’uomo! Il Potere Fasciocapitalista ha creato la figura del gay, non quella dell’omosessuale che è sempre esistita. E ha creato la figura del gay proprio per trarre il massimo profitto, politico ed economico, dall’affettività omosessuale.
Va bene, sostituisci pure “affettività gay” con “affettività omosessuale”…
e allora?
Non è che gli omosessuali siano più tollerati dei gay, al massimo (se la distinzione che fai è sostanzialmente di apparenza, come mi pare di capire) gli omosessuali si camuffano meglio…anonymous
Partecipanteche persona amabile sei, Heles, in quel che dici, nel come lo dici, in tutto.
anonymous
Partecipante@Ospite wrote:
Mi sembra che l’omosessualità sia un pò più vecchia del “Potere Fasciocapitalista”… comunque mi sta bene parlare dell’affettività omosessuale, se non ti va il termine “gay”, visto che io intendo appunto l’affettività tra due maschi attratti uno dall’altro indipendentemente dalla temporalità storica in cui vivano.
Infatti l’omosessualità è antica quanto l’uomo! Il Potere Fasciocapitalista ha creato la figura del gay, non quella dell’omosessuale che è sempre esistita. E ha creato la figura del gay proprio per trarre il massimo profitto, politico ed economico, dall’affettività omosessuale.
anonymous
Partecipante@essenza del vivere gay wrote:
@Tristano lieto wrote:
@tristano triste wrote:
L’essenza del vivere gay si basa tutta sul piacere sessuale che ti da una persona del tuo stesso sesso. I “sentimenti” servono per coprire questa libidine deviata dal suo corso naturale.
E chi lo dice?
Non pensi che per molti gay invece l’essenza del vivere gay si basi tutta sui sentimenti e che il piacere sessuale sia conseguenza e non causa del vivere insieme un’affettività?Se l’essenza del vivere gay si basasse tutta sui sentimenti, i gay non esisterebbero in quanto tali. Tu confondi lo stile di vita gay dall’affettività omosessuale. Non è colpa tua: questa confusione è stata creata ad arte dal Potere Fasciocapitalista per motivi politici ed economici (espandere il bacino di voti dei leader “progressisiti” e creare un nuovo target per il consumismo globale).
Mi sembra che l’omosessualità sia un pò più vecchia del “Potere Fasciocapitalista”… comunque mi sta bene parlare dell’affettività omosessuale, se non ti va il termine “gay”, visto che io intendo appunto l’affettività tra due maschi attratti uno dall’altro indipendentemente dalla temporalità storica in cui vivano.
anonymous
Partecipante@essenza del vivere gay wrote:
@Tristano lieto wrote:
@tristano triste wrote:
L’essenza del vivere gay si basa tutta sul piacere sessuale che ti da una persona del tuo stesso sesso. I “sentimenti” servono per coprire questa libidine deviata dal suo corso naturale.
E chi lo dice?
Non pensi che per molti gay invece l’essenza del vivere gay si basi tutta sui sentimenti e che il piacere sessuale sia conseguenza e non causa del vivere insieme un’affettività?Se l’essenza del vivere gay si basasse tutta sui sentimenti, i gay non esisterebbero in quanto tali. Tu confondi lo stile di vita gay con l’affettività omosessuale. Non è colpa tua: questa confusione è stata creata ad arte dal Potere Fasciocapitalista per motivi politici ed economici (espandere il bacino di voti dei leader “progressisiti” e creare un nuovo target per il consumismo globale).
anonymous
Partecipante@Tristano lieto wrote:
@tristano triste wrote:
L’essenza del vivere gay si basa tutta sul piacere sessuale che ti da una persona del tuo stesso sesso. I “sentimenti” servono per coprire questa libidine deviata dal suo corso naturale.
E chi lo dice?
Non pensi che per molti gay invece l’essenza del vivere gay si basi tutta sui sentimenti e che il piacere sessuale sia conseguenza e non causa del vivere insieme un’affettività?Se l’essenza del vivere gay si basasse tutta sui sentimenti, i gay non esisterebbero in quanto tali. Tu confondi lo stile di vita gay dall’affettività omosessuale. Non è colpa tua: questa confusione è stata creata ad arte dal Potere Fasciocapitalista per motivi politici ed economici (espandere il bacino di voti dei leader “progressisiti” e creare un nuovo target per il consumismo globale).
anonymous
Partecipante@tristano triste wrote:
L’essenza del vivere gay si basa tutta sul piacere sessuale che ti da una persona del tuo stesso sesso. I “sentimenti” servono per coprire questa libidine deviata dal suo corso naturale.
E chi lo dice?
Non pensi che per molti gay invece l’essenza del vivere gay si basi tutta sui sentimenti e che il piacere sessuale sia conseguenza e non causa del vivere insieme un’affettività?anonymous
Partecipante@Rivas wrote:
@deluso molto wrote:
E quando all’improvviso la coppia scoppia, magari dopo 10 o 20 anni, l’unica alternativa è il suicidio perché non si è più merce fresca nel mercato dellla carne.
Strano: è la lamentela che sento fare a tutti gli over 40, che però invece di cercarsi tra di loro continuano a cercare quelli under 30.
Se le “delusioni” della vita sono queste…
Ma dopo una convivenza di 20 anni cosa vuoi cercare un quarantenne?
Vuoi carne fresca e vai a marchette, se hai i soldi.
Quando il tuo rapporto finirà te ne accorgerai anche tu. O credi che arriverai ottuagenario a dividere con il tuo compagno coetaneo una suite nella Villa Gaya delle fantasie di Insy Loan? L’essenza del vivere gay si basa tutta sul piacere sessuale che ti da una persona del tuo stesso sesso. I “sentimenti” servono per coprire questa libidine deviata dal suo corso naturale. Se non puoi costruire una famiglia, anche se ti viene riconosciuta la convivenza non potrai mai costruire niente. La coppia gay sarà sempre sterile perché la natura le interdice la procreazione. Questa è la causa principale dell’infelicità. E non ci sarà mai rimedio a questo. Storditevi pure con il sesso, ma poi più in là farete i conti, ormai non è un futuro così lontano… -
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