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onizuka
PartecipanteE ci mancherebbe altro! Il cellulare non lo lascio di sicuro! 😉
onizuka
Partecipante@simili wrote:
@Onizuka wrote:
@simili wrote:
Vorrei rivolgermi a Onizuka: se ogni tanto torni a leggere le risposte a questo thread, credi che ci sia modo per metterci in contatto?
Non riesco a capire come mandarti messaggi privati, ma cmq ogni tanto torno a leggere la discussione.
Bene, lo facevo anch’io con la speranza che avresti risposto 🙂
Mi chiedevo se fossi registrato al sito per scambiarci un’ email, o non so come 🙂Dunque, non riesco proprio a capire come possa mettermi in contatto con te, e sinceramente non sono affatto intenzionato a scrivere qua il mio indirizzo e-mail per ovvie ragioni… Se trovassi il modo di contattarti privatamente lo avrei già fatto, non avermene a male! 😉
onizuka
Partecipante@simili wrote:
Vorrei rivolgermi a Onizuka: se ogni tanto torni a leggere le risposte a questo thread, credi che ci sia modo per metterci in contatto?
Non riesco a capire come mandarti messaggi privati, ma cmq ogni tanto torno a leggere la discussione.
onizuka
PartecipantePrendendo spunto da CarabiniereDedeluso, vorrei raccontarvi la mia esperienza.
Sono cosciente della mia omosessualità da quando ho 17 anni e non ho mai avuto problemi ad accettarla, forse perchè -fortunatamente-, non sono mai stato bersaglio di discriminazioni ed insulti vari.
Ho 26 anni e sono laureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche.
Da circa 5 anni sono fidanzato con un mio coetaneo per l’appunto Carabiniere, cosa che ha influito (a volte positivamente, a volte negativamente) sul nostro rapporto.Quando ci siamo conosciuti eravamo entrambi 20enni, io aspirante farmacista, lui aspirante Carabiniere.
Il trauma si sentiva da subito: le uscite erano praticamente impossibili, i luoghi del tutto improbabili e aggiungendo il fatto che lui vivesse in caserma ed io avessi dei coinquilini apertamente omofobi, non rendava certo facile vederci.
Purtroppo le bugie erano all’ordine del giorno… Fingerci colleghi, fingere di essere fidanzati con delle ragazze e raccontare mirabolanti scene erotiche con la bionda o la mora di turno che in realtà non avvenivano mai.
Era degradante anche trovarsi in luoghi prettamente omosessuali (discoteche, bar e locali vari) dovendo sempre avere il terrore che qualche suo collega potesse passare per qualche controllo o essere là appunto per fare la spia…Vivere con la paura non è vivere, paura di uscire assieme per fare una passeggiata, farmi trovare sotto la caserma come finiva il suo turno per portarlo a fare colazione, lui che veniva a prendermi in facoltà per il pranzo o per la cena erano tutti stupidi gesti (per me e lui importanti) che diventavano man mano più difficili da eseguire.
Per anni e, talvolta, ancora ora siamo costretti a dare strampalate giustificazioni sulla nostra attuale situazione, spiegare ai suoi colleghi perchè lui spesso e volentieri dorma a casa di un suo “amico”, perchè dopo un turno di notte non stia in caserma e preferisca vedere un “amico” anche solo per fumare una sigaretta e prendere un caffè sono purtroppo cose ancora all’ordine del giorno.
Inutile dire quanto sia sdegnato e trovi ingiusto non poter vivere la nostra relazione con serenità; sia chiaro, ciò non vuol dire sbandierare la nostra omosessualità in giro (mai fatto e mai lo faremo; forse che un eterosessuale ha bisogno di dare conferma di ciò che già tutti danno per scontato?).
Eppure percepire il suo stato d’animo quando ancora ci capita di trovarci in situazioni imbarazzanti, mi fa star male; sapere che il lavoro che ama fare lo costringe a fingere, mi distrugge.Ricordo ancora quando fino a qualche anno fa, io studente universitario allo sbaraglio e lui ormai già Carabiniere eravamo costretti ad affittare una camera in un b&b (e anche là col problema della registrazione dei nomi…), aspettare le vacanze affinchè i miei coinquilini partissero e lasciassero la casa libera, o ancora peggio, fare l’amore in macchina col terrore di essere scoperti e doversi rivestire subito senza nemmeno avere il tempo per un pò di coccole ed effusioni perchè se lo avessero trovato in atteggiamenti particolari con un uomo avrebbe avuto una segnalazione…
Troppe volte ha pensato di chiedere il congedo, cosa che puntualmente gli invitavo a non fare e spesso e volentieri, prendo anche io in considerazione l’opportunità di entrare a far parte dei gruppi speciali dell’arma.
Non so se renderebbe la cosa più semplice, ma potrebbe essere un’occasione anche questa. Forse il fatto di essere realmente colleghi potrebbe agevolare la nostra situazione, forse la peggiorerebbe.Dal primo giorno che ci siamo consociuti lui mi mise al corrente della sua situazione, del suo doversi nascondere, delle sue finzioni e delle bugie che doveva raccontare per sopravvivere in quell’ambiente che, a quanto pare, è un’inferno visto dagli occhi di un ragazzo gay.
Eppure non molliamo e proviamo ancora, dopo 5 anni, a vivere ancora assieme questa nostra relazione.
Non ho mai amato le bugie, e non faccio differenza con quelle a fin di bene (una bugia è sempre e comunque tale), ma essendomi innamorato di un Carabiniere, purtroppo mi sono dovuto adattare anche io.
Ripeto, non amo sbandierare la mia omossessualità, non mi sento tenuto a dover rendere partecipe il mondo di ciò che sono, sono gay ma non per questo ho comportamenti ambigui.Spero solo che un giorno, sia possibile essere ciò che si è in libertà, appartenenti o no all’Arma e che io sia ancora fidanzato con lui o meno, mi auguro che gli appartenenti ad alcune categorie sociali e/o lavorative non debbano più fingere una vita che in realtà non conducono affatto.
@TransLicenziata:
non sono un medico ma piuttosto informato sull’argomento a causa degli studi e delle rierche che ho condotto per lavoro. Mi pare piuttosto imporobabile che tutto ciò sia accaduto realtmente: la transizione avviene in tempi piuttosto lunghi e prima che tu possa attuarla definitivamente devi dimostrare ad una commissione medica la tua reale intenzione alla transizione, cosa che per altro viene per lo meno blandamente evinta dal tuo eventuale travestimento, che per l’appunto avresti adottato anche nel luogo di lavoro. Di conseguenza saresti stato/a scoperto/a ben prima che tu potessi parlarne col tuo comandante e che i tuoi colleghi potessero avere il tempo di farti oggetto delle loro battute.
Ad ogni modo, per gli aspetti legali chiederò al mio ragazzo che sicuramente è più informato di me.
Mi pare veramente strampalato il tuo racconto… -
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