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manex
PartecipanteCaro Peppone: se dobbiamo discutere dell’efficienza dell’istituzione Arma sono disponibile. Ma questo non è il luogo e contesto giusto. Tuttavia vorrei togliermi qualche sfizio: se ce l’hai col sistema, non prendertela con gli uomini che vi lavorano. I carabinieri sono più di centomila e sono anzitutto uomini. Fra loro vi sono i cretini, gli intelligenti, i responsabili e gli irresponsabili. Fra loro vi sono talvolta i delinquenti. Questa è colpa dell’uomo e della sua natura e non dell’Arma. E’ facile avanzare i disservizi di un’istituzione vomitandoli sulla forza-lavoro, ignorando tuttavia che vi sono reparti che tirano avanti con un terzo dell’organico previsto. Inoltre, permettimi, non riportiamo notizie deviate da mille bocche senza averle prima riscontrate: le caserme (le Stazioni) chiudono dopo una certa ora: ma è una chiusura riferita alla sola ricezione per il pubblico. (La Questura di Padova chiude alle 18…). Se gli uffici sono chiusi, non significa che fuori non vi siano le pattuglie. E se la caserma è chiusa, non significa che al telefono non risponde nessuno: per quello esiste il 112 che è un numero di pronto intervento attivo ogni giorno ad ogni ora. Se le pattuglie sono impegnate o ci mettono un’ora ad arrivare, significa che sono poche essendo pochi gli uomini.
Detto ciò, riguardo all’ultima parte del tuo intervento (ossia la più interessante per tutti, qui) devo rappresentarti che la forma con cui l’hai espresso ricorda definizioni di regime. Se le cose vanno male non significa che chi ne ha a che fare tutti i giorni non debba battersi per cambiarle. Non siamo soldatini-di-piombo ed essere militari non significa essere schiavi. Siamo anzitutto uomini, appunto, col diritto di esprimere il proprio pensiero e, pensa te, pure la propria sessualità. (Non perché lo dico io, bensì perché lo dice la Costituzione, che vale più di quanto ogni ministro o generale possa asserire). Sicché, se non ti va di sentire le lagne di noi poveri-militari-repressi, cambia aria. Abbiamo un topic, lasciacelo. Se invece hai da esporre rimostranze circa l’operato istituzionale dell’Arma, ti invito a rivolgerci al nostro URP o al comando a te più vicino.manex
PartecipanteE’ facile trovare la soluzione con le parole, lo è un po’ meno con i fatti. Sarei il primo ad adottare questo tipo di ragionamento in un altro contesto lavorativo. E, sia chiaro, è quello che vorrei fare pure in quello in cui opero. Ma la realtà è un po’ differente: si può denunciare il mobbing, si può ricorrere al TAR per un trasferimento ingiusto o un incarico degradante. Si può fare tutto. Ma quello che più impaurisce non è il rapporto fra il carabiniere-gay-dichiarato e l’istituzione Arma, ma il rapporto fra il carabiniere-gay-dichiarato e i colleghi. Per essere pressati e frustrati nell’ambiente lavorativo non è necessario che vi sia mobbing. La stima dei colleghi non la compri e non la pretendi. E’ un mestiere con cui spesso condividi insieme agli altri militari ben di più che le mere sei ore lavorative. E’ complicato da spiegare per chi non conosce l’ambiente militare e nello specifico quello dell’Arma. Già credo che in Polizia sia più semplice. Insomma: se arrivi a pretendere il rispetto con gli strumenti offerti dalla legge, significa che già è tutto saturo ed è ora di cambiare aria. Non fanno paura gli scherzetti: molti modi per mettere i bastoni fra le ruote a qualcuno, nell’ambito militare, sono leciti da regolamento perché giustificabili da un oceano di altre giustificazioni.
manex
PartecipanteE’ passato diverso tempo dall’ultimo post inserito. Ma sento la necessità di confrontarmi, per la prima volta dopo anni, con un collega che vive la mia stessa situazione: sono un carabiniere, sono giovane, lavoro nel nord-est. Non è necessario che ripeta quanto già è stato detto… anche io ho le mie paure, le mie aspirazioni difficilmente esaudibili, le mie difficoltà nel gestire una vita sessualmente e sentimentalmente poco adattabile all’ambito lavorativo (che poi, molto spesso, invade anche la sfera privata senza limitarsi al mero orario-di-servizio). Beh, è la prima volta che lo faccio e spero vada bene: questo è un forum e spero di trovare un collega, giovane come me, alle prese con le mie stesse nebbie. Per chiacchierare, confrontarsi, e sentirsi meno soli.
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