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invidiato_speciale
PartecipanteBandiere dell’arte a mezz’asta, chiude la rivista FMR.
Parlare di una voce che si spegne, nel nostro ristretto mondo dell’editoria d’arte, è sempre un dispiacere. Se poi la voce che verrà a mancare sarà quella – prestigiosissima e raffinata – di FMR, dispiace ancora di più.
Una rivista che ha ospitato firme come quelle di Alberto Arbasino, Peter Bloch, Jorge Luis Borges, Italo Calvino, Giovanni Mariotti, Octavio Paz, Nicola Spinosa, Giovanni Testori, giusto per fare qualche nome. Le prime avvisaglie giungono dalla Francia, con la conferma della chiusura di FMR France e del licenziamento degli ultimi tre impiegati. Ma le fonti danno per prossima la chiusura anche in Italia, tanto della classica rivista nera, quanto della nuova bianca.
L’operazione si collocherebbe nel riassetto dell’azienda ART’E’ di Marilena Ferrari, che qualche anno fa aveva acquistato il marchio da Franco Maria Ricci. Pare, ma ancora la notizia circola a livello di indiscrezione, che vi sia all’orizzonte un possibile compratore belga. Lascia il suo incarico anche Flaminio Gualdoni, Direttore Scientifico delle edizioni FMR-Art’è. [exibart]Dispiacerà a mia sorella, ex studentessa di una famosa scuola di Design (frequentata nel suo periodo migliore), che la acquista dal primo numero.
invidiato_speciale
PartecipanteUna perla nuova al giorno. Amici che regalano souvenirs per riaverli indietro attraverso un comico effetto boomerang. Adoro la logica degli stolti, specie se campata sull’isteria.
«Io perderò in partenza la guerra delle chiavi ma tu perdi quella di località di villeggiatura esotiche…»
Te lo ha certificato la fattucchiera di famiglia? 😆
«Credo inoltre che il Don Carlos sia proprio uno spreco per…»
Il problema non lo darebbe la mia magrezza, né la tua pinguedine, ma la remota possibilità che tu riesca a stare a tavola con garbo umano. E peggio, la sciatteria che ti contraddistingue. L’abito per me fa il monaco, tienine conto in caso di un nostro incontro.
«Avere é sempre la migliore alternativa a capire.»
Chapeau.
«L’alitosi credo però sia l’ultimo dei suoi problemi!»
Quali sono gli altri, i tuoi? 😆
invidiato_speciale
Partecipante«In zona c’è o c’era uno strizzacervelli conosciuto da Huge come tal Ficarra?»
Non risulta ai miei cari, né risulta(va) iscritto all’Albo. L’unico Ficarra, è il predetto palermitano. Così come non risultano signori Ferrari antiquari a Milano nell’Annuario dei mercanti d’Arte (aggiornato a gennaio 2009), né in Camera di Commercio. Non so.
«Il nuovo trend è rubare le chiavi d’Hotel…»
È un furto nobile, perché gli albergatori lo sanno e sono tolleranti. Sono chiavi che scadono al check-out, non riutilizzabili. In ogni caso, non provare a farmi la guerra: la perderesti in partenza! 😉
Che sfiga, però. Io arrivo a Milano e tu parti per gli scogli del Sud. Sono certo che mi avresti invitato a cena al Don Carlos. Quando mi ricapita?invidiato_speciale
Partecipante«Ora perchè hai fatto i compitini […]»
I compitini dovresti farli tu. Passi per gli ospiti, ammesso e non concesso che lo siano mai stati, è triste sapere che non conosci la città in cui vivi! 😉
«In cosa consiste il remaking che facesti?»
Riscrittura del film. Te lo spiegherò, ma non ora. Devo scappare, buone cose!
invidiato_speciale
PartecipanteMilano, questa sconosciuta. Il Disco di Pomodoro è stato spostato nel cortile di Palazzo Anguissola. Piazza Meda, fu sì teatro delle sequenze finali (esterne) del film Sotto il vestito niente, ma nella scena del lancio attraverso la vetrata viene ripreso Palazzo Fidia di Via Melegari, capolavoro progettato da Aldo Andreani e che il mondo ci invidia. A due passi dalla casa milanese di mia suocera, a due passi da Villa Invernizzi, splendida palazzina Liberty di Via Cappuccini. Dicevate? 🙄
invidiato_speciale
PartecipanteSotto il vestito niente – «Lo so a memoria…»
Siamo in due. Lo scelsi per il modulo di remaking: sembra leggero, ma non immaginate neanche lontanamente il lavoro che c’è dietro. Unico dispiacere, mi serviva subito e dovetti accontentarmi dell’edizione allegata ai settimanali. Vediamo se Vanity conosce bene la sua Milano e ci dice dove sono state girate le scene finali.
5 Aprile 2015 alle 18:20 in risposta a: E’ vero quando dicono di noi che siamo "donnette mancate"? #972560invidiato_speciale
PartecipanteVivo in una casa normale rispetto agli standard della zona, il mio compagno sta alle repliche a HugeUnicum come i cavoli stanno a merenda, la mia conoscenza dell’inglese è discreta, le tarantelle di morgilliano fetore hanno stancato anche i pidocchi che gli ballano in testa. Torniamo in topic.
4 Aprile 2015 alle 13:42 in risposta a: E’ vero quando dicono di noi che siamo "donnette mancate"? #972582invidiato_speciale
Partecipante@madjakk wrote:
Per il resto penso che un bimbo possa crescere normalmente anche con due papà o due mamme.
Senza dubbio, anche se le statistiche dimostrano che i bambini adottati da coppie gay crescono serenamente in contesti dove sono presenti altri bambini che vivono nella stessa situazione e “problematicamente” in quelli dove rappresentano casi isolati.
4 Aprile 2015 alle 13:30 in risposta a: E’ vero quando dicono di noi che siamo "donnette mancate"? #972585invidiato_speciale
PartecipanteNon ho detto che sei tornato in Italia, dove vivi sono fatti tuoi. Ciò non toglie che sei una carta scritta. Il tuo è il classico atteggiamento di persone che non saranno mai in grado di ottenere qualcosa di buono nella vita, proprio perché consumate dalla bile. Vuoi raccontarla al contrario, fai pure. Parlano le evidenze. Ti mostri al peggio, ammorbi la gente, basta un niente e sputtani chiunque abbia avuto la pessima idea di darti fiducia. Quindi, non renderti ulteriormente ridicolo, soprattutto parlando di volgarità. A limite, spiegami con esempi concreti cosa avrei da invidiarti e facci fare ‘sta risata.
3 Aprile 2015 alle 16:53 in risposta a: E’ vero quando dicono di noi che siamo "donnette mancate"? #972554invidiato_speciale
Partecipante«Caro, ho avuto la Fortuna piu’ grande!»
E non te ne auguro altra. Perché a giudicare dai risultati raggiunti, ovvero una carriera mai nata, un trasferimento a Londra per vivere recluso in quattro mura, dove il massimo che hai potuto assorbire è consistito in un rapporto manifestato al peggio, e tornare in Italia con un bagaglio di ennesimi fallimenti, è meglio avere Sfortuna.
Buona serata.
3 Aprile 2015 alle 16:29 in risposta a: E’ vero quando dicono di noi che siamo "donnette mancate"? #972548invidiato_speciale
Partecipante«Questo non ti rendera’ meno checca, carino».
Infatti, non è questo lo scopo. Cosa siamo si vede. Il resto è questione di fortuna con la C maiuscola. Tu ne hai avuta poca e pazienza!
3 Aprile 2015 alle 16:15 in risposta a: E’ vero quando dicono di noi che siamo "donnette mancate"? #972539invidiato_speciale
Partecipante«Senti, per quanto mi riguarda, puoi continuare a passare il resto dei tuoi giorni a scovare l’effeminatezza dei maschi gay».
Nel tuo caso c’è poco e niente da scovare.
3 Aprile 2015 alle 16:02 in risposta a: E’ vero quando dicono di noi che siamo "donnette mancate"? #972565invidiato_speciale
PartecipanteOspite1, ti ringrazio per la simpatica citazione ma, se fossi stato in grado di leggere bene i miei interventi, ed è evidente che non lo sei, avresti capito che gli eteroconflitti non mi appartengono, perché i conti li faccio giusto con me stesso.
«Sia io che Almadell lo abbiamo preso in culo. Ma questo in alcun modo puo’ renderci effeminati o intaccare la nostra virilita’. Anzi…»
Anzi, vi ha reso disturbatamente ciechi. E non ne farei un vanto.
29 Marzo 2015 alle 13:05 in risposta a: E’ vero quando dicono di noi che siamo "donnette mancate"? #972650invidiato_speciale
Partecipante@melissange wrote:
Caea, non ti starai montando la testa? Costui appartiene al gotha dei fotografi italiani e se vuoi leggere i suoi pettegolezzi su dagospia devi pagare! Nei suoi archivi ha intere collezioni di foto di autentici aristocratici. Credo tu sia fuori target!
Che invidia, è un uomo arrivato! E dimmi: si è trasferito anche lui in uno splendido monolocale a Bloomsbury o mesta ancora polenta in qualche malga bergamasca?
28 Marzo 2015 alle 18:41 in risposta a: E’ vero quando dicono di noi che siamo "donnette mancate"? #972662invidiato_speciale
Partecipante@maldiluna wrote:
Maledetto Basaglia. Questo è un altro che da dieci anni sostiene di detenere verità assolute sul mio conto e non è mai stato in grado di portare una prova a favore delle fesserie che (si) racconta. Li fanno con lo stampino. Stessi occhi, stesso naso, stessa bocca, stessa pinguedine, stessa mimica schizofrenica.
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