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corrado111
PartecipanteA mio parere i Pride nazionali andrebero fatti a Roma semplicemente perchè è lì che ci sta il Parlamento che deve legiferare su di noi. Farlo a Genova o da qualche altra parte per me non ha molto senso. Cosa si è ottenuto del resto in tutti questi anni di Pride migrante? Credo che nulla sia la risposta giusta e quindi? Quindi vuol dire che questo non è il modo giusto per rivendicare i nostri diritti e bisogna cambiare strada. Se siamo fra gli ultimi in Europa in materia di diritti civili non è solo perchè c’è il Papa ma lo è anche per i nostri errori.
Dare tutta la colpa alla chiesa vuol dire chiudere gli occhi sugli sbagli che sono stati commessi.
A Berlusconi, Veltroni & C. cosa importa di un Pride genovese? Assolutamente niente, se ne sbattono bellamente i cosiddetti, anzi gli facciamo pure un favore togliendogli una patata bollente dalle mani altro discorso se invece il Pride lo si fa sotto le loro finestre.
Nelle varie città italiane al contrario bisogna organizzare altri tipi di manifestazioni. Qualcuno ha ricordato le vecchie feste dell’Unità, tempo addietro lo dissi anch’io, in provincia bisogna organizzare le Salamelle Rainbow o qualcosa del genere. Non bisogna spaventare la casalinga di Voghera, biosgna invece portarla dalla nostra parte facendogli capire che i gay non sono quelle strane persone che se ne vanno in giro mezze nude con i boa di struzzo a coprire le vergogne ma sono persone assolutamente normali, che fanno cose normali e a cui magari piace anche ballare una mazurka o un valzerino e si sgolano cantando Bandiera Gialla. A poco a poco la nostra casalinga si abituerà a vedere due uomini o due donne che ballano insieme ed ogni tanto si scambiano qualche affettuosità.
Le rivendicazioni lasciamole dove devono essere fatte, nella loro sede naturale.
Del resto se si vuole protestare contro la FIAT non si va a Venezia mi pare.corrado111
PartecipantePrima di tutto una cosa fondamentale, per stare insieme bisogna volerlo in due. L’amore non capita così a bacchetta. Si fanno molti incontri, su qualcuno ci si fa qualche pensiero ma poi la persona giusta, quella che ti fa letteralemte perdere la testa non la si incontra facilmente, al contrario della botta e via che la si può trovare ovunque. Affinchè nasca l’amore ci vuole tutta una serie di alchimie, soprattutto ci vuole il tempo giusto al momento giusto per entrambi, se uno è avanti e l’altro indietro non si va da nessuna parte. Quindi l’amore non capita schioccando le dita.
Una volta innamorati nascono poi una serie di problemi. La prima è che si comincia a ragionare per due e non solo per sè stessi la seconda è l’ambiente in cui si vive. Faccio un esempio, una cosa che a me ed al mio ragazzo manca e dobbiamo trattenerci dal non farlo è una cosa banalissima, prenderci per mano quando andiamo in giro.
Se a me che sono visibile quasi con tutti può non importare l’essere visto, al mio ragazzo che è nella situazione opposta invece la cosa può creare dei problemi così ci tratteniamo. Anche questa in fondo è una forma di discriminazione perchè poi vediamo in giro tantissime coppiette che vanno ben oltre la semplice manina.
Di certo la società non aiuta e l’assenza di leggi che possano regolamentare un rapporto di convivenza complica di più le cose ma soprattutto mancano una serie di normative che davvero parifichino le coppie omosessuali a quelle etero, ad esempio l’essere tutelati in caso di insulti, in una parola le coppie gay non hanno le pari opportunità delle coppie etero, prendete una coppia etero a fatela baciare in pubblico e non succederà nulla, fate fare lo stesso ad una coppia gay e scoppia lo scandalo. Del resto se pensate al MOIGE ed alle sue reazioni alla nota pubblicità dela RARE in cui si vedevano due uomini che si scambiavano tenerezze ne avrete il metro (al riguardo io non ho ancora capito perchè Arcigay non abbia portato il MOIGE in tribunale accusandolo di discriminazione).
A queste difficoltà bisogna aggiungere le tentazioni che di certo non mancano, in questo gli etero sono più furbi, colgono l’occasione ma fanno finta di niente, conosco coniugi che si sono fatti le corna quindici giorni dopo essersi sposati ma sono ancora insieme mentre per noi che non abbiamo vincoli legali e sociali, quando si tradisce ci si lascia. Insomma la vita per una coppia gay non è facile ed oltre alle difficoltà che hanno le coppie etero noi ne abbiamo ancora di più.corrado111
PartecipanteFassino in una intervista ha detto chiaramente no alle adozioni per le coppie omosessuali. Vabbè incassiamo anche questa ma almeno prima che ci permettano di essere coppia poi casomai si affronta l’argomento.
corrado111
PartecipanteTutto nasce da questa mania di classificare tutto come se l’uomo fosse una cassettiera con una targhetta sopra ogni cassetto. L’uomo, o la natura umana se si preferisce, è un mix di tutto un po’ dove le sfumature prevalgono sulle cose nette. C’è poi da aggiungere il tabù sesso che è ancora forte in Italia e nei paesi cattolici. Il sesso è una cosa naturale, non è nè buono nè cattivo, tutto dipende dall’uso o dall’abuso che se ne fa. Avere pulsioni sessuali ora per un sesso ora per un altro può essere una cosa naturale, l’importante è non mentire a sè stessi e non lasciare che questa società ti condizioni anche se spesso dietro l’etero che cerca etero si nasconde un’omosessualità latente emarginata nell’angolo più profondo di sè stessi e che si rifiuta di affrontare. Le motivazioni sono spesso sociali, incapsulati in un mondo che punta tutto sull’eterosessualità piuttosto che sulla crescita umana e psicologica della propria personalità qualunque essa sia. Conosco omosessuali sposati che usano la famiglia come scudo e come scusa per non ammettere la propria condizione e non affrontare sè stessi vivendo male e, spesso, facendo vivere male anche i propri cari, con matrimoni spesso finiti ma portati avanti solo per convenienza. Sono sostanzialmente dei falliti e che sanno benissimo di esserlo, spesso si schierano a destra per allontanare da loro ogni possibile sospetto ma è una reazione più che una scelta consapevole per affinità di ideali e non capiscono, o non hanno le palle per capire, che basterebbe un po’ di onestà in più per vivere meglio di quanto vivano adesso.
3 Maggio 2015 alle 12:37 in risposta a: rif. polverone redditi 2005: CHE LAVORO FA IMMA BATTAGLIA? #808375corrado111
PartecipanteSiamo proprio sicuri che i redditi dei personaggi pubblici, soprattutto di chi ha incarichi politici sia un fatto privato?
Secondo me è giusto che gli elettori, cioè gli italiani sappiano da dove vengano i soldi dei politici. Se uno è di famiglia ricca ok, ma se uno è figlio d’operai come fa ad esempio a permettersi lo yacht? Dove ha preso i soldi per comprarlo? Oppure come fa un politico a permettersi una casa che non potrebbe?
La trasparenza è un valore ed una garanzia, almeno così avviene negli altri paesi democratici, ad esempio gli inglesi conoscono il patrimonio non solo della Regina ma pure dei loro premier. I politici, di alto e basso livello, dovrebbero rendere conto di ogni centesimo guadagnato.
Il discorso però è un po’ più ampio perchè se ad esempio il mio dentista che si becca 100€ a botta dichiara meno di me che faccio l’operaio c’è qualcosa che non va e forse una bella visitina della GdF sarebbe opportuna.
Ci fanno una capa tanta con la storia della lotta all’evasione e rendere le dichiarazioni dei redditi pubbliche è uno dei mezzi per combatterla.
Giorgio Gaber cantava che libertà è partecipazione, se davvero è così questo principio vale anche per l’erario statale, se tutti noi facessimo i conti in tasca a chi ci spenna forse ci sarebbe qualche evasore in meno e tutti quanti pagheremmo meno tasse. -
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