Gay.it Forum › Forum › Incontri › Locali LGBT › Gay Pride, quanti errori cara Arcigay
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zapatera2008.
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9 Settembre 2018 alle 8:57 #834618
gay_power
PartecipanteVolevo ringraziare la signora Mirella Izzo per una spiegazione tanto dettagliata. DA LEGGERE ATTENTAMENTE DA PARTE DI TUTTI.
9 Settembre 2018 alle 9:41 #834619gay_pt
Partecipantecara Mirella
il tuo intervento è decisamente interessante, io non contesto Genova in quanto tale e apprezzo molto i pride itineranti, del resto ero nel comitato del pride toscano o grossetano per essere precisi.
ed è vera anche la tua analisi sugli ultimi 2 anni, in cui in modo strumentale alcune associazioni hanno fatto la voce grossa.
ed è vero anche che non è solo arcigay ad aver “candidato” Genova ma anche una delle associzioni per me più belle (dal punto di vista emotivo) ovvero famiglie arcobaleno, che è forse anche tra le più coraggiose che combatte strenuamente per i propri figli.
quello che a me non è tornato è stato il modo, almeno quello con cui la cosa è uscita sulla stampa, dando gia tutto per scontato, forse non so, era l’unico modo, sono “fuori” dal movimento da un po’ e non so bene come sono ora le dinamiche, ma ho molte perplessità.
ovviamente parteciperò in modo festoso come sempre al pride genovese, e in qualche modo spero anche di contribuire a mio modo.9 Settembre 2018 alle 10:21 #834620mirella2005
PartecipanteCaro gay.pt,
il metodo non condiviso capisco faccia arricciare il naso se viene letto estrapolando il fatto dal contesto. Tu stesso sai quanto è successo nei due anni precedenti. Facciamo finta che io e te mettiamo su un’azienda e tu ci metti 500.000 euro ed io 1000, ma abbiamo entrambi pari dignità, pari “voto” sulle decisioni, ecc. ecc.
Se poi accade che per due anni consecutivi, io che ho messo i 1000 euro, faccio in modo di “appropriarmi” delle scelte aziendali (e quando non ci riesco, faccio azioni contro la società, cercando di toglierti la parola in pubblico), tu cosa faresti? Se il “metodo condiviso” è stato tradito per due anni consecutivi, possono le associazioni più rappresentative concedere ancora una volta metodi che sono condivisi solo sulla carta ma nei fatti non vengono rispettati? Non credo lo faresti.
Ed in ogni caso Arcigay e altre associazioni hanno comunque raccolto una candidatura che non aveva concorrenti (tra chi condivide il Pride itinerante, forse una delle poche intuizioni felici del movimento italiano, a mio parere).
Credo che la scelta della città sia stata quest’anno, giusta per ragioni che ho già espresso e sono già state espresse da Mancuso e verranno presto ribadite ufficialmente.
Quel che conta è quel che avviene da oggi in poi, secondo me. Genova si assume una responsabilità ma desidera condividerla insieme a tutte le associazioni LGBTQI che si riconoscano nel carattere prevalentemente “sindacale” del nostro associazionismo. AzioneTrans ad esempio non si riconosce né nell’ala “legalista” a tutti i costi, né in quella “movimentista” a tutti i costi. Bisogna sapere leggere la “Politica” ed agire di volta in volta con i metodi più adeguati alla circostanza. Se in Italia l’omosessualità fosse punita di legge, sarei anche favorevole ad una contrapposizione resistente, ad esempio.
Una cosa è certa. Non vogliamo l’ideologizzazione del movimento. Dobbiamo rappresentare gay, lesbiche, trans, queer ecc. che, elezioni hanno dimostrato, non sono tutti della sinistra antagonista.
Noi dovremmo rappresentare i bisogni della gente, non le loro teste pensanti in politica, sebbene non mi sfugga che la collocazione a destra, in Italia, di un gay o di una trans o di una lesbica, comporti un forte conflitto fra interessi personali e generali.
Non siamo apolitici ma apartitici e soprattutto cercheremo di non far pesare le nostre idee politiche, imponendole come un marchio, al pride. Affinché chiunque possa sentirsi parte di esso nelle battaglie che tutti condividiamo: diritti civili, laicità dello Stato.
IMHO
Un saluto.
Mirella Izzo / AzioneTrans9 Settembre 2018 alle 12:14 #834621gay_pt
Partecipanteguarda in gran parte concordo, rimango dell’idea che arcigay (parlo di arcigay perché sono stato presidente locale e consigliere nazionale) doveva quanto meno condividere al suo interno la cosa, prima di proporre una candidatura, o quanto meno doveva muoversi al suo interno in modo diverso, possibile, anzi probabile che quella intrapresa da Aurelio fosse l’unica strada percorribile, questo non lo so, ho apprezzato fino ad ora la sua politica e il suo modo di condurre.
in ogni caso voglio che sia chiaro che la mia non è sfiducia nei tuoi confronti ne tanto meno di altri componenti del comitato che non conosco, ma solo amarezza, l’amarezza è data proprio dalla situazione di tristezza che c’è nel movimento, non voglio dare colpe ben inteso, anche io sono più “sindacalista” che movimintesta, la mia amarezza è data dalla constatazione che spesso queste due aree del movimento non parlano tra di loro.
in ogni caso buon lavoro davvero, sono sicuro che Genova saprà accoglierci bene, e che voi saprete gestire la situazione.PS:
io parlo solo per me stesso, lo sottolineo solo perché ho un trascorso come incarichi che non ricopro più, e non vorrei che si pensase che parlo a nome di qualcuno.9 Settembre 2018 alle 21:41 #834622torvergay
PartecipanteParadossale che ora Azione Trans chieda l’impegno di tutte le altre associazioni che fino ad ora ha ignorato.
Le ”quote” all’interno del movimento dovrebbero essere attentamente soppesate. Sono anni che si critica Arcigay per la questione delle tessere per scopare, ma la Izzo fa finta di non saperlo.
Che il pride nazionale itinerante sia una felice intuizione lo pensano in pochi e quei pochi lo impongo ad una maggioranza che preferirebbe farlo tutti gli anni a Roma.
Se quanto meno si fosse riaperto il dibattito sarebbe e da lì arrivare ad una decisione condivisa sarebbe stato lecito aspettarsi la collaborazione delle altre associazioni glbt anche di quelle contrarie al vaganbondaggio del pride.
Complimenti a De Giorgi per la presa di posizione e se posso dirlo, finalmente!10 Settembre 2018 alle 0:54 #834623bibliofilo
Partecipante@torvergay wrote:
Che il pride nazionale itinerante sia una felice intuizione lo pensano in pochi e quei pochi lo impongo ad una maggioranza che preferirebbe farlo tutti gli anni a Roma.
Mi piacerebbe sapere cosa ti spingere a fare una affermazione così categorica. Sei omnisciente od è stato fatto qualche sondaggio? Dove? Su che campione?
Grazie per una eventuale motivata risposta.
B.F.
10 Settembre 2018 alle 7:32 #834624gay_pt
Partecipante@Bibliofilo wrote:
@torvergay wrote:
Che il pride nazionale itinerante sia una felice intuizione lo pensano in pochi e quei pochi lo impongo ad una maggioranza che preferirebbe farlo tutti gli anni a Roma.
Mi piacerebbe sapere cosa ti spingere a fare una affermazione così categorica. Sei omnisciente od è stato fatto qualche sondaggio? Dove? Su che campione?
Grazie per una eventuale motivata risposta.
B.F.
il sondaggio è stato fatto tra le associazione della capitale, li la maggior parte vuole farlo a Roma, è un fenomeno inspiegabile.
10 Settembre 2018 alle 9:18 #834625mirella2005
Partecipante@torvergay wrote:
Paradossale che ora Azione Trans chieda l’impegno di tutte le altre associazioni che fino ad ora ha ignorato.
Le ”quote” all’interno del movimento dovrebbero essere attentamente soppesate. Sono anni che si critica Arcigay per la questione delle tessere per scopare, ma la Izzo fa finta di non saperlo.
Che il pride nazionale itinerante sia una felice intuizione lo pensano in pochi e quei pochi lo impongo ad una maggioranza che preferirebbe farlo tutti gli anni a Roma.
Se quanto meno si fosse riaperto il dibattito sarebbe e da lì arrivare ad una decisione condivisa sarebbe stato lecito aspettarsi la collaborazione delle altre associazioni glbt anche di quelle contrarie al vaganbondaggio del pride.
Complimenti a De Giorgi per la presa di posizione e se posso dirlo, finalmente!Non è semplice rispondere ad una serie di affermazioni perentorie che non hanno riscontri, ma ci provo:
Per sapere con quanti ha collaborato AzioneTrans, con chi ha smesso di collaborare e soprattutto PERCHE’ lo ha fatto, basta leggersi il nostro sito, trasparente, dove i documenti sono sempre pubblicati ed anche vi è spazio per piccoli editoriali ed ora un blog libero.
Quindi non so di che cosa tu stia parlando con “ignorare le altre ass.ni”. Posso invece testimoniarti direttamente che vi sono ass.ni che ignorano AzioneTrans perché non è molto favorevole al mischiare politica LGBT con iniziative di tipo commerciale (se ci sono che siano ben separate).
Non rispondo per Arcigay anche se mi risulta che le decisioni non vengono prese gran ché dalle tessere provenienti dal circuito commerciale.
Per quanto riguarda la certezza che i gay (e le lesbiche? Le trans ed i trans?) vogliano a maggioranza il Pride a Roma, in assenza di un referendum, si contano le Associazioni e giustamente il loro “peso” sia in tessere, sia (conta anche questo,l sai) in in iniziative politiche.
Sono pronta a scommettere che un (purtroppo ben difficilmente realizzabile) referendum in tutta Italia, darebbe risultati ben diversi da quelli che tu sostieni essere verità assoluta. Infatti la mia è un’opinione perché non abbiamo questo “dato”, né tu, né io, né nessun altro.
Certo TUTTE le ass.ni Romane (anche non sempre amiche fra loro) vogliono il Pride a Roma. Due di queste hanno anche ottimi circuiti commerciali (Arcigay li ha in tutta Italia per cui può fregarsene del calcolo commerciale e valutare la cosa da un punto di vista politico, a mio parere, da esterna).
Il “vagabondaggio” del Pride è stato fino a tre anni fa un dato accettato felicemente da tutti. Poi Facciamo Breccia ha detto: “a Roma, sempre a Roma”… Le motivazioni sono assurde. Ribadisco che la Storia d’Italia non si fa necessariamente a Roma. Pensa al G8, pensa alla caduta del governo Tambroni, ma pensa anche alla base militare di Vicenza che ha posti in tutta Italia il problema delle basi USA in Italia ecc. ecc.
Riguardo i complimenti rivolti a De Giorgi… magari non so leggere, ma a me è sembrato che le sue critiche avessero un tono infinitamente lontano dal tuo. Insomma che non dicesse le cose che dici tu. Non è che una critica (legittima, ci mancherebbe) sia necessariamente equivalente ad una delegittimazione, cosa che traspare dal tuo intervento.
Ciao
Mirella10 Settembre 2018 alle 9:59 #834626torvergay
PartecipanteMirella a cusa delle perentorietà, o meglio della sintesi, del mio commento non hai capito a cosa mi riferivo quando parlavo dell’ ”ignorare” le altre associazioni e quando ponevo sul piatto la questione delle tessere.
– Non mi riferivo, al contrario della tua interpretazione, all’agire generale e passato di Azione Trans ma al caso particolare della riunione carbonara in cui si è decisa la sede e la data del prossimo pride nazionale. Lì, lo dico perentoriamente, si sono escluse tutte le altre associazioni glbt italiane ed il comunicato stampa firmato da 4 associazioni è la prova. Azione Trans è tra quelle 4 ed ha quindi partecipato ad un incontro ”esclusivo” o ”escludente” che dir si voglia. Sull’operato storico di Azione Trans non mi sono permesso e non mi permetto di commentare, non conoscendolo.
– Questione tessere. Vero, verissimo, che gran parte dei tesserati del circuito ricreativo Arcigay non prende decisioni. Ma con quel gran numero di tessere (stimate in 160.000) Arcigay, pur conscia di quanto sia fittizia la rappresentatività che ne deriva, non rinuncia mai a farle pesare proprio per autodefinirsi e quindi farsi riconoscere come la più importante associazione glbt italiana. Lo sarà per numero di sedi locali, ma credimi in termini di partecipazione alla vita di quelle sedi, è pari a tante altre. Soprattutto se si considera che spesso i suoi comitati locali sono associazioni abbastanza indipendenti e quindi conterebbero per se stesse.
– La mia opinione secondo la quale a maggioranza i gay (uso questo termine per facilità ma lungi da me non riconoscere lesbiche, bisessuali e trans/transgender) preferirebbero un pride nazionale sempre a Roma non è una verità assoluta, come la definisci provocatoriamente tu, ma è appunto una convinzione personale al pari della tua sulla ”intuizione” del pride itinerante. Altrimenti dovrei pensare che la tua frase ”le motivazioni sono assurde” sia altrettanto una verità assoluta.
E visto che come dici tu manca un referendum che esprima la maggioranza sulla questione pride nazionale fisso o itinerante, sarebbe opportuno che non decidiate più in base alla vostra intuizione ma dopo un bel dibattito, forse noioso, ma mai concluso e quindi ancora necessario ogni qual volta si deve decidere un pride nazionale.
– I complimenti a De Giorgi non sono necessariamente collegati alle mie opinioni. E non vedo come tu possa discuterli, se qualcuno può farlo è lo stesso De Giorgi che sarebbe autorizzato a prenderne le distanze.
Delegittimazione, questa è un’altra tua opinione, lecita ma a sto punto spiegami la differenza con diritto di critica che ho presunto di poter avere pure io.10 Settembre 2018 alle 11:13 #834627bibliofilo
Partecipante@gay_pt wrote:
il sondaggio è stato fatto tra le associazione della capitale, li la maggior parte vuole farlo a Roma, è un fenomeno inspiegabile.
Non penso che sia così inspiegabile…
Cmq i gay e le lesbiche di Roma rappresentano solo una parte – nemmeno quella maggiore – della realtà omosessuale italiana.
Gli altri non esistono? Non hanno diritto di parola?Mah!
10 Settembre 2018 alle 11:26 #834628mirella2005
Partecipante@torvergay wrote:
Mirella a cusa delle perentorietà, o meglio della sintesi, del mio commento non hai capito a cosa mi riferivo quando parlavo dell’ ”ignorare” le altre associazioni e quando ponevo sul piatto la questione delle tessere.
– Non mi riferivo, al contrario della tua interpretazione, all’agire generale e passato di Azione Trans ma al caso particolare della riunione carbonara in cui si è decisa la sede e la data del prossimo pride nazionale. Lì, lo dico perentoriamente, si sono escluse tutte le altre associazioni glbt italiane ed il comunicato stampa firmato da 4 associazioni è la prova. Azione Trans è tra quelle 4 ed ha quindi partecipato ad un incontro ”esclusivo” o ”escludente” che dir si voglia. Sull’operato storico di Azione Trans non mi sono permesso e non mi permetto di commentare, non conoscendolo.
– Questione tessere. Vero, verissimo, che gran parte dei tesserati del circuito ricreativo Arcigay non prende decisioni. Ma con quel gran numero di tessere (stimate in 160.000) Arcigay, pur conscia di quanto sia fittizia la rappresentatività che ne deriva, non rinuncia mai a farle pesare proprio per autodefinirsi e quindi farsi riconoscere come la più importante associazione glbt italiana. Lo sarà per numero di sedi locali, ma credimi in termini di partecipazione alla vita di quelle sedi, è pari a tante altre. Soprattutto se si considera che spesso i suoi comitati locali sono associazioni abbastanza indipendenti e quindi conterebbero per se stesse.
– La mia opinione secondo la quale a maggioranza i gay (uso questo termine per facilità ma lungi da me non riconoscere lesbiche, bisessuali e trans/transgender) preferirebbero un pride nazionale sempre a Roma non è una verità assoluta, come la definisci provocatoriamente tu, ma è appunto una convinzione personale al pari della tua sulla ”intuizione” del pride itinerante. Altrimenti dovrei pensare che la tua frase ”le motivazioni sono assurde” sia altrettanto una verità assoluta.
E visto che come dici tu manca un referendum che esprima la maggioranza sulla questione pride nazionale fisso o itinerante, sarebbe opportuno che non decidiate più in base alla vostra intuizione ma dopo un bel dibattito, forse noioso, ma mai concluso e quindi ancora necessario ogni qual volta si deve decidere un pride nazionale.
– I complimenti a De Giorgi non sono necessariamente collegati alle mie opinioni. E non vedo come tu possa discuterli, se qualcuno può farlo è lo stesso De Giorgi che sarebbe autorizzato a prenderne le distanze.
Delegittimazione, questa è un’altra tua opinione, lecita ma a sto punto spiegami la differenza con diritto di critica che ho presunto di poter avere pure io.Non mi voglio spingere al “volerti convincere ad ogni costo” rispetto alle tue opinioni che ora comunque mi sono più chiare e quindi ti ringrazio di averle espresse in modo meno sintetico. Solo una cosa. La discussione sul “Pride itinerante” o meno in realtà è un po’ una cosa strana. Giusto discutere tutti insieme su una piattaforma.. ma il Pride è sempre stato itinerante in Italia. Semmai si è semplicemente continuato a fare come sempre. Più che una decisione presa è una continuazione di una tradizione. Vero è che due anni fa nacque quella proposta. Vero anche che alla fine si raggiunse un accordo per gli anni 2007-2008 ITINERANTE: 2007 Roma, 2008 Bologna. A Bologna poi sono successe delle cose che sono state interpretate diversamente. Secondo alcune (importanti o meno) associazioni, il tentativo di occupazione del palco (a prescindere da come poi è stata gestita la cosa nella confusione) ha rappresentato una rottura unilaterale della discussione. Se ne è preso atto e le Ass.ni hanno quindi ripreso nel solco “pre patto”, perché violato nei fatti (per me anche particolarmente antipatici per come accaduti con persone che stavano contemporaneamente dentro il Pride come esponenti di ass.ne e fuori come Facciamo Breccia, una schizofrenia che mi spiego solo con la malafede.. o con la schizofrenia vera).
Per quanto invece riguarda la decisione presa da alcune Ass.ni che escludono altre, non posso negare i fatti, né intendo farlo!
Posso però dirti che ci sono ovviamente dei motivi per cui le cose sono andate in questo modo e – per quanto mi riguarda dopo averli analizzati – motivi validi. Certo si sarebbe potuto teoricamente allargare, ma c’è chi negli anni scorsi non ha giocato pulito… Quando si vuole mettere insieme parti che sono divise sulle strategie, diventa fondamentale che, una volta raggiunto un compromesso, un accordo, esso venga rispettato. Anche in questo caso però l’idea di fare il pride di Roma nel 2008 PRIMA del nazionale, dopo essersi messi d’accordo che tutti si impegnavano per la migliore riuscita e massima visibilità dei pride nazionali ai Roma nel 2007 e Bologna il 2008, non è stata una mossa di rispetto degli accordi.
E quando gli accordi si fanno saltare allegramente con mosse un po’ “furbette”… a volte è necessario anche far capire che volendolo si è tutti capaci di violarli… Anche per far sì che prossimi accordi auspicabili ma vengano non solo sottoscritti ma anche presi sul serio da tutte le parti in causa. Insomma a volte una coppia, per continuare a stare insieme, deve prima dividersi per un po’… accade. L’importante è non perdere di vista gli obiettivi da raggiungere e il senso di responsabilità verso le persone gay, lesbiche, trans, ecc. anche senza tessera alcuna (che sono la stragrande maggioranza, purtroppo, aggiungo).
Questa risposta è da intendersi a titolo personale.
Mirella Izzo10 Settembre 2018 alle 13:32 #834629gay_pt
Partecipante@Bibliofilo wrote:
@gay_pt wrote:
il sondaggio è stato fatto tra le associazione della capitale, li la maggior parte vuole farlo a Roma, è un fenomeno inspiegabile.
Non penso che sia così inspiegabile…
Cmq i gay e le lesbiche di Roma rappresentano solo una parte – nemmeno quella maggiore – della realtà omosessuale italiana.
Gli altri non esistono? Non hanno diritto di parola?Mah!
volevo essere ironico con quella risposta mi sono dimenticato di mettere un 🙂 o un 😀 scusa
10 Settembre 2018 alle 17:17 #834630corrado111
PartecipanteA mio parere i Pride nazionali andrebero fatti a Roma semplicemente perchè è lì che ci sta il Parlamento che deve legiferare su di noi. Farlo a Genova o da qualche altra parte per me non ha molto senso. Cosa si è ottenuto del resto in tutti questi anni di Pride migrante? Credo che nulla sia la risposta giusta e quindi? Quindi vuol dire che questo non è il modo giusto per rivendicare i nostri diritti e bisogna cambiare strada. Se siamo fra gli ultimi in Europa in materia di diritti civili non è solo perchè c’è il Papa ma lo è anche per i nostri errori.
Dare tutta la colpa alla chiesa vuol dire chiudere gli occhi sugli sbagli che sono stati commessi.
A Berlusconi, Veltroni & C. cosa importa di un Pride genovese? Assolutamente niente, se ne sbattono bellamente i cosiddetti, anzi gli facciamo pure un favore togliendogli una patata bollente dalle mani altro discorso se invece il Pride lo si fa sotto le loro finestre.
Nelle varie città italiane al contrario bisogna organizzare altri tipi di manifestazioni. Qualcuno ha ricordato le vecchie feste dell’Unità, tempo addietro lo dissi anch’io, in provincia bisogna organizzare le Salamelle Rainbow o qualcosa del genere. Non bisogna spaventare la casalinga di Voghera, biosgna invece portarla dalla nostra parte facendogli capire che i gay non sono quelle strane persone che se ne vanno in giro mezze nude con i boa di struzzo a coprire le vergogne ma sono persone assolutamente normali, che fanno cose normali e a cui magari piace anche ballare una mazurka o un valzerino e si sgolano cantando Bandiera Gialla. A poco a poco la nostra casalinga si abituerà a vedere due uomini o due donne che ballano insieme ed ogni tanto si scambiano qualche affettuosità.
Le rivendicazioni lasciamole dove devono essere fatte, nella loro sede naturale.
Del resto se si vuole protestare contro la FIAT non si va a Venezia mi pare.10 Settembre 2018 alle 17:56 #834631gay_pt
Partecipantescusami ma dire che siccome fino ad oggi sono stati fatti pride itineranti e non si è ottenuto nulla, vul dire che non funzionano, è come dire siccome non ho mai visto un leone vuol dire che i leoni non esistono….
non credo che sia colpa dei pride itineranti a Roma il pride comunque c’è sempre stato, non è mai mancata una manifestazione, e difficilmente le manifestazione sono state contro il governo, ma a favore dei diritti, che non è esattamente la stessa cosa. Poi è ovvio che all’interno vengano fuori anche posizioni antigovernative come è lecito che sia.
l’alternaza tra l’itinerante e quello romano è un buon compromesso, in ogni caso ci sono manifestazioni continue a Roma per questo o per quello e nessuna delle manifestazioni ha mai portato a nulla di concreto, se non quelle fatte da lavoratori in sciopero, tipo i tassisti, ma noi non siamo così forti, a meno che tutti i gay le lesbiche i trans le trans ecc ecc non facciano uno sciopero generale, ma questo vorrebbe dire diventare visibili.
un’altra cosa che forse funzionerebbe, o almeno romperebbe un po’ le palle a sti stronzi, sarebbe fare il pride a genova il sabato e la domenica a roma, spontandosi tutti in macchina sull’autostrada a 50km orari, in modo da bloccarla…..10 Settembre 2018 alle 19:54 #834632alkemiko
PartecipanteIo invece mi sento di ringraziare il Sig. De Giorgi, perchè nel perseguire il proprio interesse, ha fatto sì che noi gay toscani potessimo acquisire posti di ritrovo edi aggregazione. Spero vivamente che la logica di business non spinga mai nessuno, invece, a tagliar le gambe a proposte alternative che potranno venire a crearsi nel futuro, ma anzi, si riesca a guardare con lungimiranza per capire che l’unione fa la forza. Si stanno a criticare le associazioni per la frammentazione a cui siamo arrivati, ma è logico che sia successo, perchè è la diretta conseguenza di aspettative non soddisfatte. Forse il problema è proprio che le associazioni oramai hanno fatto il loro tempo, così come le manifestazioni alla GAY PRIDE: oramai la gente sa bene che ci siamo, pensiamo invece a mostrare COME SIAMO.
Non sono uno dei totalmente contrari al GAY PRIDE, ma quando questo serve solo a diventare un alibi per i discriminanti, inizio ad avere qualche perplessità. Non mi sento per niente rappresentato dall’arcigay, solo perchè mi dà modo di entrare nelle dark room con la propria tessera: non credo che sia permettendo la proliferazione di saune e cruising che mi sentirò piu’ libero. Non sono a favore della visione del Vaticano, ma mi incazzo quando invece di rispondere alle provocazioni in modo inattaccabile, si fa di tutto per dar modo agli altri di criticare i modi della nostra protesta. -
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