Gay.it Forum › Forum › Incontri › Locali LGBT › Gay Pride, quanti errori cara Arcigay
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zapatera2008.
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8 Settembre 2018 alle 20:16 #738436
gay_power
PartecipanteMi dispiace ammetterlo ma condivido l’artcolo del caro de Giorgi. Perchè mi dispiace? perchè il gentile Alessio è un imprenditore sveglio e senza (credo) troppi scrupoli. Ecco che le varie guide di locali e siti “friendly” sono pieni di prodotti FUORI MERCATO, i quali sono in quelle guide non per coerenza politica o ideale, ma sem’plicemente perchè in quanto PRODOTTI sono talmente di pessima qualità che vengono RIPOSIZIONATI a una clientela di nicchia (gay) per riproporli a un mercato.
Arcigay ha tante magagne, ha compiuti tanti errori caro Alessio de Giorgi, ma è fatta da VOLONTARI che non sapranno di marketing, di strategia, MA SANNO DI PASSIONE. Le dico questo in tutta onestà e sincerità, da persona che l’ammira per il suo “piccolo impero” ma che vede in esso (a una analisi più dettagliata) tanti compromessi non sempre vantaggiosi.
8 Settembre 2018 alle 22:30 #834604gay_pt
Partecipanteda toscano e conoscendo De Giorgi mi sento in dovere di spezzare più lance a suo favore.
De Giorgi prima che imprenditore gay è stato volontario in arcigay, a Genova prima e in toscana poi, dove è stato presidente regionale di arcigay ed ora ricopre un ruolo pubblico in regione.
questo solo per dire che è un profondo conoscitore della realtà di arcigay.8 Settembre 2018 alle 22:45 #834605gay_power
Partecipante@gay_pt wrote:
da toscano e conoscendo De Giorgi mi sento in dovere di spezzare più lance a suo favore.
De Giorgi prima che imprenditore gay è stato volontario in arcigay, a Genova prima e in toscana poi, dove è stato presidente regionale di arcigay ed ora ricopre un ruolo pubblico in regione.
questo solo per dire che è un profondo conoscitore della realtà di arcigay.E proprio questa la differenza.
Sai quante persone si impegnano per l’arcigay senza essere “in regione”?
Sai quante persone si impegnano per arcigay senza avere alcun guadagno? sai quanti ragazzi si sono affidati alle guide turistiche di De Giorgi spendendo fuori da mercato? magari trovandosi in strutture qualitativamente deludenti? sai … sai … Arcigay fa errori, sbaglierà nei modi, ma è l’errore che compie chi è guidato solo dagli ideali e dal crederci. Non voglio creare divisioni e in ultima analisi rinnegherò sempre quanto scritto perchè l’unità e la solidarietà sono il bene primario, ma prima di criticare pubblicamente un proprio compagno ci penserei.
C’è gente, caro amico, per cui essere gay non è mai stato un guadagno in nessun modo e nonostante tutto ci crede e si impegna. Sbaglia? Forse. Ma in buona fede. Anche io spezzerei lance a favore di de Giorgi, soprattutto perchè comunque e nonostante tutto facciamo parte della stessa comunità, nonostante i banner per Forza Italia nel 2001 e altri errori strategici o connivenze con il sistema di ipocrisie catto-fasciste-borghesi
8 Settembre 2018 alle 23:04 #834606gay_pt
Partecipante@GAY_POWER wrote:
@gay_pt wrote:
da toscano e conoscendo De Giorgi mi sento in dovere di spezzare più lance a suo favore.
De Giorgi prima che imprenditore gay è stato volontario in arcigay, a Genova prima e in toscana poi, dove è stato presidente regionale di arcigay ed ora ricopre un ruolo pubblico in regione.
questo solo per dire che è un profondo conoscitore della realtà di arcigay.E proprio questa la differenza.
Sai quante persone si impegnano per l’arcigay senza essere “in regione”?
Sai quante persone si impegnano per arcigay senza avere alcun guadagno? se non il timore quando chiudi la sede? o cammini la sera? sai quanti ragazzi si sono affidati alle guide turistiche di De Giorgi spendendo fuori da mercato? magari trovandosi in strutture qualitativamente deludenti? sai … sai … Arcigay fa errori, sbaglierà nei modi, ma è l’errore che compie chi è guidato solo dagli ideali e dal crederci. Non voglio creare divisioni e in ultima analisi rinnegherò sempre quanto scritto perchè l’unità e la solidarietà sono il bene primario, ma prima di criticare pubblicamente un proprio compagno ci penserei.
C’è gente, caro amico, per cui essere gay non è mai stato un guadagno in nessun modo e nonostante tutto ci crede e si impegna. Sbaglia? Forse. Ma in buona fede. Anche io spezzerei lance a favore di de Giorgi, soprattutto perchè comunque e nonostante tutto facciamo parte della stessa comunità, nonostante i banner per Forza Italia nel 2001 e altri errori strategici o connivenze con il sistema di ipocrisie catto-fasciste-borghesi
io credo che in arcigay ci siano un sacco di persone più che valide, credo anche di averle conoscute quasi tutte, ed ho massimo rispetto per tutti loro, ma questo non vuol dire che non critichi la modalità di aver convocato il pride di Genova, che forse è anche la cosa più giusto da fare, e sicuramente è stata una decisione ben ponderata, ma non so quanto condivisa proprio con quei volontari da te citati.
io le lance in favore di Alessio le spezzo sempre volentieri, perché si è forse criticabile per alcune scelta, ma ha sempre rischiato del suo e in prima persona, e lo ha fatto in tempi non sospetti, ricordo anche il banner del 2001, ma più che criticare lui che lo ha messo, critico i partiti che allora non ebbero il coraggio di mettere i banner su gay.it De Giorgi che pure militava nei DS allora e nel PD adesso, ha fatto bene a non fare distinzioni, sicuramente avrebbe potuto vendere il banner a chiunque altro, è pieno di sponsor da anni gay.it e non credo quindi lo abbia fatto per la ricerca dei soldi o del successo.8 Settembre 2018 alle 23:15 #834607gay_power
PartecipanteCondivido l’idea secondo cui bisognerebbe prendere l’abitudine a dichiarazioni congiunte.
Bisognerebbe avere un’idea meno dirigistica e più di base dei movimenti del panorama GLBT.Molti sono rimasti spiazzati da quelle decisioni e dalle polemiche che ne conseguono. Non ne capisco la strategia, ma ormai le nostre vite sembrano doventate una guerra permanente contro tutti: PdL e PD,nonchè Vaticano.
8 Settembre 2018 alle 23:25 #834608gay_pt
Partecipante@GAY_POWER wrote:
Condivido l’idea secondo cui bisognerebbe prendere l’abitudine a dichiarazioni congiunte.
Bisognerebbe avere un’idea meno dirigistica e più di base dei movimenti del panorama GLBT.Molti sono rimasti spiazzati da quelle decisioni e dalle polemiche che ne conseguono. Non ne capisco la strategia, ma ormai le nostre vite sembrano doventate una guerra permanente contro tutti: PdL e PD,nonchè Vaticano.
sono le stesse dinamiche che ci sono nella politica, la critichiamo e poi la copiamo…
9 Settembre 2018 alle 7:40 #834609dingooo
PartecipanteConcordo con De Giorgi sulla necessità di essere uniti in decisioni importanti come la sede del pride nazionale, ma… perchè dovrebbe essere sempre e solo a Roma? La realtà gay italiana ha mille sfacettature e mille problematiche diverse, da città a città, e credo sia quindi giusto far sentire la voce dei gay un po’ ovunque. La mia speranza è che si riescano a fare dei pride nazionali anche nel profondo sud e nelle isole: la voce in ogni caso giungerebbe anche ai politici che stanno a Roma!
9 Settembre 2018 alle 7:53 #834610gay_power
Partecipante@Dingooo wrote:
Concordo con De Giorgi sulla necessità di essere uniti in decisioni importanti come la sede del pride nazionale, ma… perchè dovrebbe essere sempre e solo a Roma? La realtà gay italiana ha mille sfacettature e mille problematiche diverse, da città a città, e credo sia quindi giusto far sentire la voce dei gay un po’ ovunque. La mia speranza è che si riescano a fare dei pride nazionali anche nel profondo sud e nelle isole: la voce in ogni caso giungerebbe anche ai politici che stanno a Roma!
Io sono favorevole a prediligere Roma. Per vari motivi, innanzitutto perchè è la sede delle decisioni politiche. Poi perchè il gay pride effettivamente può risultare un pò provocatorio a una mentalità bigotta e ristretta come ahimè é ancora molto presente in Italia.
Se le persone hanno dei pregiudizi, sbatterli davanti a migliaia di persone gay puòprovocare in loro una reazione di rifiuto e paura. Mi sto chiedendo infatti se il pride debba essere qualcosa fatto “per noi” e quindi va bene così, o per comunicare qualcosa a loro e formarli e allora ripensarlo in forme, modi e luoghi.
Anzichè una processione di persone, lancio una idea, perchè non un festival o una festa con conferenze,dibattiti, interviste etc.?
9 Settembre 2018 alle 7:56 #834611gay_pt
Partecipante@Dingooo wrote:
Concordo con De Giorgi sulla necessità di essere uniti in decisioni importanti come la sede del pride nazionale, ma… perchè dovrebbe essere sempre e solo a Roma? La realtà gay italiana ha mille sfacettature e mille problematiche diverse, da città a città, e credo sia quindi giusto far sentire la voce dei gay un po’ ovunque. La mia speranza è che si riescano a fare dei pride nazionali anche nel profondo sud e nelle isole: la voce in ogni caso giungerebbe anche ai politici che stanno a Roma!
ogni anno il pride viene fatto anche a catania, e il pride di Bari secondo me è stato uno dei più belli in assoluto, almeno come emozioni.
9 Settembre 2018 alle 8:00 #834612gay_pt
PartecipanteAnzichè una processione di persone, lancio una idea, perchè non un festival o una festa con conferenze,dibattiti, interviste etc.?
a torre del lago in effetti era un po così fino a 4 anni fa, dibattiti concerti, interviste, poi con il tempo è diventato solo spettacolo, ai dibattiti i “forci” non vengono o quasi.
a me piacerebbe e darei anche una mano se venisse fatta una sorta di “festa di arcigay” o anche senza coinvolgere per forza arcigay una “festa del movimento lgbt” in stile festa dell’unità (quelle di qualche anno fa’).9 Settembre 2018 alle 8:17 #834613gay_power
Partecipante@gay_pt wrote:
Anzichè una processione di persone, lancio una idea, perchè non un festival o una festa con conferenze,dibattiti, interviste etc.?
a torre del lago in effetti era un po così fino a 4 anni fa, dibattiti concerti, interviste, poi con il tempo è diventato solo spettacolo, ai dibattiti i “forci” non vengono o quasi.
a me piacerebbe e darei anche una mano se venisse fatta una sorta di “festa di arcigay” o anche senza coinvolgere per forza arcigay una “festa del movimento lgbt” in stile festa dell’unità (quelle di qualche anno fa’).con la conferenza di Grillini al MamaMia credo si fosse su questa linea.
9 Settembre 2018 alle 8:21 #834614gay_power
Partecipante@gay_pt wrote:
Anzichè una processione di persone, lancio una idea, perchè non un festival o una festa con conferenze,dibattiti, interviste etc.?
a torre del lago in effetti era un po così fino a 4 anni fa, dibattiti concerti, interviste, poi con il tempo è diventato solo spettacolo, ai dibattiti i “forci” non vengono o quasi.
Ormai Torre del Lago (complice un controllo di polizia assente) a una certa ora è terra di nessuno. Tra eterosessuali ubriachi e drogati, barcollanti verso le discoteche alle 3 di notte, magrebini spacciatori e altre amenità.
Friendly Versilia non esiste più o deve essere ripensata per un pubblico omosessuale che non disdegna la sicurezza e non ha inviso il controllo della polizia (magari a cavallo e a piedi lungo tutto viale europa) non come ora che ci si limita a una specie di posto di blocco in “entrata”.
9 Settembre 2018 alle 8:23 #834615gay_power
PartecipanteEssere gay non vuole per forza fare rima con prostituzione, droga ed eccessi alcolici. Un gay è un cittadino come tutti e richiede sicurezza e divertimento sano con il proprio compagno.Non capisco perchè le forze dell’ordine di Torre del Lago debbano ostinarsi a fare diventare quella via terra di nessuno.
9 Settembre 2018 alle 8:23 #834616dingooo
Partecipante@GAY_POWER wrote:
Io sono favorevole a prediligere Roma. Per vari motivi, innanzitutto perchè è la sede delle decisioni politiche. Poi perchè il gay pride effettivamente può risultare un pò provocatorio a una mentalità bigotta e ristretta come ahimè é ancora molto presente in Italia.
Se le persone hanno dei pregiudizi, sbatterli davanti a migliaia di persone gay puòprovocare in loro una reazione di rifiuto e paura. Mi sto chiedendo infatti se il pride debba essere qualcosa fatto “per noi” e quindi va bene così, o per comunicare qualcosa a loro e formarli e allora ripensarlo in forme, modi e luoghi.
Anzichè una processione di persone, lancio una idea, perchè non un festival o una festa con conferenze,dibattiti, interviste etc.?
D’accordo con l’idea del festival e dei dibattiti. D’altro canto lo scorso pride di Bologna è stato preceduto da una sfilza di dibattiti, conferenze e mostre tematiche.
Ribadisco però la mia perplessità su un pride nazionale solo romano. Credo che il pride debba essere un modo per creare contatto tra i gay e il resto della gente: se proprio la gente dell’omofoba Verona o dell’entroterra sardo (senza rancori, parlo in entrambi i casi per esperienza personale) sentiranno parlare del pride solo come di una carnevalata che ogni anno si tiene a Roma e che non li tange da vicino, resteranno ben chiusi nelle loro convinzioni e nel loro non volersi mescolare con questa realtà.
Se invece il pride si sposta ogni anno di città in città e come tu proponi viene affiancato da dibattiti e conferenze, io credo che possa essere un modo efficace di far sentire la nostra voce e di portare sotto gli occhi di tutta l’Italia la nostra realtà, con tutte le sue insicurezze e i suoi colori.
9 Settembre 2018 alle 8:46 #834617mirella2005
PartecipanteSpiace leggere tante congetture su poche parole ufficiali sul pride genovese. Le cose scritte da De Giorgi sono tante e proverò a rispondere, come presidente di associazione firmataria del breve documento.
Perché Genova? Perché si è candidata e non mi risultano altre candidature a parte la questione del “pride sempre a Roma” di cui dico dopo.
Perché solo Arcigay? Non risulta. Firmatari sono Arcigay, AzioneTrans, Famiglie Arcobaleno, Agedo, tutte ass.ni nazionali. Speriamo presto se ne aggiungano altre. Non tutte? Forse. Accade già da qualche anno. Non è una novità ma una pur triste realtà.
Perchè si legge questo atto come autoritario e non si sono lette come autoritarie le bagarre dei pride 2007-2008? Perché là furono altre associazioni a “imporre” le loro decisioni (per l’unità del movimento) cambiando in corsa Bologna con Roma per quell’anno e per fare insieme Bologna l’anno successivo per poi vedere Roma anticipare l’anno successivo il proprio Pride rispetto al nazionale, per togliergli visibilità? L’unica differenza che vedo è che negli anni precedenti “le mosse” furono di associazioni romane e quelle vicine a Facciamo Breccia.
Perché si continua con i Pride itineranti e non si fanno sempre a Roma? Perché la storia non si fa solo a Roma, perché è una fola quella secondo la quale il Pride dovrebbe farsi nella capitale con la motivazione secondo la quale le sedi governative e parlamentari sono ubicate là e quindi solo a Roma un Pride è forte. Mi permeto di ricordare a De Giorgi una cosa proprio della Genova “provinciale”. Furono le rivolte genovesi a far cadere il governo più odioso della “prima repubblica”, il governo Tambroni. Una manifestazione a Genova fa cadere il Governo a Roma. Vogliamo parlare del risalto nazionale e internazionale del G8 di Genova? Potrei continuare ma evito. Il Romacentrismo piace ai romani, meno ai gay, alle lesbiche ed alle persone trans che sperano prima o poi di vedere un Nazionale nella propria città e/o regione. I Pride si fanno itineranti in Italia per valide ragioni lunghe da elencare. Intanto l’Italia è il paese dei Comuni/Stato. Molte le città importanti, rispetto ad altri paesi europei. Inoltre i Pride itineranti si sono mostrati utili per varie cose: siamo andati a portare la nostra visibilità ed i nostri contenuti in città difficili come Padova e Verona (anche se quest’ultima fu mezza declassata a Pride collaterale), abbiamo parlato alla gente piuttosto che al Palazzo. Gente del nord, del centro del sud. Ed anche le risorse e la “pubblicità” ha favorito l’espansione territoriale delle aggregazioni LGBT. Non mi piace che si voglia fare il Pride sempre a Roma dove le Associazioni più importanti hanno anche settori commerciali forti. Vedrei un conflitto di interessi fra politica e soldi. Se soldi arrivano, giusto che arrivino in tutta Italia e possibilmente proprio nei territori deboli, dove il movimento ha bisogno di una spinta.
Perché non costruire “tutti insieme, nessuno escluso” il Pride? Si è fatto l’anno scorso, ma quando le cose si fanno tutti insieme poi bisogna rispettare gli accordi e non stare dentro il Pride con “una faccia” e con l’altra “stare dentro la contestazione “militare” dell’occupazione del palco. Lo devo dire a De Giorgi che oggi è pressocché impossibile il “tutti insieme, nessuno escluso”? Che già non è accaduto l’anno scorso? Pensi che ovunque fosse stato fatto il Pride, non sarebbe accaduta la stessa cosa dell’anno scorso? Chi vuole il Pride sempre a Roma, chi itinerante…? Contiamoci. La maggioranza vuol anche dire qualcosa o niente più? Roma avrà l’Europride 2011 e ne siamo felici. Un po’ di visibilità al movimento genovese guasta? Guasta forse perché qui le Ass.ni non hanno circuiti commerciali? Perché le ass.ni locali sono di puro volontariato? Perché non ce la faremo ad accollarci tale impegno? Beh, se così fosse, aiutateci invece di criticarci, anzi di ignorarci per criticare Arcigay. Come sempre il Comitato Promotore è delle associazioni sul territorio in primis… ed anche questa è democrazia partecipata e diffusa nel territorio.
E poi, perché non aspettare il documento del Comitato GenovaPride prima di iniziare con le analisi politiche? Magari noi “provinciali” sorprenderemo voi “metropolitani” con programma e metodo democratico di costruzione del Pride.
Sai perfettamente inoltre che le diatribe ci sarebbero state in ogni caso. Se il Pride deve diventare la medaglia d’oro sulla divisa, allora non serve più, è deleterio. Per noi invece avere il Pride sarà occasione per farci conoscere meglio, dare voce ai nostri diritti negati con “lo stile genovese” (chissà che non funzioni. Gli altri stili non hanno dato grandi risultati, come tu stesso dici, coi governi precedenti) e magari far ascoltare anche la voce di una città che si propone. Se poi questo dovesse dar fastidio alle “capitali gay”, Roma in testa, significa che è altrove la voglia di protagonismo a tutti i costi. Credo non sarà così, anzi lo spero. In fin dei conti hai saputo enumerare bene (anche se non completamente) perché Genova è città ideale per un Pride. Auspico che dopo il primo documento (imminente) del comitato GenovaPride, cambierai idea e darai il tuo convinto sostegno all’iniziativa firmata anche da altre Ass.ni, non solo da Arcigay, associazione con la quale, mi sembra, tu stia preparando una polemica pregiudiziale. Queste sono tutte opinioni personali mie. Il Comitato Pride nel suo insieme si farà sentire presto. Siamo piccoli qui e vogliamo fare le cose bene e ci vuole un po’ di tempo. Questo per chiarire che non parlo a nome del GenovaPride ma di AzioneTrans che pure è una delle Ass.ni firmatarie e che aderisce anche territorialmente con Crisalide.
Mirella Izzo
presidente Crisalide Genova / AzioneTrans Nazionale -
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