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anonymous
Partecipanteho letto in rete che Piero Pelù è bisex
anonymous
Partecipanteil pene, i diti ma la lingua nooooooooooo (per me)
una curiosità: che sapore avverti nei tuoi slinguazzamenti anali? 😳anonymous
PartecipanteGiovanni Allevi. Palese.
anonymous
PartecipanteI soliti. 🙁
Qualcuno/a di meno chiaccherato?
Alice per esempio
anonymous
Partecipantedimenticavo Ramazzotti

anonymous
PartecipanteDalla, Scanu, Carta, Mengoni, Zera, Nannini, pare anche la Consoli and many more
6 Ottobre 2015 alle 8:11 in risposta a: sono sempre stato gay pero mi sono innamorato di una donna!! #912420anonymous
PartecipanteCerca di non colpevolizzarti troppo, essere lesbica nel 2009 non è poi una gran tragedia!
Coraggio!anonymous
Partecipanteallora tranq devi avere pazienza guarda io ho 19 anni sono versatile al 100% il mio problema e nn di trovare l’attivo ne di trovare il passivo il mio problema è di cercare uno come me versatile…
io ho avuto una relazione di 6 mesi con un attivo la storia finì xkè io nn potevo resistere + a fare il passivo
dopo un pò di tempo ho avuto un altra storia ma questa con un passivo durò 8 mesi la storia finì x il motivo precedente all’altro.
invece qualke settimana fà lo fatto x la prima volta con un uomo versatile è stato bellissimo nn c’erano ruoli ne paura di toccarsi del tipo se può piacere all’altro o meno
Insomma morale della storia lui si trova in america e io in italia ci sentiamo tramite pc o cell
stiamo avendo un rapporto a distanza xkè entrambi nn avevamo mai avuto un rapporto così intenso in vita nostra …
quindi conclusione nn mollare forse tu ti fai ingannare dall’aspetto nn devi scegliere sempre il tipo ke t piace fisicamente scegliene uno x caratere e poi vedrai ke magari x un colpo di fortuna troverai l’anima gemella questo è tutto kiss5 Ottobre 2015 alle 23:03 in risposta a: Sono troppo brutto e dico addio alla mia vita sessuale #945202anonymous
PartecipanteIl discorso di Bruttoanatroccolo non fa una piega perché nei rapporti gay (anche etero ma ancora di più gay) conta al 70% l’aspetto fisico, il resto è la virilità
😕anonymous
Partecipanteadesso ci abbiamo pure la condicio sine qua non del kaiser
lascia perdere la storia del buon attivo
rilassati e stai ben dilatato, pronto ad ogni incursione 8)
così ci piace pensarti, culetto d’oro! 😀anonymous
PartecipanteNel delicato settore della maternita’ e paternita’ da parte di uomini e donne omosessuali esistono poche ricerche e studi e, in Italia se ne e’ occupata una ricercatrice e giornalista con il saggio (il primo qui nel nostro Paese), intitolato ‘Mamme e papa’ omosessuali’ (Bonaccorso, 1994 – ed. Riuniti). Ovviamente non sono certo mancati studi psicologici statunitensi che, pero’, non sono esaurienti e forse ancora nell’ottica di combattere il pregiudizio antigay, dando troppa enfasi al discorso scientifico, quando in realta’ la casistica utilizzata e’ ridicolamente bassa per comprovare le loro ipotesi (ma questo e’ un po’ il problema delle ricerche biologiche o genetiche). Gli studi sono spesso descrittivi e raramente longitudinali. L’autrice dice: “Il punto centrale e’ tentare di capire se e come l’omosessualita’ genitoriale interferisca nella vita emotiva, affettiva, psicologica, sessuale e sociale di un bambino”. Un ipotesi significativa, che iniziali ricerche gia’ rendono attendibile, sta nel fatto che l’omosessualita’ non interferisca nello sviluppo dell’identita’ di genere e nell’identita’ sessuale cosí come nel successivo orientamento sessuale del bambino. Alla base del cambiamento culturale in fatto di genitorialita’ sta il cambiamento della struttura famiglia. E’ qualcosa di diverso dallo stereotipo di dieci o piu’ anni fa. Anche il linguaggio e’ cambiato: si parla di donne single, di padri sostitutivi, di madri e padri non biologici e orribilmente di bambini artificiali. Negli USA almeno un terzo delle donne lesbiche sono madri. Sono donne che si sono separate/divorziate oppure che hanno scelto di rimanere single e avere un figlio, naturalmente oppure con la procreazione assistita. In Italia il fenomeno e’ come ci si puo’ aspettare sommerso, prolungamento naturale di quello stile di vita clandestino e che impera da anni nel nostro Paese cattolico e ipocrita e, comunque la maggior parte di queste donne non ha utilizzato il donatore di seme (Bonaccorsi, 1994). I padri gay naturali negli USA sono circa 2 milioni, senza contare quelli che hanno ottenuto l’adozione (adottivi) e quelli affidatari che forse sono numericamente poco significativi, da un punto di vista statistico. I figli sono chiaramente il risultato di una precedente relazione eterosessuale, oppure hanno preso il cosiddetto “utero in affitto” ovvero per mezzo di una madre surrogata. Dal punto di vista morale, invece, gli affidatari (uomini o donne omosessuali) sono un esempio civico per l’impegno ad accogliere/adottare bambini che in gergo vengono chiamati “spazzatura” (tresh children), cioe’ quegli orfani che presentano problemi di natura fisica, handicap vari e per questo non scelti e lasciati in istituti. Per i figli, bambini o adolescenti che vivono con genitori gay o lesbiche, sono stati fatti studi che cercano di evidenziare le possibili alterazioni sulla personalita’, in particolar modo sull’autostima e sul concetto di se’. I dati che emergono, anche se i campioni esaminati sono poco numerosi, indicano che non puo’ essere l’orientamento sessuale della madre l’elemento disturbante. Si e’ potuto riflettere anche sul fatto che la discriminazione sociale, specie nella scuola, che viene fatta verso i bambini con genitori gay o lesbiche, sono da ritenersi ne’ piu’ ne’ meno che dei potenziali fattori di conflitto come per altre discriminazioni tipiche di quell’eta’: l’essere bassi o grassi, ecc. Influenze negative potrebbero esserci prendendo in considerazione le circostanze generali, soprattutto ambientali in cui si verificano e la personalita’ del bambino (Richardson, 1981). Paternita’ gay Scallen (1981) ha comparato padri gay e padri non gay, utilizzando il questionario che indaga le abilita’ del ruolo paterno (EFRQ). Ha notato che i padri gay sono stati piu’ di sostegno con i figli e sono meno tradizionalisti nel loro approccio di genitore. Altre ricerche hanno invece messo in risalto i seguenti punti: 1) molti padri gay si relazionano in maniera positiva con i loro figli; 2) l’orientamento sessuale del padre e’ poco importante all’interno della relazione padre/figlio; 3) e infine che, egli cerca tenacemente di creare una stabilitita’ nella vita familiare e una positiva relazione che di solito ci si aspetterebbe da i genitori tradizionali (Harris, 1985). Altri studi (Harris & Tunner, 1986 et al.) sono arrivati alla conclusione che l’omosessualita’ non e’ incompatibile con l’efficacia della paternita’. Nessuna differenza e’ stata trovata fra padri eterosessuali e omosessuali rispettivamente sulle questioni che riguardano: il problem solving, il provvedere alla ricreazione e al gioco con i figli, all’incoraggiamento all’autonomia e nessuna difficolta’ e’ emersa rispetto alle cure e all’allevamento. I padri gay riportarono di essere molto soddisfatti con i loro figli e di aver pochi dissaccordi con il proprio partner nelle questioni che riguardano la disciplina e l’educazione dei figli. I padri gay risultarono meno autoritari e piu’ sensibili rispondendo piu’ facilmente nel percepire i bisogni dei figli rispetto ai padri non gay. Anche per quanto rigrada l’espressione dell’intimita’ con i bambini non e’ emersa nessuna differenza statisticamente significativa fra i due campioni di padri, eccetto che essi appaioni meno disponibili nelle manifestazioni di intimita’ con il loro partner rispetto ai padri non gay. Maternita’ lesbica Storicamente i tribunali ed i principali media, hanno asserito che esistono delle differenze fra madri lesbiche e non, ed inoltre che queste differenze dimostrano che le madri lesbiche non possono essere dei buoni genitori. La piu’ comune asserzione, sembra sia stata che le lesbiche non hanno attenzioni per i loro figli, che rifiutando gli uomini, negano ai loro figli l’accesso ai modelli positivi del ruolo maschile e, che il loro lesbismo le rende inadatte alla maternita’, poiche’ questo implica una patologia sottostante. Gli studi seguenti esaminano alcuni aspetti delle “funzioni materne” delle lesbiche e le differenze rispetto alla controparte eterosessuale. Attitudini materne e comportamento: Mucklow e Phelan (1979), esaminarono 34 madri lesbiche e 47 eterosessuali, per determinare se c’era una significativa differenza tra i due gruppi sul livello delle attitudini materne e selfconcept (concetto di se’). Essi trovavano che i due gruppi di madri non differivano nelle attitudini materne o nel self concept . Miller, Jacobsen e Bigner (1981), ottennero alcuni risultati diversi nel loro studio su 34 madri lesbiche e 47 eterosessuali. Gli studi di Miller et al., riscontrarono che le madri lesbiche erano piu’ portate a centrare adeguatamente le loro risposte sui figli, rispetto alla loro controparte eterosessuale. Gli autori non trovarono differenze sostanziali nell’educazione. Forse il problema della maternita’/paternita’ sta piu’ nel dover affrontare, culturalmente parlando, la societa’ omofoba che crea di per se’ conflitto e patologia, e meno sul pregiudizio che esiste qualcosa di innaturale e pericoloso nelle persone! Forse non e’ tanto la possibilita’ che un uomo o una donna possano allevare bambini serenamente e senza influenze sull’orientamento sessuale, piu’ di quanto genitori eterosessuali possano farlo ma, che la societa’, la scuola, i vicini di casa, i mass media, ecc. possono essere cambiati e stimolati ad una cultura della diversita’; raggiungere con strategie appropriate questo obiettivo e’ sicuramente un’opera di prevenzione sociale e di salute mentale!
Bibliografia
Bonaccorso, M. (1994) Mamme e papa’ omosessuali. Ed. Riuniti-Roma
Harris, M.B. & Tunner, P.H., (1985-86) Gay and lesbian parents. Journal of Homosexuality, 12(2), 101-103.
Harry, J., & Lovely, R. (1979). Gay marriages and communities of sexual orientation; Alternative Lifestyles, 2(2), 177-200;
Miller, Jacobsen e Bigner (1981), The child’s home environment for lesbian – heterosexual mothers: a neglected area of research. Journal of homosexality, 7 (1), 49-56.
Richardson, D. (1981) Lesbian Mothers. In: Hart J. Richardson D. The Theory and Practice of Homosexuality, London, Routledge Kegan Paul.
Scallen, R. M. (1981) An investigation of parental attitudes and behaviors in homosexual and heterosexual fathers. Dissertation abstract International, 42, 9.
Tripp, C. A. (1975). The homosexual martix. New York: Signetanonymous
PartecipanteCiao, mi permetto di scrivere anche il mio parere sintetico senza volere esprimere giudizi verso nessuno, tradire può avvenire in una coppia, concordo con amntra però che se avviene due volte o piu o entrambi i partner tradiscono per diverse ragioni allora la questione non è soltanto avere tardito ma c’è una forte problematica nella dinamica della coppia. come ben dice Mantra coppia significa legame che significa fedeltà , se c’è vero amore non c’è tradimento esso avviene quando qualcosa non va. Tradire due o piu volte è segno di iammturità affettiva ed emotiva nella coppia che stà insieme con un collante che si chiama dipendenza.
anonymous
Partecipante@Ospite wrote:
si come no.
io lo diro’ pure a mia sorella, ma lo ribadisco una volta per tutte io:
Gay di Roma : se vi piace allenarvi venite qui a Talenti alla Virgin.
Ma non pensate di RIMORCHIARE perchè NON ci sono GAY.Punto!!!!
a conoscere si si fa sempre in tempo……….ma da li’ a pensare di “andare a letto “col tipo che ti si allena affianco:SCORDATEVELO.
e sono un socio (gay) da anni. L’etero in questione sarai tu.che dice la cosa opposta.
e con questo chiudo l’argomento . io.😯 ma come fai a dire che non ci sono gay 😳 ma cofessi che sei gay allora uno cè ha ha ha ciao
anonymous
Partecipanteoggi lunedì 5 ottobre alle ore 15:30 17:00 alla virgin di talenti c’era un ragazzo sui 38 anni capelli rasati (non tantissimi) barbetta sul metro e 83 molto ben piazzato abbronzato e di un sexy impossibile per me, aveva le cuffiette e lettore mp3, vestito con ciclisti aderenti.Ho provato a dare gli occhi un po’ di volte però non ho avuto il coraggio di fare un approccio (non so neppure se gay), però gli ho ronzato attorno quanto potevo…lo scrivo qui…non si sa mai.
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