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anonymous
Partecipante@poco da scassare wrote:
@poco da immaginare wrote:
O sei atea o sei agnostica, sciocca! Non puoi essere entrambe le cose contemporaneamente.
ma vedi di non rompere il cazzo
stronza!..e prima di scoreggiare informati meglio:
it.wikipedia.org/wiki/Ateismo_agnostico
anonymous
Partecipante@poco da immaginare wrote:
O sei atea o sei agnostica, sciocca! Non puoi essere entrambe le cose contemporaneamente.
ma vedi di non rompere il cazzo
stronza!anonymous
Partecipante@puntodisvista wrote:
Continuate a fare finta di non capire. Molti gay sono infelici non perché esistono le darkroom (che ben vengano, ci mancherebbe!) ma nonostante esistano le darkroom!
La mistificazione del gay-felice-una-volta-risolto-il-problema-dell’-omofobia serve appunto ad associazioni tipo l’Arci per giustificare l’affiliazione (detto per inciso più avrà affiliati più sarà potente, meno sarà adatta a risolvere l’infelicità dei gay per la classica eterogenesi dei fini tipica di ogni istituzione).A parte le accuse di mistificazione contro l’Arcigay, che francamente non mi sembrano in tema, mi pare chiaro che l’affermazione corretta non è:
“il gay sarà felice quando sarà risolto il problema dell’omofobia”
ma è:
“il gay non sarà più infelice, a causa della sua gayezza, quando sarà risolto il problema dell’omofobia”.@puntodisvista wrote:
Partiamo dalla considerazione esistenziale che è la vita stessa ad essere un male (quindi partiamo da una considerazione materialista, laica senza consolazioni metafisiche). In questa vita che è un male, essere gay è un male maggiore, perché per una fissazione fallica sei costretto a ricercare l’affettività nelle persone del tuo stesso sesso, mentre la Natura vuole che tu la cerchi in persone di sesso opposto al tuo.
La Natura vuole che cosa??????
Ma sei tutto fuso!!!!!!!
Semmai la Natura (ma sarebbe meglio scrivere “la natura”) vuole che tu cerchi la sessualità riproduttiva nel sesso opposto al tuo né potrebbe essere altrimenti, visto che non ti puoi riprodurre congiungendoti con una persona di sesso uguale al tuo.
L’affettività invece la puoi cercare con persone di qualunque sesso, tant’è vero che l’amicizia è sostanzialmente ricerca di affettività, anche se senza erotismo, e non mi risulta che l’amicizia sia naturalmente possibile solo tra persone dello stesso sesso.anonymous
Partecipante@almadell wrote:
Aso che il modo migliore per attirare gente in un locale
è quello di NON avere una dark-room.Questa è la migliore del secolo!
anonymous
Partecipante@puntodisvista wrote:
@almadell wrote:
Oh, ecco un buon di vista!
Nessun etero del mondo è infelice
a causa dei locali per scambisti;
mentre molti gay – appena sanno che esistono le dark room –
ecco che si deprimono in modo incomprensibile.Continuate a fare finta di non capire. Molti gay sono infelici non perché esistono le darkroom (che ben vengano, ci mancherebbe!) ma nonostante esistano le darkroom!
La mistificazione del gay-felice-una-volta-risolto-il-problema-dell’-omofobia serve appunto ad associazioni tipo l’Arci per giustificare l’affiliazione (detto per inciso più avrà affiliati più sarà potente, meno sarà adatta a risolvere l’infelicità dei gay per la classica eterogenesi dei fini tipica di ogni istituzione).
Partiamo dalla considerazione esistenziale che è la vita stessa ad essere un male (quindi partiamo da una considerazione materialista, laica senza consolazioni metafisiche). In questa vita che è un male, essere gay è un male maggiore, perché per una fissazione fallica sei costretto a ricercare l’affettività nelle persone del tuo stesso sesso, mentre la Natura vuole che tu la cerchi in persone di sesso opposto al tuo. Ora è chiaro che se si è stupidi e si bada al concreto, il proprio progetto esistenziale sarà la collezione di cazzi e tutto ciò che ostacolerà lo squallido disegno sarà omofobia. Ma ci sono persone che sono disgustate da questo tipo di progetti, sanno quanto è difficile costruire un rapporto “serio” nel mondo gay e per questo non sono felici, perché sanno anche che dovranno giungere ai soliti compromessi (che si sintetizzano, se si è carini, nel fare la puttana da giovane e il marchettaro da adulto e da vecchio, se si hanno i soldi). Se non si è carini e non si hanno i soldi si sacrifica la vita sessuale ad Onan, ma se questa è felicità…E tu che hai sacrificato la vita per Uni, sei felice? ❓
anonymous
Partecipante@almadell wrote:
Oh, ecco un buon di vista!
Nessun etero del mondo è infelice
a causa dei locali per scambisti;
mentre molti gay – appena sanno che esistono le dark room –
ecco che si deprimono in modo incomprensibile.Continuate a fare finta di non capire. Molti gay sono infelici non perché esistono le darkroom (che ben vengano, ci mancherebbe!) ma nonostante esistano le darkroom!
La mistificazione del gay-felice-una-volta-risolto-il-problema-dell’-omofobia serve appunto ad associazioni tipo l’Arci per giustificare l’affiliazione (detto per inciso più avrà affiliati più sarà potente, meno sarà adatta a risolvere l’infelicità dei gay per la classica eterogenesi dei fini tipica di ogni istituzione).
Partiamo dalla considerazione esistenziale che è la vita stessa ad essere un male (quindi partiamo da una considerazione materialista, laica senza consolazioni metafisiche). In questa vita che è un male, essere gay è un male maggiore, perché per una fissazione fallica sei costretto a ricercare l’affettività nelle persone del tuo stesso sesso, mentre la Natura vuole che tu la cerchi in persone di sesso opposto al tuo. Ora è chiaro che se si è stupidi e si bada al concreto, il proprio progetto esistenziale sarà la collezione di cazzi e tutto ciò che ostacolerà lo squallido disegno sarà omofobia. Ma ci sono persone che sono disgustate da questo tipo di progetti, sanno quanto è difficile costruire un rapporto “serio” nel mondo gay e per questo non sono felici, perché sanno anche che dovranno giungere ai soliti compromessi (che si sintetizzano, se si è carini, nel fare la puttana da giovane e il marchettaro da adulto e da vecchio, se si hanno i soldi). Se non si è carini e non si hanno i soldi si sacrifica la vita sessuale ad Onan, ma se questa è felicità…anonymous
Partecipante@la pretessa wrote:
@almadell wrote:
Ahimè, negli anni ’50
tutto sarebbe dipeso dalla mia formazione culturale;
immaginandola bassa sarei finito a fare il prete 🙁ve lo immaginate l’almy (noto ateo agnostico) a fare la velata in tonaca?? 😆
O sei atea o sei agnostica, sciocca! Non puoi essere entrambe le cose contemporaneamente.
anonymous
Partecipante@almadell wrote:
Ahimè, negli anni ’50
tutto sarebbe dipeso dalla mia formazione culturale;
immaginandola bassa sarei finito a fare il prete 🙁ve lo immaginate l’almy (noto ateo agnostico) a fare la velata in tonaca?? 😆
anonymous
Partecipante@almadell wrote:
Oh, ecco un buon di vista!
Nessun etero del mondo è infelice
a causa dei locali per scambisti;
mentre molti gay – appena sanno che esistono le dark room –
ecco che si deprimono in modo incomprensibile.beh immagino che si deprimano immaginando che, a differenza degli etero, per loro debba esistere un unica possibilità per vivere la propria sessualità/affettività
per fortuna nuovi e variegati modelli di viversi da gay vengono sempre più allo luce
a volte mi chiedo come doveva essere scoprirsi gay 60 anni fa o nel 2010 in un paese islamicochissà come avrebbe vissuto almadell negli anni ’50 (posto che ci sono state altre epoche ben più buie)?
anonymous
Partecipante@Ospite wrote:
@La vera causa wrote:
Forse non sai che in Grecia esisteva anche la sublimazione filosofica dell’amore omosessuale (cosa oggi piuttosto rara) per cui proprio tale amore era strumento di elevazione verso la vera conoscenza e quindi fonte di felicità…
Togli l’omofobia e vedrai che un omosessuale non avrà minori o maggiori ragioni d’infelicità rispetto ad un eterosessuale e tra l’altro non vedo perché dovrebbe averne…
Infatti, proprio così: oggi non c’è sublimazione filosofica dell’amore omosessuale, ma solo dei troiai dove si pratica squallido sesso di plastica usa e getta che ha lo stesso valore di un preservativo usurato. Ti pare poco? Ti sembra che la felicità possa coincidere con il diritto (che poi è una voglia) di prenderlo in culo da tutti, sempre?
E allora tra gli etero non c’è la prostituzione? non c’è il dongiovannismo? non c’è il gallismo? eppure c’è anche la sublimazione filosofica dell’amore eterosessuale….
Se siamo tutti infelici in quanto omosessuali per i troiai di alcuni omosessuali, lo stesso ragionamento non vedo perché non possa valere per tutti gli eterosessuali a causa dei troiai di alcuni eterosessuali!
anonymous
Partecipante@almadell wrote:
Ma siete mai stati in una sauna o in battuage?
Probabilmente sono frequentate dall’1% dei gay…Quoto e straquoto visto che io rientro in quella percentuale (?%) che non frequenta quei posti e che conduce una vita affettiva (rectius: una vita in generale) “sana”ed anche fin troppo convenzionale per avere un compano (convivente!).
anonymous
Partecipante@La vera causa wrote:
Forse non sai che in Grecia esisteva anche la sublimazione filosofica dell’amore omosessuale (cosa oggi piuttosto rara) per cui proprio tale amore era strumento di elevazione verso la vera conoscenza e quindi fonte di felicità…
Togli l’omofobia e vedrai che un omosessuale non avrà minori o maggiori ragioni d’infelicità rispetto ad un eterosessuale e tra l’altro non vedo perché dovrebbe averne…
Infatti, proprio così: oggi non c’è sublimazione filosofica dell’amore omosessuale, ma solo dei troiai dove si pratica squallido sesso di plastica usa e getta che ha lo stesso valore di un preservativo usurato. Ti pare poco? Ti sembra che la felicità possa coincidere con il diritto (che poi è una voglia) di prenderlo in culo da tutti, sempre?
anonymous
Partecipante@tristangay wrote:
@La vera causa wrote:
@tristangay wrote:
Il fatto è che essere omosessuali non è una scelta nostra, ma una scelta che fa per noi la Natura. Forse c’entrano i geni. Forse c’entra lo specchio infranto dell’infanzia.
Che sia la Natura o un input psicologico infantile non è una scelta. E quando la scelta non la sia attua secondo il libero arbitrio la si subisce. E una scelta subita non può mai rendere felici. La si può accettare solo con serenità. Da qui la malinconia dell’omosessuale. Malinconia che può negare solo l’attivista politico, per principio. L’ideologia non gli permette di avere dei dubbi sulla felicità congenita al suo status, altrimenti si sbriciolerebbe e con essa la sua (dell’attivista) identità.A parte l’indagine sulle cause, rimane un fatto che l’infelicità dell’omosessuale dipende dall’omofobia della società in cui vive. Infatti in quelle società antiche (es. Grecia) dove l’omosessualità non era condannata, questa infelicità non si registrava.
Forse non sai che in Grecia esisteva sì una pratica paideutica dell’omosessualità, ma non la figura sociosessuale del “gay”. Inoltre i passivi erano in ogni caso oggetto di scherno. Quando su una pratica sessuale si è voluto fondare un’identità, è cominciata l’infelicità E questa è storia.
Forse non sai che in molte parti della Grecia (soprattutto tra le genti doriche) l’erastes aveva uno status sociosessuale LEGALMENTE riconosciuto…
Forse non sai che in Grecia la passività era oggetto di scherno quando usciva dallo schema previsto, ma questo vale da sempre per ogni comportamento umano, sessuale o no, visto che anche l’immorale più immorale rispetta uno schema, per quanto sia giudicato extra schema dagli altri…
Forse non sai che in Grecia esisteva anche la sublimazione filosofica dell’amore omosessuale (cosa oggi piuttosto rara) per cui proprio tale amore era strumento di elevazione verso la vera conoscenza e quindi fonte di felicità…Togli l’omofobia e vedrai che un omosessuale non avrà minori o maggiori ragioni d’infelicità rispetto ad un eterosessuale e tra l’altro non vedo perché dovrebbe averne…
anonymous
Partecipante@tristangay wrote:
@dì la verità wrote:
@tristangay wrote:
Il fatto è che essere omosessuali non è una scelta nostra, ma una scelta che fa per noi la Natura. Forse c’entrano i geni. Forse c’entra lo specchio infranto dell’infanzia.
Che sia la Natura o un input psicologico infantile non è una scelta. E quando la scelta non la sia attua secondo il libero arbitrio la si subisce. E una scelta subita non può mai rendere felici. La si può accettare solo con serenità. Da qui la malinconia dell’omosessuale. Malinconia che può negare solo l’attivista politico, per principio. L’ideologia non gli permette di avere dei dubbi sulla felicità congenita al suo status, altrimenti si sbriciolerebbe e con essa la sua (dell’attivista) identità.sei dell’ agapo?
seguace di Nicolosi?
fan di Povia?
sei Luca Di tolve? 😯
a me puoi dirlo…. 8)Ti piacerebbe se così fosse, perché ti rassicurerebbe. Ma non è così. Bisogna saper accettare l’infelicità oggettiva della nostra condizione sessuale.
PARLA SOGGETTIVAMENTE PER TE
E SOLO PER TE!
almadell, ad esempio, è felicissimo della propria condizione gayA
e noi tutti siam felici che sia gayssimo
anonymous
Partecipante@La vera causa wrote:
@tristangay wrote:
Il fatto è che essere omosessuali non è una scelta nostra, ma una scelta che fa per noi la Natura. Forse c’entrano i geni. Forse c’entra lo specchio infranto dell’infanzia.
Che sia la Natura o un input psicologico infantile non è una scelta. E quando la scelta non la sia attua secondo il libero arbitrio la si subisce. E una scelta subita non può mai rendere felici. La si può accettare solo con serenità. Da qui la malinconia dell’omosessuale. Malinconia che può negare solo l’attivista politico, per principio. L’ideologia non gli permette di avere dei dubbi sulla felicità congenita al suo status, altrimenti si sbriciolerebbe e con essa la sua (dell’attivista) identità.A parte l’indagine sulle cause, rimane un fatto che l’infelicità dell’omosessuale dipende dall’omofobia della società in cui vive. Infatti in quelle società antiche (es. Grecia) dove l’omosessualità non era condannata, questa infelicità non si registrava.
Forse non sai che in Grecia esisteva sì una pratica paideutica dell’omosessualità, ma non la figura sociosessuale del “gay”. Inoltre i passivi erano in ogni caso oggetto di scherno. Quando su una pratica sessuale si è voluto fondare un’identità, è cominciata l’infelicità E questa è storia.
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