Gay.it Forum › Forum › Attivismo, associazioni, politica, cultura › Il frammento 135 del Nauck
- Questo topic ha 56 risposte, 15 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 10 anni fa da
laziculi.
-
AutorePost
-
28 Aprile 2016 alle 13:32 #988900
soledamore
PartecipanteNaturalmente fa parte del tuo mestiere di troll cattofobo e endo-omofobo, cara Frustadeglistupidi, ignorare l’evidenza nel tentativo di subornare le persone più ignoranti.
La mia espunzione non è “filologica”: non sto correggendo la lezione del Nauck. Ho espunto semplicemente una ripetizione inutile dalla mia traduzione. Ho espunto parole italiane, non parole greche, per dirla terra terra. Ho usato il verbo “espungere”, come ogni persona di media intelligenza ha capito, non nel suo valore filologico, ma in quello generico che significa (verifica sul vocabolario): “sopprimere parole o frasi da uno scritto o da uno stampato”. In questo caso lo scritto è la mia traduzione, non il frammento del Nauck, come chiunque può agevolmente verificare. E dal mio scritto posso espungere quello che mi pare e piace, purché sia coerente con l’interpretazione. Si tratta semplicemente di una scelta stilistica. E ora, zitta e ciuccia! Corri a studiare l’indicativo aoristo medio sigmatico, visto che uno deve specificarti pure che si tratta di un indicativo, dato che non sei in grado di capire che è tale dalla traduzione del verbo nel modo indicativo italiano 😉28 Aprile 2016 alle 16:37 #988901frustadeglistupidi
PartecipanteSì, è certificato: o sei un coglione colossale o fai il coglione colossale, ma se non lo sei e lo fai, lo fai tanto bene e tanto spesso, che alla fine partecipi intimamente della coglioneria simulata…. 8)
29 Aprile 2016 alle 14:09 #988902soledamore
PartecipanteL’identificazione con i cosiddetti la lascio tutta a te, io ho il possesso. Diciamo anzi che ho due c…ioni fumanti, che mi permettono la massima libertà di pensiero, e mi forniscono sia il coraggio di andare controcorrente sia la virile forza con la quale porto avanti la mia grande e solitaria battaglia per una nuova cultura e una nuova politica omosessuale.
Fondamentale è anche l’appoggio del mio compagno di vita e il progetto che stiamo costruendo insieme con la nostra convivenza. E’ su questo rapporto e su quello che vogliamo grazie a questo rapporto, conciliandolo con quello che Dio ha in serbo per noi, che misuro la portata delle mie rivendicazioni.26 Maggio 2016 alle 15:22 #988903biondofiore
Partecipante@soledamore wrote:
Il paragone è calzante invece. L’escissione non è l’equivalente della castrazione, nell’ordine sessuale simbolico. L’equivalente della castrazione è invece la chiusura della vagina.
Non potevi fare un esempio peggiore con Gian Gastone de’ Medici: un laido pederasta che saziava le sue brame sessuali con una guarnigione di trecentocinquanta marchette ruspanti. Gli piacevano giovanissimi, biondi e nerboruti.
Trasformò Palazzo Pitti prima in un postribolo, macchiando d’ignominia il nome della nobile casata alla quale apparteneva, e poi in un porcilaio, dove riceveva disteso nel suo letto, tra il lezzo del suo vomito di ubriacone e gli umori dei ragazzi che si prestavano alle sue manustuprazioni in cambio di denaro, gli ospiti che si avventuravano a fargli visita.Nella sua vita riusci ad amare solo Giuliano Dami, uno staffiere di cui s’invaghì e che divenne poi il suo prosseneta, organizzandogli i festini omosessuali a palazzo.
Gian Gastone, quando cominciò a perdersi nei vizi e nei bagordi, divenne incapace di amare altro che la più sfrenata lussuria e – anche sessualmente – di un castrato non avrebbe saputo che farsene. Quella sul Caffarelli era solo una diceria che gli fu accreditata a causa della sua esuberante omosessualità.
Rimane un fatto che il desiderio sessuale non può logicamente manifestarsi quanto meno nella normalità delle persone se manchino gli attributi sessuali al possibile oggetto del desiderio.
Questo vale per gli uomini verso le donne e per le donne verso gli uomini siano omo o siano etero.
Certo se si parla di amore platonico è un altro problema perché in questo caso si può prescindere dalla fisicità dell’amato/amata.27 Maggio 2016 alle 13:58 #988904frustadeglistupidi
Partecipante@sgrillettina wrote:
quindi un trans senza pisello nun puo desiderare naltra piskella
No, ma può andare dall’ortolano….
27 Maggio 2016 alle 14:06 #988905frustadeglisciocchi
PartecipanteIl dato di fatto è che una donna
con la vagina chiusa artificialmente
è sempre desiderabile per un etero
perchè restano altri due buchi da riempire.
Il corrispettivo maschile
ovvero l’uomo senza l’uccello
perde ogni interesse per il gay.
Anche il gay sedicente attivo
avrebbe il calo del desiderio
siamo onesti…. perchè quando inserirebbe
non avrebbe nulla da stringere!27 Maggio 2016 alle 15:03 #988906frustadeglistupidi
Partecipante@sgrillettina wrote:
@Frustadeglistupidi wrote:
@sgrillettina wrote:
quindi un trans senza pisello nun puo desiderare naltra piskella
No, ma può andare dall’ortolano….

pe se fa da qualke cetriolo ? 😆 😆 😆
No: per farsi dare il pisello che gli manca…. 8)
27 Maggio 2016 alle 22:10 #988907melissange
Partecipante@soledamore wrote:
Visto che Frustadeglisciocchi mette in dubbio la mia conoscenza del greco classico, nel patetico tentativo di screditarmi come pensatore cattolico queer, posto qui la mia traduzione corretta – ovviamente completamente diversa da quella “queer” (e dichiarata come tale, è importante precisarlo) che postai per sublime burla intellettuale sul gay forum – del frammento 135 del Nauck, il quale riporta un passo tratto da una tragedia di Eschilo, “I Mirmidoni”. Un passo che i gaysti cattofobi tra l’altro prendono come punto di riferimento per avallare la tesi del rapporto gay fra Achille e Patroclo, tesi che ho completamente decostruito sullo stesso gay forum e che mi riservo di divulgare anche qui, prima o poi, perché merita di essere diffusa anche tra il pubblico dei non specialisti.
Prima della mia traduzione riporto quella del forumista Anakreon, con la sua trascrizione (scorretta) in caratteri latini :
Scrive Anakreon:
“Trascrivo anche in lettere latine, per chi ignori quelle greche:
“sebas de meron hagnon ouk epeideso,
o dyskhariste ton pyknon philematon.”.Mia versione:
“non onorasti la santa venerazione delle cosce,
o ingratissimo a frequenti baci.” “La trascrizione, sia detto per inciso, è scorretta perché, per quanto l’assenza di accenti e altri accidenti ortografici sia comprensibile, data la difficoltà di riportarli con una tastiera comune, o in certi casi persino con le opzioni “speciali” del Word, non è ammissibile trascrivere parole greche senza indicare la lunghezza delle vocali. Una epsilon non può equivalere ad una eta. “Meros” (con l’epsilon) non è eguale a “meeros” (con l’eta), per riprendere uno dei vocaboli del frammento. Nel primo caso significa infatti “parte”, nel secondo “coscia”.
Quindi, in generale, nella trascrizione di parole greche, suggerisco di indicare sempre la lunghezza di una vocale, raddoppiandola, per evitare equivoci.Ecco dunque la trascrizione giusta:
“sebas de meeroon hagnon ouk epeeidesoo,
oo dyskhariste toon pyknoon phileematoon.”.In questo modo si capisce anche subito, al primo sguardo, che abbiamo dei genitivi plurali (-oon) e non un accusativo singolare (- on), il che semplifica anche la comprensione del testo, per chi non conosca la versione originale o non abbia presente il significato dei vocaboli.
Fatte queste doverose precisazioni, la mia traduzione è questa:
“O ingratissimo per gli accorti baci
non provati alcun sentimento di sacro rispetto per le cosce”E il senso è il seguente: uno dei due amici, per quanto l’altro si sia sforzato di baciarlo in modo accorto, probabilmente per non far capire agli altri la natura della loro relazione, ad un certo punto va oltre e decide di passare dai baci all’azione (un coito intercrurale, probabilmente, giusto le modalità della pederastìa greca e il suo ordine paideutico, secondo l’interpretazione comune della relazione sessuale fra i due. Ma anche no, essendo il loro eros “militaresco”, quindi diverso da quello pederastico classico…) Invece di essere riconoscente perché l’altro ha saputo baciarlo in modo accorto, si prende il dito…con tutta la mano, e decide di andare oltre, violando in modo spregiudicato quelle cosce che meritavano religioso rispetto. E’ stupefacente trovare in un frammento greco scritto molti secoli fa questa considerazione religiosa del corpo maschile, molto prima dell’avvento del Cristianesimo. Anche per i Greci il corpo in qualche modo era ritenuto sacro. O almeno così la pensava Eschilo…
La mia è una traduzione personale di un frammento decontestualizzato. Non ci è dato di sapere con certezza se sia Achille a parlare o Patroclo. Non sappiamo nemmeno se la “mancanza di rispetto” sia andata a buon fine, a voler essere pignoli. Potrebbe anche essersi trattata di una violenza, che si stemperò nella sublime amicizia che legava i due e che fu perdonata.
Dal punto di vista grammaticale, epeeidesoo è un aoristo primo medio sigmatico, seconda persona singolare e viene dal verbo epaideomai. Regge gli accusativi neutri sebas e agnon. Pyknoon e fileematoon sono dei genitivi plurali, meeroon (le famose cosce) è un altro genitivo plurale.
Una piccola chicca: meeros (= coscia, anca, per lo più di uomini) è legato alla radice indeuropea mes, che a sua volta rimanda al latino membrum…
Certo, quando ho tradotto meeros con “pene”, la mia intenzione era quella di fare uno scherzo, perciò ho cercato di dare alla parola un significato molto gay, di tradurla insomma come l’avrebbe tradotta un gay con la passione per i classici, per mettere alla berlina le interpretazioni fuorvianti e talvolta troppo parziali di certi omosessuali classicisti.
Ora mi rendo conto che la mia traduzione “queer” non era nemmeno così campata in aria 😛P.s.
Ad ogni buon conto, la traduzione di Anakreon (ironia – socratica? – della sorte), è molto più ostativa della mia, rispetto ad un’evoluzione sessuale dell’amicizia fra Achille e Patroclo. Con buona pace di Isher, che sosteneva, troppo gaiamente, che Achille fosse “la più femmina di tutta l’Iliade” [sic]. affermazione che non sta né in cielo né in terra, come dimostrai in quella famosa discussione. Ma di ciò parlerò altrove, se volete 😀ma senti parlane dove vuoi ma no qui
qua non capiamo er marocchino linguage
de quo nun te capimo
27 Maggio 2016 alle 22:13 #988908melissange
Partecipantecioè non volevo scrivere marocchino volevo scrivere arabo
non o comprendiamo l’arabo sopra
e questarabo Nauck nun ce frega gnente
io voglio la fava sana nun voglio er frammento 😕28 Maggio 2016 alle 8:26 #988909frustadeglistupidi
Partecipante@sgrillettina wrote:
seriamente io me riferivo e trans f2m nun operate, seconno sto ragionamento allora nun potrebbero senti a voglia e scopa? bo’
Seriamente parlando non m’intendo di trans né f2m né f1m né con altre variabili od incognite…. 8)
28 Maggio 2016 alle 10:26 #988910w.oland
Partecipante@frustadeglisciocchi wrote:
Il dato di fatto è che una donna
con la vagina chiusa artificialmente
è sempre desiderabile per un etero
perchè restano altri due buchi da riempire.
Il corrispettivo maschile
ovvero l’uomo senza l’uccello
perde ogni interesse per il gay.
Anche il gay sedicente attivo
avrebbe il calo del desiderio
siamo onesti…. perchè quando inserirebbe
non avrebbe nulla da stringere!Ritorni con questi discorsi assurdi, soledamore?
A parte l’obbrobrio della “vagina chiusa” (bisognerebbe chiedere a degli etero) un’uomo senza pene cos’è?
Non è realmente un uomo, non è neanche un castrato, perché ai castrati venivano tolti solo i testicoli. Quindi c’è da meravigliarsi che nessuno vorrebbe avere una relazione basata sul sesso con un essere così anomalo?E non porta acqua al tuo mulino del fallocentrismo perché, ripeto, stiamo parlando di normali rapporti fra uomini gay.
30 Maggio 2016 alle 8:55 #988911laziculi
PartecipanteSecondo me un gay senza uccello non è un uomo e poi senza uccello che ti puo dare nel rapporto?anche l’affettività ha bisogno qualcosa di concreto altrimenti non cè rapporto con la realtà siamo seri!
-
AutorePost
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.