Gay.it Forum › Forum › Attivismo, associazioni, politica, cultura › Il frammento 135 del Nauck
- Questo topic ha 56 risposte, 15 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 10 anni fa da
laziculi.
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13 Aprile 2016 alle 23:42 #988870
frustadeglistupidi
Partecipante@soledamore wrote:
E’ triste il fatto che tu attribuisci a me anche i post di chiunque scriva in questo forum!
I post di chiunque scriva??? Ma, no, figurati!!! Solo i post degli imbecilli che scrivono usando i tuoi idiotissimi argomenti, elogiandoti proprio quando fai il deficiente al sommo grado ed insultando quelli che ti fanno obiezioni…. 8)
@soledamore wrote:
Questa si chiama: paranoia.
Sì, hai ragione: sei paranoico!!! La tua è la paranoia dell’aver sempre ragione con un pubblico che ti osanna sempre e poiché non hai né l’una né l’altro, cerchi di procurarteli a buon mercato moltiplicando i nick…. 😉
@soledamore wrote:
Non basta. Sei così vittima del complesso d’inferiorità che hai nei miei confronti, che non puoi fare a meno d’insultarmi: tu, viscido verme che strisci tra il fango e la merda, sperando di essere schiacciato dal mio calcagno, nella speranza di avere un futuro migliore che non sia questa tua squallida vita d’invidia e risentimento.
Che buffoncello sei….
squassi invano quel tuo cappello dal triplice sonaglio: non spaventi nessuno e tanto meno nascondi la voragine dei tuoi errori!!!@soledamore wrote:
Mi fai ribrezzo. Sta’ lontano da me. Anche le mie scarpe hanno una loro dignità.
Ah, certo!!! La dignità della suola delle tue scarpe è la sola dignità che hai!!!! 🙄
14 Aprile 2016 alle 10:38 #988871frustacleglistupidi.
Partecipante@Frustadeglistupidi wrote:
@anonimopadovano78 wrote:
Questo Anonimopadovano78 s’è registrato il 29 dicembre 2011 e fino ad oggi aveva scritto solo cinque post, l’ultimo dei quali l’11 febbraio 2012: tutti post monoriga eccetto uno, il 5°, scritto in evidente stato d’alterazione mentale, e tutti palesemente degni d’un deficiente, anche per i thread scelti 🙄
1° post in :
😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆
2° post in :
http://i44.tinypic.com/21lim3p.jpg
3° post in :
No, Huge. Tu sei puù vecchio, sei del 77 // ➡
4° post in :
E poi, huge come la tua invidia, almadell è laureando
te non si sa nemmeno con certezza sei hai finito il liceo ➡5° post in :
El mio gioco preferito xe “lesbian indian pigs into my ass ” ghe se traduce “porcellini d’india lesbichi nel mio culetto” el mio preferito xe quello che entra nel mazzo rosa e gha il muso nero…..se me pasano la POMPA la faccio alla lesbica con lo strap one e me da 23 punti + +a volte mi ghe xe capitato di fare una pomopa già a el primo turno
oce a ghe mi non son el almadel 😀Errata corrige: anonimopadovano78 è evidentemente un clone di almadel, nato in funzione anti-huge, quando nella discussione su chi “godeva relamente di c…lo” si presero a borzettate. Probabilmente una creatura dello stesso almadel, che non ha mai disdegnato i giochi di cloni, come ammesso dallo steso Rivas.
Il quinto post, scritto in dialetto padovano, ( e quelli successivi) non sono opera di almadel, ma di un tizio che è riuscito a impossessarsi della pass word del personaggio fake creato da almadel, rubandoglielo. Probabilmente di origine veneta, costui frequenta anche altri forum, dove svolge il ruolo di moderatore…..Almadel ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco, perchè per riavere indietro il suo personaggio fake (anonimopadovano78) avrebbe dovuto ammettere di essere anche lui un clonatore, mentre ci tiene moltissimo a farsi considerare estraneo a questo gioco.Di più non posso dir, non posso dir!
14 Aprile 2016 alle 10:44 #988872frustacleglistupidi.
PartecipanteE ammesso anche che il grande Anakreon abbia copiato la sua traduzione dal Cambiano, cosa ci sarebbe di male? Lui non voleva dimostrare di saper tradurre dal greco antico, ma semplicemente voleva indagare sulla natura del rapporto fra Achille e Patroclo secondo quanto ci tramandarono gli Antichi. E se confuse Paride con Patroclo, bisogna essere anche indulgenti con gli scherzi che fa la memoria ad una persona di una certa età.
Per me commise errore molto più grave chi confuse in quella discussione su Sofocle e Platone i generi teatrali e l’attribuzione dei frammenti, come Isher(wood), tra l’altro di almeno 20 anni più giovane di Anakreon.
Per non parlare degli errori contenuti nello stesso testo di Cambiano, punto di riferimento per tutti…14 Aprile 2016 alle 17:14 #988873frustadeglistupidi
PartecipanteLascio perdere la questione dei cloni di Soledamore, perché altrimenti Rivas mi frusta per vizio incallito di off topic 8), e vengo al frammento eschileo de quo.
Frammento 135 di Eschilo nell’edizione Nauck:
<sebas de meron hagnon ouk epeideso,
o dyskhariste ton pyknon philematon>.Metto anche la traslitterazione stravagante di Soledamore per non far torto a nessuno 😉 :
<sebas de meeroon hagnon ouk epeeidesoo,
oo dyskhariste toon pyknoon phileematoon>.Traduzione riferita da Isherwood che l’attribuì a Giuseppe Cambiano:
<E quell'uso di stare santamente
Fra le tue cosce io piango!>.Traduzione di Anakreon:
<non onorasti la santa venerazione delle cosce,
o ingratissimo a frequenti baci>.Traduzione (l’ultima autorizzata dopo scherzi e correzioni 😉 ) di Soledamore:
<O ingratissimo per gli accorti baci
non provasti alcun sentimento di sacro rispetto per le cosce>.Quella riferita da Isherwood è però una traduzione d’un altro frammento di Eschilo, il 136, che Cambiano per errore cita come 135.
Quella di Soledamore vorrebbe essere letterale ma, come ho già scritto, sbaglia su due punti essenziali, trasformando il significato del tutto forse anche più della traduzione di Paduano.
Ripeto quanto scritto nel mio primo post.
1) I baci non possono essere (traduzione per sé possibile di pyknos), ma cioè : non vedo che senso abbia che un amante pianga i baci dati all’amato perduto definendoli e non invece intensamente !!!!
Sembrerebbe quasi che l’amante volesse dire d’aver fatto un calcolo sul numero o sull’intesità dei baci, per non sprecarsi troppo.
Se proprio si volesse rimanere nell’area semantica di , allora sarebbe meglio dire
, che sanno cioè dove e come far fremere l’amato!!!
Ma francamente la frequenza dei baci mi sembra l’interpretazione migliore.2) L’amato perduto, appunto perché perduto, non può essere all’amante, come traduce Soledamore, ma al contrario è ricevuti dall’amante. Infatti l’amato, benché appassionatamente e frequentemente baciato e venerato dall’amante, lo abbandona morendo e quindi non è grato ai baci da lui ricevuti.
3) Infine c’è l’errore d’interpretazione dei sentimenti dell’amante che abbia perduto l’uomo amato, sentimenti che Eschilo vuole rappresentare.
La traduzione corretta è sia letteralmente sia semanticamente quella di Anakreon:
.
Achille si lamenta che Patroclo, morendo, non possa più rispondere (onorare) alla sua (di Achille) venerazione erotica verso l’amato.
Errata ed assurda quindi la traduzione di Soledamore:
,
perché, traducendo così, Achille si lamenterebbe che morendo Patroclo non abbia più rispetto per le cosce…. d’Achille!!!!!, lasciandole quindi fisicamente insaziate!!!!
Nella traduzione corretta di Anakreon infatti Achille desidera la fisicità di Patroclo, l’amato perduto, mentre in quella scorretta di Soledamore Achille si lamenta che il morto Patroclo non abbia più rispetto delle sue (d’Achille) cosce!!!
Soledamore quindi commette l’errore di invertire erastes (Achille) con eromenos (Patroclo): Eschilo infatti presenta Achille come erastes e Patroclo come eromenos, e così facendo Soledamore riduce Patroclo a dildo d’Achille!!!
Nulla di meno probabile in un autore sensibile come Eschilo che per di più voglia rappresentare il dolore dell’amante per l’amato perduto!!!
La traduzione di Soledamore rivela ignoranza dell’animus della grecità classica in fatto di omoerotismo e specificamente ignoranza dell’animus di Eschilo!!!!
Ma comunque sia tale traduzione è semanticamente sbagliata, perché nell’area dei significati di non c’è nel senso di , ma derivando da , , , c’è il significato della venerazione, dell’onore dovuto a ciò che lo merita ed è riferita al contraccambio che Patroclo non potrà più dare come amato, essendo morto, alla venerazione dell’amante Achille.15 Aprile 2016 alle 20:42 #988874observe
PartecipanteSoledamore scrive:
@soledamore wrote:
Dal punto di vista grammaticale,[epeeidesoo è un aoristo primo medio sigmatico, seconda persona singolare e viene dal verbo epaideomai/b] . Regge gli accusativi neutri sebas e agnon. Pyknoon e fileematoon sono dei genitivi plurali, meeroon (le famose cosce) è un altro genitivo plurale.
Frustadeglistupidi, noto clone di Anaktreon, Almadel e chi sa quanti altri scrive:
@Frustadeglistupidi wrote:
Lascerei perdere le tue esilaranti spiegazioni sul tuo modo incompetente di trascrivere il greco in lettere latine: …..
Spiegami un po’, signor so tutto io, perché trascrivi le vocali lunghe del greco con una vocale duplicata, ma non fai lo stesso con il latino????
Eppure anche in latino molti casi d’ambiguità nella scrittura e quindi nell’interpretazione potrebbero essere risolti indicando la lunghezza o la brevità delle vocali!!
Perché tale disparità??Quanto alla traduzione del frammento eschileo,
A parte che la traduzione è tutta non tanto fantasiosa, quanto sbagliata, tu stesso parlasti di , di cui invece non c’è traccia nel frammento, che contiene invece un indicativo aoristo di seconda persona , .
Non solo, ma traducesti l’imperativo aoristo con un indicativo futuro di prima persona !!!E’ evidente che l’unica analisi grammaticale dei due versi, in tutta questa discussione, è stata fatta da Soledamore. E’ evidente che è stato l’unico ad individuare che il verbo era un aoristo di seconda persona singolare medio sigmatico, e che Frustadeglistupidi copia l’informazione (basta controllare data e orario dei post, quello di Frustadeglistupidi è successivo).
Inoltre il copione Frustadeglistupidi è anche rozzo, e omette di specificare, come aveva fatto Soledamore nel post precedente, che oltre ad essere un aoristo di seconda persona singolare, è anche un aoristo medio sigmatico.
Aggiungo anche che Anakreon ebbe gioco facile a scoprire che la traduzione di Soledamore in gay-forum era una traduzione fantasiosa, ma non fece mai l’analisi grammaticale del testo, come ha fatto Soledamore. Scoprì che non si trattava di un imperativo aoristo, solo perché non risultava tale nella traduzione italiana del frammento che lui aveva a disposizione. Ma non capì mai di che modo e tempo si trattasse in realtà, perché copiò pari pari la traduzione italiana, come ha ben riferito anonimopadovano78. Chiunque può verificare leggendo quella discussione (il titolo è “Il discepolo prediletto di Gesù”, o qualcosa del genere – non mi chiedete come da Gesù siano finiti ad Achille e patroclo perché sarebbe troppo lungo da spiegare). Non c’è nessuna analisi grammaticale del testo greco, da parte di Anakreon, nè in quella discussione, né in questa. Analisi che è stata fatta unicamente da Soledamore.Questo dimostra che Anakreon non ha mai tradotto il frammento, ma si è servito di una nota traduzione italiana preesistente, come ha scoperto anonimopadovano78.Sulla trascrizione dei caratteri greci in lettere latine, il criterio di Soledamore mi sembra molto pertinente. Non occorre applicare lo stesso criterio alle trascrizioni di parole latine, come sostiene la demente Frustadeglistupidi (senza offesa, ma fare un paragone del genere oltre che da ignoranti è anche da dementi), perché appunto le lettere greche, sono lettere greche, le lettere latine sono lettere latine, ovvero coincidono quasi completamente con quelle dell’alfabeto italiano! E’ veramente ridicolo dovere specificare questa cosa, se si ha a che fare con chi abbia una conoscenza elementare delle lingue classiche! In latino non ci sono due segni differenti per trascrivere la “e” breve o la “e” lunga, quindi non occorre raddoppiare le vocali, tutto qui!
Ancora una volta gli attacchi del clone Frustadeglistupidi a Soledamore sono pretestuosi, volgari, inconcludenti, ridicoli e quindi inefficaci. Dimostrano l’idiozia del soggetto: Frustadeglistupidi, un tipico esempio di gay frustato, culturalmente molto deficiente, per questo pieno di risentimento, con grandi complessi d’inferiorità, privo dei requisiti minimi per affrontare una discussione del genere e capace solo di diffondere negatività con il suo esercito di cloni e assolutamente non all’altezza di affrontare simili questioni.
Confesso che anche io avevo dei pregiudizi nei confronti di Soledamore. Ma adesso che mi rendo conto dell’imbecillità di coloro che lo denigrano, rileggendo la sua traduzione mi convinco sempre più che sia quella giusta e che gli altri abbiano preso un granchio colossale. Con questa importante differenza, però: Soledamore ha tradotto personalmente il testo ( e la sua analisi grammaticale allegata è la prova decisiva). Gli altri (ovvero l’altro: Frustadeglistupidi con i suoi cloni) hanno solo riportato traduzioni in italiano fatte da terzi e presenti in note antologie scolastiche. Ancora adesso Frustadeglistupidi non avrebbe capito niente senza l’analisi grammaticale di Soledamore. Probabilmente non sa nemmeno che cosa signfica “aoristo medio sigmatico”. Un velo pietoso.16 Aprile 2016 alle 11:13 #988875frustadeglistupidi
Partecipante@observe wrote:
Frustadeglistupidi, noto clone di Anaktreon, Almadel e chi sa quanti altri scrive
Bravo, Soledamore, alias Observe, alias Frusdeglisciocchi, alias Anonimopadovano78, alias ecc.: hai colto nel segno!!!
Sì, lo confesso, sono l’unico esemplare fino ad ora noto di clone in multiproprietà….

Nota per i principianti e per i distratti:
fa parte della serie: 8)@observe wrote:
E’ evidente che l’unica analisi grammaticale dei due versi, in tutta questa discussione, è stata fatta da Soledamore.
Guarda, Soledamore, la tua analisi grammaticale la saprebbe fare anche uno studente di prima ginnasio, dopo due o tre mesi di corso, dato che nei due versi non c’è proprio niente di grammaticalmente difficile da capire o d’irregolare 🙄
@observe wrote:
Soledamore è evidente che è stato l’unico ad individuare che il verbo era un aoristo di seconda persona singolare medio sigmatico.
Quanto poi alla miracolosa 😯 individuazione che il , a parte che come ho già detto è alla portata d’uno studente di prima ginnasio, che forse saprebbe fare anche meglio, c’è da dire che:
1° manca un dato essenziale in un’analisi grammaticale seria d’un verbo, che cioè è un aoristo INDICATIVO!!!!: mancanza non da poco per uno che pretende d’aver fatto un’analisi grammaticale esauriente dei due versi di Eschilo
2° ti ricordo che tu, quando eri ancora in vena di :roll:, l’avevi individuato invece come aoristo….. IMPERATIVO!!!! salvo poi tradurlo, sempre per 🙄 come FUTURO indicativo di prima persona.
Sei molto confuso nelle individuazioni verbali e molto carente nelle analisi grammaticali…. 🙄
Comunque sia, Anak(t)reon su Gay-forum.it, subito dopo le tue traduzioni sbagliate, diede la traduzione corretta:
<non onorasti la santa venerazione delle cosce,
o ingratissimo a frequenti baci>e questa traduzione implicava necessariamente che l’analisi del verbo ( nella tua trascrizione) fatta da Anakreon fosse stata che esso era un aoristo indicativo di seconda persona dal verbo , , , , altrimenti evidentemente Anakreon NON l’avrebbe potuto tradurre con !!! Infatti l’analisi grammaticale e logica in una frase necessariamente precede l’interpretazione e la traduzione…. almeno per chi non voglia tradurre alla cazzo di cane come ha fatto qualcuno nei dintorni…. 🙄
@observe wrote:
Soledamore è evidente che è stato l’unico ad individuare che il verbo era un aoristo di seconda persona singolare medio sigmatico. Frustadeglistupidi copia l’informazione (basta controllare data e orario dei post, quello di Frustadeglistupidi è successivo).Inoltre il copione Frustadeglistupidi è anche rozzo, e omette di specificare, come aveva fatto Soledamore nel post precedente, che oltre ad essere un aoristo di seconda persona singolare, è anche un aoristo medio sigmatico.
Certamente eri ubriaco quando hai letto il mio post, perché io non ho fatto nessun’analisi grammaticale delle forme nominali o verbali presenti nei due versi, se non altro perché mi sembrano pacifiche oltre che facili (facili ovviamente per chi non sia un emerito caprone nello studio del greco 8)).
Ho fatto invece un’analisi semantica ed intepretativa dei versi e delle traduzioni proposte prima da Anakreon e poi da te (lasciando perdere quelle tue ), analisi che naturalmente tu ti guardi bene dal contestare nel merito, evidentemente perché non ne sei capace!!!! 😉@observe wrote:
Aggiungo anche che Anakreon ebbe gioco facile a scoprire che la traduzione di Soledamore in gay-forum era una traduzione fantasiosa, ma non fece mai l’analisi grammaticale del testo, come ha fatto Soledamore. Scoprì che non si trattava di un imperativo aoristo, solo perché non risultava tale nella traduzione italiana del frammento che lui aveva a disposizione. Ma non capì mai di che modo e tempo si trattasse in realtà, perché copiò pari pari la traduzione italiana, come ha ben riferito anonimopadovano78. Chiunque può verificare leggendo quella discussione (il titolo è “Il discepolo prediletto di Gesù”, o qualcosa del genere – non mi chiedete come da Gesù siano finiti ad Achille e patroclo perché sarebbe troppo lungo da spiegare). Non c’è nessuna analisi grammaticale del testo greco, da parte di Anakreon, nè in quella discussione, né in questa. Analisi che è stata fatta unicamente da Soledamore.Questo dimostra che Anakreon non ha mai tradotto il frammento, ma si è servito di una nota traduzione italiana preesistente, come ha scoperto anonimopadovano78.
Questo gioco a tre tra Soledamore ed i suoi cloni Anonimopadovano78 ed Observe è veramente esilarante, soprattutto per le cazzate raccontate!!!!
Cioè, uno (Anakreon) traduce correttamente due versi di Eschilo e viene accusato non, come sarebbe logico se fosse vero, di averli tradotti erroneamente od impropriamente, ma di non aver fatto un’analisi grammaticale del testo per permettere ad un somaro salito in cattedra (Soledamore) di fare scherzi scemi per bambini citrulli…. 😯
Chissà se Soledamore ha chiesto al Monti (non il presidente del consiglio in carica 🙄 ) l’analisi grammaticale dell’Iliade od al Pindemonte quella dell’Odissea allegate alle loro traduzioni!!!!
Comunque sia la traduzione di Giuseppe Cambiano, di cui parlò Isherwood nel post su Gay-forum.it, non era del frammento 135 di Eschilo, ma del 136. Infatti Isherwood si corresse e scrisse che Cambiano aveva sbagliato nell’indicare il numero del frammento: quindi la traduzione fatta da Anakreon non copiava quella di Cambiano, perché questa era la traduzione di un altro frammento di Eschilo.
Ma tutto ciò lo sai bene, Soledamore, anche se continui a confondere le acque con i tuoi cloni per nascondere i tuoi clamorosi errori di traduzione e d’interpretazione!!!@observe wrote:
Sulla trascrizione dei caratteri greci in lettere latine, il criterio di Soledamore mi sembra molto pertinente. Non occorre applicare lo stesso criterio alle trascrizioni di parole latine, come sostiene la demente Frustadeglistupidi (senza offesa, ma fare un paragone del genere oltre che da ignoranti è anche da dementi), perché appunto le lettere greche, sono lettere greche, le lettere latine sono lettere latine, ovvero coincidono quasi completamente con quelle dell’alfabeto italiano!
Ah, certo, non si deve perché…. non si deve…. 🙄
Ma dovresti sapere che le vocali italiane continuano solo nel suono quelle latine, ma non nella quantità, dato che il latino come il greco distingueva vocali lunghe da vocali brevi e spesso tale distinzione indicava la diversa funzione della parola (nominativa, ablativa ecc.) nella proposizione o addirittura un suo diverso significato. Quindi se con il raddoppiamento della vocale vuoi rappresentare la diversa lunghezza della vocale, di logica dovresti farlo anche per il latino, non solo per il greco (ma certo la logica nella tua testa non ci sta manco a pigione 😥 ).@observe wrote:
E’ veramente ridicolo dovere specificare questa cosa, se si ha a che fare con chi abbia una conoscenza elementare delle lingue classiche! In latino non ci sono due segni differenti per trascrivere la “e” breve o la “e” lunga, quindi non occorre raddoppiare le vocali, tutto qui!
E’ veramente ridicolo avere a che fare con certi somari che salgono in cattedra senza avere le nozioni basilari per insegnare anche solo agli ignoranti!!!!
Evidentemente ignori che in greco la distinzione di scrittura tra lunga e breve e tra lunga e breve era usata solo nel dialetto ionico e fu introdotta nell’uso attico solo nel 403 a.C. sotto l’arcontato di Euclide.
Quindi, se tu volessi essere filologicamente corretto, dovresti scrivere tutti i testi attici composti fino al 403 senza distinguere tra o tra lunghe o brevi!!! E quindi, poiché mi risulta, fatte salve revisioni soledamoriane 😕 , che Eschilo sia stato un poeta attico vissuto PRIMA della riforma della scrittura del 403, non capisco perché tu sia andato scrivendo raddoppiate le e le lunghe contenute nei suoi versi…. 8)Aggiungo che proprio tu avevi scritto nel primo post di questo thread:
.Proposito encomiabile, specialmente per chi come te in greco sembra piuttosto una schiappa….
e quindi ha bisogno di stampelle robuste….
Però, se il proposito è di evitare equivoci tra vocali lunghe e brevi perché la diversa quantità può implicare una diversità di funzione o addirittura di significato della parola, non si capisce per quale ragione ora tu riduca tutto alle sole vocali ed : e le altre vocali??? anche le altre potevano essere lunghe o brevi ed avere significato o funzione diversi secondo che fossero lunghe o brevi!!!!
Lo stesso vale per il latino: perché non distingui il scrivendo dal scritto o la con funzione nominativa dalla con funzione ablativa??
La verità è che la tua non è una trascrizione razionale è solo una trascrizione bizzarra, per metterti in mostra e darti a buon mercato un’apparenza di conoscenza delle lingue classiche che non hai veramente…. 8)@observe wrote:
Con questa importante differenza, però: Soledamore ha tradotto personalmente il testo ( e la sua analisi grammaticale allegata è la prova decisiva). Gli altri (ovvero l’altro: Frustadeglistupidi con i suoi cloni) hanno solo riportato traduzioni in italiano fatte da terzi e presenti in note antologie scolastiche. Ancora adesso Frustadeglistupidi non avrebbe capito niente senza l’analisi grammaticale di Soledamore. Probabilmente non sa nemmeno che cosa signfica “aoristo medio sigmatico”. Un velo pietoso.
A parte che nella tua analisi grammaticale, come ho già detto, manca l’essenziale annotazione che l’aoristo è indicativo, annotazione assai più importante della distinzione tra aoristo attivo e medio (medietà che per altro è implicita nella forma del verbo 🙄 ) o dello scarsamente interessante (ai fini dell’interpretazione e della traduzione) sigmatismo dell’aoristo….. il che la dice lunga anche sulla qualità delle tue conoscenze che evidentemente sono solo elementari 8)….. A parte questo, una traduzione corretta implica necessariamente un’analisi corretta delle forme grammaticali nominali e verbali!!! sempre che non sia una traduzione copiata, come la tua, che hai copiata da quella di Anakreon, introducendo però, per distinguerti e non sembrare un volgare imitatore quale veramente sei 🙁 , alcune (così forse ti sembravano…. 8) ) variazioni come invece di , o come invece di o come, cosa ancor più grave perché stravolge il senso di tutto invertendo inoltre l’erastes con l’eromenos, invece di !!!! 😥
In una cosa però ti do ragione, Soledamore: nello stendere un velo pietoso!!! 8) Avvolgiti pure dentro per bene, cingilo strettamente dall’interno ed evita di svolgerlo di nuovo, perché mi vergognerei io per te!!! 😳
16 Aprile 2016 alle 11:41 #988876soledamore
Partecipante@observe wrote:
E’ evidente che l’unica analisi grammaticale dei due versi, in tutta questa discussione, è stata fatta da Soledamore. E’ evidente che è stato l’unico ad individuare che il verbo era un aoristo di seconda persona singolare medio sigmatico, e che Frustadeglistupidi copia l’informazione (basta controllare data e orario dei post, quello di Frustadeglistupidi è successivo).
Inoltre il copione Frustadeglistupidi è anche rozzo, e omette di specificare, come aveva fatto Soledamore nel post precedente, che oltre ad essere un aoristo di seconda persona singolare, è anche un aoristo medio sigmatico.
Aggiungo anche che Anakreon ebbe gioco facile a scoprire che la traduzione di Soledamore in gay-forum era una traduzione fantasiosa, ma non fece mai l’analisi grammaticale del testo, come ha fatto Soledamore. Scoprì che non si trattava di un imperativo aoristo, solo perché non risultava tale nella traduzione italiana del frammento che lui aveva a disposizione. Ma non capì mai di che modo e tempo si trattasse in realtà, perché copiò pari pari la traduzione italiana, come ha ben riferito anonimopadovano78. Chiunque può verificare leggendo quella discussione (il titolo è “Il discepolo prediletto di Gesù”, o qualcosa del genere – non mi chiedete come da Gesù siano finiti ad Achille e patroclo perché sarebbe troppo lungo da spiegare). Non c’è nessuna analisi grammaticale del testo greco, da parte di Anakreon, nè in quella discussione, né in questa. Analisi che è stata fatta unicamente da Soledamore.Questo dimostra che Anakreon non ha mai tradotto il frammento, ma si è servito di una nota traduzione italiana preesistente, come ha scoperto anonimopadovano78.Sulla trascrizione dei caratteri greci in lettere latine, il criterio di Soledamore mi sembra molto pertinente. Non occorre applicare lo stesso criterio alle trascrizioni di parole latine, come sostiene la demente Frustadeglistupidi (senza offesa, ma fare un paragone del genere oltre che da ignoranti è anche da dementi), perché appunto le lettere greche, sono lettere greche, le lettere latine sono lettere latine, ovvero coincidono quasi completamente con quelle dell’alfabeto italiano! E’ veramente ridicolo dovere specificare questa cosa, se si ha a che fare con chi abbia una conoscenza elementare delle lingue classiche! In latino non ci sono due segni differenti per trascrivere la “e” breve o la “e” lunga, quindi non occorre raddoppiare le vocali, tutto qui!
Ancora una volta gli attacchi del clone Frustadeglistupidi a Soledamore sono pretestuosi, volgari, inconcludenti, ridicoli e quindi inefficaci. Dimostrano l’idiozia del soggetto: Frustadeglistupidi, un tipico esempio di gay frustato, culturalmente molto deficiente, per questo pieno di risentimento, con grandi complessi d’inferiorità, privo dei requisiti minimi per affrontare una discussione del genere e capace solo di diffondere negatività con il suo esercito di cloni e assolutamente non all’altezza di affrontare simili questioni.
Confesso che anche io avevo dei pregiudizi nei confronti di Soledamore. Ma adesso che mi rendo conto dell’imbecillità di coloro che lo denigrano, rileggendo la sua traduzione mi convinco sempre più che sia quella giusta e che gli altri abbiano preso un granchio colossale. Con questa importante differenza, però: Soledamore ha tradotto personalmente il testo ( e la sua analisi grammaticale allegata è la prova decisiva). Gli altri (ovvero l’altro: Frustadeglistupidi con i suoi cloni) hanno solo riportato traduzioni in italiano fatte da terzi e presenti in note antologie scolastiche. Ancora adesso Frustadeglistupidi non avrebbe capito niente senza l’analisi grammaticale di Soledamore. Probabilmente non sa nemmeno che cosa signfica “aoristo medio sigmatico”. Un velo pietoso.Grazie, observe. Almeno chi ha un minimo di conoscenza del greco antico non trova peregrini i miei discorsi. E magari fossero tutti miei cloni come te! 😆 Riuscirebbero a distinguermi dai volgari imitatori e dalle checche rozze e attaccabrighe, oltre che profondamente ignoranti, come Frustadeglistupidi e i suoi troll.
10, 100, 1000 cloni come observe!Qui vorrei solo specificare che dalla mia traduzione si evince benissimo che si tratta di un indicativo, cosa che ho dato per scontata e che tu hai compreso benissimo, conoscendo il greco a differenza di Frustastupida.
Riguardo alle distinzioni tra vocali brevi e lunghe nella trascrizione italiana, non ha null’altro d’aggiungere. Chiunque conosca le lingue classiche capisce che solo un(‘) idiota potrebbe pretendere di trascrivere le vocali lunghe latine in italiano perché altrimenti si creerebbero confusioni. Quindi non mi dilungherò oltre sulla noiosa questione.
Ah, l’imbecillità maldicente delle checche invidiose! Non solo si offre un aiuto linguistico, ma lo si deve anche veder rifiutare con contestazioni pretestuose solo per basse gelosie culturali. Non c’è limite alla meschinità di certi individui 😥16 Aprile 2016 alle 13:04 #988877soledamore
Partecipante@Frustadeglistupidi wrote:
Frammento 135 di Eschilo nell’edizione Nauck:
<sebas de meron hagnon ouk epeideso,
o dyskhariste ton pyknon philematon>.Metto anche la traslitterazione stravagante di Soledamore per non far torto a nessuno:
<sebas de meeroon hagnon ouk epeeidesoo,
oo dyskhariste toon pyknoon phileematoon>.E’ grazie a questa trascrizione “stravagante” che sei riuscita a distinguere tra “meros” ( parte ) e “meeros”(coscia), quando hai scopiazzato la pessima traduzione di Anakreon che pare sia stata a sua volta copiata dal testo di Cambiano, come sostiene anonimopadovano78, il quale deve saperla lunga…
Traduzione riferita da Isherwood che l’attribuì a Giuseppe Cambiano:
<E quell'uso di stare santamente
Fra le tue cosce io piango!>.Traduzione di Anakreon:
<non onorasti la santa venerazione delle cosce,
o ingratissimo a frequenti baci>.Traduzione di Soledamore:
<O ingratissimo per gli accorti baci
non provasti alcun sentimento di sacro rispetto per le cosce>.Quella riferita da Isherwood è però una traduzione d’un altro frammento di Eschilo, il 136, che Cambiano per errore cita come 135.
Ripeto quanto scritto nel mio primo post.
1) I baci non possono essere (traduzione per sé possibile di pyknos), ma cioè : non vedo che senso abbia che un amante pianga i baci dati all’amato perduto definendoli e non invece intensamente !!!!
Finalmente hai cacciato il Liddell Scott da sotto la gonnella e hai scoperto che “pyknos” può significare anche “accorto”. Il senso te l’ho spiegato nel post in causa, ma forse non sei riuscito a recepirlo
Se proprio si volesse rimanere nell’area semantica di , allora sarebbe meglio dire
, che sanno cioè dove e come far fremere l’amato!!!
Ma francamente la frequenza dei baci mi sembra l’interpretazione migliore.Decisamente, no! I baci furono “accorti”, non “sapienti”: il vizio di trasformare un rapporto particolare tra due maschi in una barzelletta pornografica sembra essere connaturato in certe categorie di gay! Stiamo parlando di Achille e Patroclo, non di Emanuelle. Sono due protagonisti del poema epico chiamato Iliade, non di un fumetto di Tom of Finland. Vergognati!
2) L’amato perduto, appunto perché perduto, non può essere all’amante, come traduce Soledamore, ma al contrario è ricevuti dall’amante.
L’amante è ingrato per i baci, perché erano, appunto “baci accorti” che servivano a non rendere di pubblico dominio il loro rapporto particolare, che era di eros militaresco, non pederastico, come vorrebbero far credere i gaysti. La sua ingratitudine consiste nel sessualizzare un po’ troppo l’amicizia fondamentalmente cameratesca, cercando un vero e proprio rapporto sodomitico, probabilmente. Non sappiamo però chi dei due intraprese il salto qualitativo, e quanto potesse contare, almeno inizialmente, la condiscendenza dell’altro, dato che non è possibile stabilire, come ho già spiegato, chi sia l’erastees e chi sia l’eroomenos, anche se alcuni gay ne sono sicurissimi, più di Eschilo, Sofocle o dello stesso Platone 😆 Ovvio, devono adattare Achille e Patroclo a quella immagine pregiudiziale che serve a farne icone classiciste della loro ideologia: due gay ante litteram, che però grazie a questa improvvida, ingiusta, ridicola trasformazione, diventano due personaggi nemmeno da commedia, ma da farsa. Sicché un Isherwood qualsiasi può sentirsi autorizzato ad affermare, nella sua uranica prosopopea, che “Achille era la più femmina di tutta l’Iliade”. E a riscuotere il plauso delle oche starnazzanti, incolte e maleducate come Frustadeglisciocchi, che con il suo esercito di cloni vorrebbe poi far credere di rappresentare l’idea di chi sa quanti altri gay, ma in realtà rappresenta solo se stessa. La solita oca suina del gregge di Epicuro, anzi di Epicura(ti) 😀 fastidioso e lascivo mostriciattolo che pu di dare una giustificazione ideologica al fallocentrismo da cui è affetta, sarebbe capace di sostenere che l’Iliade l’ha scritta lei stessa
3) Infine c’è l’errore d’interpretazione dei sentimenti dell’amante che abbia perduto l’uomo amato, sentimenti che Eschilo vuole rappresentare.
Errata ed assurda quindi la traduzione di Soledamore:
,
perché, traducendo così, Achille si lamenterebbe che morendo Patroclo non abbia più rispetto per le cosce…. d’Achille!!!!!, lasciandole quindi fisicamente insaziate!!!!
Nella traduzione corretta di Anakreon infatti Achille desidera la fisicità di Patroclo, l’amato perduto, mentre in quella scorretta di Soledamore Achille si lamenta che il morto Patroclo non abbia più rispetto delle sue (d’Achille) cosce!!!
Soledamore quindi commette l’errore di invertire erastes (Achille) con eromenos (Patroclo): Eschilo infatti presenta Achille come erastes e Patroclo come eromenos, e così facendo Soledamore riduce Patroclo a dildo d’Achille!!![…]
Ma comunque sia tale traduzione è semanticamente sbagliata, perché nell’area dei significati di non c’è nel senso di , ma derivando da , , , c’è il significato della venerazione, dell’onore dovuto a ciò che lo merita ed è riferita al contraccambio che Patroclo non potrà più dare come amato, essendo morto, alla venerazione dell’amante Achille.A parte il fatto che non è possibile stabilire chi fosse dei due l’erastees e chi l’eroomenos, lo ripeto per l’ennesima volta, ciuccia pervicace e stupidamente arrogante: persino gli Antichi avevano opinioni divergenti, come può una checca contemporanea pretendere di stabilirlo in base alle sue proiezioni da filmaccio di serie b anni ’70? A questa cosa ci sono arrivate persino il tuo clone Ankreon e le altre.
Inoltre in “epaideomai” c’è decisamente il significato di “provare sentimento di rispetto per”, con questo significato regge l’accusativo, ed è uno dei due significati fondamentali. L’altro significato invece è quello di “vergognarsi, “adirarsi”, e in questo caso regge il dativo (oppure di può costruire con l’infinito od “ei”). Il significato dlel'”onore dovuto a ciò che merita” è una pura invenzione, inesistente nella semantica del verbo greco e che tu proponi solo perché devi giustificare la cattiva interpretazione (copiata) da Anacreonte (e questa è un’ulteriore prova che è stata copiata, che si aggiunge alla testimonianza di anonimo padovano78). Zitta e ciuccia!
16 Aprile 2016 alle 13:08 #988878frustadeglistupidi
Partecipante@soledamore wrote:
10, 100, 1000 cloni come observe!
Non allargarti troppo: già fatichi a gestire decentemente quei tre o quattro che hai correntemente…. infatti ti fai riconoscere benissimo…. 8)
@soledamore wrote:
Qui vorrei solo specificare che dalla mia traduzione si evince benissimo che si tratta di un indicativo, cosa che ho dato per scontata e che tu hai compreso benissimo, conoscendo il greco a differenza di Frustastupida.
Infatti è quello che ho detto anch’io della traduzione di Anakreon: che bisogno c’era che lui od io che l’ho approvata specificassimo che era ??? Nessun bisogno, dato che già la traduzione corretta con presupponeva un’analisi grammaticale corretta del verbo!!!
Il tuo clone Observe ha invece rimproverato me (ed Anakreon) di non aver fatto l’analisi grammaticale del verbo e dele altre parole, quasi che questa non fosse necessariamente presupposta dalla loro traduzione corretta in italiano, e si è fatto bello di dimostrare quanto tu sia bravo in greco (che clone ossequente 🙄 ), non accorgendosi però che ti eri dimenticato l’essenziale in un’analisi grammaticale d’un verbo, cioè l’indicazione del modo, che nel caso specifico dell’aoristo de quo è il modo indicativo!!!! Insomma hai voluto dimostrare che sei un caprone incompetente e tale rimani anche dopo che gli altri ti hanno preparato la pappa pronta e ci sei splendidamente riuscito!!!!
@soledamore wrote:
Riguardo alle distinzioni tra vocali brevi e lunghe nella trascrizione italiana, non ha null’altro d’aggiungere. Chiunque conosca le lingue classiche capisce che solo un(‘) idiota potrebbe pretendere di trascrivere le vocali lunghe latine in italiano perché altrimenti si creerebbero confusioni. Quindi non mi dilungherò oltre sulla noiosa questione.
A parte che spesso nella stampa del latino, soprattutto quando c’è ambiguità, si usa il segno _ per la lunga e U per la breve, comunque sia se il raddoppiamento della vocale per indicarne la lunghezza causa ambiguità, è più facile che la causi in greco, che in latino, dato che in greco non sono rare le parole con due vocali uguali adiacenti ma costituenti sillabe separate (ad esempio . Del resto io non ho mai visto un tale modo di trascrivere il greco, raddoppiando le vocali lunghe: evidentemente i problemi di cognizione li hai solo tu…. 8)
@soledamore wrote:
Non solo si offre un aiuto linguistico, ma lo si deve anche veder rifiutare con contestazioni pretestuose solo per basse gelosie culturali. Non c’è limite alla meschinità di certi individui 😥
Guarda, il solo aiuto linguistico che tu puoi dare agli altri è quello di….. vabbe’ lasciamo perdere, altrimenti Rivas mi frusta per off topic stercorario
16 Aprile 2016 alle 13:49 #988879soledamore
Partecipante@Frustadeglistupidi wrote:
Non allargarti troppo: già fatichi a gestire decentemente quei tre o quattro che hai correntemente…. infatti ti fai riconoscere benissimo…. 8)
Io non ho proprio nulla da gestire, a tua differenza. A te fa comodo pensare che observe, anonimopadovano78 e tanti altri (cambiano sempre a seconda delle discussioni, la regola è semplice: chiunque condivida anche solo parzialmente una mia idea è un mio clone, quindi chiunque in questo sito è stato almeno una volta o molte volte mio clone 😆 ) siano quello che sostieni, ma ciò non ha alcuna attinenza con la realtà. Infatti non hai uno straccio di prova per sostenere la tua tesi fallace. E se anche consultassi un moderatore (sleale come sei non mi meraviglio che tu possa arrivare ad una bassezza del genere, è successo già altre volte in passato, a quanto dicono) per conoscere gli ip, il moderatore non potrebbe che confermarti che ad ognuno di questi nick fa riferimento ad un id diverso, o almeno che l’id di soledamore non corrisponde a quello di observe, anonimopadovano78, frustadeglisciocchi, frustacleglistupidi, mentre, in verità, sul fatto che quello delle varie fruste non sia lo stesso non posso mettere la mano sul fuoco, anzi tenderei a ritenere il contrario…
@soledamore wrote:
Qui vorrei solo specificare che dalla mia traduzione si evince benissimo che si tratta di un indicativo, cosa che ho dato per scontata e che tu hai compreso benissimo, conoscendo il greco a differenza di Frustastupida.
@Frustadeglistupidi wrote:
Observe ha invece rimproverato me (ed Anakreon) di non aver fatto l’analisi grammaticale del verbo e dele altre parole, quasi che questa non fosse necessariamente presupposta dalla loro traduzione corretta in italiano, e si è fatto bello di dimostrare quanto tu sia bravo in greco , non accorgendosi però che ti eri dimenticato l’essenziale in un’analisi grammaticale d’un verbo, cioè l’indicazione del modo, che nel caso specifico dell’aoristo de quo è il modo indicativo!!!!
Observe ha detto il vero: l’unico a fare l’analisi grammaticale sono stato io, e questa è anche la prova che sono stato l’unico a dare la traduzione personale del frammento, mentre gli altri l’hanno copiata tutti da una fonte “altra” (tu l’hai copiata da Anakreon per tua esplicita ammissione, Anakreon l’ha copiata dal Cambiano, secondo observe e anonimopadovano78. Appigliarti sull’omissione del modo indicativo, per inficiare l’unica analisi grammaticale che è stata fatta (la mia), modo che era palese e che poteva evincersi anche dalla mia traduzione senza difficoltà, è il tipico gesto sleale da femminella astiosa che si arrampica sugli specchi e non sa più a cosa appigliarsi.
@soledamore wrote:
Riguardo alle distinzioni tra vocali brevi e lunghe nella trascrizione italiana, non ha null’altro d’aggiungere. Chiunque conosca le lingue classiche capisce che solo un(‘) idiota potrebbe pretendere di trascrivere le vocali lunghe latine in italiano perché altrimenti si creerebbero confusioni. Quindi non mi dilungherò oltre sulla noiosa questione.
@Frustadeglistupidi wrote:
A parte che spesso nella stampa del latino, soprattutto quando c’è ambiguità, si usa il segno _ per la lunga e U per la breve, comunque sia se il raddoppiamento della vocale per indicarne la lunghezza causa ambiguità, è più facile che la causi in greco, che in latino, dato che in greco non sono rare le parole con due vocali uguali adiacenti ma costituenti sillabe separate (ad esempio . Del resto io non ho mai visto un tale modo di trascrivere il greco, raddoppiando le vocali lunghe: evidentemente i problemi di cognizione li hai solo tu…. 8)
Amore, sai benissimo che nei testi in latino non è indicata mai la lunghezza delle vocali per distinguere i casi. Le indicazioni di lunghezza li trovi esclusivamente negli schemi delle declinazioni sulle grammatiche o forse nei sussidiari che portano gli esercizi sulla prima declinazione per venire incontro a chi è totalmente digiuno della lingua.
Il problema con il greco, è che esso usa caratteri diversi da quelli latini. E se volessi andare ancora più nello specifico, dovrei insegnarti che in attico la differenza di lunghezza tra epsilon ed eta e fra omicron ed omega fu influenzata dalla diversa apertura con cui i due gruppi di vocali venivano pronunciate. In attico infatti, la pronunzia di epsilon ed omicron era più stretta e questa determinò una differenza di timbro, cioè non più di quantità, ma di qualità. In poche parole eta ed omega divennero due vocali diverse da epsilon ed omicron, anche se leggermente diverse.
Quindi, non si tratta semplicemente di distinguere fra brevi e lunghe come in latino: la distinzione da quantitativa divenne qualitativa, a differenza del latino. Il fatto che eta ed omega siano considerate epsilon ed omicron lunghe è solo una semplificazione scolastica. che faccio mia unicamente per avere un metodo pratico e semplice di trascrizione senza ambiguità, date le circostanze (la scrittura in questo forum). Infatti si potrebbe trascrivere mettendo semplicemente una lineetta sopra la e o la o, come per il latino, ma dato che non è possibile fare nemmeno questo, la convenzione di raddoppiare la e e la o per trascrivere eta ed omega, è la soluzione più veloce.
Non so se sarai in grado di comprendere questa ulteriore lezione (questa volta di fonetica greca) : sfortunatamente non la trovi sul Liddell Scott, ma solo su una buona grammatica moderna e aggiornata del greco antico
@Frustadeglistupidi wrote:
PS: Aspetto ancora ( e mi sa che aspetterò per molto tempo…. 8) ) la giustificazione della tua traduzione, specificamente di quella di invece di e di quella, ancor più sconvolgente del senso dei versi, di invece di , che trasforma (disastrosamente per chi conosca la civiltà greca classica 😥 ) l’eromenos nell’erastes!!!! 😯
Ti abbuono invece la giustificazione di invece di , perché la tua è una traduzione possibile, anche se insensibile, e la sensibilità uno, se non ce l’ha, non se la può procurare…. 🙁Te l’ho spiegata almeno tre volte la mia traduzione. Mi scoccio ora di ripeterla la quarta volta. Rileggi i post precedenti! Ancora una volta la questione dell’eroomenos e dell’erastees? Non è possibile stabilire quale fosse il ruolo preciso dei due nel rapporto, lo vuoi capire, sì o no? Già i tragici e Platone non erano d’accordo su questo punto, come può averne contezza un lettore contemporaneo? Tutte le traduzioni di questo frammento ( e degli altri) si basano su un pregiudizio ideologico: che quello fra Achille e Patroclo fosse un rapporto fra erastees ed eroomenos, ma questo è un falso letterario! Non c’entra nulla la sessuofobia: non escludo che ad un certo punto i due abbiano sessualizzato la loro amicizia, io dico solo che non è possibile stabilire con sicurezza chi fece il primo passo. E inoltre dico che gli aspetti sessuali di questa amicizia facevano riferimento non alla paideia, ma ad un eros militaresco di tipo dorico.
Naturalmente questa interpretazione è personale, ma fatta sulla scorta dei testi e dell’analisi dei documenti, quindi seria e possibile. Puoi non essere d’accordo con essa, devi tener presente una cosa però: la tua opinione, se non fossi d’accordo, combacerebbe con quella che ti è stata preconfezionata da una certa tradizione letteraria, che poi è stata fatta propria da alcuni gaysti. La mia opinione invece è esclusivamente mia, filologicamente argomentata e frutto unicamente del mio rapporto con il frammento – e degli strumenti culturali che possiedo per rapportarmi alla cultura classica. Una differenza non di poco conto.16 Aprile 2016 alle 14:50 #988880frustadeglistupidi
Partecipante@soledamore wrote:
A parte il fatto che non è possibile stabilire chi fosse dei due l’erastees e chi l’eroomenos, lo ripeto per l’ennesima volta, ciuccia pervicace e stupidamente arrogante: persino gli Antichi avevano opinioni divergenti, come può una checca contemporanea pretendere di stabilirlo in base alle sue proiezioni da filmaccio di serie b anni ’70?
Ah, adesso Anakreon è diventato mio clone???? :shock:, ma non ero io il suo, gestito in comune da lui, da Almadell e da altri??? 8) E comunque sia io negli anni ’70 non ero ancora nato…. Ma a parte queste quisquilie:
1) la tua traduzione è sbagliata chiunque dei due, Patroclo od Achille fosse ritenuto erastes da Eschilo ed è sbagliata per l’errore di traduzione del verbo ,
2) in ogni caso sappiamo benissimo da Platone, che lo rimprovera per l’inaudita inversione, chi fosse secondo Eschilo tra Achille e Patroclo l’erastes e chi l’eromenos, quindi anche supponendo che Luciano o Ateneo, essendo scrittori tardi, abbiano sbagliato a leggere (entrambi!!!, che probabilmente avevano a disposizione ancora il testo della tragedia, mentre invece secoli dopo arriva Soledamore e capisce tutto 😯 ), rimane il fatto che Platone era di poco posteriore ad Eschilo e quindi sapeva bene di che parlava.
@soledamore wrote:
Inoltre in “epaideomai” c’è decisamente il significato di “provare sentimento di rispetto per”, con questo significato regge l’accusativo, ed è uno dei due significati fondamentali. L’altro significato invece è quello di “vergognarsi, “adirarsi”, e in questo caso regge il dativo (oppure di può costruire con l’infinito od “ei”). Il significato dlel'”onore dovuto a ciò che merita” è una pura invenzione, inesistente nella semantica del verbo greco e che tu proponi solo perché devi giustificare la cattiva interpretazione (copiata) da Anacreonte (e questa è un’ulteriore prova che è stata copiata, che si aggiunge alla testimonianza di anonimo padovano78).
Quindi il fatto che la mia (abbiamo infatti appurato che Anakreon è mio clone 🙄 ) traduzione è è una prova che io l’abbia copiata???? Come dire che, se non l’vessi copiata, avrei saputo fare meglio!!!! Va bene, grazie per la lode (suppongo involontaria….. 8) )!!!!
Sui significati di sono d’accordo e infatti quello di è una variante semantica di , dato che si prova rispetto per qualcuno appunto perché gli si riconosce onorabilità meritata…. Evidentemente non ci arrivi, ma non fa nulla!!!! Accetto la forma semantica ….. 8)
Tutto bene dunque nella tua traduzione???? Sì, se non ti fossi dimenticato qualche cosa…. 🙄Vediamo….
Eschilo: ,
Anakreon (cioè io
): ,
Soledamore: .Visto che ti dispiace la traduzione di con , la tolgo di mezzo e la sostituisco con la tua, cioè con :
Anakreon (cioè io
): ,
Soledamore: .Lo vedi, caprone incorreggibile, somaro ineducabile, asino patentato, che in ogni caso, anche accettando la tua forma semantica del verbo , la tua traduzione è DIVERSA ed è ERRATA???? Ed è diversa ed errata perché non considera che l’oggetto del mancato rispetto lamentato dal soggetto parlante (chiunque sia) non sono le cosce non si sa di chi :roll:, ma la sua (del parlante) venerazione delle cosce dell’altro!!!!!! 🙁
Ma è possibile che tu sia tanto stupido da non capire la differenza?? E qui prima ancora che ignoranza del greco dimostri ignoranza del senso della frase e delle parole che la compongono, perché sbagli a capire anche in italiano come in greco!!!!In poche parole hai tradotto come se nei versi di Eschilo non ci fosse e ci fosse solo !!!!! 😯
Il soggetto parlante (chiunque sia, Achille o Patroclo) rimprovera l’altro perché non ha onorato (come traduce Anakreon), cioè perché non ha provato alcun sentimento di rispetto (per usare le parole tue) per la santa venerazione che il soggetto parlante stesso aveva delle cosce dell’altro.Tu invece sopprimi e lo incorpori in facendone un tutt’uno e quindi per te il soggetto parlante (chiunque sia, Achille o Patroclo) rimprovera l’altro perché non ha provato alcun sentimento di rispetto per le cosce di…. di chi?
Che le cosce siano di chi è rimproverato non avrebbe senso: il soggetto parlante rimprovera forse l’altro di essersi rovinato le cosce?? 🙄
Quindi parrebbe che le cosce fossero del soggetto parlante stesso, il quale si lamenterebbe dunque che le sue proprie cosce non fossero state adeguatamente venerate dall’altro. Un’interpretazione molto fisica, quasi sessuale, che poco conviene con i sentimenti che si può pensare siano stati espressi da Eschilo in una tragedia e che in ogni caso implica che il parlante sia l’eromenos e non l’erastes…. 😯
Possibile una tale conversione? Certo!!! Nulla impedirebbe di pensare che parlasse l’eromenos, se Ateneo che cita il passo non dicesse che parla Achille e quindi l’erastes come testimoniato da Platone nel caso di Eschilo!!!.
Ma ammettiamo pure che tutti abbiano sbagliato, fuorché Soledamore 🙄 e che parli quindi l’eromenos!!!
Rimane il fatto incontrovertibile che la tua traduzione, Soledamore, è SBAGLIATA, e sarebbe sbagliata anche se parlasse l’eromenos, perché sopprimi senza tradurle ed incorporandole nella traduzione del verbo le parole , !!!!oppure od altre simili sono le traduzione corrette.
La tua traduzione invece è PROFONDAMENTE ED EVIDENTEMENTE SBAGLIATA indipendentemente da chi sia il soggetto parlante, perché appunto hai soppresso il vero oggetto del verbo , che non è , ma ed hai preso come se fosse l’oggetto del verbo, mentre le cosce sono l’oggetto della santa venerazione del soggetto, il quale si lamenta che la sua santa venerazione (delle cosce altrui) non sia stata adeguatamente onorata (rispettata) dal proprietario delle cosce!!!! 😯
16 Aprile 2016 alle 22:01 #988881soledamore
Partecipante@Frustadeglistupidi wrote:
La tua traduzione invece è PROFONDAMENTE ED EVIDENTEMENTE SBAGLIATA indipendentemente da chi sia il soggetto parlante, perché appunto hai soppresso il vero oggetto del verbo , che non è , ma ed hai preso come se fosse l’oggetto del verbo, mentre le cosce sono l’oggetto della santa venerazione del soggetto, il quale si lamenta che la sua santa venerazione (delle cosce altrui) non sia stata adeguatamente onorata (rispettata) dal proprietario delle cosce!!!! 😯
Del tuo, come al solito, inutile, causidico sproloquio, lascio generosamente solo questa parte: “sebas agnon” è proprio ciò che io traduco con “sacro rispetto”, “sacro rispetto” che è già incorporato nel verbo “epaideomai”! Lo espungo dunque dalla traduzione semantica letterale del verbo per non essere tautologico! Il verbo e il suo oggetto costituiscono una locuzione intraducibile in lingue altre, io ho cercato di ridare semplicemente il senso originale in un italiano decente. Il senso di quello che voleva esprimere il poeta tragico, oggettivamente, senza sovrastrutture gayste. Dunque, l’amante rimprovera al suo amato [o viceversa, non è possibile appurarlo millenni dopo – ma forse i termini amante/amato ricalcano troppo eroomenos ed erastees, quindi sono inadeguati: io direi meglio: un amico (in senso etimologico) rimprovera all’altro]: ” ho cercato di nascondere la natura erotica del nostro rapporto agli altri, per questo i miei baci sono stati accorti. Ma tu non hai saputo seguire la (mia) linea e ad un certo punto sei voluto andare oltre, e per andare oltre non hai mostrato nessun segno di rispetto per la parte più sacra di un uomo, ovvero le cosce” [precisamente, la parte superiore, quella più carnosa, secondo quanto significa il greco meeros: ovvero non UNA parte (meros) ma QUELLA parte (meeros). Capisci finalmente perché è così importante distinguere l’epsilon dall’eta con la trascrizione adeguata (la mia)]?
Insomma, un amante rimprovera l’altro di aver abusato delle sue “cosce” (…) contro la sua volontà, almeno inizialmente. Bando al pudore, e senza infiorettare sul dubbio se sia trattato di un coito intercrurale (cosa che tenderei ad escludere perchè non si tratta di un rapporto pederastico attico, ma di un rapporto omoerotico di tipo dorico, quindi paritario), o di una vera e propria penetrazione (a priori o a posteriori) – ma non è questa la traduzione più bella in una lingua moderna dell’amore che ci fu tra Achille e Patroclo? Realistica, non idealizzata, persino sentimentale. Soprattutto romantica. Possibile che non ci arriviate? Possibile che la vostra omofobia interiorizzata vi costringa a cristallizzare in categorie già date quanto di meglio ha prodotto la cultura occidentale? Possibile che paradossalmente, siate più sessuofobici di me, che pur son cattolico dissidente? Solo perché non volete ammettere che fu una santa violenza a dare la svolta a quella casta amicizia e accorta, fatta di baci scaltri in un contesto militaresco, ovvero in ambiente bellico, durante la guerra di Troia, come presumo sappiate, dove anche la persona meno avvertita capirebbe l’inopportunità di certi atteggiamenti in due guerrieri, il cui compito è combattere e uccidere? Credete che Agamennone e Menelao avrebbero benedetto l’amicizia omosessuale di Achille e Patroclo, quando bisognava sconfiggere Ettore, vendicare l’affronto di Paride? E Ulisse che avrebbe detto, lui che aspettava la sua Penelope ad Itaca, se avesse scoperto che il più valoroso dei guerrieri greci, un semidio, aveva concesso le sue grazie ad un altro guerriero, e aveva fatto uso di lui come fosse una donna o si era fatto usare da lui come tale; donna il cui destino, in quel contesto, non dimentichiamolo, era quello di essere stuprata e uccisa, una volta sconfitta? Quale esempio bellico avrebbero rappresentato Achille e Patroclo che sperimentavano la sodomia nella loro tenda, per il resto dell’esercito greco? Stiamo parlando di guerra, non degli amori di Dafne e Cloe, ricordatelo!
Il primo Tersite invidioso si sarebbe sentito autorizzato a dire che mentre lui dava il suo (turpe) culo per l’onore di Menelao e la gloria di Agamennone, il più valoroso dei guerrieri giuocava il gioco del katapygos, non si sa in che ruolo, con il suo amico…Tuttavia la passione ci fu. Ed ebbe risvolti erotici. L’amicizia fra i due guerrieri andò oltre e divenne rapporto omoerotico e omosessuale, oltre che omoaffettivo. Però i baci dovettero essere accorti, come ben mi premuro di tradurre. E non dovette essere facile sessualizzare in quel contesto l’amicizia fra i due guerrieri. Ma ad un certo punto, uno dei due, preso da divina follia, perse ogni sentimento di verecondia e rispetto (al quale si riferisce il verbo epaideomai), per il corpo dell’altro e per il suo, ovvero per il tempio di Dio – di questo il pius Aeschilus ne era certamente consapevole, ante litteram e ante historiam.
Si aprì la faglia beante. E Achille divenne mortale, dopo aver reso immortale lo stesso Patroclo. Con il suo seme.17 Aprile 2016 alle 0:45 #988882frustadeglistupidi
Partecipante@soledamore wrote:
Del tuo, come al solito, inutile, causidico sproloquio, lascio generosamente solo questa parte: “sebas agnon” è proprio ciò che io traduco con “sacro rispetto”, “sacro rispetto” che è già incorporato nel verbo “epaideomai”! Lo espungo dunque dalla traduzione semantica letterale del verbo per non essere tautologico! Il verbo e il suo oggetto costituiscono una locuzione intraducibile in lingue altre, io ho cercato di ridare semplicemente il senso originale in un italiano decente.
Infatti, non hai capito un cazzo e continui a confermare di non aver capito un cazzo!!!! Hai espunto 😯 😯 (lo confermi anche tu stesso, ma l’avevo già detto io!!!!!!) una parte della frase, cioè come se fosse superflua (correggi anche il poeta???), stravolgendo tutto il senso dei versi e quindi hai sbagliato a tradurre anche il resto, scrivendo impropriamente baci invece di ed erroneamente invece di 😯
Comunque sia, dopo averti letto tutto (purtroppo!!!!) e non solo quanto hai scritto in questo thread, sono in dubbio solo su questo:
se tu sia un coglione colossale oppure se tu sia un buffone che si diverte ( 🙄 ) a fare il coglione colossale.
Ma in entrambi i casi è fatica sprecata tentare di spiegarti l’errore:
se sei un coglione colossale, perché non lo capiresti mai, se non sei coglione colossale, ma fai il coglione per divertimento, perché sai benissimo che sbagli, ma non puoi venir meno alla tua posa buffonesca.Quindi levo le tende dal tuo thread e ti lascio solo con i tuoi cloni con i quali potrai continuare a coglioneggiare colossalmente dando loro e ricevendone tutte le ragioni possibili ed anche e soprattutto 8) quelle impossibili….
Saluti e baci (si fa per dire…. :oops:).17 Aprile 2016 alle 15:48 #988883soledamore
Partecipante@Frustadeglistupidi wrote:
@soledamore wrote:
Del tuo, come al solito, inutile, causidico sproloquio, lascio generosamente solo questa parte: “sebas agnon” è proprio ciò che io traduco con “sacro rispetto”, “sacro rispetto” che è già incorporato nel verbo “epaideomai”! Lo espungo dunque dalla traduzione semantica letterale del verbo per non essere tautologico! Il verbo e il suo oggetto costituiscono una locuzione intraducibile in lingue altre, io ho cercato di ridare semplicemente il senso originale in un italiano decente.
Infatti, non ho capito un cazzo e continuo a confermare di non aver capito un cazzo!!!! Hai espunto 😯 😯 (lo confermi anche tu stesso, ma l’avevo già detto io!!!!!!) una parte della frase, cioè come se fosse superflua poeta???)
SI’! Ho espunto, per fare una traduzione letteraria, bestia! La traduzione letterale è quella che ho fatto nell’analisi grammaticale, ma tu, ciuccia recidiva autodissimulantesi, hai finto di non recepirla. E so che fingi, perché persino una bestia come te ci arriverebbe!
@Frustadeglistupidi wrote:
Comunque sia, dopo averti letto tutto (purtroppo!!!!) e non solo quanto hai scritto in questo thread, sono in dubbio solo su questo:
se tu sia un genio colossale oppure se tu sia un buffone che si diverte ( 🙄 ) a fare il coglione colossale.
Ma in entrambi i casi è fatica sprecata tentare di spiegarti l’errore:
se sei un genio colossale, perché non lo capiresti mai, se non sei genio colossale, ma fai il genio per divertimento, perché sai benissimo che sbagli, ma non puoi venir meno alla tua posa buffonesca.Quindi levo le tende dal tuo thread
Saluti e baci (si fa per dire…. :oops:).Ti risolvo il dubbio: sono un piccolo genio (che volgarità l’espressione “genio colossale” 😛 .). Modestamente, non sono Dio. Sono solo quello che ho detto, forse. Meno di un Padreterno, comunque… Non ho dubbi sul fatto che tu abbia letto tutto quello che ho scritto qui. Hai fatto anche di peggio (ti ho visto quando sei venuta a farmi la serenata sotto casa, pazza! non sai nemmeno cosa hai rischiato 😈 . ). Il problema è se hai capito. Saluti e baci (alla prossima, se fai per dire… 😳 .). statt’accort’ 😉
20 Aprile 2016 alle 13:20 #988884ecclesiologo
Partecipante@Frustadeglistupidi wrote:
Comunque sia, dopo averti letto tutto (purtroppo!!!!) e non solo quanto hai scritto in questo thread, sono in dubbio solo su questo:
se tu sia un coglione colossale oppure se tu sia un buffone che si diverte ( 🙄 ) a fare il coglione colossale.Te l’avevo detto!
E’ un troll omofobo e lo si capisce proprio dal “trattamento” che riserva al frammento di Eschilo, infatti espunge perfino alcune parole per fare che il significato corrisponda ai suoi intenti, che sono quelli di instillare il pensiero che l’omosessualità sia un peccato in sé e per sé.
Nessuno gli ha insegnato ( o forse spera che nessuno se ne accorga ) che una cosa è presentare una diversa lezione critica d’un passo, come implica l’espunzione di certe parole, e un’altra cosa è presentare una diversa ermeneutica della stessa lezione, come implica una traduzione diversa.
Ma tant’è… quello che gli preme è il suo fine denigratorio dell’omosessualità, per conseguire il quale non si vergogna di fare i più inauditi salti mortali logici e filologici!
Ti consiglio di metterci una pietra sopra e di evitare qualsiasi correzione qualunque sia la caz…biiip (come scriverebbe Metralo) che il noto troll si compiaccia di scrivere.
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