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neoclassico2
PartecipanteCaro Feral , io credo ci si riconosca omosessuali quando si è fisicamente attratti da una persona del nostro stesso sesso , tutto parte da lì…….da lì poi nasce l’esigenza di creare una relazione , una vita di coppia , tutto quello che di più bello si può desiderare nel condividere la propria vita con la persona che si ama . L’immaginare la propria vita accanto alla persona che si ama presuppone che uno la scelta sulla propria identità l’abbia già fatta , naturale quindi che un etero immagini la propria vita con una donna e un omosessuale una vita condivisa con un uomo . Ma l’oggetto della nostro sogno di amore e di vita lo abbiamo già seclto , uomo o donna che sia , in base alla nostra identità sessuale . E’ normale e naturale che sia così , e non mi preoccuperei più di tanto . Potrei essere più diretto e volgare , forse più esplicito e chiaro , ma non mi sembra il caso …..in poche parole se ti piace quello sei omo , se ti piace quella sei etero : poi deciderai con quale dei due immaginare il tuo futuro :)….un abbraccio 🙂
neoclassico2
PartecipanteCercherò di rispondere a Feral , ovviamante basandomi sul mio percorso o meglio sul mio modo di percepire la mia identità….
Tutto nasce inizialmente dall’attrazione , che tu sia omo o etero…..se sei etero sei naturalmente attratto dal guardare una donna , in lei scorgi lineamenti , caratteristiche, movimenti , portamento che ti colpiscono inizialmente , suscitano in te curiosità , perchè è donna e perchè ha dellle particolari caratteristiche che ti suscitano emozioni ( altrimenti ci si innamorerebbe di tutte le donne che si incontrano ) . Lo stesso vale per l’omosessuale che è naturalmente attratto da una persona del suo stesso sesso , e in particolare per quelle caratteristiche fisiche e non ,( anche il tono di voce , o un odore , o un movimento o un modo di guardare ci possono trafiggere e comunicare tante cose ) …..Poi nasce il bisogno di creare una relazione ….ma questo è normale , tanto più nel mondo gay dove la fisicità assume una valenza particolare , dove l’istintività è quasi primordiale e immediata , dove spesso si inizia proprio da quello dove nel mondo etero , forse più dei miei tempi , si finiva , cioè mi spiego , spesso nel mondo gay si comincia dal sesso e poi ci si conosce e si sente il bisogno di creare una relazione e non il contrario : ma forse queste sono considerazione da un uomo di mezza età come me , che ha conosciuto prima e lungamente la vita etero e ha ricevuto e vissuto con una educazione oggi spesso dimenticata o considerata ( devo dire a volte purtroppo ) obsoleta . Ma nell’omosessualità si giustifica questo fatto proprio con la modalità tutta maschile dell’approccio al sesso , che ovviamente tra due esseri dello stesso sesso si manifesta esponenzialmente . Spero di essermi spiegato e di aver esaudito la tua richiesta Feral , e di non averti annoiato per la mia lungaggine .:)neoclassico2
PartecipanteBuon giorno a tutti….Io credo che Francesco dovrebbe essere molto contento di quello che ha…dei figli che lo hanno accettato , che non solo hanno accettato la sua omosessualità ma anche la sua relazione con addirittura la relativa convivenza , che cosa vorrebbe di più ? Parlo da padre che ha scoperto la propria omosessualità a 47 anni , dopo 26 anni di matrimonio e tre figli . A dire il vero più che di scoperta è meglio parlare di riscoperta : da ragazzo avevo la percezione di essere omosessuale , ero attratto dai ragazzi , dal loro fisico , dalla loro bellezza . Ma educazione , famiglia , genitori , religione , timore di non essere più amato e accettato dalla mia famiglia , che vedeva in me il figlio perfetto sbagliando clamorosamente , hanno fatto si che io reprimessi questa parte di me . Ho conosciuto la donna che sarebbe divenuta mia moglie a 21 anni , ci siamo innamorati , ne sono nati un sentimento ed un legame fortissimi , che ci hanno portati al matrimonio ventiduenni entrambi in attesa di un figlio . Quindi tutta una serie di eventi hanno indirizzato la mia vita verso un legame matrimoniale solido , che ha attraversato momenti terribili , dolori e dispiaceri , la scomparsa per malattia di quel primo figlio all’età di sei anni ed i problemi comuni a tante vite e tante coppie . Poi nel 2003 , dopo l’ennesimo grave lutto , la scomparsa di una nipotina di tre anni in un incidente , il nostro rapporto è entrato in crisi e dopo due anni di allontanamenti progressivi ci siamo ritrovati due estranei che 2007 hanno deciso di porre fine all’unione . In questo periodo di mancanza di affetti e di legami forti , quella parte di me che tanto era rimasta chiusa ha preso il sopravvendo rivendicando la sua esistenza e la natura ha puntualmente presentato il conto . Ora , dopo una lunga terapia , mi sono accettato . Ma non ho ancora parlato ai miei figli…..già stanno vivendo male la nuova relazione della madre , figuriamoci il digerire anche il padre gay…
Mia moglie che ora sa di me , mi invita a dirlo ai ragazzi , ma io al momento non me la sento , anche se questo comporta il non sentirmi sincero fino in fondo con loro. Ma perchè per stare meglio io devo fare soffrire loro ? E poi , non è un problema da poco , l’eventuale loro allontanamento quanto mi farebbe soffrire sia me che loro ? E’ un argomento molto delicato e profondo , e sono qui per condividere e ascoltare consigli e pareri . Per quel che dice l’amico Feral sul percepire la propria omosessualità credo che confonda alcune cose . Quando sei ragazzo o adolescente , che tu sia omosessuale o etero , è l’istinto che ti spinge , è l’attrazione sessuale che ti coinvolge inizialmente . Ed è naturale che sia così : altro è che questo percepire attrazione e quindi consapevolezza della propria identità sessuale non maturi poi , naturalmente , nel desiderio di conoscenza e relazione , che è tutta un’altra storia . -
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