Risposte nei forum create
-
AutorePost
-
anonymous
Partecipantee dove sarebbe la novità? tutti i gay novellini che passano i primi mesi negli ambienti gay milanesi dopo aver visto cosa c’è all’estero ovviamente scappano via da sto schifo!!!
anonymous
Partecipanteposso dire una cosa? io penso che l’amore sia una cosa straordinaria. quello vero. io non credo che si possa decidere di chi innamorarsi e di chi no. l’amore viene. punto e basta. forse l’unica cosa da fare è cercare di capire chi si ha di fronte, rimanere comunque all’interno di certi canoni. non si può scopare solo per scopare, dal mio punto di vista, forse ci si fa solo male, in quanto l’uomo in quanto tale, per propria natura ha bisogni di tanto altro, l’uomo ha bisogno di amare e di essere amato. tutto qui. non voglio fare la moralista, perchè di cose nella mia vita non ne ho combinate poche, però credo che in tutte queste domande e risposte giochi un ruolo fondamentale anche Dio. vedo che nessuno qui mai nomina Colui che tutto governa e dispone…forse bisognerebbe parlarne di più e vivere maggiormente secondo la Sua legge D’AMORE. Grazie 😳
anonymous
PartecipanteAnch’io ho notato che quelli che si definiscono bisex sono gay (non la sfiorerebbero nemmeno una donna) laddove i veri bisex si definiscono etero.
Comunque non sono d’accordo sul fatto che un gay che va con una donna sia bisex. Io posso andare con una donna un paio di volte, per motivi stranissimi, questo non fa di me un bisex, non trovi.
Poi dici che un etero che va con un altro uomo non è etero, e alcune frasi più sotto dici
Se uno vuole l’etero a letto colga l’attimo e non si aspetti nulla di più, altrimenti se ne stia lontano da questi individui. L’etero che vuole il gay mi fa incazzare solo perchè non ha il coraggio di ammetterlo e definisce il tutto “trasgressione”. L’ho già detto, a me non va di essere la trasgressione di nessuno, sono una persona e non una trasgressione.[/quote]
Scusa, non è per fare polemica, anzi, mi sei simpatico e mi piace il tuo nick, ma io vedo una contraddizione qui. Prima dici che questi non sono etero ma bisex, poi li chiami etero. Per favore, chiariscimi le idee.
Grazie per il tuo intervento, continua a postare
@primadonna wrote:
Un etero che va con un altro uomo non è etero, così come un gay che va con una donna non è gay. Si tratta di bisessuali….solo che un gay che si scopre bisessuale subito si definisce tale (del resto tanti gay che manco se le sognano le donne si definisco bisex!) mentre un etero continua a definirsi etero.
Perchè illudono i gay non lo so, forse hanno dei problemi. Illudere in amore, nel sesso e in qualsiasi tipo di relazione umane è sempre scorretto. Cosa fare? Se uno vuole l’etero a letto colga l’attimo e non si aspetti nulla di più, altrimenti se ne stia lontano da questi individui. L’etero che vuole il gay mi fa incazzare solo perchè non ha il coraggio di ammetterlo e definisce il tutto “trasgressione”. L’ho già detto, a me non va di essere la trasgressione di nessuno, sono una persona e non una trasgressione.anonymous
Partecipante@JackMimosa wrote:
C’e’ anche lo straight che in palestra ad esempio s’ invaghisce del gay che invece non lo caga neanche di striscio. Ragazzi, su con l’autostima.
e in questo caso cos’è? È straight o bisex? (so che sbaglio a voler etichettare tutto)
anonymous
PartecipanteJackMimosa, leggo con molto piacere i tuoi interventi. Mi sembra che almeno su una cosa siamo d’accordo: la sessualità può essere molto più complessa della dicotomia straight VERSUS gay. Siamo d’accordo? Infatti, se un uomo straight fa sesso o è attratto sporadicamente da una NON donna (gay, trans o femminiello che sia), questo non lo rende gay. Analogamente, se io mi scopo una donna, questo non mi rende etero. Ci siamo? Correggimi se sbaglio.
La maledetta società e le costrizioni sociali fanno sì che molti ragazzi dalla sessualità predominante etero si reprimano. In una società idilliaca dove tutti sono aperti mentalmente, questi ragazzi etero non avrebbero paura a sperimentare le proprie sfumature omosessuali o bisessuali.
Però non ho capito il tuo punto in cui dici che un gay dall’identità vacillante può attrarre un etero dall’identità strutturata. E un etero dall’identità strutturata può attrarre un gay vacillante. In che senso? Non possono entrambi avere identità strutturate? Perché il gay deve avere un’identità sessuale vacillante per attrarre l’etero? Se questo è vero al contrario, non lo trovo chiaro nel rapporto gay vacillante etero definito.
Dici che in questo caso i bisessuali non c’entrano. Quindi, questi individui di cui discettiamo cosa sono? Etero con sfumature omoerotiche?
@JackMimosa wrote:
Un uomo dalla identita’ straight ben definita puo’ essere tentato di fare esperienze erotiche con un altro uomo dalla identita’ gay non ancora ben strutturata. Soprattutto se incoraggiato da certe allusioni.
Come un uomo dalla identita’ straight vacillante puo’ essere tentato di fare esperienze erotiche con un altro uomo dalla identita’ gay ben strutturata.
La identita’ sessuale comunque non cambia con le pratiche o meno di un certo erotismo.Anche due amici straight possono essere tentati di accoppiarsi fra loro se viene momentaneamente meno la sublimazione della carica erotica che li lega. Ma una cosa e’ la voglia di provare il rapporto omoerotico. Un’altra cosa la identita’ sessuale.
Discorso diverso per i bisessuali, che in questo coso non c’entrano.
anonymous
PartecipantePER Valerio1234 un applauso. Bravissimo Valerio1234. è proprio quello che dicevo ad un amico poche ore fa. Perché anche a lui sono capitate queste cose ambigue. A me sono capitate per ben due volte, con due ragazzi diversi (ci sono stati altri etero che hanno fatto lo stesso sporco gioco, ma non ci sono cascato perché non mi piacevano proprio). Sono andate avanti per mesi e, credimi, non ero io ad immaginarmi le cose. Ci sono email che conservo. Ecco il vantaggio di verba volant, scripta manent. Ci sono email inequivocabili. Insomma, come un idiota ho parlato apertamente ed hanno negato tutto fermamente. TUTTO. Hanno detto che avevo immaginato tutto, che loro sono etero e non sono attratti da me. Ma, ti giuro su DIO, non ho immaginato un cazzo. Mi hanno fatto imbestialire.
Ma secondo te, allora, la soluzione qual è? Non verbalizzare mai? Manovrarli?
Hai detto benissimo quando scrivi che
Però aspettarsi che una persona eterosessuale si metta in discussione al punto da esprimere in parole una tensione sensuale nei confronti di una persona dello stesso sesso è una pretesa,
è proprio un errore, perché noi siamo gay, siamo attratti dagli uomini, abbiamo una sessualità molto forte e determinata e ne siamo consapevoli. Ma forse sbagliamo a ragionare con l’ottica gay. Questi uomini magari sono etero con una componente bisex curiosa, e quando verbalizziamo, roviniamo tutta la magia.
Questi uomini non partono dalle nostre premesse, non possiamo pretendere da loro lo stesso livello di consapevolezza che caratterizza noi gay.Maledetto a me e quando ho sentito quelle stupide delle donne!
Insomma, in questi casi, per non avere il netto rifiuto di cui parlavi, cosa bisogna fare?
@Valerio1234 wrote:Secondo me una cosa è lanciare segnali, una cosa pretendere una verbalizzazione di una eventuale disponibilità. L’attrazione può esprimersi in gesti e altri segnali che possiamo percepire e, secondo me, raramente sono completamente nella testa di chi li legge. Però aspettarsi che una persona eterosessuale si metta in discussione al punto da esprimere in parole una tensione sensuale nei confronti di una persona dello stesso sesso è una pretesa, diciamo, ottimista. Per non dire condannata a fallire. Si può continuare a flirtare, lanciare segnali di risposta e vedere cosa ne risulta, ma nel momento in cui si esprime interesse a parole si va inevitabilmente incontro ad un rifiuto.
Vabbè, non inevitabilmente. Nel 90% dei casi.anonymous
PartecipanteChe milano sia scoppiata è dato di fatto, ma mai dirlo, sai come sono le checche milanesi!!! fingono di divertirsi in quei 2 buchi di locali che si ritrovano.
conosco bene la realtà di milano e di roma, nella prima ci ho vissuto 10 anni (sprecati) e nella seconda da 5 a tutt’ora… Di milano mi ricordo che se entri nei locali da solo, ne esci solo e demoralizzato dalle battute di chi è in compagnia e non lo dico solo x mia esperienza! Tra l’altro non capisco il perchè visto che poi la stessa persona la ritrovi sola come un cane in un cruising club che ti salta addosso x 5 minuti infuocati x poi non salutarti più!
Qui a Roma entri solo ed esci come minimo con 2 amici e che ti resteranno amici!!!! C’è possibilità di fare sex ma quello è secondario, forse qui si parla troppo ma dopo non dura 5 minuti e chi si è visto si è visto!!!
A milano c’è molta apparenza ma anche tantissima ignoranza, molti vestono firmati, peccato che siano dei veri tarocchi. Lavorando nel campo della moda ed è aberrante vedere questi poveracci che non sanno godersi la vita. A Roma ti vesti come vuoi, non è importante! A Milano ricordo che molti gay vivono ancora con i genitori a Roma la percentuale dopo i 25 anni scende di botto! I gay di Milano che vivono da soli dicono di rifornirsi all’esselunga o alla coop, peccato che quelle rare volte che entri in casa loro trovi solo prodotti da discount!
Qui a roma c’è ancora la mania del mercato percui la spesa la si fa li, almeno sono prodotti freschi e non quei surgelati da inserire in microonde la sera di fretta e furia! da noi almeno 3 volte la settimana si va a casa di amici a cenare oppure fuori e x fuori non intendo le solite 3 pizzerie gestite da cinesi di milano!!!
Io son contento di aver lasciato milano soprattutto di non essere caduto in quel vortice cretino di quei soliti locali! In effetti come me ci sono tantissimi ragazzi di milano che catturati dalla città eterna e dai modi di fare che si trasferiscono qui.
Io sono di palermo (li non c’è nulla!) e posso garantire che oggi come oggi i gay del sud non hanno più la meta di milano ma roma e la crescente napoli.
P.s. non commentare chi non è mai stato a roma negli ultimi anni (parlo dal 2005 in poi) grazieanonymous
Partecipante@almadell wrote:
Da come scrivi sembra che invece
l’eterosessulità sia una passeggiata;
ragazze innamorate che ti amano per quello che sei,
nessun condizionamento culturale o sociale…
🙂Le difficoltà dell’omosessualità sono nell’adolescenza
o comunque nei momenti successivi all’accettazione.
Tutti gli altri nostri problemi emotivi successivi
non dipendono affatto dall’orientamento.Non ho ancora sentito un problema relazionale dei gay
che non fosse la traduzione di una lamentela femminile.
“I maschi pensano solo al sesso, i maschi sono superficiali,
per loro conta solo l’aspetto fisico, tutti gli uomini sono traditori,
mi sono annullata per lui e poi mi ha scaricato, eccetera”Mi dispiace Almadell, ma pecchi un pò di superficialità. E da te un pò delude.
Un individuo gay cresce in un mondo circondato interamente da eterosessuali: i suoi genitori, i suoi compagni di classe, i suoi parenti. E’ costretto ad operare una sintesi tra il pensiero collettivo e quello soggettivo, il suo. Questa operazione ha un impatto psicologico notevole, che non tutti riescono ad affontare, per i motivi più svariati. Sono gli anni faticosi di chi prende coscienza di un qualcosa che si vuole non ci appartenga (chi non l’ha mai pensato?!). Poi per alcuni questa sintesi avviene in maniera completa. Per altri purtroppo no. Sono d’accordo con te che negli anni successivi, ammesso che ci siano problemi di tipo relazionale, non sono attribuibili all’essere gay. Anche a me non piace il vittimismo e l’autocommiserazione. Penso che le differenze esistano tra persone, non tra condizioni. Ma negare che gli sforzi effettuati per l’accettazione completa di se stessi non abbiano risvolti anche nella post-adolescenza mi sembra assurdo. L’eterosessualità non è certo una passeggiata ma puoi paragonarla all’omosessualità solo in termini etologici e naturali, non certo in termini di dinamiche sociali. Curiosa poi la tua opinione sull’universo femminile. Io di donne come ne parli tu, ne ho conosciute davvero poche nella vita.anonymous
Partecipantealmadell wrote:Questo topic è sugli etero che illudono i gay
(o – se volete – sui gay che si illudono riguardo agli etero).
quote]si vabbe’, ma senti questa. Sempre colpa dei froci è? Ci sono etero che illudono di proposito i gay
anonymous
Partecipante…e pensate…. il mio “sfizio” è da sempre meterlo in bocca e in culo a tutti gli etero che ci stanno (…vi assicuro che sono sempre di piu’!) proprio per far vacillare la loro identità
considerata da sempre e a torto l’unica “giusta”!anonymous
Partecipante@almadell wrote:
Ti potrei coinvincere se mi dimostrassi insicuro?
Finora la mia vita non è stata un granchè,
ma ho avuto la fortuna ti trovare sempre ragazzi meravigliosi
– coppie aperte, coppie chiuse – sempre al massimo;
e quando tutto va storto un ragazzo stupendo
è un ottimo motivo per svegliarsi la mattina 🙂Con alcuni è appassionante andare a caccia insieme,
con altri è più bello accoccolarsi nelle copertine;
con altri ancora si fanno entrambi le cose.Giuro che non cambierei un minuto con un ragazzo che ho amato
con una vita intera insieme alla madre dei miei figli.Entrare di soppiatto a 17 anni mentre i suoi dormivano,
a 19 il coming out in casa e il sostegno reciproco,
a 21 il primo campeggio assieme, a 23 la prima orgia;
a 25 la convivenza, i progetti, la fedeltà e il Natale dai suoi;
a 27 l’ultimo. E siamo ancora insieme: tre telefonate al giorno.
quattro anni che mi sembrano passati in una stagione.Li inviterei tutti a cena, abbraccerei i loro nuovi fidanzati;
solo per il piacere di essere quello che sono e sono diventato.Potessi scegliere, sceglierei di nuovo la mia vita mille volte.
Compresi gli sbagli e le vittorie, il sesso fugace e gli amori castissimi;
è stata così bella questa vita che morirei adesso.Almadell, ciò che scrivi è notevole.. io nemmeno cambierei la mia vita, non un solo istante con una vita intera passata con una donna che non amo.. è molto importante quello che dici perchè si possa sconfiggere la cattiva percezione che, anche gli stessi gay, hanno dell’omosessualità.. purtroppo però la tua, come la mia, è un’esperienza a sè stante.. ognuno ha il proprio vissuto e va rispettato. Non tutti forse hanno la fortuna, vuoi per il loro aspetto fisico piuttosto che per il carattere, di trovare ragazzi fantastici sul loro cammino. Probabilmente per alcuni, non sicuramente per te o per me, la condizione omosessuale è una croce da portare. Non tutti forse riescono a filtrare bene la realtà e a liberarsi da tutti i condizionamenti culturali della società. Non tutti hanno il coraggio di sbattere la porta in faccia ai propri genitori che non accettano la loro condizione. Esistono varie sfumature e mi rendo conto che essere omosessuale al gionro d’oggi è ancora un problema. Lo dico anche a fronte del percorso tortuoso che mi ha caratterizzato negli anni. Per me ha avuto un esito positivo, grazie anche alle persone giuste che mi sono scelto, ma il dolore di quegli anni ha lasciato un segno indelebile. Non tutti però arrivano ad un epilogo e ci sta che queste persone abbiano diverse concezioni.
anonymous
Partecipante@Ospite wrote:
Invece tu “dentro” sei in un buona compagnia, vero?
Si chiamna schizofrenia, prova col sodio pentotale.Per capire se siamo “soli dentro”
basta far leggere quello che scriviamo
al nostro compagno/a.Se ci vergogniamo di farlo, siamo davvero soli.
Vedi, almeno non dichiaro di essere “fidanzato” per mettere a tacere la mia coscienza con l’illusione di avere qualcosa che … non c’è.
chiaramente estremizzo, ma è questa la morale che si vorrebbe insegnare?
La solita vecchia storia che a parole siamo tutti bravi, tutti ok, mentre le cose vanno esattamente nel verso opposto.
La chiamiamo ” aspetto maschile” del vivere il rapporto. Come se essere maschi prevedesse trombare con chiunque per il solo fatto che ci piace. Ed è quello che si vede, quello che si respira in questo mondo.
I rapporti sono flebili, le promesse vane, e le ferite pesanti da rimarginare. E quel che è peggio è che il rimorso è assente. La coscienza tace. E parla il testosterone. Mi piace, ci scopo.E non ho ancora visto eccezioni.[/quote]
Le eccezioni esistono.. purtroppo ci si adagia alla condizione descritta da te.. ragion per cui si ha la parvenza che tutto vada in tal senso.Nulla contro, ma pur essendo fieramente gay, non ho mai frequentato posti gay. Ho sempre rimorchiato nei posti più impensabili. Certo il numer di partner che si riesce ad avvicinare cala drasticamente ma “un orgasmo accettabile” non è tutto nella vita.
anonymous
Partecipante@bambina bellissima wrote:
Una come me cosa dovrebbe fare, allora? I gay non sono attratti da me perché sono troppo donna, gli etero al 100% non sarebbero tecnicamente attratti da me, perché non sono abbastanza donna. Stando alla tua teoria, io non batterei un chiodo e invece, senza esagerare, ci sono migliaia di uomini quasietero che sono attratti da me. Come la mettiamo?
La mettiamo che tu sei una trans etero,non sei omosessuale e quindi sei attratta da uomini eterosessuali.Io come uomo gay non posso essere attratto da te.Cosa non capisci?
Non mi stupisce che tu abbia un sacco di ammiratori etero,posso dirti che le amiche trans che conosco fanno incetta di uomini etero.Quindi, secondo te, uno prima di innamorarsi, deve chiedersi se il tipo è gay o etero. Giusto? In questo caso, divideresti l’intera umanità in due categorie. E i bisessuali dove li metti. Ma ti rendi conto di quello che dici o no?
Proprio così.Bisogna avere un minimo di razionalità nell’innamorarsi,se ti innamori di un etero è meglio che molli il colpo.Non è così difficile,io escludo a priori gli etero è un meccanismo mentale che qualsiasi persona mentalmente equilibrata sviluppa col tempo.
Quelli che muoiono dietro agli etero li trovo così patetici.
Mi sembra che qui l’unica persona limitata sia tu,almadell dà delle buone risposte,basta avere quella cosa oscura chiamata coscienza politica e curiosità intellettuale.
Probabilmente c’è una certa differenza d’età tra noi e il fatto che tu non sia riuscita a capire delle cose così elementari a me porterebbe a farmi delle domande.anonymous
Partecipante@Ospite wrote:
Secondo alcuni (vedi Mario Mieli) le categorizzazioni etero/omo/bi/ecc. sono solo degli schemi “inventati” per arrestare la “pansessualità”, e anche
Quanto male ha fatto al movimento il pensiero di quel caso umano.
22 Gennaio 2020 alle 10:53 in risposta a: Chi è Umberto Veronesi, l’uomo che teorizza il futuro bisex #928320anonymous
PartecipanteNon so se ti e’ chiaro ma metti anche che non ci dovesse piu’ essere la possibilita’ della procrezione in modo naturale pensi che gli uomini rimasti smetterebbero di procreare in qualche modo…?
La vita e’ tutta una questione di maggioranze che essendo tali prendono le decisioni per tutte (o almeno cosi’ dovrebbe essere..), quindi se in maggioranza saranno gli etero, nessun problema per te, se lo dovessero essere le nuove generazioni (in quanto a gusti sessuali) penso proprio che per la conservazione della specie si prenderebbero provvedimenti. Ma che dinosauri?!!? Ma che cazzo ci fai sui siti gay??? Bah…vabe’….. -
AutorePost