Io invece mi sento di ringraziare il Sig. De Giorgi, perchè nel perseguire il proprio interesse, ha fatto sì che noi gay toscani potessimo acquisire posti di ritrovo edi aggregazione. Spero vivamente che la logica di business non spinga mai nessuno, invece, a tagliar le gambe a proposte alternative che potranno venire a crearsi nel futuro, ma anzi, si riesca a guardare con lungimiranza per capire che l’unione fa la forza. Si stanno a criticare le associazioni per la frammentazione a cui siamo arrivati, ma è logico che sia successo, perchè è la diretta conseguenza di aspettative non soddisfatte. Forse il problema è proprio che le associazioni oramai hanno fatto il loro tempo, così come le manifestazioni alla GAY PRIDE: oramai la gente sa bene che ci siamo, pensiamo invece a mostrare COME SIAMO.
Non sono uno dei totalmente contrari al GAY PRIDE, ma quando questo serve solo a diventare un alibi per i discriminanti, inizio ad avere qualche perplessità. Non mi sento per niente rappresentato dall’arcigay, solo perchè mi dà modo di entrare nelle dark room con la propria tessera: non credo che sia permettendo la proliferazione di saune e cruising che mi sentirò piu’ libero. Non sono a favore della visione del Vaticano, ma mi incazzo quando invece di rispondere alle provocazioni in modo inattaccabile, si fa di tutto per dar modo agli altri di criticare i modi della nostra protesta.