Salve a tutti.
Incuriosito dal titolo ho voluto leggere quanto riportato in questi post e spero, con il mio intervento, di riaccendere una discussione che offre molti spunti interessanti di riflessione, proprio perché l’importante è che comunque se ne parli apertamente…almeno in questi siti!
Non sono un carabiniere, ma opero nell’ambito della magistratura, quindi conosco l’ambiente dell’Arma. Premesso che, se essere gay in una società omofoba come quella italiana è già di per sé molto complicato, figuriamoci essere gay all’interno di un corpo militare di una società omofoba come quella italiana. Quindi massima solidarietà a tutti coloro che, come carabiniere-deluso, sono costretti a confrontarsi quotidianamente con questa realtà. Purtroppo, però, qui nessuno ha la bacchetta magica ed è praticamente impossibile modificare questa situazione, visto che la minoranza gay dell’Arma è esigua rispetto alla sua maggioranza etero, quindi sarebbe un suicidio intentare una lotta classista per il riconoscimento di chi sa poi quali libertà/diritti…! Più saggio sarebbe fare come fa quel Collega che, forse fortunato o forse incosciente, se ne frega di quello che dicono o che pensano, semplicemente fa il suo dovere. Qualcuno più saggio di me disse: a volte la non curanza è il peggior disprezzo!
L’importante è non offendere l’onore e il decoro della divisa, perciò, smessi gli abiti dell’Arma, anche un carabiniere diventa, prima di tutto, un cittadino! E anche il cittadino ha l’obbligo di non compiere atti che possano offendere il pubblico decoro e il comune senso del pudore. Se poi, a compiere questi atti, è un carabiniere in divisa….beh, scusate se qualcuno vi muove qualche rimprovero….