Gay.it Forum › Forum › Incontri › Locali LGBT › Gay Pride, quanti errori cara Arcigay
- Questo topic ha 44 risposte, 14 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 7 anni, 8 mesi fa da
zapatera2008.
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11 Settembre 2018 alle 17:26 #834633
gay_pt
Partecipanteinteressante questo articolo del presidente arcigay toscana!!
https://www.gay.it/channel/attualita/25204/Dentro-Arcigay-la-denuncia-la-scelta-di-Genova-non-e-valida.html12 Settembre 2018 alle 7:43 #834634puppyishattitude
PartecipanteNon credo sia importante fare il Pride nella città amministrativa di un paese. Credo invece che contino i NUMERI e la forza propulsiva di un corteo.
Negli ultimi anni poi le associazioni gay (quante?!) hanno cercato solo fatui spazi mediatici grazie a facili e sterili provocazioni.
Attaccare poi la Chiesa di Roma oggi non paga. La gente si sente minacciata nella sua identità dagli stranieri, con culture religiose diverse.
13 Settembre 2018 alle 12:14 #834635ghost85
PartecipanteMi spiace, ma per protesta io, e credo come me tanti altri,al pride di Genova non ci sarò. Ebbene si basta chiedere in giro per capire che per la maggior parte delle persone sarebbe meglio farlo a Roma. Perchè? i motivi sono tanto semplici quanto evidenti. Roma è capace di attirare anche un milione di persone, scommettiamo che a Genova 20mila sarà un trionfo? E’ puramente una questione quantitativa e l’impatto mediatico che ne consegue e ciò che conta davvero. Quello che ci serve adesso è una dimostrazione di forza che solo un pride a roma può garantire. Dimenticate l’imbarazzante silenzio mediatico sul pride di Bologna? E poi scusate, vivo a Napoli dove ogni settembre si organizzano manifestazioni-pride molto partecipate. Perchè si deveVolete forse farmi credere che a Napoli è possibile e a Bologna o Genova no? Andiamo… La colpa è sorpattutto delle “filiali” locali se alcune città sono più indietro di altre. Sarà pigrizia non lo so. In ogni paese del mondo i pride nazionali si svolgono nelle capitali, perchè dobbiamo essere sempre e comunque eccezioni? perchè si deve sempre guardare al proprio orticello? Siamo provinciali, tutto qui. Mi spiace ma sarò solo a Roma (condivido anche di più quella piattaforma politica, piuttosto che la timidezza dell’arcigay).
Amedeo13 Settembre 2018 alle 12:34 #834636mrossymoro
PartecipanteNon capisco come la destra del movimento abbia le posizioni che dovrebbero essere della sinistra e viceversa.
E’ assolutamente velleitario pensare di poter fare una manifestazione a Roma sotto i palazzi del potere per fare “pressione politica”,stante lo stato attuale del movimento.
Un grande Pride a Roma sarà solo il punto di arrivo di un movimento diffuso e capillare che va costruito soprattutto nelle realtà di provincia.
Questo urbano-centrismo nel 2008 non ha più senso.
Il movimento deve muovere dalle città verso le “campagne”,far discutere,spronare le iniziative ancora in fase embrionale,costruire con l’aiuto delle forze economiche e materiali delle grandi città la comunità GLT in provincia.
Questa dovrebbe essere la posizione della SINISTRA del movimento.La posizione della DESTRA potrebbe benissimo essere quella di avere una o due città fisse e con il sostegno dell’imprenditoria GLBT tirare su eventi nazionali con cui fare montagne di soldi,contando su formule sempre più collaudate nel tempo.
Ma le peculiarità e gli interessi ECONOMICI delle due fazioni hanno completamente ribaltato la visione politica,per questo mio malgrado appoggio la visione di Mancuso.
“In ogni paese del mondo i pride nazionali si svolgono nelle capitali” La situazione italiana ha delle particolarità che non possono essere ignorate.13 Settembre 2018 alle 12:42 #834637ghost85
PartecipanteQuali particolarità? che esiste più di una metropoli? Perchè in Germania o in Spagna è forse diverso? La differenza sta nei risultati… Bene allora, si promuovano manifestazioni e iniziative locali, come già accade in molte città. Scusate, ma la comunità gay di Catania è forse più numerosa di quella di Bologna, per cui a Catania si riesce a fare il pride ogni anno e a Bologna no? L’associazionismo è già sufficientemente capillare e diffuso, solo che non è efficiente. La colpa allora di chi è? Domandalo a Mancuso… Il problema in Italia è che vige sempre questa maledetta contrapposizione Nord-Sud, piantatela Roma è la capitale. Proporrei: Pride Nazionale a Roma, e altri due pride itineranti, uno al Nord e l’altro al Sud. Stop.
13 Settembre 2018 alle 13:08 #834638mrossymoro
PartecipanteLa particolarità sta nell’avere il papa in casa,quindi un potere clericale con profonde radici economico/clienterali,culturali e uno strapotere mediatico.
Serve un’associazionismo omosessuale capillare e diffuso,che controbatta sotto il portone di ogni chiesa d’Italia alla tesi omofobe dell’istituzione cattolica.
Se tu pensi che esista già un associazionismo così sviluppato….Bè….Vivi nel mondo dei sogni.O semplicemente non sei mai uscito dalla metropoli in cui vivi per andare a vedere com’è la situazione in cittadine di 60-30-20 mila abitanti.
In quanto a capacità di costruzione abbiamo da una parte:
-l’Arcigay che dà da mangiare a vari parassiti,tra cui Mancuso che prende 100 MILA € l’anno di rimborsi spese quando i circoli muoiono di fame.
-l’associazionismo “di sinistra” tra cui il Mario Mieli che non è mai stato capace di fare un minimo passetto fuori da Roma e costruire un’alternativa ad Arcigay a livello a nazionale mettendosi almeno in rete con le altre realtà locali.Propongo:abbattiamo queste logiche perverse,ripensiamo tutto da zero.
Pride regionali in tutti i capoluoghi di regione e solo dopo questi ci deve essere il Pride nazionale a Roma.13 Settembre 2018 alle 13:19 #834639ghost85
PartecipanteMrMossymoro sono perfettamente d’accordo con te,o meglio tu sei d’accordo con me nel dire che il pride nazionale deve essere a Roma. Parli del Papa,e tutti sappiamo dove trascorre la maggiorparte del suo tempo il Papa. Il gay pride del 2007 per me è sufficiente per dire che la comunità gay italiana, al di la dell’associazionismo, è matura e partecipe.Quasi un milione di persone al gay pride non sono bazzeccole… Ormai i pride itineranti hanno toccato quasi tutte le regioni italiane, ripeto deve essere impegno di tutti far uscire dal provincialismo le provincie.Ma sicuramente ciò non avviene organizzando il pride nazionale in ognuna delle 107 provincie italiane… sarebbe impossibile. Detto ciò, credo la mia opinione sia chiara. saluti
13 Settembre 2018 alle 13:28 #834640almadell
PartecipanteApprovo la proposta di Ghost85.
Le realtà locali possono essere promosse
anche facendo di Roma un appuntamento fisso.A Berlino lo stesso giorno
ci sono stati due Pride contrapposti:
quello “commerciale” e quello dei “centri sociali”Il problema sta nella divisione del Movimento?
Non mi pare.
A me pare sia nella scarsa partecipazione generale.
Le realtà europee mi paiono assai più frammentate,
nonostante questo la partecipazione ai Pride
è un fenomeno di massa.Non voglio offendere nessuno
(tantomeno la mia militanza passata);
ma le ragione della nostra arretratezza
sono nella scomparsa della Sinistra
e non nella litigiosità dei nostri piccoli leader.Diamo troppa importanza, nel bene e nel male,
agli umori di Mancuso o della Battaglia;
questioni che rimangono confinate
nel dibattito degli “addetti ai lavori”.Chi porterà un milione di persone in piazza?
Nessuno; dobbiamo volerci andare da soli,
dobbiamo volerci essere a prescindere.13 Settembre 2018 alle 13:37 #834641mrossymoro
PartecipanteEvidentemente tu vedi le condizioni per fare ora qui e subito,ciò che invece è ancora agli inizi e richiede un lavoro paziente.Se tu pensi che portare a Roma una rappresentanza di un movimento asfittico,che con una vocina inveisce contro i “Palazzi” sia utile invece che francamente PATETICO..Bisogna RAFFORZARE il movimento,dargli un corpo solido e solo dopo partire all’attacco.Quindi il lavoro va concentrato nella crescita e nella costruzione,solo che manca il soggetto,l’associazione,il movimento o perchè no,anche il partito che possa farlo.
13 Settembre 2018 alle 14:08 #834642lucky2002z
Partecipante@GAY_POWER wrote:
Mi dispiace ammetterlo ma condivido l’artcolo del caro de Giorgi. Perchè mi dispiace? perchè il gentile Alessio è un imprenditore sveglio e senza (credo) troppi scrupoli. Ecco che le varie guide di locali e siti “friendly” sono pieni di prodotti FUORI MERCATO, i quali sono in quelle guide non per coerenza politica o ideale, ma sem’plicemente perchè in quanto PRODOTTI sono talmente di pessima qualità che vengono RIPOSIZIONATI a una clientela di nicchia (gay) per riproporli a un mercato.
Arcigay ha tante magagne, ha compiuti tanti errori caro Alessio de Giorgi, ma è fatta da VOLONTARI che non sapranno di marketing, di strategia, MA SANNO DI PASSIONE. Le dico questo in tutta onestà e sincerità, da persona che l’ammira per il suo “piccolo impero” ma che vede in esso (a una analisi più dettagliata) tanti compromessi non sempre vantaggiosi.
13 Settembre 2018 alle 14:44 #834643lucky2002z
Partecipante@lucky2002z wrote:
@GAY_POWER wrote:
Mi dispiace ammetterlo ma condivido l’artcolo del caro de Giorgi. Perchè mi dispiace? perchè il gentile Alessio è un imprenditore sveglio e senza (credo) troppi scrupoli. Ecco che le varie guide di locali e siti “friendly” sono pieni di prodotti FUORI MERCATO, i quali sono in quelle guide non per coerenza politica o ideale, ma sem’plicemente perchè in quanto PRODOTTI sono talmente di pessima qualità che vengono RIPOSIZIONATI a una clientela di nicchia (gay) per riproporli a un mercato.
Arcigay ha tante magagne, ha compiuti tanti errori caro Alessio de Giorgi, ma è fatta da VOLONTARI che non sapranno di marketing, di strategia, MA SANNO DI PASSIONE. Le dico questo in tutta onestà e sincerità, da persona che l’ammira per il suo “piccolo impero” ma che vede in esso (a una analisi più dettagliata) tanti compromessi non sempre vantaggiosi.
Alessio De Giorgi, come politico, imprenditore e attivista gay ha fatto proprio un gran bel lavoro! Là dove con anni e anni d lotta non si è riusciti ad ottenere nulla, lui è riuscito in una missione che anni fa quando inizio ad intraprenderla, sembrava quasi impossibile. A Torre del lago è riuscito grazie al suo talento a creare la prima realtà glbt visibile d’Italia. Un luogo d’aggregazione. di socializzazione e di divertimento unico in Italia. Il suo locale ( e di suo socio ed ex compagno Christian), il Mamamia , insieme a quelli o loro consorziati, sono stati i primi in Italia ad ammainare la bandiera Rainbow che sventola orgogliosa dai loro locali.In Toscana, è riuscito ad ottenere nello Statuto della Regione, un’apertura verso una specie di riconoscimento delle coppie di fatto ed una legge, prima sui generis e ancora unica in Italia, contro le discriminazioni per orientamento sessuale.
Scusate, se quello che vi scrivo ,vi puo sembrare poco ma vi assicuro che in un Italia clerico-fscista o, com’era prima, catto-bigotta, non è cosi: i passi in avanti fatti dal movimento glbt in Toscana sono in gran parte frutto del suo impegano personale e di lotte dove si è esposto con coraggio ed in prima persona. Basti pensare a quando si è pacsato con Christian al Consolato di Francia a Roma per dare visibilità alle nostre rivendicazioni! E’ stato il primo in Italia ad averlo fatto in maniera cosi clamorosa e ad aver dato cosi , per la prima volta quella visibilità ai temi del riconoscimento dei nostri diritti.
Ma Alessio non è sempre stato un imprenditore: prima di diventarlo è anche stato per tanti anni un attivista arcigay sempre impeganto con PASSIONE come VOLONTARIOin prima linea .
Per tutto questo, posso solo dire: Chapeau!
Per quello che riguarda la disputa sul prossimo gay Pride, penso che ci sia un po di ragione in tutti e due i punti di vista: da un lato sarebbe meglio farlo svolgere sempre a Roma, in quanto Roma è la capitale politica del paese, ed in quanto tale, facendolo a Roma, otterremmo piu visibilità mediatica ed è anche la citta dove si trova il nostro Stato “nemico”: il Vaticano eda un altro lato, è anche vero che l’Italia è il paese delle cento provincie ed è fatta di mille piccole realtà locali dove vive il paese vero e dove vive la maggior parte dei gay e delle lesbiche, che proprio per questo fatto tanti gay e tante lesbiche ancora non iescono ad “uscir fuori” e a vivere la loro realtà alla luce del sole. I Pride non possono che far bene a quelle realtà. Anche il sud ha un enorme bisogno di essere aiutato .
Penso che la soluzione vada cercata nell’ equilibratissimo e saggio ragionamento dell’amico Bert D’Arragon, attuale Presidente dell’Arcigay Toscana: in ambedue i punti di vista, sia in quello di Aurelio che in quello di Alessio c’è del giusto.
L’importante è (che non litighiamo fra di noi) e che rimaniamo uniti!
Lucky
13 Settembre 2018 alle 14:47 #834644lucky2002z
Partecipante@lucky2002z wrote:
@lucky2002z wrote:
@GAY_POWER wrote:
Mi dispiace ammetterlo ma condivido l’artcolo del caro de Giorgi. Perchè mi dispiace? perchè il gentile Alessio è un imprenditore sveglio e senza (credo) troppi scrupoli. Ecco che le varie guide di locali e siti “friendly” sono pieni di prodotti FUORI MERCATO, i quali sono in quelle guide non per coerenza politica o ideale, ma sem’plicemente perchè in quanto PRODOTTI sono talmente di pessima qualità che vengono RIPOSIZIONATI a una clientela di nicchia (gay) per riproporli a un mercato.
Arcigay ha tante magagne, ha compiuti tanti errori caro Alessio de Giorgi, ma è fatta da VOLONTARI che non sapranno di marketing, di strategia, MA SANNO DI PASSIONE. Le dico questo in tutta onestà e sincerità, da persona che l’ammira per il suo “piccolo impero” ma che vede in esso (a una analisi più dettagliata) tanti compromessi non sempre vantaggiosi.
Alessio De Giorgi, come politico, imprenditore e attivista gay ha fatto proprio un gran bel lavoro! Là dove con anni e anni d lotta non si è riusciti ad ottenere nulla, lui è riuscito in una missione che anni fa quando inizio ad intraprenderla, sembrava quasi impossibile. A Torre del lago è riuscito grazie al suo talento a creare la prima realtà glbt visibile d’Italia. Un luogo d’aggregazione. di socializzazione e di divertimento unico in Italia. Il suo locale ( e di suo socio ed ex compagno Christian), il Mamamia , insieme a quelli o loro consorziati, sono stati i primi in Italia ad ammainare la bandiera Rainbow che sventola orgogliosa dai loro locali.In Toscana, è riuscito ad ottenere nello Statuto della Regione, un’apertura verso una specie di riconoscimento delle coppie di fatto ed una legge, prima sui generis e ancora unica in Italia, contro le discriminazioni per orientamento sessuale.
Scusate, se quello che vi scrivo ,vi puo sembrare poco ma vi assicuro che in un Italia clerico-fscista o, com’era prima, catto-bigotta, non è cosi: i passi in avanti fatti dal movimento glbt in Toscana sono in gran parte frutto del suo impegano personale e di lotte dove si è esposto con coraggio ed in prima persona. Basti pensare a quando si è pacsato con Christian al Consolato di Francia a Roma per dare visibilità alle nostre rivendicazioni! E’ stato il primo in Italia ad averlo fatto in maniera cosi clamorosa e ad aver dato cosi , per la prima volta quella visibilità ai temi del riconoscimento dei nostri diritti.
Ma Alessio non è sempre stato un imprenditore: prima di diventarlo è anche stato per tanti anni un attivista arcigay sempre impeganto con PASSIONE come VOLONTARIOin prima linea .
Per tutto questo, posso solo dire: Chapeau!
Per quello che riguarda la disputa sul prossimo gay Pride, penso che ci sia un po di ragione in tutti e due i punti di vista: da un lato sarebbe meglio farlo svolgere sempre a Roma, in quanto Roma è la capitale politica del paese, ed in quanto tale, facendolo a Roma, otterremmo piu visibilità mediatica ed è anche la citta dove si trova il nostro Stato “nemico”: il Vaticano eda un altro lato, è anche vero che l’Italia è il paese delle cento provincie ed è fatta di mille piccole realtà locali dove vive il paese vero e dove vive la maggior parte dei gay e delle lesbiche, che proprio per questo fatto tanti gay e tante lesbiche ancora non iescono ad “uscir fuori” e a vivere la loro realtà alla luce del sole. I Pride non possono che far bene a quelle realtà. Anche il sud ha un enorme bisogno di essere aiutato .
Penso che la soluzione vada cercata nell’ equilibratissimo e saggio ragionamento dell’amico Bert D’Arragon, attuale Presidente dell’Arcigay Toscana: in ambedue i punti di vista, sia in quello di Aurelio che in quello di Alessio c’è del giusto.
L’importante è (che non litighiamo fra di noi) e che rimaniamo uniti!
Lucky
SCUSATE, DEVO AVER FATTO QUALCOSA DI SBAGLIATO NELL’INSERIRMI NEL TESTO, IL MIO INTERVENTO INIZIA DA QUI:
Alessio De Giorgi, come politico, imprenditore e attivista gay ha fatto proprio un gran bel lavoro! Là dove con anni e anni d lotta non si è riusciti ad ottenere nulla, lui è riuscito in una missione che anni fa quando inizio ad intraprenderla, sembrava quasi impossibile. A Torre del lago è riuscito grazie al suo talento a creare la prima realtà glbt visibile d’Italia. Un luogo d’aggregazione. di socializzazione e di divertimento unico in Italia. Il suo locale ( e di suo socio ed ex compagno Christian), il Mamamia , insieme a quelli o loro consorziati, sono stati i primi in Italia ad ammainare la bandiera Rainbow che sventola orgogliosa dai loro locali.In Toscana, è riuscito ad ottenere nello Statuto della Regione, un’apertura verso una specie di riconoscimento delle coppie di fatto ed una legge, prima sui generis e ancora unica in Italia, contro le discriminazioni per orientamento sessuale.
Scusate, se quello che vi scrivo ,vi puo sembrare poco ma vi assicuro che in un Italia clerico-fscista o, com’era prima, catto-bigotta, non è cosi: i passi in avanti fatti dal movimento glbt in Toscana sono in gran parte frutto del suo impegano personale e di lotte dove si è esposto con coraggio ed in prima persona. Basti pensare a quando si è pacsato con Christian al Consolato di Francia a Roma per dare visibilità alle nostre rivendicazioni! E’ stato il primo in Italia ad averlo fatto in maniera cosi clamorosa e ad aver dato cosi , per la prima volta quella visibilità ai temi del riconoscimento dei nostri diritti.
Ma Alessio non è sempre stato un imprenditore: prima di diventarlo è anche stato per tanti anni un attivista arcigay sempre impeganto con PASSIONE come VOLONTARIOin prima linea .
Per tutto questo, posso solo dire: Chapeau!
Per quello che riguarda la disputa sul prossimo gay Pride, penso che ci sia un po di ragione in tutti e due i punti di vista: da un lato sarebbe meglio farlo svolgere sempre a Roma, in quanto Roma è la capitale politica del paese, ed in quanto tale, facendolo a Roma, otterremmo piu visibilità mediatica ed è anche la citta dove si trova il nostro Stato “nemico”: il Vaticano eda un altro lato, è anche vero che l’Italia è il paese delle cento provincie ed è fatta di mille piccole realtà locali dove vive il paese vero e dove vive la maggior parte dei gay e delle lesbiche, che proprio per questo fatto tanti gay e tante lesbiche ancora non iescono ad “uscir fuori” e a vivere la loro realtà alla luce del sole. I Pride non possono che far bene a quelle realtà. Anche il sud ha un enorme bisogno di essere aiutato .
Penso che la soluzione vada cercata nell’ equilibratissimo e saggio ragionamento dell’amico Bert D’Arragon, attuale Presidente dell’Arcigay Toscana: in ambedue i punti di vista, sia in quello di Aurelio che in quello di Alessio c’è del giusto.
L’importante è (che non litighiamo fra di noi) e che rimaniamo uniti!
Lucky
13 Settembre 2018 alle 18:02 #834645lucky2002z
Partecipante@gay_pt wrote:
da toscano e conoscendo De Giorgi mi sento in dovere di spezzare più lance a suo favore.
De Giorgi prima che imprenditore gay è stato volontario in arcigay, a Genova prima e in toscana poi, dove è stato presidente regionale di arcigay ed ora ricopre un ruolo pubblico in regione.
questo solo per dire che è un profondo conoscitore della realtà di arcigay.Condivido al 100%! Gia piu di 15 anni fa , quando la consapevolezza e visibilità glbt erano ancora allo stato embrionale, lui era gia impeganto in prima linea come volontario arcigay, e con tanta passione, proprio nel momento in cui altri, come me per esempio, avevano “mollato” perche vedevano che dopo anni e anni di lotte non si riusciva a fare un solo passo in avanti… La stessa passione che lo anima tutt’ora come imprenditore militante glbt di successo! E non deve certo rendere conto a nessuno. In fin dei conti non è madre Teresa di Calcutta…(neanche lei poi era cosi disinteressata come certa propaganda clericale cerca di farci credere: pare che “salvava” solo quelli che si convertivano alla religione cattolica mentre gli altri li lasciava morire sulla strada…)
Lucky
15 Settembre 2018 alle 11:19 #834646lucky2002z
Partecipante@GAY_POWER wrote:
Essere gay non vuole per forza fare rima con prostituzione, droga ed eccessi alcolici. Un gay è un cittadino come tutti e richiede sicurezza e divertimento sano con il proprio compagno.Non capisco perchè le forze dell’ordine di Torre del Lago debbano ostinarsi a fare diventare quella via terra di nessuno.
Perche non riescono a distinguere fra reato e peccato.
Un gay è un cittadino come tutti ma non riescono a trattarlo come tale: per loro omosessualità e droga è piu o meno la stessa cosa. Un ragazzo che bacia un altro ragazzo o un ragazzo che si fà èun comportamento che ha piu o meno la stessa gravità: solo che nel primo caso non è reato (ma , secondo alcuni di loro, dovrebbe esserlo) e non essendo reato non possono fare nulla contro di noi senza correre il rischio di venire apertamente accusati di omofobia; rischio che, in questo momento, nessuno vuole ancora correre.
Non potendoci cacciar via per il “peccato” , momentaneamente ( e in apparenza) ci lasciano fare. Ma in realtà ci tengono d’occhio. Mentre ovunque altrove vige il proibizionismo ( a Viareggio, in nome del decoro e del ” bon ton” è proibito passeggiare a torso nudo sulla passeggiata a mare, è proibito per i bambini costruire castelli di sabbia lungo la battigia, è proibito per i giovani alzare il gomito e quant’altro….e si fanno proclami pro “turismo dentro le righe e non sopra le righe” , ” un turismo all’insegna dei valori, della tranquillità e della famiglia”….ecc….hanno lasciato questa “zona franca” di Torre del lago abbandonandola al degrado “tra eterosessuali ubriachi e drogati, barcollanti verso le discoteche alle 3 di notte, magrebini spacciatori e altre amenità”, come giustamente dici tu. Ben presto ci sara anche la prostituzione( se non c’è gia) e potrebbe riaccadere qualcosa come era successo in via Zara a Viareggio. Quando il degrado e l’illegalità sarà al culmine, faranno una grande retata accompagnata da relativa strumentalizzazione mediatica e cosi “libereranno” la zona sia del reato che del peccato.
L’unica mia speranza è che ormai troppi commercianti e piccoli impreditori di Torre – la circoscrizione (che è di destra) tutta intera- non sappiano piu rinunciare a vedere, come grazie al turismo gay, le loro casse sono piene come non lo sono mai state, e questo in periodo di crisi quando tutti gli altri (viareggio, lido etc…piangono miseria…). Che si siano ormai abituati e assuefatti al benessere che gli arriva grazie a noi.
Ma l’omosessualità, si sà, in Italia (purtroppo) non è ancora accettata. O meglio: gli italiani sarebbero di per sé piuttosto tolleranti…non avrebbero a priori niente contro di noi….ma non sanno disubbidire alla Chiesa. per cui spesso non sanno distinguere fra reato e peccato e fra peccato e reato !
Lucky
21 Settembre 2018 alle 13:37 #834647zapatera2008
PartecipantePerché Genova? Perché si è candidata e non mi risultano altre candidature a parte la questione del “pride sempre a Roma” di cui dico dopo.
Dove si è candidata? Con chi?
Perchè si legge questo atto come autoritario e non si sono lette come autoritarie le bagarre dei pride 2007-2008? Perché là furono altre associazioni a “imporre” le loro decisioni.
BUGIA ENORME. Fu un accordo preso anche in vista dell’avvicendamento Lo Giudice/Mancuso. Strano che non lo ricordi. Lo Giudici era illuso di andare in una commissione parlamentare della Pollastrini e tu avevi firmato un documento ridicolo perchè ti era stato promesso spazio nella stessa commissione, ho ancora la tua mail che pubblicherò qui quanto prima, poi grazie a dio te ne sei rimasta a casa e Lo Giudice con te. Arcigay cedette su Roma perchè si andava incontro a 2 pride nazionali. Visto che nessuno è titolato per decidere sul nazionale non si capisce perchè lo debba fare arcigay.
Cambiando in corsa Bologna con Roma per quell’anno e per fare insieme Bologna l’anno successivo per poi vedere Roma anticipare l’anno successivo il proprio Pride rispetto al nazionale, per togliergli visibilità?
Sei proprio in malafede completamente. Ti sei dimenticata che insieme a Roma anche Milano ha fatto il Pride lo stesso giorno anticipando quello di Bologna. E’ quello di milano era sempre di Arcigay, sei penosa con le tue bugie.
Perché non costruire “tutti insieme, nessuno escluso” il Pride? Si è fatto l’anno scorso, ma quando le cose si fanno tutti insieme poi bisogna rispettare gli accordi e non stare dentro il Pride con “una faccia” e con l’altra “stare dentro la contestazione “militare” dell’occupazione del palco.
Finalmente la verità, questo di Genova è un pride fascista deciso da pochi, fattevelo, noi lo faremo a Roma nazionale come quello di Genova.
Contiamoci. La maggioranza vuol anche dire qualcosa o niente più? Roma avrà l’Europride 2011 e ne siamo felici.
Contiamoci pure, manco Arcigay è d’accordo con il Pride a Genova. Si è visto dal comunicato quanto siete felici per l’Europride, VERGOGNA:
E poi, perché non aspettare il documento del Comitato GenovaPride prima di iniziare con le analisi politiche? Magari noi “provinciali” sorprenderemo voi “metropolitani” con programma e metodo democratico di costruzione del Pride.
Un documento di un Pride nazionale deve essere condiviso nella costruzione non proposto. VERGOGNA.
Ma che ne vuoi sapere tu, Arcigay ha gia incontrato il prefetto e manco ti hanno portato dietro, ti stanno solo usando.][/quote]
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