Gay.it Forum › Forum › Incontri › Locali LGBT › Della tristezza dell’essere gay
Taggato: orgasmo
- Questo topic ha 168 risposte, 8 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 5 anni, 9 mesi fa da
flying_dutchman.
-
AutorePost
-
4 Luglio 2020 alle 16:46 #952345
anonymous
Partecipante@ma come fai a non capire wrote:
@Continuo a non capire la differenza… wrote:
Sì va be’ ma continuo a non capire dove sia la differenza con gli etero sul piano della felicità o dell’infelicità, visto che questo è il tempo del thread…
Gli etero non c’entrano nulla, ce li hai messi tu…Però è evidente che formare una famiglia (con moglie e figli) per una coppia etero è un progetto esistenziale più che sufficiente. Anche dal semplice punto di vista biologico si tratta di sopravvivenza della specie. Una eventuale famiglia gay con due mammi o due padresse, quandanche venisse riconosciuta e potesse adottare un figlio costruirebbe sempre un progetto sterile che va contro la natura (se l’umanità ponesse questa scelta come modello si estinguerebbe). Quindi l’unico progetto esistenziale che darebbe senso a una coppia omosessuale sarebbe un’impresa artistica, intellettuale, filosofica, economica…non ti sembra?
Gli etero non c’entrano nulla e ce li ho messi io???
Ma scusa non è il titolo del thread “la tristezza dell’essere gay”?
mica è “la tristezza dell’essere uomo”….Comunque, a parte che non capisco che c’entri l’esinzione dell’umanità se tutti fossero gay… anche se tutti fossero sterili, come sono molte coppie etero, si estinguerebbe l’umanità…
e allora? consigli alle coppie etero sterili di scopare a destra e a manca per non correre il rischio d’estinzione dell’umanità? (che comunque si estinguerà prima o poi…).Per il resto, penso che ciascuna coppia (gay o etero) abbia un “progetto esistenziale” suo, che non è necessariamente fare figli, ma se anche il “progetto esistenziale” della coppia omo fosse un altro che avere figli più o meno adottati, che male ci sarebbe?
Dove sta scritto che una coppia che abbia come “progetto esistenziale” un’impresa artistica, intellettuale, filosofica, economica, sia una coppia meno degna di esistere o meno felice di un’altra che abbia la figliazione come “progetto esistenziale”?
E poi scusa, non basta il proprio amore come “progetto esistenziale”?
Lo è stato anche per coppie etero senza figli ed è ancora da dimostrare che non sia stato valido almeno per loro…. (se poi non è stato valido anche per gli altri, alla fine chi se ne frega?)4 Luglio 2020 alle 16:55 #952346anonymous
PartecipanteLe coppie gay che hanno come progetto esistenziale l’amore si vedono solo nei film e nei romanzi. Il loro progetto nella maggior parte dei casi ha un esito infausto. Nella vita reale il progetto esistenziale della classica coppia gay si regge sull’elaborazione dei reciproci, inevitabili tradimenti. E sulla dinamica del chi prende e chi da, anche e soprattutto in termini economici. Per tacere dell’equilibrio sempre instabile tra le rispettive e progressive passivizzazioni. Ma un pò di sincerità nemmeno fra di noi, no?
4 Luglio 2020 alle 17:12 #952347anonymous
Partecipante@il progetto esistenziale di una coppia gay wrote:
Le coppie gay che hanno come progetto esistenziale l’amore si vedono solo nei film e nei romanzi. Il loro progetto nella maggior parte dei casi ha un esito infausto. Nella vita reale il progetto esistenziale della classica coppia gay si regge sull’elaborazione dei reciproci, inevitabili tradimenti. E sulla dinamica del chi prende e chi da, anche e soprattutto in termini economici. Per tacere dell’equilibrio sempre instabile tra le rispettive e progressive passivizzazioni. Ma un pò di sincerità nemmeno fra di noi, no?
ti stai sbagliando con le coppie etero
5 Luglio 2020 alle 0:22 #952349anonymous
Partecipante@Ospite wrote:
@il progetto esistenziale di una coppia gay wrote:
Le coppie gay che hanno come progetto esistenziale l’amore si vedono solo nei film e nei romanzi. Il loro progetto nella maggior parte dei casi ha un esito infausto. Nella vita reale il progetto esistenziale della classica coppia gay si regge sull’elaborazione dei reciproci, inevitabili tradimenti. E sulla dinamica del chi prende e chi da, anche e soprattutto in termini economici. Per tacere dell’equilibrio sempre instabile tra le rispettive e progressive passivizzazioni. Ma un pò di sincerità nemmeno fra di noi, no?
ti stai sbagliando con le coppie etero
Appunto, la descrizione si adatta a pennello a tanti matrimoni etero…
5 Luglio 2020 alle 1:11 #952350almadell
Partecipante@soledamore wrote:
@almadell wrote:
Ospite, perché il discorso di Soledamore
possa essere sostenibile lui deve eliminare
la componente dell’omofobia:
il pregiudizio religioso, l’aggressività nazionalista,
la diffidenza eterosessuale e gli ostacoli della famiglia.Deve fingere che essa non esista per poter imputare
l’infelicità degli omosessuali al loro stesso dongiovannismo
e negare che la nostra “sterilità” sia solo un problema legislativo.Probabilmente non è dichiarato in famiglia
e quindi non può farsi carico socialmente
di uno stile di vita alternativo:
quale una convivenza o anche soltanto una reazione
nei confronti dell’omofobia del suo ambiente sociale.Almadell, perchè non ti rivolgi a me direttamente e parli di me per interposta persona? Non avere timori, io non mordo (fisicamente)! 😆
Non è molto corretto dal punto di vista delle regole dell’argomentazione cercare di confutare un’opinione andando sul piano personale, traendo peraltro delle conclusioni infondate. L’infelicità del gay non deriva dall’omofobia, è connaturata alla condizione stessa del riconoscersi nello status sociale di gay così come lo è nel riconoscersi omosessuale. Le conseguenze dell’omofobia sono gli insulti e le lesioni personali, non la tristezza della condizione in sè. Confondi le cause con gli effetti. Grave dal punto di vista logico!
Inoltre mi sembra fuoriluogo parlare di dongiovannismo a proposito del fallocentrismo dei gay: il dongiovanissmo comprendeva un concetto di seduzione dell’altro da sè (con differenza di gender) che è assente nel sesso meccanico e compulsivo fatto in una dark room o in una sauna.
E ancora: se uno stile di vita alternativo è quello che consiste nel consumare merci-status, fare vacanze nei luoghi del turismo sessuale, praticare un sesso scadente nei noti luoghi di aggregrazione, fare una vita di coppia sterile che si regge su menzogne e compromessi, sostenere l’Arcigay in attesa di diritti che ci saranno negati sempre fin quando nella galassia della Sinistra ci sarà una componente teodem o “cattosensibile” (nel senso di sensibile agli umori e ai livori delle gerarchie vaticane)…meglio sarebbe rimuovere le proprie pulsioni omosessuali e praticare una rigorosa castità sublimando le proprie attitudini! 😀Per quanto riguarda il discorso personale sull’omofobia: confesso che non ho mai subito un’aggressione omofoba, e nei luoghi di aggregrazione che frequento convivono skin heads e glbt. Mi sono chiesto perchè. La risposta che mi sono dato è che non mi sono mai presentato come gay che ha qualcosa da rivendicare o come omosessuale depresso, ma semplicemente come persona. Mi è capitato di difendere una lesbica dall’aggressione verbale di una persona rozza, anche se la lesbica aveva torto. Così come mi è capitato di difendere dei gay diciamo “eccessivamente provocanti” nell’abbigliamento e nell’atteggiamento da qualche fascistello in overdose ormonale. Cose fatte sempre però ponendomi sul piano di “persona”. Cosa che mi ha assicurato il rispetto e la stima di entrambe le parti.
Mi riferivo all’Ospite perché era – giustamente – perplesso.
A te, Soledamore, non saprei cosa chiarire.
Io sono dichiarato da dodici anni e fidanzato da cinque;
cerchi di generalizzare la tua condizione ai gay italiani
e la condizione di stress dei gay italiani al Mondo.Personalmente non me ne frega una sega
se siete infelici perché sterili, perché ossessionati dal fallo,
se siete disperati per la vostra femminilità repressa,
per i sensi di colpa religiosi, per la solitudine
o perché adesso nessuno sa che siete froci,
ma a cinquant’anni sarete la barzelletta del paese
(e/o la maledizione di una povera donna).Sappiate solo che ve la siete SCELTA
questa vita infima e disperata;
in cui fate “atti omosessuali” evitando l’etichetta “gay”
mentre l’orbe terraqueo v’ha messo la targa “froci”Sei triste, Soledamore? Mi dispiace.
Credi di essere triste perché ti piace il cazzo? Mi dispiace.
Preferiresti moglie e figli, Soledamore? Mi dispiace.
Io non ti posso aiutare.Il mio ragazzo si sveglia col sorriso tutte le mattine.
A me importa solo della sua felicità
Posso aiutare solo lui,
tutto il resto è letteratura.5 Luglio 2020 alle 6:29 #952348rivas
PartecipanteAttenzione a tutti coloro che contrappongono la soddisfazione dei progetti eterosessuali con l’insoddisfazione di quelli omosessuali.
Guardatele le coppie etero, i matrimoni etero, i progetti etero: possono essere fonte di ansia, infelicità ed insoddisfazione.
Il solo atto di poter procreare e continuare la specie non è sicuramente oggi fonte sicura di felicità e soddisfazione: non conosco un genitore che sia soddisfatto di se stesso solo in quanto genitore, e ,soprattutto per quanto riguarda le ultime generazioni, vi sono molte donne frustrate che si sentono “inutili” quando i figli raggiungono l’età adolescenziale e diventano progressivamente sempre più indipendenti.
Esistono pieghe di tristezza in tutte le situazioni, solo che quelle etero sono talmente scontate che nemmeno se ne parla.
Le uniche fonti di vera tristezza dell’essere gay le vedo nel mantenere la propria repressione, nell’essere cronicamente non accettato dalla propria famiglia, nel vivere costantemente sulla propria pelle episodi di omofobia.
Le differenze tra coppia gay e coppia etero, quando presenti, non le vedo come fonte di tristezza, ho capito parecchi anni fa che non è certo il modello etero “classico” di coppia quello che ti rende felice, e se ne accorgono sempre di più anche gli stessi etero.
Guardate la realtà intorno a voi, non i modelli ideali che avete in testa…
5 Luglio 2020 alle 9:32 #952351soledamore
Partecipante@almadell wrote:
Sappiate solo che ve la siete SCELTA
questa vita infima e disperata;
in cui fate “atti omosessuali” evitando l’etichetta “gay”
mentre l’orbe terraqueo v’ha messo la targa “froci”Sei triste, Soledamore? Mi dispiace.
Credi di essere triste perché ti piace il cazzo? Mi dispiace.
Preferiresti moglie e figli, Soledamore? Mi dispiace.
Io non ti posso aiutare.Il mio ragazzo si sveglia col sorriso tutte le mattine.
A me importa solo della sua felicità
Posso aiutare solo lui,
tutto il resto è letteratura.Guarda che hai preso un grosso granchio! 😆
E’ un tale “deluso molto” che ha iniziato questo thread sulla tristezza dei gay! Io non sono affatto triste, mi godo le mie attitudini omosessuali in linea con il mio modo di pensare, le mie aspirazioni spirituali, la mia libertà da ogni ideologia e secondo la mia fede (che è post-cristiana e anti-vaticana). Ho un rapporto stabile (da 5 anni ormai) con la persona che amo e che non ho mai tradito (facile amare una persona quando hai la possibilità di sollazzarti con altri, con/e/o senza il suo consenso), con la quale do sfogo (e a cui lascio sfogare) tutti i tipi di pulsioni erotiche con grande godimento reciproco. Non ho bisogno di dichiararmi perchè per scelta ho deciso di non trarre alcun vantaggio sociale dai miei gusti sessuali (la virilità è anche questo). Se però qualcuno con cui instauro un rapporto di una certa profondità mi facesse certe domande non esiterei a informarlo sulle mie predilezioni.
Mi vivo quindi la mia omosessualità con grande naturalezza ma con uno stile fatto di sobrietà e discrezione che non devo preoccuparmi nemmeno di imporre, nè a me stesso nè al mio compagno, perchè ci riesce naturale.
Allo stesso tempo però devo prendere atto dell’infelicità che vedo in tanti gay, compreso in te stesso. Spesso dietro una maschera di allegria e ottimismo si nasconde una disperazione più o meno greve. Io stesso attraverso momenti down, ma riesco a superarli perchè non mi identifico con le mie pulsioni omosessuali e non costruisco la mia personalità partendo da esse. Non si è tristi perchè piace il cazzo mentre agli altri piace la figa. E’ una questione di gusti, in fondo. 😀 Se però vuoi fare di questa tua attitudine all’apprezzamento del cazzo una professione, quella del gay, marciandoci sopra, allora sarai sicuramente infelice. Mai detto che preferirei moglie e figli! Al massimo posso aver detto che l’ideale sarebbe avere tanto un compagno quanto una compagna per costruire un modello triadico di famiglia, veramente alternativo. Altro che prenderlo nel sedere nel buio di una darkroom nel week end e poi ritornare col compagno nei giorni feriali e fare la coppia gay stile mulino bianco invertito! 😀5 Luglio 2020 alle 9:35 #952352soledamore
Partecipantep.s.
Che uno si dichiari gay o prenda atto della sua omosessualità senza baccagliare, per l’orbe terraqueo sempre frocio sarà, non ti illudere! Forse può esserci una differenza solo per quanto riguarda il discorso della limitazione del danno in rapporto all’omofobia.
5 Luglio 2020 alle 11:03 #952354anonymous
Partecipante@J. Nocholosi wrote:
Non dargli peso Ospite, lo sa tutto il forum e da anni che soledamore ha un transfert e soffre di un grave forma di psico-patologia cioè tutto l’odio e il disprezzo e l’omofobia interiorizzata che prova ( bisogna dirlo:a ragione!) contro se stessa e la sua stessa povera e meschina e infelice esistenza, lei la proietta su tutti gli altri gay ( che non ne soffrono e stanno benissimo con se stessi e con l’ambiente che li circonda) ed è tanto scema, ottusa e arrogante oltre che veramente ignorante da CREDERE che quello che prova una povera malchiavata assetata di cazzo come lei appartenga giocoforza a tutto l’universo terracqueo gay!
In effetti la sola ragione per cui si può che gli omosessuali siano più infelici degli eterosessuali è che viviamo in una civiltà omofoba o che ha radici omofobe storicamente molto profonde.
Per il resto un eterosessuale ed omosessuale così come una coppia eterosessuale o omosessuale hanno gli stessi problemi e le stesse cause di felicità/infelicità, visto che partecipano ugualmente della natura umana….
Mica siamo extraterrestri noi omosessuali…Certo una coppia omosessuale non può avere figli geneticamente suoi, ma anche molte coppie etero non possono (e alcune non vogliono)! fare di questo una causa di infelicità francamente mi sembra assurdo e comunque contrario all’evidenza dei fatti…. quante volte i figli sono causa d’infelicità per i genitori….
5 Luglio 2020 alle 13:20 #952355anonymous
PartecipanteNon è tanto la tristezza dell’essere gay, ma la tristezza del mondo gay.Mi spiego, se il mondo gay non sarebbe così squallido le cose andrebbero meglio però i gay sono interssati solo al cazzo e ai vestiti fescion e quando si fidanzano tra di loro si mettono le corna.Che schifo!
5 Luglio 2020 alle 13:49 #952356anonymous
Partecipante@antonio989 wrote:
Non è tanto la tristezza dell’essere gay, ma la tristezza del mondo gay.Mi spiego, se il mondo gay non sarebbe così squallido le cose andrebbero meglio però i gay sono interssati solo al cazzo e ai vestiti fescion e quando si fidanzano tra di loro si mettono le corna.Che schifo!
Hai fatto un’accurata indagine statistica tra tutti i gay italiani, se non mondiali, per poter dire che il “mondo gay” sia squallido a fronte di quello etero?
Va bene usare i luoghi comuni, ma qui mi pare si esageri….
non tutti, anzi forse molto pochi gay si presentano come Platinette…. e per il resto vale il principio che chi grida più forte cattura quasi sempre l’attenzione, ma non rappresenta necessariamente “tutti” o “la maggioranza”!!7 Luglio 2020 alle 7:42 #952357anonymous
PartecipanteIo frequento sia etero che gay e noto che c’è più infelicità tra i miei amici gay che tra quelli etero. Credo che ciò dipenda dallo stile di vita gay che rende molto difficile costruire rapporti solidi e duraturi frequentando l’ambiente. L’unica possibilità di un gay per essere eè trovarsi un compagno e fare vita di coppia uscendo fuori dai vari giri. E questo è più difficile per un gay che per un etero, perché se vuoi conoscere altri gay gli ambienti sono quelli: disco, dark room o peggio associazioni.
7 Luglio 2020 alle 9:05 #952353anonymous
Partecipante@rainbow_moon wrote:
Io frequento sia etero che gay e noto che c’è più infelicità tra i miei amici gay che tra quelli etero. Credo che ciò dipenda dallo stile di vita gay che rende molto difficile costruire rapporti solidi e duraturi frequentando l’ambiente. L’unica possibilità di un gay per essere eè trovarsi un compagno e fare vita di coppia uscendo fuori dai vari giri. E questo è più difficile per un gay che per un etero, perché se vuoi conoscere altri gay gli ambienti sono quelli: disco, dark room o peggio associazioni.
Questo è sostanzialmente vero, ma è causato dall’omofobia, non da una caratteristica dell’omosessualità in sé!
10 Luglio 2020 alle 14:14 #952294anonymous
Partecipante@Eziologo a riposo wrote:
@rainbow_moon wrote:
Io frequento sia etero che gay e noto che c’è più infelicità tra i miei amici gay che tra quelli etero. Credo che ciò dipenda dallo stile di vita gay che rende molto difficile costruire rapporti solidi e duraturi frequentando l’ambiente. L’unica possibilità di un gay per essere eè trovarsi un compagno e fare vita di coppia uscendo fuori dai vari giri. E questo è più difficile per un gay che per un etero, perché se vuoi conoscere altri gay gli ambienti sono quelli: disco, dark room o peggio associazioni.
Questo è sostanzialmente vero, ma è causato dall’omofobia, non da una caratteristica dell’omosessualità in sé!
Non è vero la causa dell’infelicità dei gay non è l’omofobia, ma l’essere gay. L’omofobia è invece la conseguenza della rabbia provocata in persone squilibrate dall’essere gay.
10 Luglio 2020 alle 14:36 #952295anonymous
Partecipante@vera eziologia wrote:
@Eziologo a riposo wrote:
@rainbow_moon wrote:
Io frequento sia etero che gay e noto che c’è più infelicità tra i miei amici gay che tra quelli etero. Credo che ciò dipenda dallo stile di vita gay che rende molto difficile costruire rapporti solidi e duraturi frequentando l’ambiente. L’unica possibilità di un gay per essere eè trovarsi un compagno e fare vita di coppia uscendo fuori dai vari giri. E questo è più difficile per un gay che per un etero, perché se vuoi conoscere altri gay gli ambienti sono quelli: disco, dark room o peggio associazioni.
Questo è sostanzialmente vero, ma è causato dall’omofobia, non da una caratteristica dell’omosessualità in sé!
Non è vero la causa dell’infelicità dei gay non è l’omofobia, ma l’essere gay. L’omofobia è invece la conseguenza della rabbia provocata in persone squilibrate dall’essere gay.
Ma scusa, perché l’essere gay per sè stesso sarebbe causa d’infelicità?
-
AutorePost
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.