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- Questo topic ha 51 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 11 anni fa da
almadell.
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10 Aprile 2015 alle 17:36 #940058
anonymous
PartecipanteRagazzi il principio di causalità debole(non ne parliamo poi di quello forte che impone addirittura di aspettare prima di parlare!) ci costringe a tacere sull’istante t=0.In tale istante possiamo porre delle condizioni inziali le quali racchiudono una pluralità (o singolarità?) di “fenomeni” sui quali noi non siamo in grado di dire assolutamente nulla.Porre la condizione iniziale uguale a dio però implica una sua esistenza per t<0,ovvero una esistenza di dio fuori dalla nostra dimensione spazio temporale.E' evidente che tale "fenomeno"(dio) deve essere la memoria di un "fenomeno" precedente di cui esso è stato in qualche modo effetto.Ovvero posta l'esistenza di dio nel nostro tempo,non abbiamo risolto nulla,perché non sappiamo nell'eternità passata SE questo dio non è risultato di un altro dio.E quindi vi sarebbe un dio per dio che orgina tutto e questo lo si può ripetere per ogni t<0.E' da pazzi voglio dire ma io non me la pongo la domanda su t0.PER T<=0 NESSUNO DI NOI PUO' APRIRE BOCCA.TALE SPAZIO DI TEMPO INFINITO FA PAURA.E' MEGLIO NON EVOCARLO!
11 Aprile 2015 alle 15:02 #940059anonymous
Partecipante@almadell wrote:
Ah, basta questo per essere “razionale”?
Quindi mi basterebbe trovare una qualsiasi domanda
la cui risposta potrebbe essere “un opossum parlante”
e automaticamente diventa una “ipotesi razionale”?Perché no ?, se la risposta “opossum parlante” fosse razionale, sarebbe un’ipotesi razionale.
@almadell wrote:
Per me “l’opossum parlante” non è razionale,
ergo è sempre una “risposta irrazionale”.
Se in un bosco qualcuno mi chiamasse per nome,
escluderei a priori che si tratti di un opossum.”.Anch’io l’escluderei, infatti ho detto che “opossum parlante” sarebbe un’ipotesi razionale se potesse razionalmente rispondere ad una domanda:
è evidentemente un paradosso, perché non vedo a quale domanda si possa rispondere con l’ipotesi “opossum parlante”.Ma il problema non sta nell’ipotesi in sé, che puoi ben fare per quanto assurda possa sembrare, bensì nei problemi che potrebbe o non potrebbe risolvere almeno a livello d’ipotesi razionale.
@almadell wrote:
E’ legittimo aspettarsi leggi fisiche coerenti
in Australia, su Giove o in un’altra galassia?
E’ coerente un attimo dopo il Big Bang,
ma non è legittimo un attimo prima?
Dove fissi questo limite?
Come decidi che qualcosa sia abbastanza grande o antico
da permetterti di mettere da parte la tua esperienza scientifica?Semplice: prima del bib bang (ammesso che ci sia mai stato) non possiamo per ora curiosare. Dopo sì. Il limite è la nostra esperienza e la nostra scienza. Non so se potremo mai stabilire che cosa c’era prima di ogni prima che troveremo. Non credo, perché siamo limitati nel tempo e nello spazio.
Ma sono certo, per necessità razionale, che non potremo mai sapere che cosa ci sarà dopo che saremo finiti. Quindi ci sarà sempre qualche cosa che non potremo mai sapere (salvo il caso che si dica che siamo immortali come individui o come specie).@almadell wrote:
Contesto che questo “primo motore”
abbia una “personalità” composta di morale e volontà.Infatti potrebbe anche non averle (penso al motore immobile di Arisotele o all’Uno di Platone….)
@almadell wrote:
Hai una cattiva opinione degli atei 🙂
e tu degli agnostici…
@almadell wrote:
Torna però la questione della “risposta irrazionale”
Il fatto che io escluda che la Causa Prima sia un Ente Pensante
è dovuto semplicemente al fatto che il “pensiero” è un evento recente;
il fatto che io non sappia perché l’Universo siaBe’ è un evento recente sulla nostra terra, non sappiamo nemmeno se sia recente nella nostra galassia, immaginiamoci se lo sappiamo nell’universo presente o in altri universi anteriori….
@almadell wrote:
non significa che io non rida se mi dici: l’hanno creato i tortellini di mia madre
perché so benissimo che all’epoca non potevano esistere.
Se mi contesti il fatto che dica di “sapere” e non di “presumere”
che “il pensiero” o “i tortellini” siano eventi molto recenti;
significa che per te l’idea stessa di Conoscenza è un errore.Anch’io riderei dei tortellini…. Quanto alla nostra conoscenza, posso comodamente ammettere che sia ragionevolmente certa, ma è difficile negare che sia irrimediabilmente limitata per tempo e spazio….
Una specie di microbi intelligenti, che nascesse e che vivesse all’interno del nostro corpo, potrebbe conoscere molto bene quello che gli sta intorno ed averne “scienza certa”, ma non potrebbe conoscere nulla di quello che sta fuori ed ipotizzerebbe male se pensasse che il corpo, in cui vive e si moltiplica, fosse eterno, non fosse stato generato e non potesse morire oppure fosse stato generato, ma fosse immortale.@almadell wrote:
Frasi come “tutto ha una causa esterna” è solo un dogma
come è un dogma “non si può procedere all’infinito”.Sono d’accordo. Il problema è che, essendo finiti, noi non potremo mai procedere all’infinito e quindi non potremo mai sapere se tutto è infinito o no, se le cause sono infinite o no….
@almadell wrote:
Tu semplicemente NON ESCLUDI possa essere stato un opossum;
di sicuro non la accogli come ipotesi, ma il fatto che non la rifiuti
a me fa venire dei dubbi sul tuo profilo tossicologico 😀[/quote]
Non si tratta dell’ “opossum parlante”, questo è un tuo paradosso….
Qui si tratta d’una causa esterna alle cose, che per comodità chiamiamo dio…11 Aprile 2015 alle 16:54 #940060almadell
Partecipante@Agnostico non doc wrote:
Qui si tratta d’una causa esterna alle cose, che per comodità chiamiamo dio…
E che io per comodità chiamerò “Indeterminabile Nulla”
che – nei miei esercizi di meditazione –
è la divisione dello Zero per sé stesso.12 Aprile 2015 alle 17:25 #940061anonymous
Partecipante@almadell wrote:
@Agnostico non doc wrote:
Qui si tratta d’una causa esterna alle cose, che per comodità chiamiamo dio…
E che io per comodità chiamerò “Indeterminabile Nulla”
che – nei miei esercizi di meditazione –
è la divisione dello Zero per sé stesso.Nulla in contrario, anzi mi piace la divisione dello zero per sé stesso, in fondo rappresenta bene la nullità dei nostri pensieri dinanzi all’immensità di tempo e di spazio di questo universo!
immaginiamoci poi che nullità sarebbe se gli universi fossero molteplici od eterni….15 Aprile 2015 alle 12:23 #940063anonymous
PartecipanteAffascinante disputa in punta di penna tra uno scettico ovviamente NON DOC e un ateo forse non così sicuro del suo ateismo come vuole far credere 8)
Quello che è strano è il silenzio TOMBALE dei credenti in dio, in qualunque dio, ma specialmente il silenzio di quelli che credono in un dio creatore.
Avete pochi argomenti o troppa paura di essere smentiti? 😯
15 Aprile 2015 alle 12:26 #940064almadell
PartecipanteSuppongo che la fede
non possa essere argomentata, no?15 Aprile 2015 alle 12:37 #940065anonymous
Partecipante@almadell wrote:
Suppongo che la fede
non possa essere argomentata, no?La fede forse no, ma quanto meno le ragioni per cui sia meglio credere in dio che non credere. Non mi sembra che manchino le ragioni anche se di solito non le condivido 😀
Non credi anche te che sia strano questo silenzio? Forse i gay credenti sono pochissimi?
15 Aprile 2015 alle 14:49 #940066almadell
PartecipanteLe ragioni per cui sia meglio credere in Dio
rispetto a non crederci mi sembrano ovvie:
ai credenti è stata promessa l’immortalità.Un fondo di questo speranza rimane
– a mio avviso – anche negli agnostici.Riguardo agli omosessuali sono abbastanza sicuro
che siano più spiritualisti della maggioranza degli etero,
tendenzialmente per una questione di effeminatezza.Mi sono infatti persuaso che la religiosità
– almeno a giudicare dal numero di maschi a messa –
sia una faccenda quasi essenzialmente femminile
e che gli etero vi siano trascinati da madri e mogli.15 Aprile 2015 alle 15:53 #940067rivas
Partecipante@almadell wrote:
Le ragioni per cui sia meglio credere in Dio
rispetto a non crederci mi sembrano ovvie:
ai credenti è stata promessa l’immortalità.Già, alla fine tutto si riduce a questo.
Volendo applicare la Teoria dei Giochi, “credere” è la cosa più conveniente che si possa fare, ed infatti molte persone sono credenti.
Quando ci penso, mi chiedo anche io se non sia il caso di andare a Messa ogni tanto, giusto per non rimanere fregato post mortem!
Poi ragiono e lascio perdere… 🙂
15 Aprile 2015 alle 19:54 #940068anonymous
Partecipante@almadell wrote:
Riguardo agli omosessuali sono abbastanza sicuro
che siano più spiritualisti della maggioranza degli etero,
tendenzialmente per una questione di effeminatezza.Mi sono infatti persuaso che la religiosità
– almeno a giudicare dal numero di maschi a messa –
sia una faccenda quasi essenzialmente femminile
e che gli etero vi siano trascinati da madri e mogli.Che sciocchezze…. l’effemminatezza degli omosessuali e la religiosità essenzialmente femminile…..
evita di alzare il gomito prima di scrivere sul forum…..
15 Aprile 2015 alle 19:58 #940069anonymous
Partecipante@almadell wrote:
Riguardo agli omosessuali sono abbastanza sicuro
che siano più spiritualisti della maggioranza degli etero,
tendenzialmente per una questione di effeminatezza.oddio!!! 😯
io sono abbastanza sicuro che certe volte perdi completamente la bussola
peccato perchè di solito dici cose sensate…ma in fondo sono le eccezioni che confermano la regola no?
15 Aprile 2015 alle 21:35 #940070anonymous
Partecipante@rilassati almy wrote:
@almadell wrote:
Riguardo agli omosessuali sono abbastanza sicuro
che siano più spiritualisti della maggioranza degli etero,
tendenzialmente per una questione di effeminatezza.oddio!!! 😯
io sono abbastanza sicuro che certe volte perdi completamente la bussola
peccato perchè di solito dici cose sensate…ma in fondo sono le eccezioni che confermano la regola no?

eccezioni ultimamente molto frequenti…. che alzi realmente troppo il gomito?
15 Aprile 2015 alle 23:41 #940071almadell
PartecipanteEvidentemente sono io
che sono condizionato
dalle mie conoscenzeIn effetti le femmine sono più credenti
(89,4% contro l’86% dei maschi)
ma le percentuali non giustificano
una correlazione realistica.Frequento troppo pochi credenti
per farne della sociologia statistica.16 Aprile 2015 alle 7:51 #940057antoninogi
Partecipante@Ospite wrote:
@almadell wrote:
Suppongo che la fede
non possa essere argomentata, no?La fede forse no, ma quanto meno le ragioni per cui sia meglio credere in dio che non credere. Non mi sembra che manchino le ragioni anche se di solito non le condivido 😀
Non credi anche te che sia strano questo silenzio? Forse i gay credenti sono pochissimi?
Quoto Almadell, e sinceramente mi annoio anche un po’ quando si aprono questi dibattiti, per questo li leggo di mala voglia (in quanto moderatore sono costretto a farlo) e comunque non intervengo. Personalmente trovo sterile parlare dell’Al di là perchè non ci sono argomenti razionali per dire se ha ragione il credente, l’agnostico o l’ateo. Ma visto che mi sento (non proprio personalmente) tirato in causa, intervengo.
Non sono credente perchè mi è stata promessa l’immortalità o perchè mi sento donna, ma perchè ogni giorno avverto nella mia vita dei segnali che mi rimandano necessariamente ad un Padre buono e misericordioso che mi ama di un Amore assoluto….Spiegare o elencare questi segnali? Impossibile o inutile perchè ricadono nella sfera dell’assurdo e dell’insensatezza agli occhi di chi non crede.16 Aprile 2015 alle 8:27 #940062anonymous
Partecipante@almadell wrote:
Evidentemente sono io
che sono condizionato
dalle mie conoscenzeIn effetti le femmine sono più credenti
(89,4% contro l’86% dei maschi)
ma le percentuali non giustificano
una correlazione realistica.Frequento troppo pochi credenti
per farne della sociologia statistica.frequentare pochi credenti è una fortuna dal mio punto di vista
il fatto è che non sta scritto da nessuna parte che i gay siano più “spiritualisti ” degli etero
e nemmeno che lo siano per una presunta effemminatezzarilassatiiii!
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