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swift78
PartecipanteIo lo amo.
Non è che mi piace, che provo attrazione, che sono infatuato, che mi è simpatico.Io lo amo. Amo tutto di lui, ogni giorno conosco qualcosa in più, e ogni pregio e difetto che conosco me lo fanno amare ancora di più. So bene che non sono la prima persona che ama al mondo né sarò l’ultima, ma quando sono in sua compagnia, io sono felice.
Grazie per i vostri pareri. So che essere arrivati a 34 anni senza alcun tipo di esperienza significa aver perso tanto tempo, tempo che non ritornerà più. Ma questo ragazzo lo conosco solo da un anno, non è lui la causa della mia verginità sessuale e affettiva. E’ il mio modo di essere, il mio non riconoscermi in un modello che ha in comune con me solo l’attrazione verso gli uomini. Non ho lasciato per strada frotte di gay cui ero interessato, che non ho considerato perché gay. Per come è la mia natura, ho provato vero interesse e vero amore solo verso degli etero. E’ capitato così. Non so cosa accadrà domani, ma finora non è stata una mia scelta, come non lo è quella di essere gay. Potessi scegliere, sceglierei di essere etero e potermi godere tranquillamente sia l’amore che l’amicizia senza confonderli o mischiarli negandomi il piacere di entrambi.
Come dicevo in precedenza, a volte penso che se cominciassi ad evitarlo sarebbe non tanto un modo per accettare che lui non ricambierà mai e che devo rinunciare a lui, ma una tattica subdola del mio inconscio per metterlo alla prova e vedere quanto ci tiene a me, o quanto è disposto a dimostrarlo. Ma anche una volta che sapessi questo, che lui ci tenga tanto a me oppure poco, io a lui tengo da morire.
E’ infantile, lo so, ma forse dentro di me una parte di me non vuole capire che non ha senso amare chi non può amarti. Se ne frega, continua ad amare infischiandosene delle paure, della possibile sofferenza, del fatto che non sarò mai ricambiato allo stesso modo. Io razionalmente so che mi porta solo verso il baratro, ma il percorso verso questo baratro è la strada più bella su cui io abbia mai viaggiato e l’idea di lasciare questa strada ora è tanto brutta quanto sensata.
swift78
Partecipante@madjakk wrote:
C’è da chiedersi perchè hai una così grande voglia di sguazzare nel dolore, sai già come finirà, che soffrirai, ma non fai nulla per evitarlo. Star male per star male perchè non ci dai un taglio ora così magari ti dai la possibilità di farti uno straccio di vita?
Sempre che tu, uhm, sia interessato (ad avere una vita sessuale e amorosa intendo).Con l’ultima frase mi lasci trasparire un po’ di sarcasmo. Ma ci sta, per carità, io stesso mi sono esposto al pubblico ludibrio, e questo è davvero poco in confronto a quanto mi potrei sentir dire.
Il fatto che tu metta “sessuale” prima di “amorosa”, in ogni caso, mi dà l’idea che il nostro approccio sia profondamente diverso. Capisci che io di questa persona sono innamorato? Non è una cotta, sì, ovviamente ci vorrei fare anche sesso, ma sono innamorato. Davvero. E non mi risulta che si possa scegliere di chi innamorarsi, o smettere di amare a comando.Io so che soffrirò, non voglio sguazzare nel dolore, ma mi ci ritrovo lo stesso, il problema è che per evitare di soffrire poi, dovrei comunque soffrire lo stesso ora. E quale sarebbe il vantaggio? “Farsi uno straccio di vita”?
Io non so cosa significhi per te farsi una vita, se significa rinunciare alla persona che ami perché tanto non la avrai mai in quanto etero, e passare le tue serate alla ricerca di qualche gay che ti possa far dire “ecco, ora ho una vita sessuale ed amorosa”, allora no, non sono interessato. Purtroppo non sono in grado di amare a comando in base all’orientamento sessuale delle persone. E di far sesso tanto per farlo, beh… Sotto certi punti di vista può essere interessante, ma in questo momento della mia vita non è ciò di cui mi importa davvero. In questo momento io amo una persona. E quando mi sveglio al mattino e quando vado a dormire penso a questa persona. Il resto ha un’importanza molto relativa. Non so che fare, ed è per questo che chiedo aiuto. Forse non c’è nulla da fare, e mi sto solo sfogando.
swift78
Partecipante@rainx2 wrote:
Mi rendo perfettamente conto che non sia facile saper gestire un rapporto quando si è così coinvolti emotivamente. Molto dipende dalla propria maturità, dal carattere e dall’esperienza.
Forse coltivi ancora qualche speranza che non osi confessare del tutto a te stesso, altrimenti credo lo avresti già ridimensionato. Lui inconsciamente, non sospettando nulla, sostiene e mantiene vivo il tuo interesse e questo rende maledettamente ancora più difficile il tuo intento.
Non è detto comunque che le cose debbano andar male fra di voi. Perché pensi che perderai comunque la sua amicizia? Si trasferirà lontano?In quanto a maturità ed esperienza, come potrai aver capito dal preambolo, purtroppo, non sono molto avanti. E’ solo la seconda volta che mi capita di innamorarmi in tutta la mia vita, e la prima si è conclusa in quella che è rimasta una grande amicizia ormai a distanza.
Non credo di coltivare qualche speranza oggi, lui è un po’ il mio sogno proibito, è quello che vorrei e so che non si realizzerà mai. Ho razionalmente accettato che il massimo a cui posso realisticamente ambire è una bellissima amicizia (che ancora non sento di avere conquistato a pieno), ma purtroppo è più che probabile che a breve-medio termine lui si trasferisca lontano e per sempre. E’ come vedere il replay di quello che è già successo una volta.
Mi sconforta, non voglio perderlo. E’ una persona unica a cui tengo in modo unico, e gliel’ho fatto capire e lui lo sa, ma non ho mai potuto andare oltre un certo limite, per non dichiararmi apertamente, ma anche perché so che non cambierebbe nulla, essendo lui assolutamente etero.Nessun etero modificherebbe mai i piani della sua vita per rimanere vicino ad un amico. Forse sto vivendo ogni giorno con lui come un’opportunità di dimostrargli quanto ci tengo e quanto gli voglio bene, e da un lato è una cosa bella, dall’altro so che tutto rimarrà fine a sé stesso com’è giusto che sia. Ma quindi, quando verrà il momento, lo perderò, e brucerà tantissimo. Farei qualunque cosa per non perderlo, mentre so che lui quando sarà il giorno, mi dirà “grazie di tutto, è stato bello conoscerti”, con un grande sorriso sulle labbra ed andrà per la sua strada. E io mi ritroverò innamorato, a piangere come un cretino e ad aver perso non solo la persona che amavo, ma anche l’amicizia che riempiva in modo così speciale le mie giornate.
swift78
Partecipante@rainx2 wrote:
Quello che potrebbe pensare deve costituire l’ultimo dei tuoi problemi. Cerca di aver cura di te stesso, non vivere in funzione di quello che lui pensa, fa o dice.
Se questa relazione così com’è ti fa soffrire mi sembra del tutto naturale cercare un cambiamento. Quindi staccarsi potrebbe essere un buon modo per rompere lo schema e la routine del vostro rapporto, che rimescolerebbe un po’ le cose. Sarebbe un modo anche per metterlo alla prova, vedere come reagisce.
Sono convinto che saprai trovare le giuste modalità per far notare la tua mutata disposizione d’animo.L’alternativa è accettare le cose come stanno. Farti bastare il rapporto così com’è senza forzature che potrebbero essere alla fine controproducenti e senza pretendere che lui cambi in funzione delle tue esigenze.
La tua risposta è così lineare e semplice, davvero molto sensata.
Ho il timore che se provassi davvero ad allontanarmi un po’ lo farei solo per, come dici tu, metterlo alla prova. E penso che i risultati di questo test potrebbero non piacermi. Come tutte le persone innamorate, io non vorrei allontanarmi, anzi. E’ giusto quello che dici, che devo avere cura di me e non basarmi su quello che lui pensa, fa o dice, razionalmente lo so che è questa la soluzione. Ma tutte le imposizioni razionali che ho provato a darmi in questi mesi sono durate pochissimo. Sono travolto dagli sguardi, dalle parole, dalle quotidiane complicità. Se penso che dovrei fuggire è perché so che prima o poi lo perderò, e se continuo così, quel giorno non sarò pronto e sarà una mazzata terribile. Ho accettato “il rapporto così com’è”, un amore non ricambiato, proprio perché so che lui non può ricambiare completamente, ma so che dà tutto quello che può. Quello che non ho ancora accettato è che un giorno non troppo lontano dovrò perderlo e non potrò farci nulla.
Non so se abbia più senso godersi quello che ho fintanto che ce l’ho, e soffrire maledettamente e violentemente quando tutto finirà, oppure cercare in qualche modo di allentare la presa pian piano, rovinando in qualche modo sin da ora la quotidianità del rapporto, ma forse mettendo le mani avanti prima di cadere cercando di farsi meno male quando, per forza di cose, accadrà.
Grazie per le tue parole.
swift78
Partecipante@rainx2 wrote:
Razionalmente non è che puoi fare molto. Potresti dirgli di te, accennando a ciò che provi per lui, ma non te lo consiglierei perché mi pare di capire che il vostro rapporto sia limitato al contesto lavorativo. Hai provato a chiedergli di uscire, di fare delle cose assieme? Lui ha mai proposto qualcosa a te?
In effetti “logisticamente” il nostro rapporto è limitato la luogo di lavoro, in un anno ci sarà capitato di vederci al di fuori solo qualche volta. Io ho proposto diverse volte, ma come dicevo, lui ha sempre detto di aver bisogno di tempo per sé stesso, nel poco tempo libero che si ha quando non si lavora. Non so cosa accadrebbe se continuassimo a vivere nella stessa città, ma non ci vedessimo tutti i giorni al lavoro. So che al momento sono io quello che ha “bisogno” della sua presenza, per lui probabilmente la mia presenza è un conforto, ma di cui può fare a meno al di fuori, anche perché la mia vicinanza la ha comunque quotidianamente. Col tempo, molto lentamente, ha cominciato a farmi capire, anche con molta dolcezza, come se gli importasse comunque di non deludermi, che quando non ha tempo per qualcosa che gli propongo è davvero perché ha cose da fare. Senza contare la ragazza… E anche a causa di lei io da un bel po’ evito di pretendere da lui del suo tempo libero. Do per scontato che se ha un paio d’ore al giorno le passi con lei.
In ogni caso, per quanto il luogo sia quasi sempre quello di lavoro, il tipo di rapporto non è lavorativo. Parliamo di tutto, dei nostri problemi, passiamo insieme tutti i momenti di break e in pausa pranzo mangiamo sempre assieme, uno non prende un caffè se non c’è anche l’altro. E mentre all’inizio ero più io a cercarlo, ora noto anche da parte sua un attaccamento alla mia compagnia. Se cominciassi a staccarmi un po’, come ho pensato di fare (ma sarebbe comunque difficile, lavorando nello stesso luogo), se ne accorgerebbe, e mi chiederebbe come mai, ed io non saprei proprio cosa rispondergli. Rischierei di sembrare uno psicolabile che prima lo tratta come fosse il centro del mondo, e poi finge che non esista, senza che nulla sia accaduto per giustificare tutto ciò.
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