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pollicina84
Partecipanteciao, ti do una risposta che ho capito dopo 2 anni passati a scervellarmi e tormentarmi sull’argomento. Non sto parlando a cuor leggero ma è qualcosa che ho capito col tempo. Credo che i comandamenti dovrebbero essere interpretati alla luce dell’amore e del”ama il tuo prossimo come te stesso”, significa che il sesso è sbagliato solo quando non viene fatto per amore, e non lo è in se stesso, come ci insegnano tutti, ma è un errore nel momento in cui crea dolore nel prossimo o porta a sminuirsi e darsi via per mancanza di autostima. Esempio lo fai con qualcuno che crede di essere amato e spera in una relazione sera che tu non intendi dargli.In questo caso è uno sbaglio. Infrangere i comandamenti è male quando si crea dolore al prossimo, non negli altri casi. Due gay che si amano non peccano e sono più nel giusto di un prete che schiaffeggia un orfano. Nel primo caso c’è amore nel secondo no.
Detto questo a mio avviso c’è la religione della privazione e quella del dono. la prima crede nel rispettare strettamente i comandamenti e nella penitenza. la seconda crede nell’amore e nel dare amore ai fratelli impegnandosi attivamente. Il Vangelo indirizza verso questo secondo tipo di amore. Chi ama non può perdersi, quindi sì, secondo me si può stare con il compagno che si vuole, rispettandolo, e facendo la volontà di Dio facendo volontariato con entusiasmo e prendendosi cura degli altri.Tra qualche mese andrò in Africa, io credo di rispettare la volontà di Dio facendo sorridere dei bimbi abbandonati e curandomi di loro. So e ho fiducia in Lui, dopodiché vado dove c’è l’amore, dove c’è amore c’è Dio.
Riguardo i Santi, non sono infallibili, sono solo persone che hanno fatto un percorso e che amavano molto Dio, questo non vuol dire che non fossero uomini del loro tempo e che non fossero imbevuti di pregiudizi e paure del tempo. Pu essendo santi Dio non li inspirava in ogni momento, perché da uomini avevano la possibilità di pensare con la loro testa e agire di conseguenza. A volte sbagliavano. I preti lo negano ma spesso è così. D’altra parte molti santi portavano avanti la via della fede negativa dove la mortificazione e la penitenza erano tutto, l’amore non veniva considerato importante, infatti molti santi sono sgarbati, aggressivi, duri, e quasi non si accorgono del dolore che creano nell’altro.
Io metto al primo posto l’amore e regolo così la mia vita. Credo che questo possa essere un modo maturo di vivere la mia fede, che non va contro quello che Dio ha insegnato, ma che non fa del disprezzo altrui e del giudizio il centro della propria fede. Si tratta cioè di aiutare il prossimo e non ferirlo al meglio di ciò che si è capaci. Se fai questo non conta se sei gay, etero o altro. Va bene.
Alla fine Dio ti ha creato gay, ti ha amato da quando sei stato concepito e ti ama tutt’ora in un modo non possibile per un uomo. Fidati di lui. Ama a tua volta e vivi sereno con chiunque ti fa battere il cuore.
Così sembra un po’ una lezioncina ma ci ho meditato davvero tanto su, comunque se hai voglia di parlarne in privato sono disponibile ad uno scambio di riflessioni.
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