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meursault
Partecipante@ospite1. wrote:
30 anni 3 rapporti? devi essere una cessa orripilante
oppure una di quelle finocchie acide passivissime che appena aprono la bocca o muovono le mani fanno fuggire i gay normali a kilometri di distanza
è del tuo domani che non c’è certezza:
altro che pigra: sei la solita moralista della nerchia che si annoia nelle disco
perché nessuna se la incula. Datti una mossa, cocca. Ormai sei nell’età di mezzo
e se non ti scopano comprati una marchetta. la tua vecchiaia sarà più serenaSei un lord 😀
Vai a scuola di buone maniere da soledamore?
Non sono un adone ma non sono un cesso e non sono nemmeno tendenzialmente passivo.
Semplicemente il sesso è una componente trascurabile della vita, come in genere tutto lo è. Ci sono periodi diversi con esigenze diverse in posti diversi. Ma non ho mai vissuto per l’amore, per il sesso, per la famiglia o per dio. Non ho fede in queste divinità, non è colpa di nessuno, è così pericoloso vivere guardando un solo aspetto della vita.
Moralista proprio no, i miei amici sono felicemente promiscui. Se fossi moralista, caro ignorantello, non avrei detto che apprezzo la libertà sessuale altrui.
Sembri un clone di soledamore che usa mezzucci. 😉meursault
Partecipante30 anni e 3 partner.
Niente morali sul fallocentrismo fatte dai soliti invidiosi.
Anzi, potessi tornare indietro rifarei molte cose diversamente. Stimo quelli che hanno una libertà e una sfrontatezza sessuale che io, sempre troppo pigro, mi sono sempre ripromesso di inaugurare e che mai hanno visto la luce. Le discoteche mi annoiano, le chat pure.
ma, alla fine, di doman non c’è certezza 🙂
meursault
Partecipante@Ecclesiologo wrote:
Del resto potremmo distinguere tra la legge che punisce la blasfemia ed il bestemmiatore che incarcera i blasfemi, domandandoci: può il bestemmiatore cambiare la legge che è chiamato ad applicare?
M’era sfuggita questa: o pontefice o morte. Non mi risulta. C’è l’abdicazione in mezzo (persino certi atti eroici come quello di Francesco d’Assisi).
Tutti papi in catene che per salvare la pelle hanno dovuto, a malincuore, applicare la legge che non approvavano ma non potevano cambiare? Non mi risulta.
O magari si è dell’avviso che praticando ciò che è ritenuto male (qualora fosse quello il pensiero) si possa moderatamente inseguire il meno peggio?
E c’è, tra l’altro, chi si è fatto uccidere per meno e forse è ben più degno di certi facili entusiasmi. E non parlo di Cristo, parlo di Socrate.
Qualora ci si fosse dimenticati che “è meglio subire l’ingiustizia che farla”.
meursault
Partecipante@Ecclesiologo wrote:
Almadel, in sintesi: le pareti del carcere sarebbero più ampie, se il mio carceriere non fosse un bestemmiatore, o il giaciglio meno duro o il vitto meno frugale?
Ineccepibile. Ma tra la constatazione dell’inevitabile applicazione della pena e l’ammirazione per taluni carcerieri c’è l’abisso del buon senso. Delle due l’una: o il tempo prescrive la colpa o la storia per alcuni è un balocco per per Bertinotti il comunismo.
Ma forse mi convinci, Ecclesiologo, comincio a rivalutare Hitler. D’altronde il vegetarianesimo ci lega.
Come se certe colorate beghe storiche passate in cavalleria sconfessassero la colpa, l’appartenenza, il vizio privato contrapposto alla pubblica virtù e la tradizione.
meursault
PartecipanteSull’omosessualità di Leone X esiste più che qualche pasquinata.
Cito Dall’Orto per comodità e completezza:
“Sull’omosessualità di Leone X sopravvivono diversi indizi.
Il documento principale è la testimonianza dello storico Francesco Guicciardini (1483-1540), che pochi anni dopo la sua morte [1525] scrisse:
“credettesi per molti, nel primo tempo del pontificato, che e’ fusse castissimo; ma si scoperse poi dedito eccessivamente, e ogni dí piú senza vergogna, in quegli piaceri che con onestà non si possono nominare” [1].
Discutendo questa affermazione un biografo nostro contemporaneo ha osservato:“A proposito della laconicità della denuncia, è ovvio che il Guicciardini sapeva di non rivelare qualcosa di generalmente sconosciuto.” [2].
In effetti l’accusa di sodomia contro Leone X ritorna sovente (oltre che nella polemica protestante) nelle pasquinate, che testimoniano di una fama non proprio eterosessualissima.
Una pasquinata del 1522 lo definisce: fiorentin, baro, cieco e paticone (cioè, sodomita passivo) [3].Un’altra del 1521 non ha dubbi sulla “causa” della sua morte:
Morì el meschino, e non te dir bugia,
per fotter troppo in cul un suo ragazzo [4].E la memoria della sua fama sodomitica dovette essere ampia se ancora nel 1533 una pasquinata ricorda, parlando della Chiesa, che:
quando papa Leon v’ebbe per sposa (…)
sol bardass’e buffon [sodomiti passivi e buffoni] eran in stima [5].
Infine, un epitaffio satirico latino scritto per la sua morte ci tramanda addirittura un paio di nomi di coloro che il pettegolezzo additava come suoi amanti: il defunto è infatti compianto fra l’altro da:Giovan Battista Aquileo lenone, Ludovico conte de’ Rangoni e Galeotto Malatesta sodomiti passivi [cinedi] [6].
Passando poi a un piano storicamente più serio (le pasquinate non sono una fonte molto attendibile), Falconi trova particolarmente significativa la vicenda di Marc’Antonio Flaminio (1498-1550),
“inviato a Roma nel 1514 da suo padre Gian Antonio, noto letterato veneziano, quando era appena sedicenne. Scopo del viaggio era stato quello di presentare al nuovo papa l’omaggio di un poema esortatorio a muover guerra ai turchi. Il giovane (…) attirò subito le simpatie di papa Medici il quale, avendone prontamente apprezzato anche l’estro e l’abilità di verseggiatore, si disse desideroso di prenderlo sotto la sua protezione, di procurargli i migliori maestri, ecc. L’offerta, comunicata al padre, non fu però accolta.
Marc’Antonio allora rientrò in patria (a Serravalle, oggi Vittorio Veneto) per perorare personalmente la sua causa e riuscì a convincere il genitore. Ma per poco tempo, perché suo padre gli comunicò ben presto (fine del 1515) l’ordine tassativo di spostarsi a Bologna ad attendervi agli studi filosofici.E allora Beroaldo, segretario del papa, tentò d’interporsi offrendogli, a nome del Sadoleto, di associarlo nell’ufficio di segretario pontificio. Per un giovane appena diciassettenne, ciò significava di essere quasi ad un passo dal fastigio della Curia: ma egli rifiutò e partì.
Un rifiuto, come ha cautamente osservato il Roscoe, che “può indurre in qualche sospetto: che o il padre o il figlio non approvassero la morale, e le pratiche della romana corte, o non fossero pienamente soddisfatti della condotta del pontefice” [7].La vicenda ha insomma indotto Falconi [8], e non senza ragione, a immaginare che Gian Antonio sospettasse (o addirittura sapesse di) doppi fini da parte del pontefice. In effetti, non è normale che un genitore rifiuti una carriera così brillante per il figlio, salvo nel caso in cui sospetti che nasconda qualcosa di losco….
L’esistenza di ulteriori documenti tutt’ora inediti [9] spinge a non escludere che in futuro la questione dell’omosessualità di Leone X possa essere discussa su basi più sicure.
Frattini riporta in una nota di colore che Leone X fu portato in lettiga alla cerimonia d’incoronazione per via delle ulcere anali provocate dalla sodomia.
[1] Francesco Guicciardini, Storia d’Italia, libro XVI, cap. 12. Il testo è online sul “Progetto Manuzio”.
[2] Carlo Falconi, Leone X, Rusconi, Milano 1987, p. 156. Sull’omosessualità di Leone X vedi, in quest’opera, soprattutto le pp. 455-461.
[3] In: Valerio Marucci (a cura di), Pasquinate del Cinque e Seicento, Salerno, Roma 1988, p. 170.
[4] Ibidem, p. 283.
[5] Ibidem, p. 391.
[6] Giovanni Alfredo Cesareo, Pasquino e pasquinate nella Roma di Leone X, Deputazione alla Biblioteca Vallicelliana, Roma 1938, p. 75. Sulle accuse di sodomia a Leone X nelle pasquinate si veda alle pp. 74-75 e 88.
[7] Carlo Falconi, Op. cit., p. 456-7.
[8]-Ibidem, p. 467.
[9] Vi accenna Cesareo, Op. cit., p. 75: “altri componimenti su lo stesso tema italiani e latini occorrono [esistono] ne’ manoscritti contemporanei”.
meursault
Partecipante@Ecclesiologo wrote:
Be’ ovviamente c’è chi ha una morale molto rigorosa (e ha diritto di averla) e crede che un papa si debba necessariamente e rigorosamente adeguare anche nella sua vita privata alla morale cattolica che la chiesa insegna.
Questo però implica una visione molto spirituale della chiesa e soprattutto dei suoi reggitori, una visione più da cristiano puritano che da ateo… almeno a mio parere…
In effetti la dottrina cattolica non esclude affatto che un papa possa peccare, anzi! la figura del confessore del papa è istituzionale ed implica ovviamente che il papa possa peccare come tutti gli altri cristiani e quindi debba pentirsi ed essere assolto anche lui come tutti.
Sinceramente tutti questi distinguo fatico a seguirli, tanto più non ravvedo molta onestà di giudizio quando di una lista di centinaia di pontefici ci si accanisce su 2 o 3 voci che appaiono (sono?) dubbie. Di che storia si sta facendo l’interesse?
Tralasciando il solito fake (di chi sappiamo) che ha opinioni talmente sciocche da renderlo inoffensivo, mi interessa chi di grazia dovrebbe applicare certi proclami che lo stesso Cristo si è guardato bene dall’ufficializzare.
Se non è compito dei papi incarnare per primi la controprova di tanta misura e continenza richiesta, a chi spetterà l’arduo compito?
Mi sembra si divida (volontariamente?) la teologia dal teologo rendendo il magistero una sorta di categoria kantiana. Ma come si possono scindere i controllori dalle regole del controllo se queste ultime sono arbitrato puro e in costante evoluzione.
Esisteva un trattamento impari, le regole morali imposte militarmente venivano continuamente disattese da chi s’era preso la briga di imporle.
Io non so, caro Ecclesiologo, cosa ti aspetti da un pontefice, quello che mi spetto io è coerenza. Se qualcuno dall’esegesi approssimativa di rattoppati libri sacri desume un’ipotetica strada morale percorribile, è questo qualcuno per primo che deve fornire la prova comportamentale che questa strada è a portata della realtà condivisa.
Oppure siamo in una stanza nella quale si nega la natura umana?
Sono state, sono e saranno solo “nobili” aspirazioni? Empirici proponimenti per trovare la pace? Accettabile solo in caso non si cerchi di fare proseliti.
Non vorrei mai che il tempo smaltasse certi mitici aneddoti e facesse cadere in prescrizione le colpe. Non vorrei, altresì, che la storia diventasse il surrogato di certi giochi da tavolo.
Da sempre cerco l’azione che confermi il pensiero, dove non la scorgo, e vedo invece ben altri e miseri interessi di bottega a fronte dell’imbarbarimento e della persecuzione, trovo il mio nemico.meursault
Partecipante@Ecclesiologo wrote:
Mi sembra un elenco più da pasquinata che da resoconto storico rigoroso e per di più da pasquinata moraleggiante secondo un criterio molto puritano…
Non direi.
L’autore porta a sostegno nuovi documenti storici passati al vaglio. Qualche imprecisione credo sia fisiologica a monte di un margine di esattezza di oltre il 90%.
@Ecclesiologo wrote:
Sembra di capire che l’omosessualità sia giudicata dall’autore una perversione alla pari della bestialità o della pedofilia!
L’accusa di puritanesimo, Ecclesiologo, mi sembra sinceramente fuori target.
E’ ovvio che si sottolinei la “sodomia” dei Papi che per magistero, e non passivamente ma plasmandolo appositamente, la condannarono civilmente prima che moralmente.
Sottolineare le pruderie dei puritani applicando la stessa misura di puritanesimo invocato mi sembra un artificio dialettico minimo. O si deve ai vertici della Chiesa quella scusante progressista che loro condannano da millenni? -
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