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metralo
Partecipante@melissange wrote:
Non capisco cosa ci trovate in questi etero…ma cos’ha un etero che un gay non ha?
Non è che un etero sia speciale, forse la sensazione che tu sarestii il primo per lui… 😉
metralo
Partecipante@Kemal wrote:
secondo me è sbagliato definirlo “feticismo” […]
in realtà è giusto;
spesso si considera il termine “feticismo” come dispregiativo, ma non è così; per definizione:Feticista = colui che prova attrazione sessuale da qualcosa ( un oggetto, o tipologia di oggetto, o parte del corpo ) che non hanno alcuna relazione col sesso;
spesso si associa:
Feticismo = attrazione per i piedi ( o per le scarpe, o talvolta per i calzini indossati dal partner 😡 )
solo perché quella è la forma di feticismo più comune, ma è solo UNA forma di feticismo;
un’altra abbastanza comune è quella per il cuoio, o per gli indumenti in pelle; poi ho conosciuto uno che si eccitava con la gomma ( gli bastava indossare dei guanti di gomma per eccitarsi 😯 ), anche questa è una forma di feticismo.metralo
PartecipanteVendete la macchina che avete e acquistate un fiorino; 😆
nel vano posteriore potrete fare tutto quello che vi pare, e non avrete neanche il problema dei vetri che si appannano e delle persone che vi potrebbero vedere. 😉metralo
Partecipante@Ecclesiologo wrote:
@Metralo wrote:
se Pio XII si fosse opposto strenuamente al nazismo ( seguendo “rigorosamente” i dogmi Cristiani )
Ehm, quali “dogmi cristiani” avrebbero “a rigore” imposto a Pio XII di “opporsi strenuamente al nazismo”??
Curiosità intellettuale, n’é?
Ecclesiologo, questa te la potevi risparmiare, ma comunque:
“Non uccidere”
“Non rubare”
“Siamo tutti fratelli”
“Ama il prossimo tuo come te stesso”metralo
Partecipante@almadell wrote:
@Metralo wrote:
Io sono dell’avviso che un’azione compiuta da chicchessìa debba essere valutata non per l’atto in se, ma per lo scopo con cui viene compiuta.
Non mi pare che “il fine giustifica i mezzi”
sia proprio una norma da buon Cristiano…Anche perché sappiamo quali siano i mezzi giusti,
ma è quantomeno arbitrario decidere quali siano i giusti fini.Non è una questione di “il fine giustifica i mezzi”, chi compie un’azione DEVE comunque prendersi la responsabilità di tale azione, ma non puoi giudicare un’azione senza considerare il contesto in cui viene compiuta, e soprattutto non puoi farlo anteponendo i tuoi principii personali all’oggettività dei fatti.
metralo
Partecipante@Meursault wrote:
O magari si è dell’avviso che praticando ciò che è ritenuto male (qualora fosse quello il pensiero) si possa moderatamente inseguire il meno peggio?
Io sono dell’avviso che un’azione compiuta da chicchessìa debba essere valutata non per l’atto in se, ma per lo scopo con cui viene compiuta.
Per esempio è ammissibile anche l’omicidio di Bin Laden ( è comunque un omicidio dato che Bin Laden è un uomo ) se ha lo scopo di evitare, o comunque arginare, il terrorismo che provocherebbe molte più vittime. Te la senti tu di condannare tale omicidio che è comunque contrario alla legge?
Oppure, per rimanere in tema di Papi, si è detto spesso che Pio XII sia stato inerme, o addirittura complice, nei confronti di Hitler e le sue azioni; non so sull’attendibilità di tali voci, ma supponiamo che siano vere; l’argomento è stato ampliamente discusso ( e forse si continuerà a farlo ancora per molto tempo ) e si è arrivati alla conclusione che, comunque, la Chiesa in quel frangente sia riuscita a salvare migliaia di persone, e che se Pio XII si fosse opposto strenuamente al nazismo ( seguendo “rigorosamente” i dogmi Cristiani ) avrebbe decretato la fine della chiesa stessa, e non avrebbe potuto salvare nemmeno quelle persone che è riuscita a salvare.
Te la senti tu di giudicarlo male?Certo non c’è da festeggiare, ma penso che in certi casi, in assenza di buone soluzioni, sia preferibile accontentarsi della meno peggiore.
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