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gamma
Partecipante-Quante cose potrei dire su di te, come a milioni di persone come te. L’ennesima lettera mielosa e ipocrita di uno che, come tanti altri, hanno sempre preferito la comoda doppia vita. Tu sei il classico bambino che avendo rotto tutti gli infiniti giocattoli che la vita, per sua fortuna, gli ha concesso in dono, si è andato a fissare proprio con quello che non poteva avere. Non mangi e non dormi non perché sei innamorato, ma semplicemente perché, una volta tanto, qualcuno non ti è caduto sui piedi come sempre è avvenuto. Hai perso il controllo della situazione, è questo che ti fa male. Il tuo amico ha fatto bene a scappare da te. Ha sentito e presagito che se si fosse innamorato di te avrebbe finito con l’essere usato e poi buttato via, come probabilmente hai fatto con tutti gli altri. Dici di avere paura, di sentirti insicuro, ed altre menate del genere. Conosco fin troppo bene i falsi piagnistei come il tuo. Caro bambino, questa volta non hai vinto il tuo capriccio, e il tuo amico ti ha dato picche. Dovrai tornare da tua moglie, che hai infinite volte tradito, una donna con la quale convivi e che probabilmente neanche ami, come non hai mai amato nessuno degli uomini coi quali sei stato. Mi sembra di sentire una vecchia canzone di Marco Ferradini, che si chiama Teorema: “chi è troppo amato, amore non dà…”. E questo è il tuo caso. E poi smettila di piangere. I fatti per i quali davvero si piange e ci si dispera sono ben altri nella vita, ma siccome sei troppo abituato ad averla sempre vinta e facilmente, si vede che tu il dolore vero davvero non lo conosci, come non conosci sul serio i sentimenti. Quanto al tuo amico farfalla, continuerà a sfarfallare di cazzo in cazzo, finché un giorno non troppo lontano, tirerà le somme ti questo suo eterno svolazzare, e sarà allora che si ritroverà con un pugno di mosche in mano. Non mi dispiace dirlo, ma entrambi avete ciò che vi meritate.
gamma
Partecipante-Quante cose potrei dire su di te, come a milioni di persone come te. L’ennesima lettera mielosa e ipocrita di uno che, come tanti altri, hanno sempre preferito la comoda doppia vita. Tu sei il classico bambino che avendo rotto tutti gli infiniti giocattoli che la vita, per sua fortuna, gli ha concesso in dono, si è andato a fissare proprio con quello che non poteva avere. Non mangi e non dormi non perché sei innamorato, ma semplicemente perché, una volta tanto, qualcuno non ti è caduto sui piedi come sempre è avvenuto. Hai perso il controllo della situazione, è questo che ti fa male. Il tuo amico ha fatto bene a scappare da te. Ha sentito e presagito che se si fosse innamorato di te avrebbe finito con l’essere usato e poi buttato via, come probabilmente hai fatto con tutti gli altri. Dici di avere paura, di sentirti insicuro, ed altre menate del genere. Conosco fin troppo bene i falsi piagnistei come il tuo. Caro bambino, questa volta non hai vinto il tuo capriccio, e il tuo amico ti ha dato picche. Dovrai tornare da tua moglie, che hai infinite volte tradito, una donna con la quale convivi e che probabilmente neanche ami, come non hai mai amato nessuno degli uomini coi quali sei stato. Mi sembra di sentire una vecchia canzone di Marco Ferradini, che si chiama Teorema: “chi è troppo amato, amore non dà…”. E questo è il tuo caso. E poi smettila di piangere. I fatti per i quali davvero si piange e ci si dispera sono ben altri nella vita, ma siccome sei troppo abituato ad averla sempre vinta e facilmente, si vede che tu il dolore vero davvero non lo conosci, come non conosci sul serio i sentimenti. Quanto al tuo amico farfalla, continuerà a sfarfallare di cazzo in cazzo, finché un giorno non troppo lontano, tirerà le somme ti questo suo eterno svolazzare, e sarà allora che si ritroverà con un pugno di mosche in mano. Non mi dispiace dirlo, ma entrambi avete ciò che vi meritate.
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