@GAY_POWER wrote:
Io sono favorevole a prediligere Roma. Per vari motivi, innanzitutto perchè è la sede delle decisioni politiche. Poi perchè il gay pride effettivamente può risultare un pò provocatorio a una mentalità bigotta e ristretta come ahimè é ancora molto presente in Italia.
Se le persone hanno dei pregiudizi, sbatterli davanti a migliaia di persone gay puòprovocare in loro una reazione di rifiuto e paura. Mi sto chiedendo infatti se il pride debba essere qualcosa fatto “per noi” e quindi va bene così, o per comunicare qualcosa a loro e formarli e allora ripensarlo in forme, modi e luoghi.
Anzichè una processione di persone, lancio una idea, perchè non un festival o una festa con conferenze,dibattiti, interviste etc.?
D’accordo con l’idea del festival e dei dibattiti. D’altro canto lo scorso pride di Bologna è stato preceduto da una sfilza di dibattiti, conferenze e mostre tematiche.
Ribadisco però la mia perplessità su un pride nazionale solo romano. Credo che il pride debba essere un modo per creare contatto tra i gay e il resto della gente: se proprio la gente dell’omofoba Verona o dell’entroterra sardo (senza rancori, parlo in entrambi i casi per esperienza personale) sentiranno parlare del pride solo come di una carnevalata che ogni anno si tiene a Roma e che non li tange da vicino, resteranno ben chiusi nelle loro convinzioni e nel loro non volersi mescolare con questa realtà.
Se invece il pride si sposta ogni anno di città in città e come tu proponi viene affiancato da dibattiti e conferenze, io credo che possa essere un modo efficace di far sentire la nostra voce e di portare sotto gli occhi di tutta l’Italia la nostra realtà, con tutte le sue insicurezze e i suoi colori.