Gay.it Forum › Forum › Bisessualità › gli unici veri bisessuali
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yure21.
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16 Maggio 2020 alle 18:06 #942664
romanone
Partecipante@Ospite wrote:
Io, gay da sempre, ma attento osservatore, dei bisex mi sono fatta la seguente idea: sono persone che hanno tanto bisogno di vero affetto e non badano se l’altra persona sia del loro stesso sesso o di quello opposto.
Finiscono spesso con lo sposarsi, però, visto che un rapporto stabile con una persona del sesso opposto gli rende la vita molto più facile.Sono d’accordo, mi ci rispecchio molto in questo profilo, anche se ormai ho smesso da anni di chiedermi cosa io sia…soprattutto perchè non capisco il senso di definirsi o a che cosa possa giovare 🙄
Le sfumature sono davvero tante e ogni possibile definizione finisce per essere stretta e limitante, salvo essere totalmente etero o omosessuale(ma esistono poi questi estremi!?).
Io credo che siano, al solito, le convenzioni socialiculturalireligiose a creare un problema che in natura non esiste.Fortunatamente gli anni mi hanno insegnato a fregarmene di tutto ciò che possa condizionare il mio essere e posso assicurare che si vive molto meglio 😉
Romano
17 Maggio 2020 alle 16:21 #942665robert-saint-loup
PartecipanteAnch’io sono d’accordo con Romano (del resto sono quasi sempre d’accordo con te quando intervieni).
Non ha più molto senso cercare di inquadrare le persone o la loro vita affettiva attraverso queste etichette che servono solo come indicazioni di massima sull’orientamento sessuale.La questione se esistono dei “veri” bisessuali e cosa debbano fare o come debbano essere per essere considerati “veri bisessuali” è abbastanza oziosa.
La vera distinzione di fondo che è trasversale a ogni orientamento sessuale sta nel grado di consapevolezza di se stesso che ciascuno ha raggiunto e nella capacità di intrecciare il sesso con l’affettività in modo sincero.
Va bene farlo anche per sport e senza tanti falsi moralismi o sentimentalismi, anche se
io personalmente non ne sono stato mai molto capace.
Però se si sta cercando solo sesso e basta l’importante è essere consci di ciò che si fa e sinceri con gli altri senza usarli o circuirli.Robert
17 Maggio 2020 alle 18:47 #942666anonymous
PartecipanteConcordo con tutti quelli che hanno detto che qualsiasi classificazione è inappropriata. Specialmente definire i bsx come fosse una categoria che si possa assolutizzare nei caratteri.
Al contrario, come fanno capire molti post precedenti, i bsx sono diversissimi fra loro: c’è chi scopa con uomini e preferisce le donne, c’è chi crede di non poter mai amare un uomo, e chi
vuole una donna con il dildo.Io sono sposato, ho rapporti regolari con mia moglie e godo moltissimo con lei. Se vedo una modella dico che è una gran fica, ma non perdo tempo a tradire mia moglie con una donna.
Se vedo un bel ragazzo, la mia risposta fisica è immediata con opportuno indurimento, e sono sicuro che potrei innamorarmi di un bel ragazzo.
Dopo le emozioni che mi ha dato mia moglie, la passione amorosa l’ho provata solo con ragazzi: magari lo struggimento per non avere speranze di un futuro insieme, la gelosia di suoi rapporti con altri. Sensazioni piene, ricche che mi hanno fatto sentire vivo.17 Maggio 2020 alle 19:07 #942667anonymous
PartecipanteSfatiamo poi alcuni miti spacciati in malafede dai gay: un etero in culo non lo prenderà mai. Si lascerà spompinare godendo e ti penetrerà a pecorina senza guardarti in faccia perchè per lui sei solo un culo. Il massimo che puoi aspettarti, una tantum (ovvero una volta sola e mai più) è che ti tocchi il pisello (se è particlarmente ispirato) mentre ti prende a pecorina. Ma sono cose più uniche che rare. Gli “etero” che si fanno inculare sono gay repressi (quindi falsi etero, magari sposati) che nella loro vita riusciranno al max ad andare con una trans, mai con un altreo maschio. Un etero vero in culo non lo prenderà mai, perché sa inconsciamente che se lo facesse diventerebbe gay. Non raccontiamoci stronzate. E aggiungo: sono tanti gli etero che provano il rapporto omosessuale. Ma restando etero. Cioé esclusivamente attivi. Anche quando si fanno spompinare. La leggenda degli etero che lo prendono in culo è una leggenda consolatoria inventata dai gay. Il gay non sopporta che un maschio possa avere un rapporto omosessuale senza diventare gay. Invece esiste anche questo. Comportamento omosessuale non equivale ad essere gay. Quando si capirà questa semplice disequazione si raggiungerà un nuovo livello di consapeviolezza.
18 Maggio 2020 alle 6:32 #942668gisa80bg
Partecipanteciao a tutti, mi piace leggere qs forum perchè leggendo i vari post cerco di capire cosa pensano gli altri un pò anche me stesso.
io x esmpio non sò come definirmi, ma è poi così importante darsi una definizione?!
da sempre mi piacciono le donne e sarà smpre così; però anni fà provando a chattare cn uomini mi sono accorto che l’idea di fare sex cn 1 maskio mi eccitava parecchio.
così ho accettato l’invito di un uomo x un incontro. l’ho accettato perchè la curiosità era tanta e la voglia pure. ci ho fatto sesso e devo dire che ho provato sensazioni contrastanti, piacere contrapposto ad un mio forte timore.
ci ho riprovato ancora 1 paio d volte ma il mio problema è che con un uomo non riesco a lasciarmi andare, sn troppo teso.
da + d 1 anno ho solo storie di sex cn donne eppure ho quell’idea di fare sex cn un bel ragazzo ke mi stuzzica tantissimo a tal punto che capita che mi masturbitoccandomi il bukino e simulando una penetrazione…
scusate se sono stato troppo esplicito o volgare, ma ho solo esposto la mia situazione per vedere cosa ne pensate.
come vedete non ho parlato di sentimenti perchè la mi a attrazione è esclusivamente fisica.ciao
18 Maggio 2020 alle 7:26 #942669rivas
PartecipanteIl problema è sociale, non sessuale.
Definirsi gay da noi significa accostarsi a Malgioglio e compagnia bella, per questo si ha tutta questa reticenza nel farlo.
Tutti gli etero ed i bisex veri che conosco raramente hanno sentito l’esigenza di autodefinirsi, non si giustificano mai, nè sono stati protagonisti di episodi ambigui.
Vanno sospettati quelli che dopo aver fatto sesso, si affrettano a dirti che sono bisex o etero e che è la prima volta che lo prendono in culo.
Mi verrebbe da rispondergli:”E’ sempre la prima volta…”
18 Maggio 2020 alle 8:36 #942670romanone
PartecipanteInfatti è un problema puramente sociale che nulla ha a che vedere
con la natura degli individui, che è indefinibile in parametri rigidi.Purtroppo in Italia è molto forte la tendenza a voler classificare ,per poi fare distinzioni
tra “buoni e “cattivi”. Questo fa si che si creino stereotipi che sono più forzature che altro (tipo Malgioglio ).Esistono anche le fantasie sessuali, il desiderio di sperimentare cose nuove che sono un po’ il motore della crescita in campo sessuale…
Poi non credo affatto a certi dogmi tipo il “vero” etero non lo prenderà mai in culo ma è solo attivo ecc ecc. Anche queste sono forzature per dare dei connotati di distinzione che esistono solo in chi li vuole vedere così o in chi si sforza di essere così per non oltrepassare un limite che non è naturale, ma creato ad hoc per distinguere una categoria(etero) dall’altra(gay).
Io credo che esistano invece, in natura, diverse soglie (come ad es quella del dolore o della sopportazione ecc ecc) ed ogni individuo ha la sua. Questo fa si che il livello di eccitazione sessuale sia diverso da persona a persona: magari il cosiddetto “vero etero” che spacca il culetto a tutti per default, potrebbe trovarsi un giorno davanti ad un altro uomo che ci sappia fare talmente bene da fargli desiderare di cambiare ruolo. Poi, che si sforzi di non farlo per non perdere la sua identità (più sociale che altro) è un’altra cosa.
Romano
18 Maggio 2020 alle 8:48 #942671anonymous
PartecipanteRomano, certo la Natura è varia e l’essere umano è pieno di sfaccettature. Non escludo a priori che un etero (mopoooolto mooolto raramente) possa fare il grande passo di dare il culo. Ma fidati: un etero che lo prende in culo o subisce un forte trauma che gli impedirà di ripetere l’esperienza, o diventa frocio. Quindi da quel momento in poi non sarà più etero. Non esistono etero che lo prendono regolarmente in culo o che godono di culo. Questa è una leggenda inventata dai gay per legittimare il godimento omosessuale e rientra nel paradigma: siamo tutti froci, solo che noi gay lo ammettiamo, gli etero, i bsx, i bicurious no. Perché ipocriti, egodistonici, non accettanti la propria omosessualità etc. Un etero, scusa il linguaggio esplicitò, se lo farà succhiare e te lo metterà pure dietro. Ma che si faccia inculare te lo scordi! Perché se lo fa nel 99 per cento dei casi è più frocio di te 😉
18 Maggio 2020 alle 11:25 #942672romanone
Partecipante@intenditore di etero wrote:
Romano, certo la Natura è varia e l’essere umano è pieno di sfaccettature. Non escludo a priori che un etero (mopoooolto mooolto raramente) possa fare il grande passo di dare il culo. Ma fidati: un etero che lo prende in culo o subisce un forte trauma che gli impedirà di ripetere l’esperienza, o diventa frocio. Quindi da quel momento in poi non sarà più etero. Non esistono etero che lo prendono regolarmente in culo o che godono di culo. Questa è una leggenda inventata dai gay per legittimare il godimento omosessuale e rientra nel paradigma: siamo tutti froci, solo che noi gay lo ammettiamo, gli etero, i bsx, i bicurious no. Perché ipocriti, egodistonici, non accettanti la propria omosessualità etc. Un etero, scusa il linguaggio esplicitò, se lo farà succhiare e te lo metterà pure dietro. Ma che si faccia inculare te lo scordi! Perché se lo fa nel 99 per cento dei casi è più frocio di te 😉
Scusa, tu che pare te ne intenda di etero
…un etero che prova piacere nell’incularsi un maschio, sarebbe poi davvero un etero? E come lo definiresti nei confronti di un altro etero che invece scopa e incula solo donne? 🙄Forse, un etero è colui che provata l’esperienza omosessuale, magari anche da passivo, sente dentro di sè che questa cosa in fondo non gli ha dato nessuna emozione e non ha voglia di ripeterla. I limiti devono essere naturali, non forzati da un dogma che è solo socialeculturale. La verità è che certe imposizioni culturali sono dure a morire.
Il trauma di cui tu parli(nel caso del presunto etero che farà esperienza da passivo) è solo un trauma dovuto al fatto che penserà <>
Stesso motivo per cui già a priori si nega di voler fare l’esperienza<>.Romano
18 Maggio 2020 alle 12:22 #942673terrylennox
Partecipante@intenditore di etero wrote:
Romano, certo la Natura è varia e l’essere umano è pieno di sfaccettature. Non escludo a priori che un etero (mopoooolto mooolto raramente) possa fare il grande passo di dare il culo. Ma fidati: un etero che lo prende in culo o subisce un forte trauma che gli impedirà di ripetere l’esperienza, o diventa frocio. Quindi da quel momento in poi non sarà più etero. Non esistono etero che lo prendono regolarmente in culo o che godono di culo. Questa è una leggenda inventata dai gay per legittimare il godimento omosessuale e rientra nel paradigma: siamo tutti froci, solo che noi gay lo ammettiamo, gli etero, i bsx, i bicurious no. Perché ipocriti, egodistonici, non accettanti la propria omosessualità etc. Un etero, scusa il linguaggio esplicitò, se lo farà succhiare e te lo metterà pure dietro. Ma che si faccia inculare te lo scordi! Perché se lo fa nel 99 per cento dei casi è più frocio di te 😉
scusa.. io non sono molto d’accordo. mi definisco etero e penso di esserlo anche se poi, è ovvio, tutto è molto relativo. in particolare le definizioni che diventano delle convenzioni semantiche. sono fidanzato, mi piacciono le donne. però, nell’unica (peraltro apprezzatissima) occasione in cui ho avuto un rapporto con un uomo è stato esclusivamente passivo. dell’uomo mi piace fino ad un certo punto il suo aspetto fisico o il suo viso. di certo non particolarmente il suo culo. mi piace il suo uccello e provo piacere a riceverlo. di fatto, quando mi viene praticata da una donna, la stimolazione anale mi piace molto. ma non è la stessa cosa di riceverla dal pene di un uomo, che mi piace pure di più. tu dirai che sono gay e magari hai pure ragione. però non mi spiego come, per esempio mi dia fastidio, per esempio baciare un uomo (mi è capitato) ed abbracciarlo. forse, dirai, per non ammettere che la mia attrazione per un uomo è di tipo “sentimentale”. ma ti dico che ammetterlo non sarebbe un problema per me. è proprio che dell’uomo mi piace solo una particolare cosa…
18 Maggio 2020 alle 16:11 #942674almadell
PartecipanteRiusciamo a distinguere
le “cose che si fanno”
da “i nomi che ci diamo”
e “i nomi che ci danno”.Per esempio, romanone potrebbe definirsi “etero”
– molti uomini nella sua situazione lo fanno –
mentre io, che mi definisco omosessuale,
per molti gay sono ovviamente “bisessuale”.Terrylennox si definisce “etero”
quando di fatto è “bisessuale”.
Un gay passivo col mito
dell’etero o del bisex solo attivo
lo definirebbe invece “gay”.A molti gay piace pensare
che il proprio partner bisex sia “etero”;
ma nessun amico di quest’ultimo
– che ami esclusivamente le donne –
lo definirebbe mai tale (se sapesse con chi scopa)I tre piani
(1-comportamento, 2- auto-definizione, 3- percezione altrui)
sembrano quasi essere indipendenti.Il primo dipende dalla frequenza dei rapporti:
se si collocano in passato prossimo o remoto,
se c’è l’intenzione di sperimentarli presto
o se è solo la fantasia di un futuro incerto.L’auto-definizione dipende dalla cultura politica,
dal grado di istruzione e dal contesto sociale.E infine la “percezione altrui” si inserisce
in una valutazione relativa, a seconda
della definizione di sé di chi ci sta giudicando
(infatti l’Etero che Scopa i Maschi
sarà “etero” per i gay passivi,
“bisex” per i gay attivi
e “gay” per tutti gli altri etero.)18 Maggio 2020 alle 17:15 #942675romanone
Partecipante@almadell wrote:
Riusciamo a distinguere
le “cose che si fanno”
da “i nomi che ci diamo”
e “i nomi che ci danno”.Per esempio, romanone potrebbe definirsi “etero”
– molti uomini nella sua situazione lo fanno –
mentre io, che mi definisco omosessuale,
per molti gay sono ovviamente “bisessuale”.Terrylennox si definisce “etero”
quando di fatto è “bisessuale”.
Un gay passivo col mito
dell’etero o del bisex solo attivo
lo definirebbe invece “gay”.A molti gay piace pensare
che il proprio partner bisex sia “etero”;
ma nessun amico di quest’ultimo
– che ami esclusivamente le donne –
lo definirebbe mai tale (se sapesse con chi scopa)I tre piani
(1-comportamento, 2- auto-definizione, 3- percezione altrui)
sembrano quasi essere indipendenti.Il primo dipende dalla frequenza dei rapporti:
se si collocano in passato prossimo o remoto,
se c’è l’intenzione di sperimentarli presto
o se è solo la fantasia di un futuro incerto.L’auto-definizione dipende dalla cultura politica,
dal grado di istruzione e dal contesto sociale.E infine la “percezione altrui” si inserisce
in una valutazione relativa, a seconda
della definizione di sé di chi ci sta giudicando
(infatti l’Etero che Scopa i Maschi
sarà “etero” per i gay passivi,
“bisex” per i gay attivi
e “gay” per tutti gli altri etero.)Azz…che scienziato il mio ex compagno di scaramucce virtuali! 😯
Tutto ciò che ci accade intorno(sesso compreso)varia solo
a seconda del punto in cui si trova chi osserva. L’evento è quello, ma
ognuno dirà di aver visto qualcosa di diverso da un altro. Chi ha ragione?
Tutti ovviamente! Questo non lo dico io ne’ tu, ma lo diceva Einstein 100 anni fa. 😉Però , a quanto pare, c’è ancora molta gente che questo concetto non l’ha capito e va cercando a tutti i costi di definirsi o definire gli altri…Il che forse può avere un valore solo se si vogliono fare statistiche su certi comportamenti sessuali…per stabilire, in una popolazione, quanti fanno questo , quanti fanno quello e quanti fanno questo e quello.
Faccio loro tanti auguri, credo ne abbiano bisogno 😆Romano
18 Maggio 2020 alle 18:21 #942676almadell
PartecipantePeccato che la mia esposizione
sia stata un po’ farraginosa;
ma è un periodaccio 🙂19 Maggio 2020 alle 14:48 #942677robert-saint-loup
Partecipanteper niente farraginoso… Almadell sei stato chiarissimo.
Da parte mia, col tempo ho imparato a semplificare, a vivere e a pensare in modo più sereno e meno definitorio.
Al posto di tutte queste infinite e contorte classificazioni, proviamo a pensare e a parlare più semplicemente di “uomini che desiderano altri uomini” con tutte le varietà e le sfumature interne che ognuno può inventare per se stesso e per il suo compagno.
In questo modo possiamo mettere l’accento non sull’etichetta ma sulle intenzioni più o meno dichiarate del soggetto in questione, dell’uomo che di volta in volta ci troviamo di fronte o che sta esprimendo le proprie idee o le proprie preoccupazioni.
Perchè, dato il contesto in cui ci troviamo, tutti “gli uomini che desiderano gli altri uomini” in un modo o nell’altro, chi più e chi meno, mostra di aver introiettato l’omofobia imperante. La paura di essere omosessuali è una malattia sociale, è il peccato originale che ci è stato inculcato fin dall’infanzia. Non è saltellando da una casella all’altra di astruse classificazioni che ci si può sottrarre a tale effetto indesiderato.Robert
19 Maggio 2020 alle 18:37 #942678hugeunicum
PartecipanteIo credo che ci sia un orientamento sessuale prevalente, e in base ai nostri limiti mentali e sociali si possa piu’ o meno corrispondere al modello stereotipato di quell’orientamento prevalente.
Al di la’ dell’orientamento sessuale prevalente, la bisessualita’ esiste in tutti noi. E riusciamo ad esprimerla o a sublimarla a secondo dei nostri limiti. Mentali e sociali.
Molto piu’ facile per un bisessuale trovare la complicita’ di una donna che di un uomo, all’interno di una relazione stabile di coppia. Come se l’omosessuale esigesse una scelta assoluta e definitiva.
Ho avuto una breve ed intensa relazione con una mia coetanea verso i 30 anni. Lei mi propose di sposarci. A lei non interessava che continuassi ad andare con gli uomini, non ci sarebbe pero’ dovuta essere nessun altra donna nella mia vita…
Bene, probabilmente, se avessi accettato quella sua proposta, avrei avuto con lei una sessualita’ rassicurante con trasporto emotivo e tanti rapporti occasionali gay. Spesso fugaci.
Non me la sono sentita solo perche’ avevo avuto una lunghissima convivenza alle spalle con un altro uomo. Ho deciso di restare fedele alla mia scelta di quando avevo 20 anni. Senza pentimento alcuno. Ed oggi con grande sollievo. Ma se non avessi mai vissuto apertamente e per tanti anni un amore gay, probabilmente oggi quella donna sarebbe stata mia moglie. In fondo la vita e’ fatta anche di incontri.Ho amato intensamente quella donna. Cosi’ tanto che non mi interessava il suo genere. Ma non sono riuscito a superarlo. Troppo forte era il mio vissuto e la mia consapevolezza.
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