Gay.it Forum › Forum › Attivismo, associazioni, politica, cultura › E’ vero quando dicono di noi che siamo "donnette mancate"?
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lucyfart.
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26 Marzo 2015 alle 13:32 #972697
melissange
Partecipante@FleurDeLys wrote:
Per noi occidentali non ha senso porsi queste domande, siamo completamente impostati in tutto quello che facciamo, atteggiamenti compresi.
finalmente qualcosa di sensato in questo pollaio! 😈
26 Marzo 2015 alle 13:37 #972699melissange
Partecipante@HugeUnicum wrote:
Ed anche questo voler sempre svilire – con fotomontaggi gratuiti e dozzinali – la virilita’ altrui e’ sintomo di profondo disagio.
Abbiamo capito finalmente chi è il donnone della foto: HugheUnicum 😀
certo che coraggio ha costui nel definirsi virile!!!
è anche meschino e pieno di omofobia interiorizzata: voleva far credere che la donnona truccata nella foto fosse almadeil invece era lei!!! a me sembra nolto carino se è un fotomontaggio, non capisco perchè una finocchia conclamata abbia tutti sti complessi sulla sua femminilità 😯26 Marzo 2015 alle 13:50 #972696uburoi
Partecipante@HugeUnicum wrote:
Il gay compiuto, fatto, non fa niente per nascondere la sua omosessualita’, ma neanche rinuncia alla sua innata virilita’, per rassicurare la mamma.
Pur rispettando massimamente le transessuali, il fenomeno del transessualismo e’ maggiormente accentuato nei contesti sociali degradati.
Non mi stupisce insomma che in alcuni paesi la percentuale delle transessuali sia abnorme.ma sta zitta, cretina!
Hai messo in fila una serie di luoghi comuni raccapriccianti. Solo per lenire la tua ferita narcisistica. Insanabile. Sei troppo omofoba per recitare la parte della cula emancipata. Il terzo mondo che hai dentro fa capolino ovunque tu sogni di andare. Scendi dal tacco 12 e passeggia più sciolta nella piazza della tua dimensione provinciale. Un gallo con il rossetto è più provocatorio di te.26 Marzo 2015 alle 15:22 #972695maldiluna
PartecipanteL’aggressione verbale di Huge va capita, insulta perché non può ignorare pareri che lo mettono in difficoltà. Ha esperienze tristi alle spalle, me ne parlò, e il vissuto dei forumisti per così dire “fortunati” lo innervosisce. E’ normale che un gay chiami femminielli gli altri gay? Mi descrisse il periodo scolastico come un inferno, lo definivano così, e sono sicuro che vede in questa parola una forza distruttrice che può provocare gli stessi danni provocati in lui. Alla fine sono pugni virtuali che fanno male a chi li sferra, non ci perdete la testa.
26 Marzo 2015 alle 15:35 #972694primadonna
PartecipanteI trans non c’entrano nulla con i gay, il loro problema è un altro. Io farei una netta distinzione. Il gay vuole amare un altro un uomo, il trans vuole essere una donna, queste sono le loro esigenze primarie. Poi, come fai notare Huge, il resto è relativo al contesto sociale in cui uno vive.
Io sento di provocare e destabilizzare gli altri certe volte, il mio aspetto virile cozza con la mia vocetta, i miei modi gentili cozzano con il braccio di ferro a cui spesso sfido gli altri se mi determino nel portare avanti un’idea. Per molti questo è logorante, non accettano che un gay tanto più se effemminato voglia imporre un’idea. Io non è che impongo le mie idee….ma se viene chiesta la mia opinione e il mio pensiero viene preso in considerazione mi batto perchè prosegua il suo cammino. Vabbe’, senza giri di parole, lavoro nel pubblico e nel sociale, detesto le ingiustizie e ne vedo troppe. Qui mi fermo, però. Certe volte quando uso la parola “morale” sento il macigno di frasi che più o meno velatamente dicono “tu gay parli di morale?”Io certe vorrei essere solo visto per quello che sono, una persona.Uburoi non insultare Huge, ci sono tanti modi per esprimersi se non si condivide un’idea 😀
26 Marzo 2015 alle 17:45 #972693uburoi
Partecipante@primadonna wrote:
Uburoi non insultare Huge, ci sono tanti modi per esprimersi se non si condivide un’idea 😀
Nessuna pietà per Huge. Occhio per occhio, dente per dente (culo per cula
).
Questa pazza ha stufato. Ma chi si crede di essere? E’ una povera provinciale che non sa resistere alla tentazione di salire sul trespolo giudicando gli altri. Pretendendo che gli altri non giudichino lei. Non si capisce in base a quale privilegio. Vive di invidie e meschine gelosie. Attizza ad arte il suo complesso d’inferiorità per darsi un’identità, pur mortificante. Da anonima non fa altro che seminare zizzania. Un femminiello qualunquista e ignorante che vorrebbe spacciare i suoi luoghi comuni per idee provocatorie. E che crede di essere cosmopolita perché forse ha qualche amica a Londra che l’aggiorna sul superfluo sfrociante. Sgonfiamola un po’, questa mongolfiera lacerata, prima che salga troppo in alto e precipitando si faccia troppo male. Per il suo bene. Se le scappa la lacrimuccia almeno crescerà un po’. Tanto solo questo sa fare: insultare gli altri e poi, quando riceve il fatto suo, andare a piamgere sulle ginocchia della redazione.27 Marzo 2015 alle 17:11 #972691hugeunicum
PartecipanteDovrebbero esserci piu’ letti negli ospedali psichiatrici, o no?
27 Marzo 2015 alle 21:36 #972692filosofogay
PartecipanteMi sembra strano che per otto pagine si sia discusso se l’omoerotismo in un uomo sia causato dall’incompletezza della sua individualità femminile, senza prima definire, se non scientificamente, almeno empiricamente quali siano le evidenze di questa incompletezza.
Tra l’altro sarebbe interessante sapere se la stessa tesi d’incompletezza valga specularmente anche nel caso della donna, se cioè l’omoerotismo in una donna sia causato da un’incompletezza della sua individualità maschile.
A me riesce difficile pensarmi come una donna mancata e sembra che riesca difficile anche ad altri, ad esempio ad Almadell; ma potrebbe essere un mio, un nostro errore di prospettiva, considerato che non è facile giudicare sé stessi imparzialmente, e quindi vorrei capire se e quanto spieghi dell’omoerotismo d’un uomo il supporre che esso sia effetto dell’incompletezza dell’essere femminile che è in lui.
Certo la tesi francamente mi sembra frutto di un’omofobia involontaria più che d’obbiettività introspettiva, ma non la voglio a priori rifiutare per questo.
Quali sarebbero dunque le evidenze di questa nostra incompletezza femminile che fa sì che siamo in apparenza maschi, ma interiormente donne e quindi necessariamente (?) attratti dagli uomini?
Evidenze scientifiche non mi sembra ce ne siano, non mi sembra che qualcuno finora abbia dimostrato che noi uomini con tendenze omoerotiche abbiamo particolarità genetiche diverse dagli altri individui di sesso maschile e tali da poterci assimilare a donne incomplete.
Le evidenze empiriche quali sarebbero?: che alcuni, forse gran parte, ma certamente non tutti gli uomini con tendenze omoerotiche hanno atteggiamenti che l’opinione comune riconduce al costume femminile?
Allora:
1) se non sono atteggiamenti che valgano se non per tutti indistintamente, almeno per la grandissima parte della categoria degli individui omoerotici, difficilmente si può affermare che ci sia se non una legge scientifica, almeno un’evidenza empirica;
2) anche ammesso che tutti o quasi gli individui con tendenze omoerotiche abbiano atteggiamenti effeminati, questi potrebbero pur essere semplicemente segnali di riconoscimento, mezzi di comunicazione tra simili;
3) ma un segnale è quasi sempre una mera convenzione, che dipende da una certa cultura e quindi non è quasi mai un elemento “in re”, tale cioè che non possa essere cambiato perché essenzialmente connaturato con chi lo emetta.
E qui mi ricollego a due affermazioni precedenti, una di FleurdeLys e una di FrustadegliStupidi.
FleurdeLys dice giustamente che i comportamenti che si definiscono femminili sono tali in dipendenza dalla cultura, dalla civiltà nell’ambito della quale è data la definizione.
Infatti ad esempio cinquant’anni fa il portare i capelli lunghi e piegati in riccioli fluenti, in Italia sarebbe stato segno di effeminatezza, ma nel XVII secolo per gli uomini era comune, almeno nelle classi agiate, avere i capelli più lunghi e più ricciuti delle donne, tanto che furono poi usate monumentali parrucche per comodità dei capelluti e per necessità dei calvi.
E’ difficile trovare un comportamento, un atteggiamento, un abito che si possa ricondurre inscindibilmente, al di là delle mode ed i pregiudizi culturali, alle proprietà fisiche o psichiche delle donne, a parte forse il reggiseno, di cui peraltro le donne potrebbero anche fare a meno, ma che è palesemente del tutto inutile ad un uomo.
FrustadegliStupidi ricorda giustamente che l’assimilazione dell’omoerotismo all’effeminatezza è molto, molto recente, perché anticamente, e non solo per i soliti Greci, l’erotismo dell’uomo verso un altro uomo era piuttosto assimilato ad un rifiuto d’accettare quell’elemento femminile che è naturalmente necessario per la formazione della vita umana, se non altro perché nasciamo da un maschio e da una femmina; di qui l’accusa all’omoerotismo di essere contro natura.
Semmai accuse d’effeminatezza erano rivolte contro coloro che erano passivi nel rapporto omoerotico, non certo contro gli attivi, ed anche nel caso di passività, l’accusa era mossa solo quando la passività avesse trasgredito i limiti concessi dall’etica sociale, trasformandosi in un’acquiescenza tipicamente femminile.
Ovviamente stabilire quando la passività trasgredisse i limiti e che cosa fosse tipicamente femminile, dipendeva dalla cultura specifica e quindi un Greco del V secolo a.c. avrebbe risposto diversamente da un Romano del II secolo a.c. alla domanda se e quando fosse lecito ad un maschio essere passivo verso un altro maschio.
Opinioni simili sono anche della nostra tradizione popolare, se è vero che ci furono e ci sono moltissimi termini spregiativi per indicare il passivo nel rapporto omoerotico e talvolta sono termini che riconducono esplicitamente alla sfera femminile, come il napoletano “femminiello”, ma non ce ne sono per indicare l’attivo, a parte quello di “sodomita”, che però è d’origine dotta e d’uso raro e quasi solo ecclesiastico.
E’ indubbio quindi che l’assimilazione dell’omoerotismo all’effeminatezza è recentissima e quindi è difficile negare che le evidenze empiriche, che l’ “homo homoeroticus” sia una donna mancata
1) siano al massimo limitate alla cultura del nostro secolo, forse addirittura del nostro mezzo secolo,
2) non siano estese indistintamente a tutto il mondo, ma valgano solo nei cosiddetti paesi occidentali e per di più
3) non valgano per la quasi totalità o almeno per la stragrande maggioranza delle persone omoerotiche:
molto poco per farne un’evidenza indiscutibilmente comune a tutta la tipologia umana omoerotica.Arrischio un’ipotesi: forse è stata l’emancipazione della donna la causa di questa assimilazione.
Quando infatti le donne erano giudicate molto inferiori agli uomini, irrazionali, inaffidabile, facile preda di passioni, non solo sessuali, sfrenate, buone solo per generare e allevare figli, allora l’omoerotismo era giudicato la quintessenza della virilità, perché escludeva la donna dalla vita fisica e sentimentale dell’uomo adulto, anche se proprio perciò era poi condannato per l’inevitabile sterilità che comportava, con rischio d’estinzione per la famiglia, la stirpe, la nazione.
Oggi invece che, almeno nei paesi occidentali, la donna si è emancipata, alcuni hanno incominciato a pensare che l’ ”homo homoeroticus” sia addirittura una donna mancata, forse con il proposito di presentarlo come un’umanità migliore, in quanto unificatrice dei due sessi opposti: buona intenzione certo, ma l’inferno dicono sia lastricato di buone intenzioni.
In poche parole, essendo cambiato, in meglio, il ruolo e la considerazione della donna non c’è più l’ostacolo culturale, causato dal disprezzo dell’essere femminile, a suppore che un uomo ami un altro uomo perché sia meno che maschio, quasi femmina e quindi, poiché naturalmente i sessi sono solo due, meno che maschio, quasi femmina significa necessariamente maschio imperfetto e femmina incompleta: direi proprio un capolavoro d’omofobia dissimulata, anche se forse per molti involontaria.
Qualcuno, mi sembra Ecclesiologo, ha posto una buona domanda, che ripropongo:
perché alcuni uomini omoerotici non vogliono accettarsi come maschi che amano altri maschi?
Aggiungo una domanda mia:
perché quelli che, a torto o a ragione, non vogliono accettarsi come maschi che amano altri maschi, negano a tutti gli altri questa facoltà d’accettarsi come maschi omoerotici e vogliono a tutti i costi, anche contro l’evidenza, giudicarli, come giudicano sé stessi, donne mancate?
Possiamo credervi sulla parola che vi sentiate femmine dentro, ma perché non credete sulla nostra che ci sentiamo maschi?28 Marzo 2015 alle 8:37 #972690hugeunicum
PartecipanteSe solo li frequentaste, sapreste che anche i maschi eterosessuali sono attratti dagli uomini, in maniera piu’ sottile. Sublimata. E va benissimo cosi’. Quante gratuite cretinate mi son dovuto sorbire da troller tendenzialmente omofobi.
28 Marzo 2015 alle 11:45 #972688ospite1.
Partecipante@Filosofogay wrote:
perché quelli che, a torto o a ragione, non vogliono accettarsi come maschi che amano altri maschi, negano a tutti gli altri questa facoltà d’accettarsi come maschi omoerotici e vogliono a tutti i costi, anche contro l’evidenza, giudicarli, come giudicano sé stessi, donne mancate?
Possiamo credervi sulla parola che vi sentiate femmine dentro, ma perché non credete sulla nostra che ci sentiamo maschi?Tesoro, puoi sentirti maschio dentro quanto vuoi t, ma ti sei mai domandata perchè agli altri gay o agli etero sembri così donna?

Quante stronzate omofobe che hai scritto: donna è bello e chi lo nega è omofobo. Senza l’emancipazione delle donne adesso saremmo ancora nel ghetto ricordalo!28 Marzo 2015 alle 12:28 #972689primadonna
PartecipanteFilosofo gay, ho letto tutto ciò che hai scritto. Tuttavia non colgo la consclusione logica del tuo lungo e intricato discorso. La mia domanda è “quindi?”. Essenziale rispondimi come spiegheresti a un contadino che ha la seconda elementare scarsa 😀 .
Io ho capito, invece, la tua ultima domanda e più che omofoba è una domanda ambigua.
Parliamoci chiaro, non ho mai visto un gay “donna mancata” (o perfettamente riuscita) offendere e avere un atteggiamento di superiorità verso un altro gay che non vuol neppure sentire la parola “femminile”, mentre il contrario accade quasi sempre.
Detto questo ognuno è libero di definirsi come vuole e di sentirsi quello che si sente, ma non è questo il problema vero. Filosofo per i tuoi aspetti virili qualcuno ti ha mai preso in giro? Ti ha mai discriminato? Credi che se una “donna mancata” nella nostra società omofoba potesse scegliere di sembrare più virili non lo farebbe? Sai perchè per me la strada dei concorsi pubblici è stata di successo, mentre quella dei colloqui no?(vedevano foto e curriculum e mi chiamavano subito,magari venivo richiamato ma alla fine sceglievano un altro….appena parlavo il loro sguardo mi bocciava in rapporto all’altro candidato…conosco la programmazione neurolinguistica)28 Marzo 2015 alle 12:30 #972685_666_
Partecipante@HugeUnicum wrote:
Se solo li frequentaste, sapreste che anche i maschi eterosessuali sono attratti dagli uomini.
Sei alla canna del gas? Queste stronzate le scriveva Gianbattista Brambilla nel forum Movimento fino a 5 o 6 anni fa. Fai come lui che vendeva solo parole o sei in grado di fare 1 nome 1 di un maschio eterosessuale attratto dagli uomini?
28 Marzo 2015 alle 12:45 #972686rivas
PartecipanteE’ provato che la bellezza abbia una certa influenza non solo nella creazione di legami sessuali o sentimentali tra uomo e donna, ma anche nei legami di amicizia tra uomo e uomo.
Come dire: se sei bello e “mi piaci” è più facile che si diventi amici, il che testimonierebbe come una sorta di “seduzione” sia possibile anche tra maschi etero.
La cosa però non prevede alcuna interazione a livello sessuale.
Non so se Huge faccia riferimento a questo…
28 Marzo 2015 alle 12:51 #972687frustadeglisciocchi
Partecipante@Filosofogay wrote:
Ovviamente stabilire quando la passività trasgredisse i limiti e che cosa fosse tipicamente femminile, dipendeva dalla cultura specifica e quindi un Greco del V secolo a.c. avrebbe risposto diversamente da un Romano del II secolo a.c. alla domanda se e quando fosse lecito ad un maschio essere passivo verso un altro maschio.
Quanta confusione. Cominciamo a distinguere la figura del pederasta (che aveva rapporti intercrurali con l’eromenos a scopo pedagogico, il quale non era tecnicamente passivo nel senso odierno, visto che non veniva sodomizzato) da quella del cinedo, che era l’effeminato oggetto di penetrazione anale, che e’ sempre esistito, nelle culture piu’ primitive come in quelle piu’ evolute e che e’ l’antenato del gay odierno. Quelli che i gay definiscono omosessuali attivi in realtà sono etero o bisex che confermano la propria virilita’ penetrando persone del proprio stesso sesso. Se esistessero omosessuali esclusivamente attivi, la maggior parte dei gay non rincorrerebbe gli etero. Il vero omosessuale e’ passivo ed effeminato. E soprattutto e’ risolto, quindi e’ orgoglioso di essere così com’e’. Non se ne puo’ piu’ di questa omofobia che ci vorrebbe forzare ad assumere un’identita’ che non ci appartiene. Siamo cosi’, donne. Non donne mancate, donne. Punto. Donne in corpi maschili che si trovano pero’ a loro agio in questa conformazione biologica, a differenza delle trans. E allora? Possiamo atteggiarci a maschi quanto vogliamo, ma gia’ dal modo di scrivere, dal modo di polemizzare e dal modo con cui ci rapportiamo fra di noi, un osservatore neutro coglierebbe tutta la nostra femminilita’. Se poi abbiamo il coraggio di mostrarci in foto, in video, o di far sentire la nostra vocina, quello che si ritiene piu’ maschio è piu’ sensuale di Lady Gaga e se cerca di abbassare forzatamente il tono della voce, potra’ ingannare per poco solo chi non lo conosce, perche’ prima o poi la sua vera voce uscira’ fuori o, se ha un tono naturalmente basso, come lo hanno certe donne, sara’ qialche altro particolare a tradirlo, per quanto lunga possa essere la sua barba.
E’ ruidicolo camuffare la propria natura per dare soddisfazione agli etero o a chi ci vorrebbe “normali”.
Credevo che nel 2011 avessimo superato l’omofobia interiorizzata, invece noto che in maggioranza se n’e’ ancora vittime. Che tristezza. 🙁28 Marzo 2015 alle 13:09 #972683_666_
Partecipante@Rivas wrote:
Come dire: se sei bello e “mi piaci” è più facile che si diventi amici, il che testimonierebbe come una sorta di “seduzione” sia possibile anche tra maschi etero.
La cosa però non prevede alcuna interazione a livello sessuale.
Non so se Huge faccia riferimento a questo…
La bruttezza di Huge è oggettiva, quindi dubito che faccia riferimento a questo.
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