Cari giovani amici, quello della selezione all’ingresso di una discoteca è una caratteristica tutta italiana e nello specifico romana. Quindici anni fa nelle prime serate di “tendenza” all’Alibi il venerdì o all’Angelo Azzurro la domenica, o al Castello storica prima sede di Muccassassina, c’era chi all’ingresso selezionava i partecipanti tentando di ricordare i loro volti tra quelli avventori classici che potevano garantire il target di quella discoteca. Quindici anni fa questi locali o queste serate erano solo gay e la clientela era di soli gay maschi. La “comunità” cercava di proteggersi e di scremare gli avventori eliminando quelli che potevano andare in cerca della serata “diversa”.
Da qualche anno con la naturale evoluzione dei costumi e della società, con buona pace dei media che hanno sdoganato le serate disco gay, molti eventi sono diventati “di tendenza” e non più riservati ad un solo target. Muccassassina non mi pare proprio più la festa del venerdì che i volontari del Mario Mieli realizzavano per sostenere le attività dell’associazione, ma una vera e proprio macchina per fare soldi. Sono riusciti a costruire un marchio, regolarmente registrato, che vale oro! L’hanno integrata nei circuiti internazionali, viene recensita come un evento trendy ed ha completamente perso il carattere gay che aveva fino almeno alla fine degli anni novanta. Il 70% degli avventori è etero e il rafforzarsi di questo target ha permesso a questa serata di crescere ulteriormente e di garantirsi continua linfa commerciale e fama. I gay? Sono un pretesto ormai, nulla più. Il fatto che non ti abbiano fatto entrare è il risultato di una semplice vaginite acuta di una volontaria, nulla più! Capita ogni settimana e quella volta è capitato a te. Il dato oggettivo alla fine è che Muccassassina non è più una serata disco per i gay e non è un locale dove i gay si ghettizzano perchè sono la minoranza tra gli avventori.