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lavarity
PartecipanteDopo il Duomo, un omaggio alla Scala. Quante di voi sono state a una prima della Scala? V@nity tu ci sei mai stata?
lavarity
PartecipanteUn minuto di raccoglimento di fronte a questo capolavoro del gotico italiano.
lavarity
Partecipante@Ospite wrote:
@LaVarity wrote:
Questa di puntadirivista sì che è cultura. Lei i libri li ha comprati davvero, non ne ha letto i suntini e le recensioni su wikipedia. Huge e Sbroda, sgasatevi!
Oddio,cultura mi sembra una parola ENORME…mi piace leggere.
Brody sì che è colta,pesa come un mattone ma lo è-
Forse non ha la digitale per farci vedere qualche libro di casa….:-(
Huge non legge libri. Li scrive. :-))))))))))))
Sfatiamo questo mito costruito ad arte della cultura googlesca della Sbroda. Serviva una specie di figura intellettualoide per legittimare le cazzate che scriviamo su questo forum. E fu inventata questa Sbroda, che bene si prestava con la sua aria da sfigata con tanto di occhiali. Vista più da vicino non è in grado nemmeno di scrivere in italiano, anche se qualcuno la vuole laureata. I libri che Huge si è autopubblicato li ha letti qualcuno di voi, poi? Credo non li abbia riletti nemmeno lui, una volta che li ha consegnati all’editore con i soldini…
lavarity
Partecipante@La Simmy wrote:
A Palazzo Reale fanno sempre delle belle retrospettive,con conseguenti lunghe code!:-(
Ma certo. Tutto passa per Milano e Roma.
Non certo per Casoria! 😉
Huge non è di Casoria. Nacque a S.Nicola la strada, in provincia di Caserta in una piccola e dignitosa masseria che ora non c’è più. I suoi primi compagni di gioco furono le galline e i maialini e la prima attività il duro lavoro nei campi. Quando emigrò raggiunse finalmente lo status di seconda friggitrice. La sua aspirazione è diventare centralinista, come Miss Jean Brodie.
lavarity
PartecipanteChe icona, la Elena. Sul suo comunismo alla Maria Antonietta si potrebbe girare un film!
lavarity
PartecipanteQuesta di puntadirivista sì che è cultura. Lei i libri li ha comprati davvero, non ne ha letto i suntini e le recensioni su wikipedia. Huge e Sbroda, sgasatevi!
lavarity
PartecipanteI cataloghi della Sbroda.
😀 😀 😀 😀 😀
lavarity
PartecipanteVERO OMAGGIO ALLA CULTURA ROMENA N°4
(Non è la Sbroda quando cerca di fare la dieta, ma Nosferatu)
😆 😆 😆 😆 😆
lavarity
Partecipante😆 @puntadirivista wrote:
(Huge e Brodola non mostrano qualche loro libro su Parigi,o su Bucarest…o non hanno la digitale?)
:-))))))))))))))))))
Semplicemente, non hanno cataloghi di questo tipo. La Sbroda ha solo il catalogo di una collezione di fiammiferi di seconda mano. Huge ha un catalogo della Upim…può andare?
😆 😆 😆 😆 😆
lavarity
PartecipanteElena, un’icona dei nostri tempi.
lavarity
PartecipanteBiografia
Le origini
Elena Petrescu, il suo nome da nubile, nacque da un umile famiglia di contadini a Petresti, nella regione rumena della Valacchia. Il padre manteneva la famiglia coltivando un piccolo appezzamento di terreno in affitto e gestendo nel contempo un piccolo negozio di generi assortiti dove vendeva pane, candele e farina. Elena lasciò la scuola in quarta elementare e si trasferì a Bucarest, dove trovò lavori generici prima come assistente di laboratorio, poi come cucitrice in una fabbrica di tessuti. Cominciò a interessarsi di politica poco più che adolescente, partecipando alle riunioni della Lega dei giovani comunisti. Nel 1939 conobbe Nicolae Ceausescu, allora capo dell’Unione della gioventù comunista, che sposò nel 1946. A metà degli anni quaranta si iscrisse al partito comunista rumeno. Dopo la presa del potere da parte dei comunisti lavorò come segretaria presso il Ministero degli Esteri e rimase una figura di secondo piano fino alla nomina del marito a segretario generale del partito nel 1965.Gli anni del Regime
Durante il regime del marito, Elena Ceausescu divenne una delle principali figure politiche rumene. La Ceausescu disse pubblicamente che era un onore essere chiamata “compagno”; i rumeni espatriati negli Stati Uniti si riferivano a lei come “Madame Ceausescu” con grande disprezzo, essendo forse una delle persone più odiate in Romania durante la presidenza del marito.La mancanza di istruzione fu all’origine di uno dei comportamenti più singolari da lei tenuti nel corso di tutta la sua vita pubblica:la continua bramosia di riconoscimenti accademici. Benchè priva anche della licenza elementare, Elena si fece dare una laurea in chimica ed eleggere presidente del più importante istituto di ricerca chimica della Romania.
😆 😆 😆
Pubblicò a suo nome sulle riviste specializzate i risultati delle ricerche di alcuni famosi scienziati romeni, da lei costretti a cedergliele. Si adoperò per ottenere riconoscimenti accademici anche all’estero: durante il periodo in cui il marito fu a capo della Romania ricevette lauree ad honorem da quasi tutti i Paesi in cui andò in visita. In particolare ottenne molti riconoscimenti scientifici internazionali nel campo della chimica dei polimeri.Un altro importante aspetto del carattere di Elena Ceausescu fu la sua grande ambizione di potere.
Approfittò dell’elezione, avvenuta nel dicembre 1967, di suo marito a presidente del Consiglio di Stato – carica che lo rendeva di fatto capo dello Stato –, per farsi strada tra i ranghi del Partito comunista. Sorprendentemente veloce la sua carriera: nel 1968 membro del Comitato municipale di Bucarest del PCR, nel 1972 membro del Comitato centrale, nel 1973 membro del Comitato esecutivo.
Sotto la sua influenza nel 1966 Nicolae Ceasescu emanò una serie di leggi contro divorzio e aborto. I risultati di tali leggi – che proibivano tra l’altro l’uso di contraccettivi, obbligavano ogni donna sposata sotto i quarant’anni ad avere un minimo di quattro figli e aumentavano le tasse a carico delle coppie senza prole e di quelle che avevano meno di quattro figli – si rivelarono disastrosi: molte famiglie non potevano permettersi di mantenere un numero così elevato di figli che perciò affidavano a orfanotrofi gestiti dallo Stato, mentre le donne erano trasformate di fatto in macchine per fare figli.
che grandezza!
😆Una donna influente
L’influenza di Elena pesò anche sulla decisione di Nicolae dei primi anni ottanta di esportare enormi quantitativi di prodotti agricoli, industriali e risorse naturali del Paese per pagare gli enormi debiti (circa dieci miliardi dollari) con gli istituti di credito occidentali che gli avevano concesso negli anni precedenti grandi finanziamenti per la realizzazione del suo piano di trasformazione della società da agraria a urbana e dell’economia del Paese da agricola a industriale. Questa politica di pesanti esportazioni gettò la Romania in una cronica mancanza di cibo, medicinali, energia e generi di prima necessità.Nominato presidente della Repubblica a vita il 28 marzo 1974, Ceausescu cominciò ad assegnare gli incarichi chiave nel governo e nell’esercito ai membri della sua famiglia. Il culmine di questa politica nepotistica nel 1980 quando Elena si fece nominare vice primo ministro, diventando così la persona più importante della Romania dopo il marito.
A questo punto Elena avviò una campagna promozionale della sua immagine di first lady. Il suo nome doveva essere scritto sempre sulla stessa linea di Nicolae affinché spiccasse quanto quello del marito. Nessuna foto di Ceausescu doveva essere pubblicata se al suo fianco non compariva anche lei. Nella promozione della loro immagine i due dittatori curarono con la massima attenzione anche i dettagli più insignificanti. Fu stabilito che negli articoli di giornale su di loro, non dovessero essere menzionate altre persone affinché i due avessero il massimo rilievo. Lo sfondo di tutte le fotografie che li ritraevano doveva essere rosso, il colore ufficiale del Partito Comunista. Al ritorno delle loro visite di stato all’estero, venivano prelevati dalle città, dai villaggi, dalle scuole cittadini e studenti in gran numero e portati all’aeroporto per agitare bandiere e cantare le lodi dei due leader.
Approfittando del potere del marito, Elena si fece conferire nel corso degli anni titoli altisonanti in quantità. Nel 1979 in occasione del suo sessantesimo compleanno il quotidiano Scinteia le dedicò così tanti elogi che ci vollero due numeri consecutivi per contenerli tutti: “Eroica combattente del Partito per il glorioso destino della Romania”, “Madre della Patria”, “Fiaccola del Partito”, “Grande esempio di devozione e passione rivoluzionaria”…
Ma a dispetto delle dichiarazioni ufficiali, Elena e il marito non erano amati. Il fallimento della loro politica economica, di cui la reintroduzione del razionamento del pane nel 1980 era la prova più evidente, aveva messo il Paese alla fame, mentre essi vivevano nel lusso. Possedevano più di quaranta palazzi, organizzavano banchetti dove si dice che Elena mangiasse per due, senza badare a spese nell’acquisto dei cibi e delle bevande più raffinate importate direttamente dall’estero. Elena aveva una collezione di vestiti così vasta da essere costretta a riservargli un’intera sala del palazzo nel Primaverii Boulevard di Bucarest, oltre che gioielli e un numero spropositato di pellicce.
La fine
Il 16 dicembre 1989 a Timisoara un piccolo raduno a sostegno del sacerdote ungherese Laszlo Tokes, incarcerato per aver attaccato il regime dei Ceausescu, si trasformò in una grande manifestazione contro il governo. L’esercito sparò sulla folla, provocando centinaia di vittime. Ma il 20 dicembre si svolse una seconda manifestazione, cui parteciparono 50.000 persone, indetta appositamente per protestare contro il governo e Nicolae Ceausescu. Nicolae Ceausescu, su consiglio di Elena, ordinò per il giorno seguente un raduno di massa nella piazza centrale di Bucarest, dove sorgeva il palazzo del Comitato centrale. Si presentarono 80.000 persone le quali, appena Nicolae si affacciò dal balcone con accanto la moglie e vari funzionari e iniziò a elogiare il “socialismo scientifico” presero a gridare pesanti slogan contro i due dittatori.Attraverso la trasmissione televisiva che riprendeva in diretta l’evento migliaia di persone assistettero all’umiliazione del dittatore e scesero per le strade chiedendo la destituzione di Ceausescu. L’esercito si unì ai manifestanti, che il giorno seguente irruppero nell’edificio del Comitato centrale dove si trovavano i due dittatori. Dopo una breve fuga in elicottero, essi furono arrestati e trasferiti in una base militare a Tirgoviste, cinquanta chilometri a nord di Bucarest dove furono processati da un tribunale militare. Accusati di crimini contro il popolo, genocidio, attacco armato contro la popolazione e il potere dello Stato, distruzione di edifici e istituti statali, con la conseguente compromissione dell’economia nazionale, il pubblico ministero chiese per i due la pena capitale. Lo stesso avvocato difensore si espresse a sfavore degli imputati.
Elena rifiutò di rispondere alle domande e contestò la legittimità dell’interrogatorio, interrompendo più volte il processo con commenti sarcastici.
Condannati a morte, Elena e il marito vennero immediatamente fucilati nel cortile della caserma ove si era svolto il processo. Era il giorno di Natale del 1989.
Le loro salme vennero sepolte nel cimitero di Ghencea, nella zona sud-occidentale di Bucarest
lavarity
PartecipanteEccola qui la divina Elena Ceausescu. Una vaga somiglianza con la Sbroda, quando la derelitta portava ancora la parrucca. 😆

lavarity
PartecipanteNon sono PdE e tu lo sai. L’omaggio alla vera cultura romena l’ho fatto qui perché nell’altro thread lo hanno passato sotto silenzio. Ora vorrei parlare della moglie di Ceausescu. E del conte Dracula. Poi darò il mio contributo a Milano, unica città quasi vivibile d’Italia e degna di questo nome. Ho vissuto 8 anni a Milano e pur venendo da Bologna mi è sembrato di entrare in un altro mondo. Bologna, uno strapaese di cattocomunisti dal quale provengono le froce più ignoranti e ideologizzate d’Italia.:lol: 😆
lavarity
PartecipanteNicolae Ceausescu (Scornicesti, 26 gennaio 1918 – Targoviste, 25 dicembre 1989) è stato un politico rumeno. Segretario generale del Partito Comunista Rumeno dal 1965, fu il dittatore della Romania dal 1967 al dicembre 1989, anno in cui fu deposto e processato con le accuse di crimini contro lo stato, genocidio e “distruzione dell’economia nazionale”. Il 22 dicembre 1989, dal CFSN,con decreto di Ion Iliescu, fu istituito il Tribunale Militare Eccezionale. Il 25 dicembre i coniugi Ceausescu furono giudicati a seguito di un processo sommario e condannati a morte. La loro esecuzione fu effettuata alcuni minuti dopo la pronuncia della sentenza. La sua successiva condanna a morte fu l’atto finale della rivoluzione rumena del 1989.
Ah, che brutta fine che fece il sogno comunista. E pensare che sono passati decenni dalla fine del comunismo realizzato in quasi tutti i paesi del mondo, e c’è chi ci crede ancora!
Molti sono anche gay!lavarity
PartecipanteOMAGGIO ALLA CULTURA ROMENA N°3
E qui ora vi sorprenderò:
Ha un po’ le orecchie a sventola…ma volete mettere con Gramsci? O con l’AlmadellA?
😆

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AutorePost