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anonymous
Partecipanteavete notato che dopo il post sull’incontro a Napoli con Uni,
Huge è come scomparso…
sembra quasi che se Uni avesse davvero voluto sbarazzarsi virtualmente del suo “persecutore”
non avrebbe dovuto fare altro che postare questo racconto!anonymous
Partecipante@Ospite wrote:
@puntadestetiste wrote:
Cari utenti del forum non intasate la mia casella e mail facendomi domande su Huge. Il nostro è solo un rapporto virtuale, nella realtà non l’ho mai conosciuto. Quello che volete sapere ve lo può dire solo lui. Grazie.
Azz, ti intasano la casella senza che la tua email sia stata pubblicata? Quanti veggenti ci sono nel forum? 😆
Ho trovato anche i commenti al racconto di Uni.
A parte le scuse sugli errori di grammatica, motivate dal fatto che se avesse riletto il racconto non lo avrebbe pubblicato, niente di che. La smentita di Montana, i complimenti di Indy, la smentita della Marqui che nega un rapporto tra Huge e pizzo41. Uni le fa notare di aver visto le foto di pizzo mai pubblicate, in un maneggio e a Louvre, ma ella nega di nuovo, dicendo che pizzo non è mai stato a Parigi (era il 2006). Strano, perché su Flickr le foto di lui a Parigi ci sono, ma vabbe’ palla più palla meno, stiamo a guarda’ il capello? 😆Mi riferisco alla mia e mail storica, che hanno in molti…
Scusa ma queste cose le avevi in archivio, perché in rete non si trova nulla con Google anche su quel famoso sito al massimo trovi le prime tre pagine (se va benissimo) di un thread, più spesso solo la prima…
Certo la verità su pizzo41 ora la può dire solo huge se la marchesa nega…e si capisce pure perché…contentarsi di una minestra già scaldata da huge deve essere un po’ mortificante ammetterlo davanti agli altri….
anonymous
Partecipante@LaVanity wrote:
Poi non capisco perchè dovrei accettare tutte le richieste quando qui alcuni parlano molto e postano poco… 🙄
I nomi, devi fare i nomi.
Alcuni è assai generico… diciamo che al momento le richieste continue di foto e altri contributi vengono rivolte sempre alla solita Uni e alle amiche 😉Problemi tecnici di che tipo? Hai la webcam, lo hai detto tu… ti registri senza inquadrarti, esporti il video e lo carichi su youtube. Semplice no?
anonymous
PartecipanteVanity smettila di fare la cretina. La topic è l’incontro delle due a Napoli e poi si sa che le voce frocie sono tutte uguali, un ottava sopra. Si distinguono per qualche tono e gli accenti l’una dall’altra.
anonymous
Partecipante@puntadestetiste wrote:
Cari utenti del forum non intasate la mia casella e mail facendomi domande su Huge. Il nostro è solo un rapporto virtuale, nella realtà non l’ho mai conosciuto. Quello che volete sapere ve lo può dire solo lui. Grazie.
Azz, ti intasano la casella senza che la tua email sia stata pubblicata? Quanti veggenti ci sono nel forum? 😆
Ho trovato anche i commenti al racconto di Uni.
A parte le scuse sugli errori di grammatica, motivate dal fatto che se avesse riletto il racconto non lo avrebbe pubblicato, niente di che. La smentita di Montana, i complimenti di Indy, la smentita della Marqui che nega un rapporto tra Huge e pizzo41. Uni le fa notare di aver visto le foto di pizzo mai pubblicate, in un maneggio e a Louvre, ma ella nega di nuovo, dicendo che pizzo non è mai stato a Parigi (era il 2006). Strano, perché su Flickr le foto di lui a Parigi ci sono, ma vabbe’ palla più palla meno, stiamo a guarda’ il capello? 😆anonymous
Partecipante@LaVanity wrote:
@Ospite wrote:
@puntedestetista wrote:
Ma a parte me e V@nity c’è qualche altro utente?
Certo, quelli che tu e Vanity, INVIDIOSI MARCI – vorreste non esistessero.
Marchesa compresa.De coccia sarai tu! Mi hanno dato o no dell’invidioSSa?
:-))
E’ il caldo, non avevo visto

Tu l’audio non lo registri? Io ci sto pensando, per il gran rientro sul forum vorrei fare una cosuccia carina!!! 😆
anonymous
Partecipante@puntadestetiste wrote:
l’incontro con Indy, lasciato a Firenze da un forumista, dopo un litigio e rientrando da un Gay Pride
Cazzarola, anche questa è vera. Fabriizio è vivo e vegeto e potrà confermarlo.
Indy litigò con lui che lo scaricò al casello di Firenze.anonymous
Partecipante@puntadestetiste wrote:
la fattiva collaborazione di Sci-dandy nella stesura del suo libro, la visita al Mart, l’idea di scriverne un altro ispirato a me
Se volessero scrivere un libro a quattro mani su Uni, non lo so, ma questa non può negarla perché raccontò anche a me dell’incontro con Sci, della visita al Mart e di quanto fosse stato determinante il suo contributo nella scrittura di Mucca Tagliata Cavallino.
Mi risulta anche che Sci abbia smentito, dicendo di avergli scritto non più di tre volte.anonymous
Partecipante@LaVanity wrote:
Ma proprio zero, sono alta, piacente, benestante, in ottima salute. Ho tante amiqe. Ho viaggiato e viaggio quando me pare dove me pare. Qualcuna ha scritto che sono invidiosa marcia? E ripeto… De che? De chi?
Ho solo chiesto a chi ti riferissi con quel “il denaro lo do per scontato”. Ne deduco che per non rispondere, e siamo alla terza volta, ti riferissi a Uni.
Che tu non abbia niente da invidiargli ci può stare, che Uni non abbia niente che il gay medio gli possa invidiare, è una cazzata bella e buona 😉Se poi tutti i forumisti hanno alle spalle famiglie benestanti, o ricche come nel caso della mamma, vivono in ville con piscina, spendono e spandono, si fanno sbattere da industriali farmaceutici che le scarrozzano su una Aston Martin, chi più ne ha più ne metta… buon per loro ma ad oggi non ci risulta.
Tanti baci!
anonymous
PartecipanteLei un file audio non ce lo posta?
Videodedica su Youtube col passamontagna
in stile Vinceboot?
Coprirebbe la faccia,
sia mai dovessero scoprire la sua vera identità.
E a noi ci prendesse un colpo.anonymous
Partecipante@LaVanity wrote:
Mai stata invidioSSa in vita mia!
Della uni poi!
:-)))))))))))))))
Sinceramente non mi manca nulla…
Stai facendo tutto tu…
Ho solo chiesto a chi ti riferivi con “il denaro lo do per scontato”… il denaro di Uni?Se poi tu fossi invidiosa di lei, ti pare che lo ammetteresti qui? :))) Specificarlo è stato un male, la prova che un po’ invidiosetten lo sei ;)))))))
anonymous
PartecipanteE’ chiaro anche che Huge non metterà mai piede in casa di Uni, laddove per casa si intendono anche i suoi siti personali.
Si rassegnasse il caro Huge, che un buzzurro come lui in quell’ambiente non ce lo vedo proprio… 😕Tra un mese ci dirà che guida anche lui una Aston Martin e Erika gli ha comprato il villone a Went.. come cazzo si scrive.
Un po’ come la storia di Imageshack, appena lo hanno sputtanato ha girato la frittata…anonymous
Partecipante@LaVanity wrote:
Invidia de che? Il denaro lo do per scontato teSSora, ci vuole ben altro.
Che hai scritto? Il denaro di chi dai per scontato?
GiurA che non ci ho capito una Qazza… :))anonymous
PartecipanteIl delirio di Unicum.
Ai buoni intenditor… capacità di giudizio.Napoli, una mattina come tante, la casualità. Capitolo Belgioioso chiuso.
Camminavo nei pressi di Piazza della Borsa sperando di trovare un taxi libero, quando vidi avanzare verso di me una coppia di ragazzi, un lui e una lei che, parlando con voce piuttosto alta, passandomi accanto, mi permisero di intercettare un “Si, è lui!” che, naturalmente, destò la mia curiosità. Mi girai per osservarli meglio e capire chi fossero, che il ragazzo si rivolse a me con un “Guarda un po’ chi si vede, il caro Unicum!”, lasciandomi piuttosto attonito. Si avvicinarono, si presentò, realizzai di trovarmi di fronte ad un irriconoscibile Alessandro. Del resto, fino ad allora avevo visto soltanto una sua foto e la tenuta sportiva scelta quel giorno, con tanto di cappello e occhiali da sole, non certo agevolavano un’identificazione immediata. Mi presentò – presumo – la sua amica, Marianna (se non ricordo male), la salutò e le disse che l’avrebbe raggiunta da lì a poco in un negozio della zona.Alessandro: autoreferenziale nel forum, autoreferenziale nel suo quotidiano. Un uomo, un personaggio. Fatti i convenevoli di rito, mi disse di trovarsi a Napoli perché doveva scegliere – e in centro perché aveva accompagnato alla stazione della Circumvesuviana – delle persone per raggiungere la Costiera, dove avrebbero espletato la funzione di domestici in una delle proprietà di famiglia: “Una villa con piscina tra le più antiche e belle del sorrentino, dove – testuali parole – un giorno ti inviterò e farò visitare”. Tanto per variare tra paranoie del forum e paranoie del suo quotidiano, mi domandò: “E il tuo compagno? La villa in Franciacorta?”, aggiungendo un “Tu non me la racconti giusta!”, o giù di lì. Cosa rispondergli se non che fossero troppo ingombranti per portarmeli in valigia? La buttai sul ridere, giusto per. A giudicare dall’espressione, però, ebbi lo strano sentore che non fosse suo costume apprezzare la sottile altrui ironia, diversamente da quanto non facesse per la sua.
Squillo di telefonino, dall’altro capo una voce chiaramente femminile (probabilmente quella dell’amica di cui sopra), mi disse che fosse il suo compagno, Adriano, in vacanza a Capri. E che avesse approfittato della trasferta partenopea, per concendersi anche lui qualche giorno sull’isola, invitando uno dei loro più cari amici, Aldo, che – testuali parole – “Conosci benissimo, poi scoprirai chi è”, in arrivo col treno da Roma. Della serie ‘Se proprio dobbiamo spararle, spariamole grosse’, avrebbero pernottato all’Hotel Vesuvio e l’indomani preso l’aliscafo per Marina Grande. Durante il pomeriggio, invece, era prevista una passeggiata fino a Posillipo, un aperitivo da Cimmino e cena in un ristorante scelto al momento. Entusiasta, gasatissimo, direi pirotecnico, invitò anche me. Nonostante qualche remora, accettai. Appuntamento alle 15:30 all’angolo tra via Calabritto e la Riviera di Chiaia, dove disse di voler portare la fotocamera e – testuali parole – “Ci fotografiamo davanti alle vetrine di Armani e nell’androne dell’Hotel Vesuvio facendo il verso alla Marchesa, poi le pubblichiamo sul forum e sai che divertimento?”. Gli lasciai il mio numero di telefono, pregandolo di avvisarmi se ci fosse stato qualche contrattempo o cambio di programma. Mi salutò con un – definito da lui – “bacio ortodosso” (triplo bacio ndr), a suo dire “portafortuna” (Ehh!) e ci lasciammo in vista del pomeriggio.Alessandro: autoreferenziale nel forum, autoreferenziale nel suo quotidiano. Un uomo, un personaggio. Solare il mattino, lunatico il pomeriggio.
Mi presentai puntuale all’appuntamento e lui stava già lì, preso da una telefonata. Un diverbio non so con chi, dal tono piuttosto acceso, che interruppe appena mi avvicinai. Imbarazzato, più di quanto non lo fosse lui, nonostante lo sguardo dei passanti (vista l’ora rari, per fortuna), non domandai.
Zero vitalità, faccia di circostanza, neanche l’ombra del suo amico. Al che, intuii che i buoni propositi avuti al mattino, fossero andati a farsi benedire.
Ovvio, però, che gli chiedessi dell’amico, ricevendo per pronta risposta un “Mi spiace, ma Aldo (che poi realizzai essere Indy ndr), non vuole avere rapporti con te. Per colpa tua, abbiamo anche litigato (badate bene, per colpa mia!) e domani torna a Roma. Mi spiace rompere con lui, ma se lo avessi saputo prima, non ti avrei invitato”. Segue pausa, il mio rimanerci di merda, le sue (neanche tanto) scuse, il tutto sminuito dal fatto che fosse nervoso.
Non so voi cosa avreste fatto al mio posto, ma io lo rassicurai dicendogli di raggiungere “il suo amico” in albergo, e che la mia vita poteva benissimo prescindere dalla continuazione del nostro incontro, insistendo sulla possibilità – da parte sua – di potermi avvisare per tempo, scongiurando isterismi – specie dell’altro – causa sottoscritto, e di non sentirmi in alcun modo responsabile dell’accaduto. Salutai e feci per andarmene, ma lui mi pregò di restare, anche perché – testuali parole – “L’ira di Aldo richiede tempo per sedarsi e se rientro in albergo litighiamo di nuovo.”
Scartò l’ipotesi di entrare in qualche locale (ad onor del vero, non è che la cosa allettasse più di tanto anche me, notoriamente socio-fobico), per via del suo abbigliamento (che non aveva assolutamente nulla di strano, anzi!) poco consono ai ritrovi del posto ma ideale per l’Hotel Vesuvio (ogni commento sarebbe superfluo), giacché non avesse avuto il tempo di cambiarsi, e mi propose di camminare un po’ – lapsus – prima di andare in stazione in tempo utile per trovare un treno. Seguì una scivolosissima arrampicata sugli specchi, e il lapsus, dopo l’uscita infelice di cui sopra, attribuito anch’esso al nervosismo. Malgrado avessi i coglioni rasoterra e l’entusiasmo a livello del nucleo interno terrestre, “non ci perdo la zappa”, mi dissi, e feci malvolentieri qualche passo con lui.
Neanche un centinaio di metri, parlando del più e del meno (io meno e lui più, manco ad ipotizzare per lontana idea il contrario; tra l’altro, colse l’occasione per pregarmi – la prima di due preghiere – di non ripetere continuamente che fosse napoletano, in quanto la cosa lo infastidisse) si disse stanco, sedendosi stremato su una panchina, un muretto, non ricordo, neanche se avesse partecipato alla versione pedestre del Giro d’Italia. Lui, che voleva passeggiare fino a Posillipo, sorseggiare un aperitivo da Cimmino e… beata fantasia!
La chiacchiera, invece, incredibilmente vigorosa. Poteva non affrontare l’argomento forum che tanto gli sta a cuore? Certo che no! Dopo aver appurato quali fossero i forumisti con cui avessi dei contatti, mi presentò il conto e pure l’imbasciata, quasi a volermi mortificare, con un curriculum di frequentazioni di tutto rispetto:
Cene, eventi mondani e viaggi con Ginori; l’incontro con Indy, lasciato a Firenze da un forumista, dopo un litigio e rientrando da un Gay Pride; alcuni lavori eseguiti per Lupu, le cene in casa di amici comuni; gli incontri in Corso Como con Montana e Sci-dandy, ad uno dei quali partecipò Francesco Belais e si parlò di mie confidenze fattegli in chat; l’ex fidanzato, oggi compagno di Simone Puntadirivista; la fattiva collaborazione di Sci-dandy nella stesura del suo libro, la visita al Mart, l’idea di scriverne un altro ispirato a me; l’amicizia con Shaka, i week-end passati con lui a Firenze, le gite a Venezia e Verona; Wienerwald, il viaggio in Germania, il passaggio per Fussen (“Ricordi la foto della Marchesa con panorama e castello?); Quanti e quali forumisti mi ritenessero pazzo (io, pazzo!)… [Molti di più, ma non li ricordo]Appena il tempo di chiedergli il motivo di alcune email e il riferimento Montana-Belais, che mi disse di dover fare una telefonata di lavoro urgente. Si spostò. Non essendo sordo, però, non potei esimermi dall’ascoltarlo: Contratti per migliaia di euro, nomi altisonanti, pubblicazioni su riviste importanti, viaggi in mezzo Mondo. Credergli o meno, l’ultima delle mie preoccupazioni. Parole.
Galeotto fu un ragazzino che passandogli accanto, esclamò (in dialetto napoletano): “Questo è scemo! Parla a telefono col cellulare spento”.
Ancora non so come ebbi la prontezza di farlo, approfittando che stesse di spalle, gli “strappai” il telefono dalla mano, rendendomi conto che realmente fosse spento. Ebbi una reazione nervosa che non so descrivere, mentre lui continuò a ripetermi che fosse uno scherzo pensato da tempo, che dovesse farmelo già a Firenze e gli servisse per testare la mia reazione, in quanto un capitolo del suo libro, avrebbe avuto per argomento la mia instabilità emotiva. Lo ammetto: gli sputai addosso. E lui mi spinse, facendomi cadere a terra. Mi alzai e me ne andai. Ma non prima – come se non bastasse – di una sua neanche tanto velata minaccia: “Ti pregherei – e siamo alla seconda preghiera – se non dicessi a nessuno del nostro incontro; non hai prove per dimostrarlo, quindi, ti denuncio”.Lo considero un brutto sogno. Come tale lo tratto, come tale lo ricordo, come tale gli do il valore che gli spetta.
Ricordate, però: Niente succede a caso. Talvolta, dietro gli accanimenti proiettati nel virtuale (in questo caso, nel forum), ci sono motivi che sconfinano nel reale.Lo ebbi da una storica, dovrebbe essere l’originale…
anonymous
PartecipanteIl delirio di Unicum.
Ai buoni intenditor… capacità di giudizio.Napoli, una mattina come tante, la casualità. Capitolo Belgioioso chiuso.
Camminavo nei pressi di Piazza della Borsa sperando di trovare un taxi libero, quando vidi avanzare verso di me una coppia di ragazzi, un lui e una lei che, parlando con voce piuttosto alta, passandomi accanto, mi permisero di intercettare un “Si, è lui!” che, naturalmente, destò la mia curiosità. Mi girai per osservarli meglio e capire chi fossero, che il ragazzo si rivolse a me con un “Guarda un po’ chi si vede, il caro Unicum!”, lasciandomi piuttosto attonito. Si avvicinarono, si presentò, realizzai di trovarmi di fronte ad un irriconoscibile Alessandro. Del resto, fino ad allora avevo visto soltanto una sua foto e la tenuta sportiva scelta quel giorno, con tanto di cappello e occhiali da sole, non certo agevolavano un’identificazione immediata. Mi presentò – presumo – la sua amica, Marianna (se non ricordo male), la salutò e le disse che l’avrebbe raggiunta da lì a poco in un negozio della zona.Alessandro: autoreferenziale nel forum, autoreferenziale nel suo quotidiano. Un uomo, un personaggio. Fatti i convenevoli di rito, mi disse di trovarsi a Napoli perché doveva scegliere – e in centro perché aveva accompagnato alla stazione della Circumvesuviana – delle persone per raggiungere la Costiera, dove avrebbero espletato la funzione di domestici in una delle proprietà di famiglia: “Una villa con piscina tra le più antiche e belle del sorrentino, dove – testuali parole – un giorno ti inviterò e farò visitare”. Tanto per variare tra paranoie del forum e paranoie del suo quotidiano, mi domandò: “E il tuo compagno? La villa in Franciacorta?”, aggiungendo un “Tu non me la racconti giusta!”, o giù di lì. Cosa rispondergli se non che fossero troppo ingombranti per portarmeli in valigia? La buttai sul ridere, giusto per. A giudicare dall’espressione, però, ebbi lo strano sentore che non fosse suo costume apprezzare la sottile altrui ironia, diversamente da quanto non facesse per la sua.
Squillo di telefonino, dall’altro capo una voce chiaramente femminile (probabilmente quella dell’amica di cui sopra), mi disse che fosse il suo compagno, Adriano, in vacanza a Capri. E che avesse approfittato della trasferta partenopea, per concendersi anche lui qualche giorno sull’isola, invitando uno dei loro più cari amici, Aldo, che – testuali parole – “Conosci benissimo, poi scoprirai chi è”, in arrivo col treno da Roma. Della serie ‘Se proprio dobbiamo spararle, spariamole grosse’, avrebbero pernottato all’Hotel Vesuvio e l’indomani preso l’aliscafo per Marina Grande. Durante il pomeriggio, invece, era prevista una passeggiata fino a Posillipo, un aperitivo da Cimmino e cena in un ristorante scelto al momento. Entusiasta, gasatissimo, direi pirotecnico, invitò anche me. Nonostante qualche remora, accettai. Appuntamento alle 15:30 all’angolo tra via Calabritto e la Riviera di Chiaia, dove disse di voler portare la fotocamera e – testuali parole – “Ci fotografiamo davanti alle vetrine di Armani e nell’androne dell’Hotel Vesuvio facendo il verso alla Marchesa, poi le pubblichiamo sul forum e sai che divertimento?”. Gli lasciai il mio numero di telefono, pregandolo di avvisarmi se ci fosse stato qualche contrattempo o cambio di programma. Mi salutò con un – definito da lui – “bacio ortodosso” (triplo bacio ndr), a suo dire “portafortuna” (Ehh!) e ci lasciammo in vista del pomeriggio.Alessandro: autoreferenziale nel forum, autoreferenziale nel suo quotidiano. Un uomo, un personaggio. Solare il mattino, lunatico il pomeriggio.
Mi presentai puntuale all’appuntamento e lui stava già lì, preso da una telefonata. Un diverbio non so con chi, dal tono piuttosto acceso, che interruppe appena mi avvicinai. Imbarazzato, più di quanto non lo fosse lui, nonostante lo sguardo dei passanti (vista l’ora rari, per fortuna), non domandai.
Zero vitalità, faccia di circostanza, neanche l’ombra del suo amico. Al che, intuii che i buoni propositi avuti al mattino, fossero andati a farsi benedire.
Ovvio, però, che gli chiedessi dell’amico, ricevendo per pronta risposta un “Mi spiace, ma Aldo (che poi realizzai essere Indy ndr), non vuole avere rapporti con te. Per colpa tua, abbiamo anche litigato (badate bene, per colpa mia!) e domani torna a Roma. Mi spiace rompere con lui, ma se lo avessi saputo prima, non ti avrei invitato”. Segue pausa, il mio rimanerci di merda, le sue (neanche tanto) scuse, il tutto sminuito dal fatto che fosse nervoso.
Non so voi cosa avreste fatto al mio posto, ma io lo rassicurai dicendogli di raggiungere “il suo amico” in albergo, e che la mia vita poteva benissimo prescindere dalla continuazione del nostro incontro, insistendo sulla possibilità – da parte sua – di potermi avvisare per tempo, scongiurando isterismi – specie dell’altro – causa sottoscritto, e di non sentirmi in alcun modo responsabile dell’accaduto. Salutai e feci per andarmene, ma lui mi pregò di restare, anche perché – testuali parole – “L’ira di Aldo richiede tempo per sedarsi e se rientro in albergo litighiamo di nuovo.”
Scartò l’ipotesi di entrare in qualche locale (ad onor del vero, non è che la cosa allettasse più di tanto anche me, notoriamente socio-fobico), per via del suo abbigliamento (che non aveva assolutamente nulla di strano, anzi!) poco consono ai ritrovi del posto ma ideale per l’Hotel Vesuvio (ogni commento sarebbe superfluo), giacché non avesse avuto il tempo di cambiarsi, e mi propose di camminare un po’ – lapsus – prima di andare in stazione in tempo utile per trovare un treno. Seguì una scivolosissima arrampicata sugli specchi, e il lapsus, dopo l’uscita infelice di cui sopra, attribuito anch’esso al nervosismo. Malgrado avessi i coglioni rasoterra e l’entusiasmo a livello del nucleo interno terrestre, “non ci perdo la zappa”, mi dissi, e feci malvolentieri qualche passo con lui.
Neanche un centinaio di metri, parlando del più e del meno (io meno e lui più, manco ad ipotizzare per lontana idea il contrario; tra l’altro, colse l’occasione per pregarmi – la prima di due preghiere – di non ripetere continuamente che fosse napoletano, in quanto la cosa lo infastidisse) si disse stanco, sedendosi stremato su una panchina, un muretto, non ricordo, neanche se avesse partecipato alla versione pedestre del Giro d’Italia. Lui, che voleva passeggiare fino a Posillipo, sorseggiare un aperitivo da Cimmino e… beata fantasia!
La chiacchiera, invece, incredibilmente vigorosa. Poteva non affrontare l’argomento forum che tanto gli sta a cuore? Certo che no! Dopo aver appurato quali fossero i forumisti con cui avessi dei contatti, mi presentò il conto e pure l’imbasciata, quasi a volermi mortificare, con un curriculum di frequentazioni di tutto rispetto:
Cene, eventi mondani e viaggi con Ginori; l’incontro con Indy, lasciato a Firenze da un forumista, dopo un litigio e rientrando da un Gay Pride; alcuni lavori eseguiti per Lupu, le cene in casa di amici comuni; gli incontri in Corso Como con Montana e Sci-dandy, ad uno dei quali partecipò Francesco Belais e si parlò di mie confidenze fattegli in chat; l’ex fidanzato, oggi compagno di Simone Puntadirivista; la fattiva collaborazione di Sci-dandy nella stesura del suo libro, la visita al Mart, l’idea di scriverne un altro ispirato a me; l’amicizia con Shaka, i week-end passati con lui a Firenze, le gite a Venezia e Verona; Wienerwald, il viaggio in Germania, il passaggio per Fussen (“Ricordi la foto della Marchesa con panorama e castello?); Quanti e quali forumisti mi ritenessero pazzo (io, pazzo!)… [Molti di più, ma non li ricordo]Appena il tempo di chiedergli il motivo di alcune email e il riferimento Montana-Belais, che mi disse di dover fare una telefonata di lavoro urgente. Si spostò. Non essendo sordo, però, non potei esimermi dall’ascoltarlo: Contratti per migliaia di euro, nomi altisonanti, pubblicazioni su riviste importanti, viaggi in mezzo Mondo. Credergli o meno, l’ultima delle mie preoccupazioni. Parole.
Galeotto fu un ragazzino che passandogli accanto, esclamò (in dialetto napoletano): “Questo è scemo! Parla a telefono col cellulare spento”.
Ancora non so come ebbi la prontezza di farlo, approfittando che stesse di spalle, gli “strappai” il telefono dalla mano, rendendomi conto che realmente fosse spento. Ebbi una reazione nervosa che non so descrivere, mentre lui continuò a ripetermi che fosse uno scherzo pensato da tempo, che dovesse farmelo già a Firenze e gli servisse per testare la mia reazione, in quanto un capitolo del suo libro, avrebbe avuto per argomento la mia instabilità emotiva. Lo ammetto: gli sputai addosso. E lui mi spinse, facendomi cadere a terra. Mi alzai e me ne andai. Ma non prima – come se non bastasse – di una sua neanche tanto velata minaccia: “Ti pregherei – e siamo alla seconda preghiera – se non dicessi a nessuno del nostro incontro; non hai prove per dimostrarlo, quindi, ti denuncio”.Lo considero un brutto sogno. Come tale lo tratto, come tale lo ricordo, come tale gli do il valore che gli spetta.
Ricordate, però: Niente succede a caso. Talvolta, dietro gli accanimenti proiettati nel virtuale (in questo caso, nel forum), ci sono motivi che sconfinano nel reale.Lo ebbi da una storica, dovrebbe essere l’originale…
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