Sarà l’estrema vicinanza con Roma dove trovi e fai di tutto (e questa, rispetto ad altre città lontane da grandi centri, è già una fortuna), fatto sta che Terni è apparentemente una città morta (dal punto di vista gay perché gli etero qui non se la cavano male!).
Dopo la chiusura, negli ultimi 15 anni, di tre locali rispettivamente fuori città (La Maga), in periferia (Dietrich Club) e in centro (Camaleonte), attualmente gli unici ritrovi pubblici gay sono un cinema a luci rosse (Elettra), la classica stazione ferroviaria, i giardini prospicenti la stazione, mentre altri ‘polmoni verdi’ come quelli del Lungonera, dopo la ristrutturazione che ha previsto una forte illuminazione e lo sgombero di capannoni che ‘favorivano’, sono solo un pallido ricordo di ciò che accadeva fino a pochi anni fa.
Oggi gli uomini ternani in cerca di altri uomini fanno lunghi tragitti in auto, in città sono giri a vuoto mentre chi si avventura in superstrada, qualcosa combina nelle piazzole per i camionisti. Gran parte di loro va in chat ed altri (come il sottoscritto) frequentano la capitale nelle varie saune e locali notturni.
Quello che personalmente auspico per la mia città non è il ritorno di locali che tanto sopravviverebbero si e no una o due stagioni, ma la frequentazione più assidua (soprattutto d’estate) delle zone verdi all’aperto dove, se si fosse in tanti (mancano soprattutto i giovani, a parte gli stranieri quasi tutti marchettari) ci si divertirebbe un sacco!