Una l’ho già raccontata.
In Piazza delle erbe a Padova,
qualcuno ha tirato una bottiglia di birra
apparentemente diretta contro le teste
di due miei amici che si stavano baciando.
Fortunatamente non sono stati colpiti,
sfortunatamente mi è “esplosa” di fianco alla mano.
E ho corso come un pazzo, con la mano sanguinante,
per beccare il simpatico lanciatore.
La prima volta ero invece in un parchetto
– dove all’epoca c’era “giro” a bere col mio ragazzo –
scambiandoci per due etero, un tizio ha cominciato
a giustificare in modo disgustoso la sua presenza lì.
Al chè – in preda al nostro bullismo –
gli abbiamo detto “Stai facendo lo stronzo con quelli sbagliati,
contiamo fino a dieci e non ti vogliamo avere a tiro”.
In effetti se ne è andato.
A dire il vero ho alzato le mani anche contro un tipo
che un paio di sere fa aveva avuto delle uscie poco felici sui gay;
ma in quel caso ero io ad essere in evidente torto marcio
perché avrei potuto benissimo continuare a discutere civilmente.