se la richiesta di aiuto è reale non capisco cosa avranno da lagnarsi tutte queste persone…rivolgersi ad un sito in cui si parla apertamente di omosessualitá è uno sforzo importante per chi,come genitore non conosce il “gayworld”, fatto di persone comuni che vivono e lavorano come tutti gli altri “normali”. Non è una colpa non conoscere il mondo gay, la vita di ognuno di noi ci porta a conoscere una parte di mondo, ma quello che conosciamo non ci fa miglior o peggior persona. È invece un merito essersi rivolta senza scrupoli ad un esperto gay,e non essere andata ad esempio da un prete o da uno psichiatra qualsiasi che aborrendo l’idea stessa di omosessualitá cercano di “curare” i ragazzi. (creando dei pazzi, perchè i gay consapevoli usciti dall’armadio e richiusi dentro con tecniche psicologiche). La signora si domanda se deve preoccuparsi. La risposta credo sia abbastanza semplice: “no, signora, non si preoccupi” vigili su suo figlio con l’amore di una madre, senza imporle una condizione sessuale predefinita,e vedrá che suo figlio si chiarirá le idee da solo, e col tempo capirá quale è il suo “ambito sessuale”. Lei cerchi di non tifare per uno o per l’altro lato, ma faccia capire che realmente non è grave nè essere eterosessuale, nè omosessuale. Il Bisex, a mio avviso personale, è un po’ piú complicato da gestire a livello relazionale, ma se si scoprirá bisessuale troverá lui stesso la maniera di vivere la sua condizione sessuale in semplice serenitá. Se avesse problemi lei, nel riuscire a rimanere in questo stato di amorevole imparzialitá, le consiglio di mettersi in contatto con l’agedo, associazioni di genitori di persone omosessuali: il coming out è un momento di crisi (nelsenso etimologico) sia per chi lo fa che per chi lo “scopre” ed è normale sentirsi mancare la terra sotto ai piedi. La saluto e la rincuoro signora, essere gay/bi/trans è solo un’aspetto della personalitá di un individuo, aspetto che non inficia in nessun modo l’onestá, la responsabilitá, e la correttezza di quella persona.