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polvi79
Partecipante@gayforce wrote:
Ciao Uburoi,
sono gay attivo, e ho la curiosità che ho descritto.
Mi sembra strano che effetti scenici possano aumentare di tanto le misure di un pene.
Rocco Siffredi ce l’ha bello lungo, reale, e a quelle donnine lo infila tutto. Fore non sarà trenta cm, ma i 16 li passa alla grande.Magari chi prende certi cazzi, ha il condotto anale molto lungo, sono super dotati di culo. Mah…
Saluti.
Probabilmente, hanno il condotto anale molto eleastico. Quindi, una volta arrivato alla cirva, il pense non fa’ altro che ‘stirarlo’ (non so se mi spiego)…
polvi79
Partecipante@snaporaz82 wrote:
@polvi79 wrote:
posti x incontri le saune sono sempre abbastanza gettonate…quindi ..un po di apertura mentale nn [/quote…Dai …anche a me piace la Chariots di Shoreditch..anche quella a Vauxhall nn e male…!
P
Non mi ci fare pensare, io abitavo proprio dietro la Chariots di Shoreditch e a pensarci mi viene da piangere… Non per la sauna! Ma perché, appunto, abitavo a Shoreditch, porca puttana!!! Poi mi sono dovuto trasferire a Bristol e ora mi sembra di stare in campagna :(((((
polvi79
PartecipanteCiao soledamore. Allora, vorrei rispondere alla tue domande e magari chiarirti qualche dubbio. Non so come le cose siano in Italia, ma in Inghilterra esistono dei comitati che valutano qualitá igienica e soddisfazione del cliente, tanto da sancire premi alle saune migliori (premi sotto forma di attestati in pergamena che vengono poi orgogliosamente esposti nella bacheca all’ingresso). Non penso che in Italia le cose funzionino allo stesso modo, peró le poche saune che ho visto, soprattutto a Roma o Milano, erano tutte pulitissime e, oserei, a volte persino con un design molto ricercato. Ho sentito che a Roma ci sono altre saune a dir poco oscene e sporchissime… non so, io andavo sempre alla stessa, peró uno é liberissimo di non andare in questi posti se il livello ingenico non incontra certi requisiti.
Il fattore sesso protetto… Come giá dicevo altrove, in Inghilterra i preservativi letteralmente te li buttano in faccia. Sono ovunque: camerini, corridoi, all’entrata, all’uscita, sparsi per terra (perché qualche cafone non raccoglie quelli che fa’ cadere), insomma, ovunque. Male che vada, uno puó andare in sauna giusto per farsi la scorta di preservativi e ci guadagnerebbe senza dubbio sul prezzo del biglietto. In Italia le cosa vanno diversamente: si tira al risparmio e se vuoi un preservativo ( e dico: uno) devi andare a chiedere alla reception. Una cosa che non condivido anche perché, essendo la repressione italiana veramente onnipervasiva, sono convinto che molte persone si vergognerebbero a andare a chiedere un preservativo al cassiere (come se il cassiere non lo sapesse che quelle persone non sono andate in sauna a farsi la vasca idromassaggio). Poi, un conto é avere un ambiente circondato da preservativi che spuntano come funghi in ogni dove, un conto é interrompere la foga del momento per andare alla reception, che a volte é pure in un altro piano dell’edificio (quindi, fatti scale, corridoi, sottoscala… e addio la foga del momento). Purtroppo, ritengo che questi fattori possano influire su certi comportamenti sessuali pericolosi e non condivisibili nella saune italiana.
D’altro canto, é davvero colpa dei gestori? In Inghilterra escono preservativi a iosa, ma questo perché le saune inglese sono fornite, a titolo gratuito, dalla NHS (National Health Service) che, sotto richiesta, propina preservativi gratis. Come a dire che in Italia la ASL fornirebbe di preservativi le saune gay. Ovviamente, sottolineo che, come al solito, quí non si parla solo di gay e non gay. In Inghilterra i preservativi sono gratis sia per i gay che per gli etero (ovviamente, in quest’ultimo caso non é che gli etero debbano andare nella sauna gay per prendersi i preservativi, ahah – basta andare al piú vicino ospedale e te ne danno a pacchi). (Atra parentesi: ció non toglie che la maggior parte delle persone, in Inghilterra, non preferisca comprarseli, i preservativi. Quelli che da’ la NHS a volte risultano scomode, non hanno ‘misure’ per persone particolarmente esigenti; nella mia esperienza, peró, ‘funzionano’ e sono molto sicuri, soprattutti se usati con lo specifico lubrificate sempre elargito sotto l’alto patrocinio della NHS).
Per tornare a bomba, non mi sento di condannare le saune italiane per la loro avarizia nell’elargire preservativi. In Italia i preservativi costano, sia per i gay che per gli etero. Molte persone, pericolosamente, prendono questo dato di fatto come scusa per farne a meno (ribadisco, sia gay che etero: questi ultimi, alle volte, piú dei gay). Insomma, quello dei preservativi non é un problema delle saune gay, ma proprio della cultura italiana.
Quanto poi al rischio di peni che involontariamente e incontrollatamente penetrano deretani cosí, en passant, con rischi annessi e connessi… e che é?!? Ma magari ci fosse tutta ‘stá foga nelle saune!!! Non é che tutti – in corridoio, al bar, per le scale – stanno perennemente a cazzo ritto o col buchetto all’insú e, francamente, nella mia esperienza (e ne ho) non mi é mai capitato di essere stato penetrato o di penetrare cosí, ‘per sbaglio’.
E appunto, come ultima cosa, ribadisco la non-casualitá dei rapporti casuali (anche se sembra un po’ ossimorico detto cosí). In una sauna non mi ha mai violentato nessuno, cosí come io non ho mai violentato nessuno. Ti diró di piú: in una sauna mi sento molto piú al sicuro e protetto che se dovessi andare a casa di uno sconosciuto con cui ho chattato, o addirittura in parchi, boschi e foresterie tanto cari a certi gay. In questi ultimi posti davvero non c’ho messo mai piede e mai ce ne metteró: non pregiudizi di tipo morale, ma per paura, disagio e anche per questione igieniche (meglio una doccia in sauna che ripulirsi con una foglia di eucalyptus; e poi, meglio un materassino – che viene regolermante pultio dallo staff, comunque – che fare sesso in mezzo fango, funghi velenosi e escrementi animali).
Non ho mai violentato, quindi, cosí come non sono mai stato violentato in una sauna. Se qualcuno vuole fare sesso con me senza preservativo, io mi sono sempre sentito liberissimo di dire ‘No, tante grazie!’ e festa finita. Questo non é merito o demerito dell’ambiente in cui mi trovavo (in questo caso, la sauna), ma appunto dalla mia facoltá di giudizio, che rimane la medesima anche col cambiare di luoghi, ambienti e situazioni.polvi79
PartecipanteCiao soledamore. Allora, vorrei rispondere alla tue domande e magari chiarirti qualche dubbio. Non so come le cose siano in Italia, ma in Inghilterra esistono dei comitati che valutano qualitá igienica e soddisfazione del cliente, tanto da sancire premi alle saune migliori (premi sotto forma di attestati in pergamena che vengono poi orgogliosamente esposti nella bacheca all’ingresso). Non penso che in Italia le cose funzionino allo stesso modo, peró le poche saune che ho visto, soprattutto a Roma o Milano, erano tutte pulitissime e, oserei, a volte persino con un design molto ricercato. Ho sentito che a Roma ci sono altre saune a dir poco oscene e sporchissime… non so, io andavo sempre alla stessa, peró uno é liberissimo di non andare in questi posti se il livello ingenico non incontra certi requisiti.
Il fattore sesso protetto… Come giá dicevo altrove, in Inghilterra i preservativi letteralmente te li buttano in faccia. Sono ovunque: camerini, corridoi, all’entrata, all’uscita, sparsi per terra (perché qualche cafone non raccoglie quelli che fa’ cadere), insomma, ovunque. Male che vada, uno puó andare in sauna giusto per farsi la scorta di preservativi e ci guadagnerebbe senza dubbio sul prezzo del biglietto. In Italia le cosa vanno diversamente: si tira al risparmio e se vuoi un preservativo ( e dico: uno) devi andare a chiedere alla reception. Una cosa che non condivido anche perché, essendo la repressione italiana veramente onnipervasiva, sono convinto che molte persone si vergognerebbero a andare a chiedere un preservativo al cassiere (come se il cassiere non lo sapesse che quelle persone non sono andate in sauna a farsi la vasca idromassaggio). Poi, un conto é avere un ambiente circondato da preservativi che spuntano come funghi in ogni dove, un conto é interrompere la foga del momento per andare alla reception, che a volte é pure in un altro piano dell’edificio (quindi, fatti scale, corridoi, sottoscala… e addio la foga del momento). Purtroppo, ritengo che questi fattori possano influire su certi comportamenti sessuali pericolosi e non condivisibili nella saune italiana.
D’altro canto, é davvero colpa dei gestori? In Inghilterra escono preservativi a iosa, ma questo perché le saune inglese sono fornite, a titolo gratuito, dalla NHS (National Health Service) che, sotto richiesta, propina preservativi gratis. Come a dire che in Italia la ASL fornirebbe di preservativi le saune gay. Ovviamente, sottolineo che, come al solito, quí non si parla solo di gay e non gay. In Inghilterra i preservativi sono gratis sia per i gay che per gli etero (ovviamente, in quest’ultimo caso non é che gli etero debbano andare nella sauna gay per prendersi i preservativi, ahah – basta andare al piú vicino ospedale e te ne danno a pacchi). (Atra parentesi: ció non toglie che la maggior parte delle persone, in Inghilterra, non preferisca comprarseli, i preservativi. Quelli che da’ la NHS a volte risultano scomode, non hanno ‘misure’ per persone particolarmente esigenti; nella mia esperienza, peró, ‘funzionano’ e sono molto sicuri, soprattutti se usati con lo specifico lubrificate sempre elargito sotto l’alto patrocinio della NHS).
Per tornare a bomba, non mi sento di condannare le saune italiane per la loro avarizia nell’elargire preservativi. In Italia i preservativi costano, sia per i gay che per gli etero. Molte persone, pericolosamente, prendono questo dato di fatto come scusa per farne a meno (ribadisco, sia gay che etero: questi ultimi, alle volte, piú dei gay). Insomma, quello dei preservativi non é un problema delle saune gay, ma proprio della cultura italiana.
Quanto poi al rischio di peni che involontariamente e incontrollatamente penetrano deretani cosí, en passant, con rischi annessi e connessi… e che é?!? Ma magari ci fosse tutta ‘stá foga nelle saune!!! Non é che tutti – in corridoio, al bar, per le scale – stanno perennemente a cazzo ritto o col buchetto all’insú e, francamente, nella mia esperienza (e ne ho) non mi é mai capitato di essere stato penetrato o di penetrare cosí, ‘per sbaglio’.
E appunto, come ultima cosa, ribadisco la non-casualitá dei rapporti casuali (anche se sembra un po’ ossimorico detto cosí). In una sauna non mi ha mai violentato nessuno, cosí come io non ho mai violentato nessuno. Ti diró di piú: in una sauna mi sento molto piú al sicuro e protetto che se dovessi andare a casa di uno sconosciuto con cui ho chattato, o addirittura in parchi, boschi e foresterie tanto cari a certi gay. In questi ultimi posti davvero non c’ho messo mai piede e mai ce ne metteró: non pregiudizi di tipo morale, ma per paura, disagio e anche per questione igieniche (meglio una doccia in sauna che ripulirsi con una foglia di eucalyptus; e poi, meglio un materassino – che viene regolermante pultio dallo staff, comunque – che fare sesso in mezzo fango, funghi velenosi e escrementi animali).
Non ho mai violentato, quindi, cosí come non sono mai stato violentato in una sauna. Se qualcuno vuole fare sesso con me senza preservativo, io mi sono sempre sentito liberissimo di dire ‘No, tante grazie!’ e festa finita. Questo non é merito o demerito dell’ambiente in cui mi trovavo (in questo caso, la sauna), ma appunto dalla mia facoltá di giudizio, che rimane la medesima anche col cambiare di luoghi, ambienti e situazioni.polvi79
PartecipanteGrazie moltissimo per le dovute precisazioni. Peró, anche tu un po’ ci avevi messo del tuo a farti fraintendere, soprattutto quando hai usato generalizzazioni del tipo
‘Credo che i gay italiani rappresentino veramente l’Italia attuale, e sappiano che se volessimo definirla (l’Italia attuale) la parola “sporcizia” sarebbe solo un eufemismo.’
Eh bhé, questa sí che sembrava una critica efferata rivolta ai gay in generale. Mi fa’ piacere constatare peró che bene o male siamo d’accordo in molte cose.
Quanto agli inglesi, credimi sulla parola: io ci abito, in Inghilterra. Povero me…
polvi79
Partecipante@snaporaz wrote:
Ma ..nn bisogna essere tanto bacchettoni sulle saune e chi ci va…ok …ce la storia del sesso …ma ce la possibilita’ di tanta gente..che magari nn gli va il bar …la disco…il parco…penso in italia sia una buona via di mezzo…e ce da dire anche che qui – dove vivo a Londra – nonstante la presenza dei posti x incontri le saune sono sempre abbastanza gettonate…quindi ..un po di apertura mentale nn guasta..sopratutto dal circolo gay…E poi basta con questa storia della pulizia / in Italia e’ un ossessione – anche perche oggi come oggi …si puo beccare tutto …dappertutto… !
D’accordissimo con te. Io abitavo a Londra fino a pochi mesi fa (purtroppo, a Ottobre ho dovuto trasferirmi a Bristol… e Londra mi manca da morire!). Andavo sempre alla Chariots di Shoreditch (anche perche praticamente abitavo lá dietro) e non c’ho mai trovato nulla di scandaloso a andare in sauna. Anzi, lo ribadisco e me ne vanto. Poi, in una sauna bella come quella, con idromassaggi, mega-piscina olimpionica con decorazione in mosaico, il bar, il salottino, il terrazzino surriscaldato per i fumatori… Insomma, a volte ci sono andato anche per rilassarmi – giuro! – non e detto che chi vada in sauna ci vada solo per fare sesso anonimo morid e fuggi. E poi, ognivolta riempivo il borsone di preservativi e lubrificanti, visto che nelle saune a Londra te li buttano in faccia (non come spesso in Italia, che devi andarli a chiedere al receptionist… che te ne dá solo uno, massimo due… come se a volte bastassero).
Praticamente ero diventato come un’infermiera: con i miei colleghi (etero) al lavoro, ogni volta che avevano bisogno… ZAC, aprivo il borsone e preservativi per tutti!!! :)))polvi79
PartecipanteSoledamore, sono d’accordo con te – lo dico cosí, spudoratamente. Sono d’accordo sull’igiene, per se’ stessi e soprattutto per coloro che ci circondano e entrano in contatto con noi aanche per una stretta di mano. Sono d’accordo con il fatto che anche il rimming é una pratica sessuale di tipo orale e sono anche d’accordo con il fatto che certe persone dovrebbero accusare gli altri gay di ‘passivitá’, perché essere passivi non é un crimine, ne’ una vergogna, ne’ qualcosa da recriminare. (Per inciso, molti gay pensano che l’essere ‘solo passivi’ equivalga a essere ‘meno uomini’ rispetto agli altri, involontariamente applicando una logica prettamente machista e omofoba che loro stessi in prima persona dovrebbero combattere. Tutto questo succede solo in Italia: all’estero ci sono passivi al 100% orgogliosi di esserlo – anche perché, d’altro canto, all’estero gli attivi al 100% tendono a corteggiare e rimorchiare i passivi, non a sposarsi e condurre una vita di bugie e sotterfugi).
Su una cosa, ahimé, sono in disaccordo. La tua critica nei confronti della ‘maialaggine gay’ é troppo efferata. Non é questione di essere gay o no, e questione di essere puliti, o educati, o rispettosi. Molti etero fanno la stessa cosa, te lo assicuro. A me personalmente farebbe schifo sia stringere la mano di uno che ha fatto il fisting al suo ragazzo che a uno che ha le dita che gli sanno di fica.
Non solo questo non é solo un problema dei gay. Vado oltre: non é solo un problema dei gay (e non) esclusivamente italiani. Qualcuno in questa sede ha brillantemente sottolineato come la probabilitá che un culo odori di feci é uguale alla probabilitá che un pene sappia di urina – é, cioé, una probabilitá abbastanza bassa. Sí, in Italia. Fatevi un giro in certi posti (tipo Inghilterra) e tutte queste probabilitá si impennano drammaticamente.]Per una volta, caro soledamore, la ‘colpa’ non é poi tanto ‘nostra’… 🙂
polvi79
PartecipanteHo apprezzato l’esagerazione umoristica dell’articolo (come fa’ la gente a fare sesso nel bagno turco, me lo sono chiesto anch’io). Peró troppa esagerazione stroppia: Roma non é di certo la cittá che ha piú saune al mondo, avendone solo quattro. A Londra ce ne saranno almeno una decina…
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