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- Questo topic ha 286 risposte, 14 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 6 anni, 8 mesi fa da
puntdestetista.
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15 Giugno 2019 alle 13:25 #877188
anonymous
Partecipante@LaVanity wrote:
Che Huge abbia clonato Miss Diossina lo trovo preoccupante… 🙄
Dovresti trovare preoccupante che Huge usi 10 nick per volta… Vinceboot, Puntadestetista, Sfigata_Speciale, JackLaMimosa, e riproduzioni annesse.
15 Giugno 2019 alle 13:27 #877189puntedestetista
Partecipante@Ospite wrote:
@LaVanity wrote:
Che Huge abbia clonato Miss Diossina lo trovo preoccupante… 🙄
Dovresti trovare preoccupante che Huge usi 10 nick per volta… Vinceboot, Puntadestetista, Sfigata_Speciale, JackLaMimosa, e riproduzioni annesse.
Ma a parte me e V@nity c’è qualche altro utente?
😆 :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
15 Giugno 2019 alle 13:29 #877190anonymous
Partecipante@puntedestetista wrote:
Ma a parte me e V@nity c’è qualche altro utente?
Certo, quelli che tu e Vanity, INVIDIOSI MARCI – vorreste non esistessero.
Marchesa compresa.15 Giugno 2019 alle 13:34 #877191puntadestetiste
Partecipante@Ospite wrote:
@LA TRASPARENZA wrote:
lO DISSE A TE, ANONIMA UNI?
Ma anonima Uni cosa? Lo disse a me e fino a quando me lo chiederai da ospite anonima non saprai mai chi sono.
Che Huge è un bugiardo patologico ormai è cosa nota, ma che negare spudoratamente cose dette da lui stesso fa di lui una povera merda.
Mi disse di aver incontrato Uni a Napoli per caso. Punto.
Che temeva il racconto che Uni avrebbe potuto fare di quell’incontro perché c’erano stati dissapori e una mezza lite per un malinteso su Indy.Per il resto, ne so quanto chiunque abbia letto il racconto di Uni che per sua stessa ammissione era stato enfatizzato e girato a barzelletta, nonostante la veridicità dei fatti raccontati.
IL RACCONTO DI UNI SUBITO. CACCIATELO DAGLI ARCHIVI E NE AVREMO DI INCIUCI PER GIORNI, VE LO GARANTISCO. O ANCHE UN RESOCONTO DI CHI LO ABBIA LETTO. LA SHIELDA NON C’ERA SE NO SICURAMENTE QUALCOSINA AVREBBE DETTO. ALMENO SPETTEGOLIAMO SU QUALCOSA DI CONSISTENTE!
15 Giugno 2019 alle 13:38 #877192anonymous
Partecipante@Ospite wrote:
@puntedestetista wrote:
Ma a parte me e V@nity c’è qualche altro utente?
Certo, quelli che tu e Vanity, INVIDIOSI MARCI – vorreste non esistessero.
Marchesa compresa.Vanity finge di non aver letto.
Strano, fino a ieri voleva farsi ospitare sullo yacht…
Che il rombo del motore le sia rimasto in gola, spiazzandola? 😆15 Giugno 2019 alle 13:38 #877193puntedestetista
PartecipanteL’incontro a Napoli non c’è mai stato. Unicum mi raggiunse invece a Belgioioso ma mi feci negare. Si presentò una nana griffata con accento irpino e andatura incerta. Nella vita reale ho un’immagine da tutelare!
15 Giugno 2019 alle 13:45 #877194anonymous
PartecipanteQuando parlai del mio viaggio a N.Y. alla marchesa le feci anche qualche domanda ben mirata. Alla quale la poEra donna non seppe rispondere. Da allora mi fu contro. Capì che avevo capito di lei qualcosa che gli altri non voleva sapessero. E non ce ne fu.
Alcune delle mie foto di N.Y. sono su Flick…le tue forse su Flock?:-)))))))))))))))
AmorA mia: di questi tempi accontentati dei tuoi 5 giorni ad Ibiza…prima che tu possa fare un’altra vacanzuccia dovrai mangiarne di pane e cipolla!!!
:-)))
15 Giugno 2019 alle 13:45 #877196lavanity
Partecipante@Ospite wrote:
@Ospite wrote:
@puntedestetista wrote:
Ma a parte me e V@nity c’è qualche altro utente?
Certo, quelli che tu e Vanity, INVIDIOSI MARCI – vorreste non esistessero.
Marchesa compresa.Vanity finge di non aver letto.
Strano, fino a ieri voleva farsi ospitare sullo yacht…
Che il rombo del motore le sia rimasto in gola, spiazzandola? 😆Invidia de che? Il denaro lo do per scontato teSSora, ci vuole ben altro.
15 Giugno 2019 alle 13:46 #877197anonymous
PartecipanteIl delirio di Unicum.
Ai buoni intenditor… capacità di giudizio.Napoli, una mattina come tante, la casualità. Capitolo Belgioioso chiuso.
Camminavo nei pressi di Piazza della Borsa sperando di trovare un taxi libero, quando vidi avanzare verso di me una coppia di ragazzi, un lui e una lei che, parlando con voce piuttosto alta, passandomi accanto, mi permisero di intercettare un “Si, è lui!” che, naturalmente, destò la mia curiosità. Mi girai per osservarli meglio e capire chi fossero, che il ragazzo si rivolse a me con un “Guarda un po’ chi si vede, il caro Unicum!”, lasciandomi piuttosto attonito. Si avvicinarono, si presentò, realizzai di trovarmi di fronte ad un irriconoscibile Alessandro. Del resto, fino ad allora avevo visto soltanto una sua foto e la tenuta sportiva scelta quel giorno, con tanto di cappello e occhiali da sole, non certo agevolavano un’identificazione immediata. Mi presentò – presumo – la sua amica, Marianna (se non ricordo male), la salutò e le disse che l’avrebbe raggiunta da lì a poco in un negozio della zona.Alessandro: autoreferenziale nel forum, autoreferenziale nel suo quotidiano. Un uomo, un personaggio. Fatti i convenevoli di rito, mi disse di trovarsi a Napoli perché doveva scegliere – e in centro perché aveva accompagnato alla stazione della Circumvesuviana – delle persone per raggiungere la Costiera, dove avrebbero espletato la funzione di domestici in una delle proprietà di famiglia: “Una villa con piscina tra le più antiche e belle del sorrentino, dove – testuali parole – un giorno ti inviterò e farò visitare”. Tanto per variare tra paranoie del forum e paranoie del suo quotidiano, mi domandò: “E il tuo compagno? La villa in Franciacorta?”, aggiungendo un “Tu non me la racconti giusta!”, o giù di lì. Cosa rispondergli se non che fossero troppo ingombranti per portarmeli in valigia? La buttai sul ridere, giusto per. A giudicare dall’espressione, però, ebbi lo strano sentore che non fosse suo costume apprezzare la sottile altrui ironia, diversamente da quanto non facesse per la sua.
Squillo di telefonino, dall’altro capo una voce chiaramente femminile (probabilmente quella dell’amica di cui sopra), mi disse che fosse il suo compagno, Adriano, in vacanza a Capri. E che avesse approfittato della trasferta partenopea, per concendersi anche lui qualche giorno sull’isola, invitando uno dei loro più cari amici, Aldo, che – testuali parole – “Conosci benissimo, poi scoprirai chi è”, in arrivo col treno da Roma. Della serie ‘Se proprio dobbiamo spararle, spariamole grosse’, avrebbero pernottato all’Hotel Vesuvio e l’indomani preso l’aliscafo per Marina Grande. Durante il pomeriggio, invece, era prevista una passeggiata fino a Posillipo, un aperitivo da Cimmino e cena in un ristorante scelto al momento. Entusiasta, gasatissimo, direi pirotecnico, invitò anche me. Nonostante qualche remora, accettai. Appuntamento alle 15:30 all’angolo tra via Calabritto e la Riviera di Chiaia, dove disse di voler portare la fotocamera e – testuali parole – “Ci fotografiamo davanti alle vetrine di Armani e nell’androne dell’Hotel Vesuvio facendo il verso alla Marchesa, poi le pubblichiamo sul forum e sai che divertimento?”. Gli lasciai il mio numero di telefono, pregandolo di avvisarmi se ci fosse stato qualche contrattempo o cambio di programma. Mi salutò con un – definito da lui – “bacio ortodosso” (triplo bacio ndr), a suo dire “portafortuna” (Ehh!) e ci lasciammo in vista del pomeriggio.Alessandro: autoreferenziale nel forum, autoreferenziale nel suo quotidiano. Un uomo, un personaggio. Solare il mattino, lunatico il pomeriggio.
Mi presentai puntuale all’appuntamento e lui stava già lì, preso da una telefonata. Un diverbio non so con chi, dal tono piuttosto acceso, che interruppe appena mi avvicinai. Imbarazzato, più di quanto non lo fosse lui, nonostante lo sguardo dei passanti (vista l’ora rari, per fortuna), non domandai.
Zero vitalità, faccia di circostanza, neanche l’ombra del suo amico. Al che, intuii che i buoni propositi avuti al mattino, fossero andati a farsi benedire.
Ovvio, però, che gli chiedessi dell’amico, ricevendo per pronta risposta un “Mi spiace, ma Aldo (che poi realizzai essere Indy ndr), non vuole avere rapporti con te. Per colpa tua, abbiamo anche litigato (badate bene, per colpa mia!) e domani torna a Roma. Mi spiace rompere con lui, ma se lo avessi saputo prima, non ti avrei invitato”. Segue pausa, il mio rimanerci di merda, le sue (neanche tanto) scuse, il tutto sminuito dal fatto che fosse nervoso.
Non so voi cosa avreste fatto al mio posto, ma io lo rassicurai dicendogli di raggiungere “il suo amico” in albergo, e che la mia vita poteva benissimo prescindere dalla continuazione del nostro incontro, insistendo sulla possibilità – da parte sua – di potermi avvisare per tempo, scongiurando isterismi – specie dell’altro – causa sottoscritto, e di non sentirmi in alcun modo responsabile dell’accaduto. Salutai e feci per andarmene, ma lui mi pregò di restare, anche perché – testuali parole – “L’ira di Aldo richiede tempo per sedarsi e se rientro in albergo litighiamo di nuovo.”
Scartò l’ipotesi di entrare in qualche locale (ad onor del vero, non è che la cosa allettasse più di tanto anche me, notoriamente socio-fobico), per via del suo abbigliamento (che non aveva assolutamente nulla di strano, anzi!) poco consono ai ritrovi del posto ma ideale per l’Hotel Vesuvio (ogni commento sarebbe superfluo), giacché non avesse avuto il tempo di cambiarsi, e mi propose di camminare un po’ – lapsus – prima di andare in stazione in tempo utile per trovare un treno. Seguì una scivolosissima arrampicata sugli specchi, e il lapsus, dopo l’uscita infelice di cui sopra, attribuito anch’esso al nervosismo. Malgrado avessi i coglioni rasoterra e l’entusiasmo a livello del nucleo interno terrestre, “non ci perdo la zappa”, mi dissi, e feci malvolentieri qualche passo con lui.
Neanche un centinaio di metri, parlando del più e del meno (io meno e lui più, manco ad ipotizzare per lontana idea il contrario; tra l’altro, colse l’occasione per pregarmi – la prima di due preghiere – di non ripetere continuamente che fosse napoletano, in quanto la cosa lo infastidisse) si disse stanco, sedendosi stremato su una panchina, un muretto, non ricordo, neanche se avesse partecipato alla versione pedestre del Giro d’Italia. Lui, che voleva passeggiare fino a Posillipo, sorseggiare un aperitivo da Cimmino e… beata fantasia!
La chiacchiera, invece, incredibilmente vigorosa. Poteva non affrontare l’argomento forum che tanto gli sta a cuore? Certo che no! Dopo aver appurato quali fossero i forumisti con cui avessi dei contatti, mi presentò il conto e pure l’imbasciata, quasi a volermi mortificare, con un curriculum di frequentazioni di tutto rispetto:
Cene, eventi mondani e viaggi con Ginori; l’incontro con Indy, lasciato a Firenze da un forumista, dopo un litigio e rientrando da un Gay Pride; alcuni lavori eseguiti per Lupu, le cene in casa di amici comuni; gli incontri in Corso Como con Montana e Sci-dandy, ad uno dei quali partecipò Francesco Belais e si parlò di mie confidenze fattegli in chat; l’ex fidanzato, oggi compagno di Simone Puntadirivista; la fattiva collaborazione di Sci-dandy nella stesura del suo libro, la visita al Mart, l’idea di scriverne un altro ispirato a me; l’amicizia con Shaka, i week-end passati con lui a Firenze, le gite a Venezia e Verona; Wienerwald, il viaggio in Germania, il passaggio per Fussen (“Ricordi la foto della Marchesa con panorama e castello?); Quanti e quali forumisti mi ritenessero pazzo (io, pazzo!)… [Molti di più, ma non li ricordo]Appena il tempo di chiedergli il motivo di alcune email e il riferimento Montana-Belais, che mi disse di dover fare una telefonata di lavoro urgente. Si spostò. Non essendo sordo, però, non potei esimermi dall’ascoltarlo: Contratti per migliaia di euro, nomi altisonanti, pubblicazioni su riviste importanti, viaggi in mezzo Mondo. Credergli o meno, l’ultima delle mie preoccupazioni. Parole.
Galeotto fu un ragazzino che passandogli accanto, esclamò (in dialetto napoletano): “Questo è scemo! Parla a telefono col cellulare spento”.
Ancora non so come ebbi la prontezza di farlo, approfittando che stesse di spalle, gli “strappai” il telefono dalla mano, rendendomi conto che realmente fosse spento. Ebbi una reazione nervosa che non so descrivere, mentre lui continuò a ripetermi che fosse uno scherzo pensato da tempo, che dovesse farmelo già a Firenze e gli servisse per testare la mia reazione, in quanto un capitolo del suo libro, avrebbe avuto per argomento la mia instabilità emotiva. Lo ammetto: gli sputai addosso. E lui mi spinse, facendomi cadere a terra. Mi alzai e me ne andai. Ma non prima – come se non bastasse – di una sua neanche tanto velata minaccia: “Ti pregherei – e siamo alla seconda preghiera – se non dicessi a nessuno del nostro incontro; non hai prove per dimostrarlo, quindi, ti denuncio”.Lo considero un brutto sogno. Come tale lo tratto, come tale lo ricordo, come tale gli do il valore che gli spetta.
Ricordate, però: Niente succede a caso. Talvolta, dietro gli accanimenti proiettati nel virtuale (in questo caso, nel forum), ci sono motivi che sconfinano nel reale.Lo ebbi da una storica, dovrebbe essere l’originale…
15 Giugno 2019 alle 13:46 #877198anonymous
PartecipanteIl delirio di Unicum.
Ai buoni intenditor… capacità di giudizio.Napoli, una mattina come tante, la casualità. Capitolo Belgioioso chiuso.
Camminavo nei pressi di Piazza della Borsa sperando di trovare un taxi libero, quando vidi avanzare verso di me una coppia di ragazzi, un lui e una lei che, parlando con voce piuttosto alta, passandomi accanto, mi permisero di intercettare un “Si, è lui!” che, naturalmente, destò la mia curiosità. Mi girai per osservarli meglio e capire chi fossero, che il ragazzo si rivolse a me con un “Guarda un po’ chi si vede, il caro Unicum!”, lasciandomi piuttosto attonito. Si avvicinarono, si presentò, realizzai di trovarmi di fronte ad un irriconoscibile Alessandro. Del resto, fino ad allora avevo visto soltanto una sua foto e la tenuta sportiva scelta quel giorno, con tanto di cappello e occhiali da sole, non certo agevolavano un’identificazione immediata. Mi presentò – presumo – la sua amica, Marianna (se non ricordo male), la salutò e le disse che l’avrebbe raggiunta da lì a poco in un negozio della zona.Alessandro: autoreferenziale nel forum, autoreferenziale nel suo quotidiano. Un uomo, un personaggio. Fatti i convenevoli di rito, mi disse di trovarsi a Napoli perché doveva scegliere – e in centro perché aveva accompagnato alla stazione della Circumvesuviana – delle persone per raggiungere la Costiera, dove avrebbero espletato la funzione di domestici in una delle proprietà di famiglia: “Una villa con piscina tra le più antiche e belle del sorrentino, dove – testuali parole – un giorno ti inviterò e farò visitare”. Tanto per variare tra paranoie del forum e paranoie del suo quotidiano, mi domandò: “E il tuo compagno? La villa in Franciacorta?”, aggiungendo un “Tu non me la racconti giusta!”, o giù di lì. Cosa rispondergli se non che fossero troppo ingombranti per portarmeli in valigia? La buttai sul ridere, giusto per. A giudicare dall’espressione, però, ebbi lo strano sentore che non fosse suo costume apprezzare la sottile altrui ironia, diversamente da quanto non facesse per la sua.
Squillo di telefonino, dall’altro capo una voce chiaramente femminile (probabilmente quella dell’amica di cui sopra), mi disse che fosse il suo compagno, Adriano, in vacanza a Capri. E che avesse approfittato della trasferta partenopea, per concendersi anche lui qualche giorno sull’isola, invitando uno dei loro più cari amici, Aldo, che – testuali parole – “Conosci benissimo, poi scoprirai chi è”, in arrivo col treno da Roma. Della serie ‘Se proprio dobbiamo spararle, spariamole grosse’, avrebbero pernottato all’Hotel Vesuvio e l’indomani preso l’aliscafo per Marina Grande. Durante il pomeriggio, invece, era prevista una passeggiata fino a Posillipo, un aperitivo da Cimmino e cena in un ristorante scelto al momento. Entusiasta, gasatissimo, direi pirotecnico, invitò anche me. Nonostante qualche remora, accettai. Appuntamento alle 15:30 all’angolo tra via Calabritto e la Riviera di Chiaia, dove disse di voler portare la fotocamera e – testuali parole – “Ci fotografiamo davanti alle vetrine di Armani e nell’androne dell’Hotel Vesuvio facendo il verso alla Marchesa, poi le pubblichiamo sul forum e sai che divertimento?”. Gli lasciai il mio numero di telefono, pregandolo di avvisarmi se ci fosse stato qualche contrattempo o cambio di programma. Mi salutò con un – definito da lui – “bacio ortodosso” (triplo bacio ndr), a suo dire “portafortuna” (Ehh!) e ci lasciammo in vista del pomeriggio.Alessandro: autoreferenziale nel forum, autoreferenziale nel suo quotidiano. Un uomo, un personaggio. Solare il mattino, lunatico il pomeriggio.
Mi presentai puntuale all’appuntamento e lui stava già lì, preso da una telefonata. Un diverbio non so con chi, dal tono piuttosto acceso, che interruppe appena mi avvicinai. Imbarazzato, più di quanto non lo fosse lui, nonostante lo sguardo dei passanti (vista l’ora rari, per fortuna), non domandai.
Zero vitalità, faccia di circostanza, neanche l’ombra del suo amico. Al che, intuii che i buoni propositi avuti al mattino, fossero andati a farsi benedire.
Ovvio, però, che gli chiedessi dell’amico, ricevendo per pronta risposta un “Mi spiace, ma Aldo (che poi realizzai essere Indy ndr), non vuole avere rapporti con te. Per colpa tua, abbiamo anche litigato (badate bene, per colpa mia!) e domani torna a Roma. Mi spiace rompere con lui, ma se lo avessi saputo prima, non ti avrei invitato”. Segue pausa, il mio rimanerci di merda, le sue (neanche tanto) scuse, il tutto sminuito dal fatto che fosse nervoso.
Non so voi cosa avreste fatto al mio posto, ma io lo rassicurai dicendogli di raggiungere “il suo amico” in albergo, e che la mia vita poteva benissimo prescindere dalla continuazione del nostro incontro, insistendo sulla possibilità – da parte sua – di potermi avvisare per tempo, scongiurando isterismi – specie dell’altro – causa sottoscritto, e di non sentirmi in alcun modo responsabile dell’accaduto. Salutai e feci per andarmene, ma lui mi pregò di restare, anche perché – testuali parole – “L’ira di Aldo richiede tempo per sedarsi e se rientro in albergo litighiamo di nuovo.”
Scartò l’ipotesi di entrare in qualche locale (ad onor del vero, non è che la cosa allettasse più di tanto anche me, notoriamente socio-fobico), per via del suo abbigliamento (che non aveva assolutamente nulla di strano, anzi!) poco consono ai ritrovi del posto ma ideale per l’Hotel Vesuvio (ogni commento sarebbe superfluo), giacché non avesse avuto il tempo di cambiarsi, e mi propose di camminare un po’ – lapsus – prima di andare in stazione in tempo utile per trovare un treno. Seguì una scivolosissima arrampicata sugli specchi, e il lapsus, dopo l’uscita infelice di cui sopra, attribuito anch’esso al nervosismo. Malgrado avessi i coglioni rasoterra e l’entusiasmo a livello del nucleo interno terrestre, “non ci perdo la zappa”, mi dissi, e feci malvolentieri qualche passo con lui.
Neanche un centinaio di metri, parlando del più e del meno (io meno e lui più, manco ad ipotizzare per lontana idea il contrario; tra l’altro, colse l’occasione per pregarmi – la prima di due preghiere – di non ripetere continuamente che fosse napoletano, in quanto la cosa lo infastidisse) si disse stanco, sedendosi stremato su una panchina, un muretto, non ricordo, neanche se avesse partecipato alla versione pedestre del Giro d’Italia. Lui, che voleva passeggiare fino a Posillipo, sorseggiare un aperitivo da Cimmino e… beata fantasia!
La chiacchiera, invece, incredibilmente vigorosa. Poteva non affrontare l’argomento forum che tanto gli sta a cuore? Certo che no! Dopo aver appurato quali fossero i forumisti con cui avessi dei contatti, mi presentò il conto e pure l’imbasciata, quasi a volermi mortificare, con un curriculum di frequentazioni di tutto rispetto:
Cene, eventi mondani e viaggi con Ginori; l’incontro con Indy, lasciato a Firenze da un forumista, dopo un litigio e rientrando da un Gay Pride; alcuni lavori eseguiti per Lupu, le cene in casa di amici comuni; gli incontri in Corso Como con Montana e Sci-dandy, ad uno dei quali partecipò Francesco Belais e si parlò di mie confidenze fattegli in chat; l’ex fidanzato, oggi compagno di Simone Puntadirivista; la fattiva collaborazione di Sci-dandy nella stesura del suo libro, la visita al Mart, l’idea di scriverne un altro ispirato a me; l’amicizia con Shaka, i week-end passati con lui a Firenze, le gite a Venezia e Verona; Wienerwald, il viaggio in Germania, il passaggio per Fussen (“Ricordi la foto della Marchesa con panorama e castello?); Quanti e quali forumisti mi ritenessero pazzo (io, pazzo!)… [Molti di più, ma non li ricordo]Appena il tempo di chiedergli il motivo di alcune email e il riferimento Montana-Belais, che mi disse di dover fare una telefonata di lavoro urgente. Si spostò. Non essendo sordo, però, non potei esimermi dall’ascoltarlo: Contratti per migliaia di euro, nomi altisonanti, pubblicazioni su riviste importanti, viaggi in mezzo Mondo. Credergli o meno, l’ultima delle mie preoccupazioni. Parole.
Galeotto fu un ragazzino che passandogli accanto, esclamò (in dialetto napoletano): “Questo è scemo! Parla a telefono col cellulare spento”.
Ancora non so come ebbi la prontezza di farlo, approfittando che stesse di spalle, gli “strappai” il telefono dalla mano, rendendomi conto che realmente fosse spento. Ebbi una reazione nervosa che non so descrivere, mentre lui continuò a ripetermi che fosse uno scherzo pensato da tempo, che dovesse farmelo già a Firenze e gli servisse per testare la mia reazione, in quanto un capitolo del suo libro, avrebbe avuto per argomento la mia instabilità emotiva. Lo ammetto: gli sputai addosso. E lui mi spinse, facendomi cadere a terra. Mi alzai e me ne andai. Ma non prima – come se non bastasse – di una sua neanche tanto velata minaccia: “Ti pregherei – e siamo alla seconda preghiera – se non dicessi a nessuno del nostro incontro; non hai prove per dimostrarlo, quindi, ti denuncio”.Lo considero un brutto sogno. Come tale lo tratto, come tale lo ricordo, come tale gli do il valore che gli spetta.
Ricordate, però: Niente succede a caso. Talvolta, dietro gli accanimenti proiettati nel virtuale (in questo caso, nel forum), ci sono motivi che sconfinano nel reale.Lo ebbi da una storica, dovrebbe essere l’originale…
15 Giugno 2019 alle 13:49 #877199anonymous
Partecipante@LaVanity wrote:
Invidia de che? Il denaro lo do per scontato teSSora, ci vuole ben altro.
Che hai scritto? Il denaro di chi dai per scontato?
GiurA che non ci ho capito una Qazza… :))15 Giugno 2019 alle 13:54 #877200puntedestetista
PartecipanteDa questo racconto immaginario è chiaro che Unicum vorrebbe farsi sbattere da Huge, dopo un triplice slinguazzata.
ORRORE
15 Giugno 2019 alle 13:56 #877201puntedestetista
Partecipante@La Marquì wrote:
AmorA mia: di questi tempi accontentati dei tuoi 5 giorni ad Ibiza…prima che tu possa fare un’altra vacanzuccia dovrai mangiarne di pane e cipolla!!!
:-)))
A luglio sei pernottamenti a Istanbul. A dicembre di nuovo a NY. Se fai la brava di posto le foto…
15 Giugno 2019 alle 13:56 #877202lavanity
PartecipanteMai stata invidioSSa in vita mia!
Della uni poi!
:-)))))))))))))))
Sinceramente non mi manca nulla…
15 Giugno 2019 alle 13:57 #877203puntedestetista
Partecipante@LaVanity wrote:
Mai stata invidioSSa in vita mia!
Della uni poi!
:-)))))))))))))))
Sinceramente non mi manca nulla…
Invidiosa di una nana griffata con accento irpino?
😆 :::::::::::::::::::::::::::::::::….
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