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anonymous.
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17 Giugno 2017 alle 8:52 #732540
anonymous
PartecipanteIeri ho partecipato al Gay Pride. Intanto più che Gay era Trans-Lesbo Pride visto che di gay (intesi come uomini che si sentono uomini ed a cui piacciono gli uomini) se ne sono visti pochini, e si che del mondo GLBT sono il 90%. L’unica Tv che ho visto è la TVlink, molto che la cosa faccia notizia, complici anche le istituzioni che hanno vietato dirette e quant’altro. Sui giornali di oggi leggo “siamo un milioni” ma dove? Di che di gambe e braccia? Non certo di partecipanti.
Ho deciso di seguire la sfilata non come partecipante, ma in un modo più costruttivo: tra la gente che stava a guardare. La voce più nefasta, e per fortuna l’unica, che ho sentito, è stata quella di un gruppetto di tre famiglie di turisti tunisini ( e per fortuna che la Tunisia è tra i paesi mussulmani più “emancipati”) che hanno detto che da loro sarebbero stati tutti arrestati e sgozzati. La maggior parte dei commenti erano derisori: guarda quello o quella quant’è ridicolo/a. E la cosa che più mi ha colpito è che chi faceva questi commenti erano soprattutto i più giovani.
Poi al passaggio dello striscione “siamo già FAMIGLIA”, i commenti erano: ma se sono così felici come dimostrano e sono già famiglia ma che vanno a chiedere?!?.
Al passaggio poi delle due o tre bandiere dell’Ulivo altri commenti: ma guarda stì fessi ancora che ci credono alla sinistra. Beh, a pensarci bene non è che hanno torto, a me sembra che la sinistra con il mondo GLBT si sia comportata come il pifferaio magico nell’omonima favola: ha incantato con belle promesse (in cui non ci pare ci credano poi tanto) solo per accaparrarsi quel 10% dei voti alle elezioni. In fin dei conti se ci guardiamo intorno geograficamente e storicamente in tutti i paesi a matrice storico politica di sinistra ancor oggi, semplicemente dichiararsi gay, è a proprio rischio e pericolo. Mentre i paesi in cui ci si può dichiarare pubblicamente, dove ci sono locali autorizzati, dove addirittura sono riconosciute forme di matrimonio ed anche adozioni sono paesi a matrice storico politica di centro o destra. Forse c’è da farci un pensiero anche da noi. Infatti ammiro molto la sezione gay trentina di Alleanza Nazionale che “combatte” per far capire a chi ti dice no che sta sbagliando, piuttosto che quelli che corrono dietro a chi ti promette e poi non mantiene. Credo che il Gay Pride è superato, se ci si vuol divertire fra pochi giorni apre il GAY Village. Ma se si vuole lottare per il riconoscimento dei propri diritti la strada è un’altra. Io personalmente non riconoscerei il diritto alla famiglia ed alla adozione a persone che mi si presentassero con il metodo del Gay Pride, anche se fossero etero. Il matrimonio e la crescita di una prole sono due cose che richiedono maturità, responsabilità, doveri, ma dal Gay Pride l’immagine che ne esce è di persone che amano la trasgressione, il divertimento, il sesso libero. Insomma persone che non sono idonee a quello che chiedono, non per le loro tendenze sessuali, ma per i loro valori. Credo che sia l’ora di agire seriamente. Organizzare convegni con storici, scienziati, psicologici che dichiarino scientificamente cos’è l’omosessualità e dall’altra parte politici di tutti gli schieramenti. E soprattutto divulgarlo alla gente comune. Perché la ragione dei no è frutto di ignoranza, e se vogliamo il riconoscimento dei nostri diritti dobbiamo dimostrare che si sbagliano, non avvalorare le loro tesi, come ahimè con questa parata si fa. Essere gay non è un atto contro natura: sono più di 2.500 le specie animali in cui il fenomeno è stato studiato, ed è stato dimostrato che la prole allevata da coppie di animali gay ha un tasso di sopravvivenza molto più alto della media delle coppie normali, perché i genitori gay sono molto più attenti e premurosi e l’avere i genitori dello stesso sesso non influisce sullo sviluppo “corretto” dei piccoli. Se questo è valido per gli animali perché non lo dovrebbe essere per gli umani? I pochi casi nel mondo confermano questa tesi. Ah, dimenticavo, la natura non è frutto di Dio che disse che è cosa buona? Che non sia una malattia psichica è ormai cosa superata, si ma nel mondo scientifico, non sarà mica il caso di dirlo e farlo sapere alla gente comune? Come anche che non è una scelta ma un modo di essere che abbiamo dalla nascita? -
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